{"id":75284,"date":"2014-07-31T08:00:34","date_gmt":"2014-07-31T06:00:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=75284"},"modified":"2015-04-25T01:58:30","modified_gmt":"2015-04-24T23:58:30","slug":"castellarquato-2-festival-illicatosca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/castellarquato-2-festival-illicatosca\/","title":{"rendered":"Castell&#8217;Arquato, 2\u00b0 Festival Illica:&#8221;Tosca&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><em>Castell&#8217;Arquato, 2\u00b0 Festival Illica<\/em><br \/>\n<strong>\u201cTOSCA\u201d <\/strong><br \/>\nOpera in tre atti. Libretto di\u00a0Giuseppe Giacosa e Luigi Illica dal dramma\u00a0di Victorien Sardou<br \/>\nMusica di <strong>Giacomo Puccini<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong><em>Floria Tosca<\/em>\u00a0MYRTO BOCOLINI<br \/>\n<em>Mario Cavaradossi<\/em>\u00a0MAX JOTA<br \/>\n<em>Barone Scarpia<\/em>\u00a0PEDRO CARRILLO<br \/>\n<em>Cesare Angelotti<\/em> MARCO SIMONELLI<br \/>\n<em>Sagrestano<\/em>\u00a0VELTHUR TOGNONI<em>\u00a0 <\/em><br \/>\n<em>Spoletta<\/em>\u00a0MANUEL\u00a0 PIERATTELLI<br \/>\n<em>Sciarrone<\/em>\u00a0JACOPO BIANCHINI<br \/>\n<em>Carceriere<\/em>\u00a0MATTEO NARDINOCCHI<br \/>\n<em>Pastorello<\/em> ILARIA FREPPOLI<br \/>\nOrchestra Filarmonica Italiana<br \/>\nCoro &#8220;Citt\u00e0 di Fiorenzuola&#8221;<br \/>\nCoro di voci bianche Ars Canto G. Verdi di Parma<br \/>\nDirettore\u00a0<strong>Marco Balderi<\/strong><br \/>\nMaestro del Coro\u00a0<strong>Fabrizio Cassi<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Maestro del Coro Voci Bianche <strong>Gabriella Corsaro<\/strong><br \/>\nRegia\u00a0<strong>Vivien Hewitt<\/strong><br \/>\nScene\u00a0<strong>Giacomo Callari <\/strong><br \/>\nCostumi <strong>Michela Caccioppoli<\/strong><br \/>\n<em>Castell&#8217;Arquato (PC), 27 luglio 2014<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/10588440_10204177007008424_965690714_o.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-75316\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/10588440_10204177007008424_965690714_o-276x200.jpg\" alt=\"Tosca - Festival Illica, 2014\" width=\"276\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/10588440_10204177007008424_965690714_o-276x200.jpg 276w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/10588440_10204177007008424_965690714_o-150x108.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/10588440_10204177007008424_965690714_o-366x264.jpg 366w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/10588440_10204177007008424_965690714_o.jpg 512w\" sizes=\"auto, (max-width: 276px) 100vw, 276px\" \/><\/a>\u00a0D&#8217;estate in Italia bisogna fare le opere liriche all&#8217;aperto. Certo, l&#8217;acustica \u00e8 quasi sempre pessima, le prove si possono fare solo di notte e la pioggia pu\u00f2 far saltare sia le prove che le recite. La qualit\u00e0 artistica sar\u00e0 quindi forzatamente minore e cos\u00ec anche la convenienza economica, dal momento che l&#8217;organizzatore sar\u00e0 costretto a rifondere il prezzo dei biglietti in caso di pioggia. Ma la tradizione rende obbligatorie le opere liriche all&#8217;aperto. Nessuno sembra considerare che questa tradizione \u00e8 nata a inizio Novecento, quando in Italia i teatri d&#8217;estate erano un forno, mentre oggi sono per lo pi\u00f9 dotati di aria condizionata (la quale, peraltro, in questo particolare luglio novembrino non sarebbe affatto necessaria). Soprattutto si pensa che il pubblico trovi pi\u00f9 accessibile un luogo aperto rispetto ad entrare in un teatro. Quel che peggio, \u00e8 vero: esiste veramente una parte di pubblico che ragiona cos\u00ec. Ma forse, piuttosto che fare &#8220;la lirica in piazza&#8221; (o in altri luoghi inadatti tra cui stadi, parchi, anfiteatri, siti archeologici, ecc&#8230;) e piuttosto che pensare ad obbrobriosi attentati contro il patrimonio nazionale quali la copertura che il sindaco di Verona vorrebbe sopra l&#8217;Arena, bisognerebbe cercare di far capire alla gente che i teatri (di cui il suolo italiano abbonda) sono climatizzati e sono semplicemente un luogo concepito per fruire della musica e del dramma in condizioni di audizione, visione e temperatura ottimali e non un luogo settario dove pu\u00f2 andare solo chi possiede una pelliccia o uno smoking. Giova ancora una volta citare l&#8217;eterna e inascoltata massima di Toscanini: &#8220;All&#8217;aperto si gioca a bocce&#8221;.