{"id":75228,"date":"2014-07-29T09:46:56","date_gmt":"2014-07-29T07:46:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=75228"},"modified":"2016-12-23T10:45:09","modified_gmt":"2016-12-23T09:45:09","slug":"festival-della-valle-ditria-2014-la-donna-serpente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/festival-della-valle-ditria-2014-la-donna-serpente\/","title":{"rendered":"Martina Franca, Festival della Valle d&#8217;Itria: &#8220;La donna serpente&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><em>Martina Franca, Cortile di Palazzo Ducale &#8211; Festival della Valle d&#8217;Itria 2014<br \/>\n<\/em><strong>&#8220;LA DONNA SERPENTE&#8221;<br \/>\n<\/strong>Opera fiaba in un prologo, tre atti e sette quadri di Cesare Vico Ludovici, da Carlo Gozzi<br \/>\nMusica di <strong>Alfredo Casella<\/strong><em><br \/>\nAltid\u00f2r <\/em>ANGELO VILLARI<em><br \/>\nMiranda <\/em>ZUZANA MARKOV\u00c1<em><br \/>\nArmilla <\/em>VANESSA GOIKOETXEA<em><br \/>\nFarzana <\/em>ANTA JANKOVSKA<em><br \/>\nCanzade <\/em>CANDIDA GUIDA<em><br \/>\nAlditr\u00faf <\/em>SIMON EDWARDS<em><br \/>\nAlbrig\u00f2r <\/em>DOMENICO COLAIANNI<em><br \/>\nPant\u00f9l <\/em>PAVOL KUBAN<em><br \/>\nTartag\u00edl <\/em>TIMOTHY OLIVER<em><br \/>\nT\u00f2grul <\/em>DAVIDE GIANGREGORIO<em><br \/>\nDemogorg\u00f2n <\/em>CARMINE MONACO<em><br \/>\nLa Corifea \/ Una voce nel deserto \/ La fatina Smeraldina<\/em> CAROLINA LIPPO<em><br \/>\nBadur \/ Il Corifeo <\/em>GIORGIO CELENZA<em><br \/>\nUn primo messo \/ La voce del mago Ge\u00f2nca <\/em>ROCCO CAVALLUZZI<em><br \/>\nUn secondo messo <\/em>FRANCESCO CASTORO<em><br \/>\n<\/em>Orchestra Internazionale d\u2019Italia<br \/>\nMaestro concertatore e direttore d\u2019orchestra <strong>Fabio Luisi<\/strong><br \/>\nCoro della Filarmonica di Stato \u201cTransilvania\u201d di Cluj-Napoca<br \/>\nMaestro del coro <strong>Cornel Groza<br \/>\n<\/strong>Regia <strong>Arturo Cirillo<\/strong><br \/>\nScene <strong>Dario Gessati<\/strong><br \/>\nCostumi <strong>Gianluca Falaschi<\/strong><br \/>\nDisegno luci <strong>Giuseppe Calabr\u00f2<\/strong><br \/>\nCoreografia <strong>Riccardo Olivier<\/strong><br \/>\nDanzatori Fattoria Vittadini, Mattia Agatiello, Cesare Benedetti, Luciano Ariel Lanza, Vilma Trevisan<br \/>\nCoproduzione con la Fondazione Teatro Regio di Torino<em><br \/>\n<em>Martina Franca, 26 Luglio 2014<br \/>\n<\/em><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una rinnovata attenzione alla produzione operistica del Novecento ha contrassegnato le pi\u00f9 recenti programmazioni del Festival della Valle d\u2019Itria. Per la quarantesima edizione \u00e8 stata riproposta <strong><em>La donna serpente<\/em><\/strong> di <strong>Alfredo Casella<\/strong> (Roma 1932), un\u2019opera improntata a un evidente intellettualismo, dalla scrittura densa e ricca di preziosismi, estremamente impegnativa sul piano esecutivo. La rilettura del Gozzi fiabesco operata da Casella in collaborazione col librettista Ludovici si poneva sulla scia d\u2019un processo di riavvicinamento delle avanguardie musicali al mondo del melodramma, filtrato dalla categoria del \u2018fantastico\u2019. La drammaturgia sconnessa e sghemba derivante dai percorsi narrativi delle fiabe gozziane si dimostrava funzionale a una sorta di cubismo teatral-musicale, caro a Stravinskij, che pochi compositori seppero incarnare. Casella ne diede la declinazione pi\u00f9 complessa e raffinata, incorrendo tuttavia nel rischio della deriva cronometrica, della perdita d\u2019efficacia scenica, della ridondanza.<br \/>\nAllestire uno spettacolo della durata di tre ore, imperniato su una logica di continua giustapposizione (di scene, di stacchi di tempo, di registri linguistici e stilistici) \u00e8 una sfida non diversa da quella che mira alla riesumazione di opere barocche (paradossalmente il melodramma del Seicento e quello del secolo scorso offrono al regista e al direttore d\u2019orchestra problemi molto simili). L\u2019elemento che ha condotto questo allestimento a un\u2019ottima riuscita pu\u00f2 rintracciarsi tanto nel gusto ludico che ha mosso le scelte registiche, ben allineato allo spirito di Gozzi, quanto nella continua suggestione coloristica offerta dai costumi di <strong>Gianluca Falaschi<\/strong>, esaltati dal perfetto gioco di luci di <strong>Giuseppe Calabr\u00f2<\/strong>. Assistendo a una tale fantasmagoria poco importava, anche allo spettatore meno preparato, di smarrire le coordinate narrative della vicenda; ogni momento era gustato in s\u00e9, alla stregua di un mosaico osservato non da lontano ma da vicinissimo, tessera per tessera. All\u2019esaltazione dei costumi di solisti e coro contribuiva il minimalismo delle scene di <strong>Dario Gessati<\/strong>, ridotte a tre moduli geometrici, ciascuno diviso in due sezioni, che nelle loro curve e convessit\u00e0 (assimilabili alle rampe degli skaters) permettevano a cantanti e danzatori di muoversi all\u2019interno di uno spazio semplice e al tempo stesso complesso, autentico specchio della musica di Casella, capace di passare da sovrapposizioni politonali a elementari intrecci di linee e ritmi (evocatori di quei marionettismi e settecentismi cui tanto alludeva l\u2019amico Ravel). Nell\u2019uso di grandi sagome di cartapesta dipinta (semicerchio solare, falce di luna e nuvole per l\u2019andirivieni di spiritelli) Gessati ha invece reso omaggio a una sensibilit\u00e0 scenografica settecentesca, e dunque al mondo di Gozzi e Goldoni, con un tocco naif e delicato.