{"id":75135,"date":"2019-11-02T10:32:51","date_gmt":"2019-11-02T09:32:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=75135"},"modified":"2021-01-23T15:03:07","modified_gmt":"2021-01-23T14:03:07","slug":"richard-strauss-celebrations-le-opere-elektra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/richard-strauss-celebrations-le-opere-elektra\/","title":{"rendered":"Richard Strauss  (1864 &#8211; 1949): &#8220;Elektra&#8221; (1909)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Richard Strauss <\/strong>(Monaco di Baviera 1864 \u2013 Garmisch-Partenkirchen 1949)<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em><strong>&#8220;Elektra&#8221; op. 58<\/strong>, opera in un atto su libretto di Hugo von Hofmannsthal tratto dall\u2019omonima tragedia di Sofocle.<br \/>\nPrima rappresentazione: K\u00f6nigliches Opernhaus di Dresda, 25 gennaio 1909<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/qb-9mWwxoPc\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Dopo il successo di<em> Salome<\/em><\/strong>, <strong>Strauss, <\/strong>il cui primo impatto con il teatro musicale avvenuto con la sua prima opera <em>Guntram<\/em> clamorosamente fischiata, non era stato dei migliori, cerc\u00f2 di sfruttare il mutato atteggiamento del pubblico nei suoi confronti scrivendo immediatamente una nuova opera. Egli, in realt\u00e0, avrebbe voluto confrontarsi con un soggetto leggero, comico, quasi <em>mozartiano<\/em>, come ebbe modo di affermare descrivendo il suo <em>Rosenkavalier<\/em>, ma <strong>la rappresentazione della tragedia <em>Elektra<\/em>, che Hugo von Hofmannsthal aveva liberamente tratta da Sofocle<\/strong>, messa in scena a Berlino con la regia di Max Reinhardt e la superba interpretazione di Gertrud Eysoldt, che aveva portato al successo la <em>Salom\u00e8 <\/em>di Oscar Wilde, attir\u00f2 fortemente la sua attenzione, per cui decise di mettere in musica questo soggetto. Nel 1906 Strauss chiese subito ad Hofmannsthal, con il quale era gi\u00e0 entrato in contatto a Parigi nel 1900 per il progetto di un balletto intitolato <em>Il trionfo del tempo<\/em>, di poter musicare l\u2019<em>Elektra<\/em> ottenendo un immediato quanto entusiastico consenso, come si apprende da una breve lettera inviata dal drammaturgo austriaco il 7 marzo 1906:<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u201cEgregio e caro signore,<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">come va tra lei ed <em>Elektra<\/em>? \u00c8 davvero la speranza di una non piccola gioia quella che Ella ha fatto nascere in me in modo tanto inatteso e vivo. La prego di farmi sapere in poche righe se questa speranza possa restar desta o debba mettersi a dormire.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Quanto pi\u00f9 ci pensavo, tanto pi\u00f9 attuabile mi appariva \u2013 ma forse a Lei accadeva il contrario\u201d. (Hugo von Hofmannsthal-Richard Strauss, <em>Epistolario<\/em>, Adelphi, Milano, 1953, p. 14).<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Strauss, in effetti, mostrava qualche perplessit\u00e0 sull\u2019opportunit\u00e0 di mettere in musica questo soggetto <\/strong>a causa delle sue evidenti affinit\u00e0 con l\u2019opera precedente soprattutto nella rappresentazione di un mondo psichico simile a quello di <em>Salome<\/em>. Nella lettera di risposta inviata l\u201911 marzo 1906, il compositore scrisse, infatti:<\/span><br \/>\n<em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u201cIllustre signor Hofmannsthal!<\/span><\/em><br \/>\n<em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Ho come sempre una grandissima passione per Elektra e l\u2019ho anche gi\u00e0 ridotta ottimamente per il mio uso personale. La domanda cui non ho ancora definitivamente risposto (questo si decider\u00e0 nell\u2019estate, il periodo della mia attivit\u00e0 produttiva) \u00e8 solo se io, subito dopo Salome, ho l\u2019energia per trattare con piena freschezza un altro soggetto per vari aspetti cos\u00ec simile, o se non faccio meglio ad accostarmi ad Elektra non prima di alcuni anni, quando mi sia molto pi\u00f9 allontanato dallo stile di Salome.