<br \/>\nNel caso di Castell&#8217;Arquato, pittoresco borgo medievale del piacentino (autentico ma romanticamente restaurato a inizio<a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/10578887_10204177000048250_372530164_o.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-75315\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/10578887_10204177000048250_372530164_o-290x178.jpg\" alt=\"Tosca - Festival Illica, 2014\" width=\"290\" height=\"178\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/10578887_10204177000048250_372530164_o-290x178.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/10578887_10204177000048250_372530164_o-150x92.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/10578887_10204177000048250_372530164_o-366x225.jpg 366w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/10578887_10204177000048250_372530164_o.jpg 512w\" sizes=\"auto, (max-width: 290px) 100vw, 290px\" \/><\/a> Novecento secondo la moda neogotica) dove si svolge un <strong>Festival Illica per celebrare il noto drammaturgo e librettista che ivi nacque e mor\u00ec,<\/strong> le rappresentazioni si svolgono nella deliziosa Piazza del Municipio, circondata dal Palazzo del Podest\u00e0, dalla bellissima abside romanica della Collegiata e dalla torre della Rocca Viscontea. Un luogo pi\u00f9 adatto a <em>Isabeau <\/em>che a <em>Tosca<\/em>, in effetti. Verso il terzo atto la temperatura ha cominciato a far pensare invece ad un altro libretto di Illica: <em>Siberia<\/em>. Sorprendentemente, l&#8217;acustica \u00e8 accettabile. Ma purtroppo la pioggia ha impedito al cast di provare sul palcoscenico e il povero light designer &#8211; il cui nome non mi \u00e8 noto &#8211; ha dovuto improvvisare (cavandosela piuttosto bene). Il budget era evidentemente limitato e le scene ridotte al minimo indispensabile. Il coro era la formazione amatoriale &#8220;Citt\u00e0 di Fiorenzuola&#8221; e il cast dei solisti era formato per lo pi\u00f9 da giovani cantanti dell&#8217;Accademia del Festival Puccini di Torre del Lago.<br \/>\nEppure, pur con tutte queste limitazioni logistiche, posso affermare di aver assistito ad una <em>Tosca<\/em> vera, paradossalmente molto pi\u00f9 emozionante e musicalmente valida di tante altre che ho visto in circostanze ben pi\u00f9 blasonate (ad esempio lo spettacolo del Comunale di Bologna da me recensito a marzo su questo sito). La regia, tradizionale, della direttrice artistica del Festival Illica, <strong>Vivien Hewitt,<\/strong> ovviamente non poteva prefiggersi grandi ambizioni. Soprattutto i comprimari e i figuranti erano visibilmente impacciati da uno spazio a loro sconosciuto e diversi inevitabili errori hanno fatto sorridere: il Sagrestano ha dovuto discettare con Scarpia di un paniere inesistente, i fucili dell&#8217;esecuzione di Cavaradossi hanno preso un po&#8217; di umido e non sono riusciti a sparare, ecc&#8230; Ma il messaggio drammatico dell&#8217;opera \u00e8 arrivato al pubblico forte e chiaro, in particolare l&#8217;interazione molto accesa e credibile fra Tosca e Scarpia che ne costituisce il cuore, grazie ad una direzione degli attori semplice ed efficace e ad un cast molto ben azzeccato.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/10576797_10204177012168553_1458779501_o.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-75313\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/10576797_10204177012168553_1458779501_o-290x173.jpg\" alt=\"Tosca - Festival Illica, 2014\" width=\"290\" height=\"173\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/10576797_10204177012168553_1458779501_o-290x173.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/10576797_10204177012168553_1458779501_o-150x89.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/10576797_10204177012168553_1458779501_o-366x219.jpg 366w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/10576797_10204177012168553_1458779501_o.jpg 512w\" sizes=\"auto, (max-width: 290px) 100vw, 290px\" \/><\/a>Il baritono venezuelano <strong>Pedro Carrillo <\/strong>(Scarpia), il pi\u00f9 maturo della compagnia (una quarantina d&#8217;anni), non \u00e8 quel che si dice &#8220;un cannone&#8221; quanto a volume e questo \u00e8 l&#8217;unico motivo a cui si pu\u00f2 pensare per giustificare il fatto che non frequenti un circuito pi\u00f9 importante, perch\u00e9 il timbro \u00e8 vellutato e nobile e la dizione eccellente. A ci\u00f2 si \u00e8 unito felicemente quel certo magnetismo scenico indispensabile per incarnare il ruolo del viscido ma in fondo affascinante Barone Scarpia.