<br \/>\nLa sintonia tra l\u2019impostazione della regia di <strong>Arturo Cirillo<\/strong> (gozziano per sua ammissione) e il mondo neoclassico e stilizzato caselliano ha determinato per questa messinscena una non scontata coerenza complessiva: Cirillo ha infatti saputo ben dinamizzare la dialettica fra solisti e coro, ha ben curato la gestualit\u00e0 delle quattro maschere tradizionali (i cui costumi rimandavano al Balla futurista), ha ideato una mimica molto efficace per i segmenti \u2018guerreschi\u2019 dell\u2019atto II (dialoganti, peraltro, con gli ammiccamenti che in partitura Casella rivolgeva allo stile \u2018concitato\u2019 dei <em>madrigali guerrieri et amorosi<\/em> monteverdiani). Stretto si \u00e8 palesato anche il dialogo tra regista e coreografo (<strong>Riccardo Olivier<\/strong>) i cui danzatori hanno accompagnato le zone di giuntura tra scene e tra atti, come pure gli avvenimenti \u2018spettacolosi\u2019 (lotte con mostri, trasformazioni, apparizioni) con atletismi di grande impatto visivo. Sul fronte squisitamente musicale (che per Casella aveva il peso maggiore nell\u2019economia dello spettacolo) il lavoro di <strong>Fabio Luisi<\/strong> \u00e8 stato meticoloso. Con l\u2019occhio al manoscritto di Casella, Luisi ha mantenuto per tutto il corso dell\u2019opera una concentrazione e una precisione gestuale invidiabile (insieme a un trasporto emotivo sempre evidente) che gli orchestrali hanno saputo recepire e assimilare. Ottima dunque la prova dell\u2019Orchestra Internazionale d\u2019Italia, con particolare encomio ai legni. Non sempre precisa nell\u2019intonazione la compagine femminile del coro della Filarmonica di Stato \u201cTransilvania\u201d di Cluj-Napoca che tuttavia ha mostrato un buon livello di preparazione grazie alla guida di Cornel Groza.<br \/>\nIl tenore <strong>Angelo Villari<\/strong> si \u00e8 distinto nel cast grazie a una voce possente dal timbro smagliante e sicura nel muoversi tra le linee di canto caselliane, spesso di ardua intonazione. \u00c8 parsa invece piuttosto \u2018piccola\u2019 la voce di <strong>Zuzana Markov\u00e0<\/strong>, ma sempre perfettamente intonata, la cui dimensione cameristica probabilmente \u00e8 stata penalizzata dall\u2019esibizione all\u2019aperto. Cionondimeno il lamento di Miranda, eseguito in dialogo con il coro a cappella e nel buio quasi completo, ha sortito uno dei momenti pi\u00f9 intensi dello spettacolo. Poco ricche sul piano timbrico le voci di <strong>Anta Jankovska<\/strong> e <strong>Candida Guida<\/strong>. Convincente la prova delle quattro maschere buffe tra le quali <strong>Domenico Colaianni<\/strong> ha lasciato nuovamente gustare il suo consueto istrionismo e la ricchezza della sua voce baritonale. Indisposto e tuttavia generoso nell\u2019impegno vocale il Demogorgon di <strong>Carmine Monaco<\/strong>. Conferma di essere pi\u00f9 che promettente il soprano <strong>Carolina Lippo<\/strong>. Buone le restanti parti di fianco. Resta una soddisfazione origliare, a mezzanotte passata, la soddisfazione di un pubblico, variegato per et\u00e0 e interessi, del tutto consapevole di aver ascoltato uno spettacolo raro e raffinato. <em>Foto Laera<\/em> \/<em> Marta Massafra<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Martina Franca, Cortile di Palazzo Ducale &#8211; Festival della Valle d&#8217;Itria 2014 &#8220;LA DONNA SERPENTE&#8221; Opera fiaba in [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":66,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[7697,3882,11626,10750,7921,2937,11630,1361,9054,11624,11470,560,145,11628,11627,11629,6960,1486],"class_list":["post-75228","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-recensioni","tag-alfredo-casella","tag-angelo-villari","tag-anta-jankovska","tag-arturo-cirillo","tag-candida-guida","tag-carmine-monaco","tag-davide-giangregorio","tag-domenico-colaianni","tag-fabio-luisi-it","tag-festival-della-valle-ditria-2014","tag-la-donna-serpente","tag-martina-franca","tag-opera-lirica","tag-pavol-kuban","tag-simon-edwards","tag-timothy-oliver","tag-vanessa-goikoetxea","tag-zuzana-markova"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/75228","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/66"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=75228"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/75228\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":88117,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/75228\/revisions\/88117"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=75228"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=75228"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=75228"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}