<\/span><\/em><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Perci\u00f2 mi sarebbe prezioso, in tutti i casi, sapere che cosa d\u2019altro Lei abbia in serbo per me e se io possa forse intraprendere prima di <em>Elektra<\/em> un Suo soggetto pi\u00f9 distante di <em>Salome\u201d<\/em>. (<em>ivi<\/em>, pp. 14-15)<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Hofmannsthal fu irremovibile<\/strong> nel rifiutare ogni discussione circa la possibile scelta di un altro soggetto e in una lettera del 27 aprile 1906 annull\u00f2 tutte le perplessit\u00e0, affermando perentoriamente:<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u201cDevo dire per\u00f2 che, per quello che a mio vedere \u00e8 lo stato delle cose, sarei lietissimo se per lei fosse possibile insistere prima di tutto con <em>Elektra<\/em>, le cui \u00absomiglianze\u00bb con l\u2019argomento di <em>Salome <\/em>dopo attenta riflessione mi sembrano ridursi a nulla. (Tutte e due sono in un atto, ognuna ha per titolo un nome di donna, entrambe si svolgono nel mondo antico, entrambe le ha recitate a Berlino per la prima volta la Eysoldt: credo che tutta la somiglianza stia in questo). L\u2019impasto cromatico nei due lavori mi sembra sostanzialmente diverso: scarlatto e viola, direi, in <em>Salome<\/em>, in un\u2019atmosfera rovente; invece in <em>Elektra<\/em> una mescolanza di notte e luce, nero e chiaro. Per di pi\u00f9 quella concatenazione di motivi, legati a Oreste e alla sua azione, che con impeto crescente sbocca nella vittoria e nell\u2019espiazione &#8211; e io me la immagino incomparabilmente pi\u00f9 possente nella musica che nei versi \u2013 mi sembra che non solo non abbia un corrispettivo, ma neppure qualcosa di lontanamente somigliante in <em>Salome<\/em>\u201d (<em>ivi<\/em>, pp. 16-17).<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Nonostante le perplessit\u00e0, dovute alle innegabili ed evidenti somiglianze con <em>Salome<\/em><\/strong>di cui sembra ricalcare sia il sistema dei personaggi con la coppia perversa Clitemnestra-Egisto che non pu\u00f2 non ricordare quella formata da Erode e da Erodiade, sia la presenza di un personaggio salvifico, Oreste, assimilabile a Jokanaan, sia, infine, la follia allucinatoria delle due eponime protagoniste, il soggetto di <em>Elektra<\/em>, in realt\u00e0, aveva gi\u00e0 conquistato Strauss per il carattere violento, barbarico e passionale del mito, che dava della Grecia una rappresentazione diametralmente opposta a quella classica di aurea bellezza apollinea consegnata dalla tradizione risalente a Winckelmann e filtrata nella cultura tedesca da Goethe. Nella trasposizione teatrale di Hofmannsthal, inoltre, il mito classico si prestava molto bene ad una lettura integralmente moderna, resa possibile dalla recente scoperta della psicanalisi. Elektra, la protagonista, legata al padre Agamennone e al fratello Oreste da un amore che, in alcuni momenti, mostra aspetti morbosi per la ricerca ossessiva e quasi patologica della vendetta e per un linguaggio estremamente duro quando non addirittura animalesco per la presenza di verbi quali \u00abululare\u00bb, \u00abgemere\u00bb, \u00aburlare\u00bb e \u00abgridare\u00bb, potrebbe essere immaginata distesa sul lettino di Freud o di uno dei suoi allievi per le necessarie sedute terapeutiche psicanalitiche. <strong>Non solo per questi aspetti contenutistici ma anche per la struttura formale, il testo di Hofmannsthal si prestava ad essere facilmente messo in musica.<\/strong> Fatta eccezione per qualche piccolo taglio, sempre necessario per una trasposizione librettistica di un testo teatrale, Strauss chiese ad Hofmannsthal, allo scopo di ottenere una maggiore tensione drammatica, di limitarsi a modificare solo alcuni versi, in particolar modo nel duetto che ha come protagonisti Elektra e Crisotemide. Nella trasposizione librettistica fu, quindi, mantenuta intatta la struttura in un atto unico con un &#8220;prologo&#8221;, in cui sei ancelle, esercitando funzioni simili a quelle del coro greco, narrano l\u2019antefatto della vicenda, e con un monologo in cui Elektra evidenzia subito il carattere quasi patologico della sua ossessione per l\u2019insistenza su immagini di sangue e di morte che rendono con maggiore intensit\u00e0 drammatica il modello greco, nel quale erano pur presenti situazioni atroci, come il matricidio e il rapporto immorale fra Egisto e Clitemnestra.