<br \/>\nIl giovane tenore brasiliano <strong>Max Jota<\/strong> (Cavaradossi) ha una voce lirica naturalmente ampia e bella e un ardore giovanile che si addice alla parte. Dopo un &#8220;Recondita armonia&#8221; alquanto incerto, ha trovato una sua stabilit\u00e0 e ha portato a termine il temibile ruolo facendosi onore, brillando in particolare in quei momenti di scatto (&#8220;La vita mi costasse&#8230;&#8221; o &#8220;Vittoria, vittoria!&#8221;) su cui si sentono sdrucciolare molto spesso tanti suoi colleghi ben pi\u00f9 esperti di lui e guadagnandosi applausi non di circostanza con &#8220;E lucevan le stelle&#8221;. Ma &#8220;sarebbe gran peccato&#8221; guastare una voce cos\u00ec continuando cinicamente ad affidargli ruoli cos\u00ec impegnativi per la sua et\u00e0 e la sua preparazione. Sono perfettamente consapevole che ci sono cantanti che costano venti volte di pi\u00f9 che cantano Cavaradossi venti volte peggio, ma ritengo che bisognerebbe assumere un atteggiamento pi\u00f9 responsabile verso i giovani cantanti e farli crescere con ruoli adatti a loro, non pensare solo a riempire i cast delle opere &#8220;di cassetta&#8221; nel modo pi\u00f9 economico possibile.<br \/>\nLa vera sorpresa della serata per\u00f2 \u00e8 arrivata dal soprano greco <strong>Myrto Bocolini<\/strong>, giovane artista anch&#8217;essa nell&#8217;Accademia del Festival Puccini di Torre del Lago dove interpreter\u00e0 Suor Angelica nel <em>Trittico<\/em>, che a Castell&#8217;Arquato debuttava nel ruolo di Tosca, un ruolo per il quale \u00e8 in effetti pronta ma che forse sarebbe stato meglio debuttare in situazioni pi\u00f9 tranquille. Al mondo i soprani lirici bravi non scarseggiano affatto. Non c&#8217;\u00e8 abbondanza d&#8217;altro. Ma qui siamo di fronte a quella creatura rara che capita una volta su mille: un&#8217;artista con una vera personalit\u00e0, quello che ti fa dimenticare i tecnicismi (e purtroppo il nostro ascolto dell&#8217;opera &#8211; il mio per primo &#8211; \u00e8 spesso dominato da preoccupazioni di tipo tecnico o, peggio, da paragoni con gli altri innumerevoli interpreti ascoltati in quel ruolo) e ti trascina direttamente negli affetti che vuole comunicare. La voce \u00e8 estremamente personale, morbida e naturale, e lascia trapelare ogni minima emozione, dalla tenerezza al furore. Il registro di petto \u00e8 impressionantemente ricco ed \u00e8 in grado di dare vita con estrema vividezza a quella ferocia che Puccini ha pensato nella scrittura vocale di Tosca. Il personaggio che ne risulta non \u00e8 quello di una diva altezzosa e calcolatrice cui ci hanno abituato molte interpreti (chiave interpretativa d&#8217;altronde pi\u00f9 che legittima), ma invece quello molto pi\u00f9 umano di una donna istintiva perdutamente innamorata, insieme forte e fragilissima, in balia delle proprie emozioni. Il suo &#8220;Vissi d&#8217;arte&#8221; \u00e8 stato particolarmente commovente non solo per la morbidezza del legato, le dinamiche, ecc&#8230; ma soprattutto per l&#8217;insostenibile tensione drammatica sviluppatasi nel precedente dialogo con Scarpia. A chi conosce a memoria l&#8217;opera alcune piccole imprecisioni avranno rivelato la debuttante nel ruolo, ma il personaggio era gi\u00e0 l\u00ec, vivo e pulsante. Mi auguro di riascoltarla ancora in questo ruolo, magari fra qualche anno, in condizioni di lavoro pi\u00f9 comode.<br \/>\n<strong>Uniformemente buono e senza brutte sorprese il resto del cast<\/strong>. Nella difficile situazione logistica, il direttore<strong> Marco Balderi<\/strong> si \u00e8 fatto ammirare tenendo saldamente le redini della ruvida <strong>Orchestra Filarmonica Italiana,<\/strong> riuscendo a non sovrastare mai i cantanti e a mantenere sempre la coesione ritmica, anche con il (decisamente troppo esuberante) coro amatoriale fuori scena durante la cantata del secondo atto. Continuo a ritenere che l&#8217;opera all&#8217;aperto e i giovani allo sbaraglio siano malcostumi, ma sono felice di poter dire che, contro ogni mia aspettativa, questa <em>Tosca<\/em> in piazza mi ha piacevolmente colpito. Il pubblico numeroso ha mostrato di gradire moltissimo, riservando grandi ovazioni alla protagonista.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Castell&#8217;Arquato, 2\u00b0 Festival Illica \u201cTOSCA\u201d Opera in tre atti. 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