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Dopo l\u2019adattamento del dramma alla forma librettistica, Strauss lavor\u00f2 alla partitura musicale in meno di due anni e la complet\u00f2 il 22 settembre 1908;<strong> l\u2019opera and\u00f2 in scena per la prima volta il 25 gennaio 1909 al K\u00f6nigliches Opernhaus di Dresda <\/strong>sotto la direzione di Ernst von Schuch con Annie Krull (Elektra), Ernestine Schumann-Heink (Clitemnestra), Karl Perron (Oreste), Johannes Sembach (Aegisthus) riscuotendo un notevole successo, che, tuttavia, non convinse il compositore, il quale lo ritenne pi\u00f9 un attestato di stima nei suoi confronti da parte del pubblico che un vero apprezzamento per il reale valore musicale dell\u2019<em>Elektra<\/em>.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Nonostante il giudizio fin troppo severo di Strauss, l\u2019opera si afferm\u00f2 immediatamente in tutta Europa <\/strong>e naturalmente anche in Italia, dove trionf\u00f2 per la prima volta alla Scala di Milano il 6 aprile del 1909 sotto la direzione di Edoardo Vitale. Questo successo fu, per\u00f2, momentaneamente offuscato dal <em>Rosenkavalier<\/em> (<em>Il cavaliere della rosa<\/em>) che, rappresentato a Dresda il 26 gennaio 1911, sostitu\u00ec nei gradimenti del pubblico l&#8217;<em>Elektra <\/em>per un certo periodo; soltanto negli anni Trenta alcune rappresentazioni negli Stati Uniti\u00a0 determinarono il definitivo successo dell\u2019opera e la sua stabile collocazione nei cartelloni dei maggiori teatri mondiali.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>In quest\u2019opera, strutturata, dal punto di vista formale, secondo i canoni del <em>Wort-Ton-Drama<\/em> (<em>dramma di parole e musica<\/em>) wagneriano<\/strong> dal momento che si presenta come un unico e continuo discorso musicale privo di forme chiuse, \u00e8 perfettamente realizzata la concezione musicale di Strauss fondata sulla sorpresa, come Adorno ebbe modo di affermare:<\/span><br \/>\n<em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u201cIl suo stile e la sua tecnica si basano sul principio della sorpresa\u2026 La possibilit\u00e0 della sorpresa ha bisogno dei resti dell\u2019idioma tradizionale: solo sul loro sfondo e non all\u2019interno di un tessuto linguistico nuovo essa pu\u00f2 prosperare\u201d.<\/span><\/em><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Il carattere innovativo di quest\u2019opera non risiede, quindi, nel linguaggio musicale mutuato dalla tradizione e caratterizzato dall\u2019armonia cromatica di ascendenza wagneriana condotta alle estreme conseguenze, ma nella costruzione di una macchina perfetta fondata sulla sorpresa, <\/strong>rappresentata, in un mondo in cui tutto appare come la manifestazione del male, da personaggi quali Crisotemide dedita interamente alla sua aspirazione normale di crearsi una famiglia, e da situazioni positive che coinvolgono anche la problematica eponima protagonista quando si abbandona al sogno di una possibile e auspicata ricomposizione del proprio nucleo familiare. In questi e in altri momenti felici e di sogno, costituiti anche dal ritorno di Oreste o dalla rievocazione del padre Agamennone, la musica assume toni e movenze pi\u00f9 dolci e gentili, quasi da valzer viennese, che anticipano alcuni esiti a cui Strauss sarebbe giunto nel <em>Rosenkavalier<\/em>, interamente pervaso da un\u2019atmosfera e da uno spirito leggeri. Nell\u2019<em>Elektra<\/em> questi momenti di distensione si alternano ad altri di alto contenuto drammatico in un equilibrato e, al tempo stesso, contrastante gioco di chiaroscuri, idoneo a tenere sempre desta l\u2019attenzione del pubblico nella continua alternanza tra momenti di leggerezza quasi <em>viennese<\/em> ed altri di forte e commovente tragicit\u00e0. <strong>Alla rappresentazione di questo effetto contribuisce in maniera determinante la musica c<\/strong>he ora si snoda in un fluente e dissonante cromatismo di intensa drammaticit\u00e0, ora trova attimi di quiete sull\u2019accordo di quarta e sesta che, anticipando l\u2019armonia della tonica, ne riproduce l\u2019effetto complessivamente tranquillizzante. La tranquillit\u00e0, per\u00f2, \u00e8 solamente sfiorata in quest\u2019opera la cui musica rende perfettamente il precipitare dell\u2019azione verso la tragica e delirante conclusione nella quale Elektra, felice per aver compiuto la sua vendetta, muore danzando in modo disumano, mentre la sorella Crisotemide, ormai preda di uno spavento grande e incontrollabile, percuote, come una forsennata, la porta del palazzo gridando con l\u2019angoscia nel cuore il nome del fratello: \u00abOrest, Orest!\u00bb.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong><em>L\u2019opera<\/em><\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">La scena iniziale dell\u2019opera, ambientata nel palazzo degli Atridi a Micene nel periodo immediatamente successivo alla Guerra di Troia, si apre musicalmente nel nome di Agamennone con un aforistico tema di quattro note sull\u2019accordo di <em>re minore<\/em>, destinato ad accompagnare appunto il nome dell\u2019eroe acheo quando questo sar\u00e0 pronunciato da Elektra. Sin dalla prima battuta la presenza di Agamennone sembra aleggiare come un fantasma sulla vicenda e, se da una parte fomenta l\u2019ossessione di vendetta di Elektra, dall\u2019altra costituisce per i due scellerati amanti lo spettro della loro coscienza che incombe su di loro.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Dopo questo violento quasi barbarico accordo l\u2019eponima protagonista \u00e8 presentata da sei ancelle (<em>Wo bleibt Elektra?<\/em>) che, se da una parte sembrano assumere in un certo qual modo la funzione del coro greco, dall\u2019altra costituiscono una valida realizzazione di un <em>io <\/em>frammentato che non riesce a dare un giudizio unitario e coerente sul personaggio di Elektra. Esse ci presentano la protagonista secondo il loro punto di vista, per nulla oggettivo, frammentario, quando non addirittura contraddittorio; se una delle ancelle la definisce, infatti, in modo animalesco come una <em>eine wilde Katze<\/em> (<em>una gatta selvaggia<\/em>), la pi\u00f9 giovane di esse prova una forma di compassione per la principessa micenea, la cui unica occupazione \u00e8 quella di aggirarsi silenziosa per la reggia quasi come un fantasma che ricorda alla madre Clitemnestra l\u2019orribile delitto commesso. La musica di questa scena iniziale appare frammentaria con l\u2019introduzione di temi e motivi brevi che accompagnano le parole delle ancelle le quali non riescono quasi mai a librarsi in squarci melodici eccezion fatta per il passo in cui la quinta ancella descrive l\u2019origine regale di Elektra. Anche l\u2019armonia fluttuante non trova mai un momento di requie in questa scena al cui clima di agitazione contribuisce anche la scelta di Strauss di introdurre degli sfasamenti di accenti.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Introdotta dal tema che aveva accompagnato le parole pronunciate dalla quinta ancella, quasi ad esprimere l\u2019intenzione di Strauss di porre l\u2019accento sul carattere regale della donna, appare sulla scena Elektra (<em>Allein!<\/em>) che rievoca la morte del padre Agamennone in un lungo monologo in cui si susseguono immagini, piene di sangue, di forte valenza drammatica, rese da una musica di straordinaria violenza sia per la struttura armonica che melodica con un fascio di motivi diversi tra cui spicca, su un accordo di <em>re minore<\/em>, quello di Agamennone. Nel monologo di Elektra, aperto e chiuso nel segno di Agamennone con la rievocazione del tema iniziale che lo percorre tutto sia nella parte vocale che in quella orchestrale, si possono distinguere nitidamente tre momenti: la rievocazione dell\u2019omicidio di Agamennone, la determinazione, da parte di Elektra, di vendicarsi e la visione della vittoria con un\u2019esaltazione trionfale e allucinatoria. Il monologo, quindi, vive di un crescendo di emozioni, reso anche da una scrittura vocale franta con intervalli impervi e in una tessitura particolarmente tesa che giunge fino al <em>do<\/em> acuto. Solo nella fase conclusiva, quando Elektra pregusta il trionfo, si apre a scorci lirici sempre esaltati che, tuttavia, culminano in una morbida cadenza tradizionale sull\u2019accordo della dominante di <em>do maggiore<\/em>.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">La donna \u00e8 interrotta dall\u2019ingresso in scena di Crisotemide (<em>Elektra!<\/em>), preoccupata per le sorti della sorella. La fanciulla, che non nutre alcun sentimento di vendetta, ma desidera soltanto crearsi una famiglia, informa Elektra della decisione presa da Clitemnestra ed Egisto di chiuderla in una torre, dal momento che la madre la ritiene responsabile dell\u2019atmosfera pesante che grava sulla reggia. Alla richiesta accorata di Crisotemide, che cerca di indurre la sorella ad abbandonare i suoi propositi di vendetta e a mutare atteggiamento, Elektra, destata dal sogno allucinatorio, risponde in modo scostante e violento e, alla fine, le lancia uno sguardo strano e inquietante, quasi folle. Musicalmente caratterizzata con temi gi\u00e0 ascoltati in precedenza e rielaborati, la scena, che inizialmente non ha un momento di pace, trova il suo punto culminante nello splendido episodio lirico, scandito su un regolare \u00be, a cui d\u00e0 vita Crisotemide (<em>Ich habs wie Feuer<\/em>), nel quale la donna esprime le sue inquietudini e chiede alla sorella di desistere dai suoi propositi di vendetta.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Crisotemide fugge via, dopo aver scongiurato invano Elektra di evitare l&#8217;incontro Clitemnestra che si stava avvicinando per recarsi al tempio dove avrebbe pregato gli dei affinch\u00e9 la liberassero dai suoi frequenti incubi notturni durante i quali le era apparso in sogno il figlio Oreste, da lei cacciato quando era ancora giovanissimo<strong>.<\/strong> Avvicinatasi ad Elektra e rimasta sola con lei dopo aver cacciato via il suo seguito, le chiede, in una scrittura vocale che indulge al parlato con significativi ribattuti, in che modo possa liberarsi definitivamente dagli incubi che la tormentano e in particolar modo quale bestia immolare come vittima agli dei. Finalmente Elektra si decide a parlarle rispondendo che soltanto un sacrificio umano avrebbe potuto ottenere il miracolo sperato e, in seguito alle pressanti richieste della madre che chiede maggiori particolari sul sacrificio, afferma in modo enigmatico che la vittima \u00e8 una donna sposata destinata ad essere uccisa da un familiare. In realt\u00e0 la musica continua a rivelare l\u2019ossessione di Elektra che intona, quasi a ricordare a Clitemnestra il delitto di cui si \u00e8 macchiata, sempre il tema iniziale di quattro note associato al nome di Agamennone. Clitemnestra rimane turbata, credendosi destinataria della profezia, ma la falsa notizia della morte di Oreste, sussurratale all\u2019orecchio da una della ancelle appena rientrate in scena, sembra restituirle una certa serenit\u00e0 inducendola ad assumere un atteggiamento minaccioso verso la figlia. Qui Strauss d\u00e0 vita ad un interludio orchestrale nel quale mostra tutto il suo virtuosismo nell\u2019orchestrazione con passi dove emergono delle \u201cvoci\u201d solistiche.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Con l\u2019uscita di scena di Clitemnestra sembra, come \u00e8 stato notato da Massimo Mila, che sia avvenuta una cesura, in quanto:<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u201c\u00e8 finita la parte statuaria della presentazione dei personaggi principali, ed inizia la parte d\u2019azione e d\u2019intrigo, se questi termini si possono usare per un\u2019opera che della staticit\u00e0 fa una scelta deliberata e un partito preso\u201d (M. Mila, <em>Elettra: l\u2019altalena della felicit\u00e0 e dell\u2019orrore<\/em>, in <em>I costumi della Traviata<\/em>, Pordenone, Edizioni Studio Tesi, 1984, p. 213).<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">La falsa notizia sembra confermata da Crisotemide che, entrando in scena trafelata, informa la sorella, ancora ignara di quanto era accaduto e incredula. L\u2019agitatissimo colloquio fra le due sorelle\u00a0 si caratterizza per la ripresa del tema di Agamennone in una forma rielaborata e con l\u2019aggiunta di un disegno cromatico discendente quasi a marcare come la tragedia abbia colpito, almeno secondo le notizie riferite, anche Oreste, colui che avrebbe dovuto vendicare la morte del padre. La notizia \u00e8 confermata anche dal servo (<em>Platz da<\/em>) che chiede, in una scrittura agitata, ma armonicamente condotta in modo tradizionale, un cavallo al palafreniere per riferire ad Egisto l\u2019avvenuta morte di Oreste.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">A questo punto Elektra, prendendo atto dell\u2019accaduto, cerca di convincere la sorella che tocca a loro compiere la vendetta (<em>Nun muss es hier)<\/em>. Crisotemide, assalita dall\u2019orrore manifestato nella domanda\u00a0 <em>Sprichst du von der Mutter?<\/em> (<em>Parli tu di nostra madre?<\/em>, che resta in sospeso, senza alcuna risposta, come l\u2019accordo dominantico su cui \u00e8 intonata la parola \u00abMutter\u00bb, oppone un rifiuto, ma Elektra la serra tra le sue braccia in un modo ambiguo. Mentre la protagonista esalta la verginea forza della sorella capace di compiere la vendetta (<em>Wie stark du bist<\/em>) su una scrittura insolitamente pi\u00f9 stabile dal punto di vista armonico su un rassicurante pedale di <em>mi bemolle maggiore<\/em>, l\u2019orchestra ricorda ancora una volta il nome di Agamennone quasi a rendere evidente l\u2019inconscia ossessione che agita la donna. A nulla valgono i tentativi di Crisotemide di ricondurre a pi\u00f9 miti consigli Elektra che, da parte sua, le promette suo aiuto nelle eventuali difficolt\u00e0 e negli eventi dolorosi della vita. Alla fine Crisotemide fugge ed Elektra la maledice, mentre l\u2019orchestra tace per esplodere subito dopo in una violenza quasi \u201cbarbarica\u201d.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Distrutta, ma ferma nel suo proposito di vendetta Elektra decide di compierla da <em>sola <\/em>e va a scavare nei pressi del muro del palazzo alla ricerca della scure che Egisto aveva utilizzato per uccidere Agamennone e da lei nascosta per servirsene al momento opportuno. Qui Strauss introduce un nuovo breve brano sinfonico interamente costruito su un tema cromatico costruito su semitoni ora ascendenti ora discendenti che, sovrapposto al breve motivo marziale che annuncia l\u2019ingresso di Oreste, costituir\u00e0 il materiale melodico del successivo intervento di Elektra.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">In questo momento si produce un vero e proprio colpo di scena. Annunciato da marziali ottoni che introducono il brevissimo tema di carattere eroico gi\u00e0 udito in precedenza, entra Oreste, il quale, inizialmente, non si fa riconoscere dalla sorella; questa, dopo aver chiesto all\u2019uomo il motivo della sua presenza in quel luogo (<em>Was willst du, fremder Mensch?<\/em>), comincia a lamentarsi della sua solitudine. L\u2019uomo, inizialmente, si qualifica come un compagno di Oreste del quale narra la morte causata dai suoi stessi cavalli che lo avrebbero travolto, ma, dopo aver riconosciuto nella donna che ha di fronte Elektra, rivela che egli \u00e8 vivo. Un vecchio servitore, tuttavia, riconosce Oreste e in segno di rispetto gli bacia, insieme ad altri servitori, i piedi e le mani, mentre Elektra,\u00a0 riconosciuto il fratello, grida con sorpresa <em>Orest!<\/em> La tensione accumulata fino a questo punto si scioglie prima in un breve passo sinfonico costruito sul tema cromatico precedentemente ascoltato che qui assume toni trionfali, e, poi, in una delle pagine pi\u00f9 famose e pi\u00f9 serene dell\u2019opera, in cui \u00e8 espressa, attraverso un lirismo quasi estatico, tutta la felicit\u00e0 di Elektra per il ritorno del fratello con il quale evoca le gioie della famiglia riunita (<em>Es r\u00fchrt sich niemad<\/em>). Alla fine, dopo un lungo dialogo, Oreste promette ad Elektra che si sarebbe vendicato alla prima occasione; questa si presenta immediatamente con l\u2019annuncio, da parte del suo vecchio mentore, che non ci sono uomini in casa. Oreste va a compiere la sua vendetta, mentre Elektra, preoccupata per non aver potuto dare la scure ad Oreste, rimane sola in un\u2019attesa ansiosa, creata con una nuova pagina orchestrale di cui assoluto protagonista \u00e8 il tema armonico e dissonante gi\u00e0 udito nella scena iniziale dell\u2019opera. Questo clima d\u2019ansia raggiunge il suo punto culminante quando si ode l\u2019urlo di Clitemnestra nel momento in cui viene assassinata dal figlio.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Richiamate dall\u2019urlo accorrono sia le ancelle sia Crisotemide sgomente quando si sentono i passi di Egisto che inducono le donne a fuggire nel timore che possa ucciderle ritenendole responsabili di qualche fatto orribile commesso all\u2019interno del palazzo. L\u2019uomo, che chiede inutilmente di fargli luce (<em>He! Lichter!<\/em>), incontra fuori Elektra la quale dissimula una forma di gentilezza, confermando nel frattempo la falsa notizia della morte di Oreste; l\u2019atteggiamento falsamente cortese della donna, sottolineato da una musica ammiccante che fa tesoro dei temi precedenti esposti, desta una certa sorpresa nell\u2019uomo che, del tutto ignaro di ci\u00f2 che sta avvenendo, entra nel palazzo subendo la stessa sorte di Clitemnestra sulle raggelanti sonorit\u00e0 dei violini primi, mentre Elektra urla ancora una volta il nome del padre intonando il tema che lo ha caratterizzato per tutta l\u2019opera.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Alla morte di Egisto si scatena la lotta tra i suoi partigiani e quelli di Oreste che risultano vincitori; la musica sottolinea questi momenti con una scrittura estremamente moderna nella quale si nota anche la perizia contrappuntistica di Strauss. Elektra, felice per la compiuta vendetta, incomincia a danzare un folle e trionfale valzer di morte ordinando alla sorella di fare lo stesso, ma, nel momento culminante sottolineato da un lancinante accordo di <em>mi bemolle minore<\/em>, cade morta inebriata da questa gioia che rasenta la follia. Mentre il tema di Agamennone risuona ancora una volta in orchestra sancendo la compiuta vendetta, Crisotemide, quasi presaga della dura sorte che attender\u00e0 Oreste proprio a causa del duplice omicidio commesso, grida il suo nome in una forma lancinante e interrogativa fermandosi su un enigmatico e inquietante <em>fa diesis<\/em>, quarto grado alterato di <em>do maggiore<\/em>, tonalit\u00e0 in cui si conclude l\u2019opera.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Richard Strauss (Monaco di Baviera 1864 \u2013 Garmisch-Partenkirchen 1949) &#8220;Elektra&#8221; op. 58, opera in un atto su libretto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":48,"featured_media":97985,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15,295],"tags":[11581,11576,14671,1066,11579,445,11577,11512,11575,4703,5062,11574,11578,11505,14675,2887,8997,11580],"class_list":["post-75135","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondimenti","category-richard-strauss","tag-alessandra-marc","tag-annie-krull","tag-approfondimenti","tag-deborah-voigt","tag-edoardo-vitale","tag-elektra","tag-ernestine-schumann-heink","tag-ernst-von-schuch","tag-gertrud-eysoldt","tag-giuseppe-sinopoli","tag-hanna-schwarz","tag-hugo-von-hofmannsthal","tag-johannes-sembach","tag-karl-perron","tag-richard-strauss","tag-samuel-ramey","tag-siegfried-jerusalem","tag-sofocle"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/75135","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/48"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=75135"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/75135\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87052,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/75135\/revisions\/87052"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/97985"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=75135"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=75135"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=75135"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}