{"id":75719,"date":"2014-08-20T09:58:15","date_gmt":"2014-08-20T07:58:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=75719"},"modified":"2014-08-20T09:58:15","modified_gmt":"2014-08-20T07:58:15","slug":"antonio-caldara-1670-1736in-dolce-amore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/antonio-caldara-1670-1736in-dolce-amore\/","title":{"rendered":"Antonio Caldara (1670-1736):&#8221;In dolce amore&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8220;Pensieri di amante&#8221; (&#8220;Scipione nelle Spagne&#8221;, 1722), Cantata:&#8221;Begl&#8217;occhi adorati&#8221; (1715), &#8220;In dolce amore&#8221; (&#8220;Scipione l&#8217;Africano,1735), &#8220;Numi, se giusti siete&#8221; (&#8220;Adriano in Siria\u201d, 1732), Cantata:&#8221;Rotte l&#8217;aspre catene&#8221; (1715), &#8220;Se tutti i mali miei&#8221; (\u201cDemofoonte\u201d, 1733), &#8220;Figlia a Roma&#8221; (&#8220;Scipione l&#8217;Africano, 1735), &#8220;Chi mai d&#8217;iniqua stella&#8221; (\u201cTemistocle\u201d,1736), &#8220;Cantata:&#8221;Credea Niso (1712), &#8220;Una donna&#8221; ( \u201cI disingannati\u201d, 1729). <strong>Robin Johannsen<\/strong> (soprano)<\/em><em> <strong>Academia Montis Regalis<\/strong>,\u00a0 <strong>Alessandro De Marchi <\/strong>(direttore). <\/em>Registrazione: Mondov\u00ec (CN), Sala Ghisleri, ottobre 2013. T.Time: 72.54 &#8211; 11 CD Sony Music- Deutsche Harmonia Mundi 8884011692 \/ 2014<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" style=\"width: 100%; height: 131px; min-width: 400px;\" src=\"\/\/www.spreaker.com\/embed\/player\/standard?autoplay=false&amp;episode_id=4871029\" width=\"300\" height=\"150\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Protagonista di questo interessante CD del giovane e promettente soprano statunitense Robin Johannsen \u00e8 Antonio Caldara,<\/strong> figura di primario interesse nella musica italiana dei primi decenni del XVIII secolo e ancora pochissimo esplorato soprattutto per quanto riguarda le composizioni profane. Nato a Venezia nel 1670 e morto a Vienna nel 1736 dove si era definitivamente trasferito come compositore di corte dell\u2019Imperatore Carlo VI, Caldara si era formato nel particolare contesto della cultura veneziana del tardo Seicento, ancora legata alla lezione portata in laguna da Monteverdi e l\u00ec fiorita con Francesco Cavalli. Coetaneo di Bononcini e forse allievo di Giovanni Legrenzi Caldara rappresenta forse l\u2019ultimo autentico rappresentante della tradizionale opera veneziana i cui tratti risultano pienamente leggibili in tutti i brani proposti nonostante si assista ovviamente anche al tentativo di rinnovare questo linguaggio alla luce delle nuove esperienze provenienti dai centri pi\u00f9 vitali della penisola \u2013 in primo luogo Napoli \u2013 sempre per\u00f2 all\u2019interno di un universo espressivo decisamente coerente con la propria formazione.\u00a0\u00a0 Questo gusto tradizionalista e arcaicizzante lo rendeva particolarmente gradito agli ambienti di corte che per le loro esigenze rappresentative amavano richiamarsi a questo gusto nobilitato dalla tradizione. Caldara dopo un soggiorno mantovano iniziato nel 1699 presso Ferdinando Carlo di Gonzaga-Nevers si trasfer\u00ec a partire dal 1708 in Spagna lavorando per il sovrano Carlo III; rientrato in Italia \u00e8 a Roma dal 1709 dove sostituisce H\u00e4ndel come Maestro di Cappella del Principe Francesco Maria Ruspoli \u2013 e in questo periodo viene a conoscenza dei lavori romani del \u201ccaro sassone\u201d di cui si ritroveranno tracce nella sua produzione pi\u00f9 matura \u2013 e infine dal 1716 il definitivo trasferimento a Vienna. Questa formazione ricca e cosmopolita ha sicuramente lasciato pi\u00f9 di una traccia sull\u2019arte di Caldara ma quello che colpisce nel compositore \u00e8 la capacit\u00e0 di integrare le pi\u00f9 diverse all\u2019interno del proprio specifico linguaggio. Non manca quindi di interesse questa proposta discografica che ha il pregio di offrire all\u2019ascolto una serie di brani sostanzialmente inediti e mai incisi prima di quest\u2019occasione.<br \/>\nAlla guida della sua <strong>Academia Montis Regalis<\/strong> \u2013 una delle punte di diamante per l\u2019esecuzione della musica barocca in Italia \u2013<strong> Alessandro De Marchi<\/strong> fornisce una lettura estremamente puntuale sul piano filologico ma anche caratterizzata da una ricchezza e pulizia di suono sicuramente rimarchevoli e che contribuiscono ad evidenziare uno dei tratti migliori della scrittura di Caldara, l\u2019uso sapiente delle componenti strumentali, la ricchezza e l\u2019originalit\u00e0 degli accompagnamenti.<br \/>\nOrmai collaboratrice abituale di De Marchi \u2013 con cui fra l\u2019altro ha affrontato in questa stagione il ruolo protagonista dell\u2019\u201d<em>Almira<\/em>\u201d di H\u00e4ndel ad Hannover \u2013<strong> Robin Johannsen<\/strong> \u00e8 un interessante prodotto di quella scuola americana che non manca mai di talenti per il repertorio settecentesco e belcantista. Voce piacevole e molto musicale,\u00a0 estremamente ferrata sul piano tecnico e stilistico con grande facilit\u00e0 nel canto di coloratura e acuti sicuri e squillanti cui unisce un\u2019ottima pronuncia italiana e valide doti interpretative.\u00a0\u00a0 <strong>Da \u201c<em>Scipione nelle Spagne<\/em> del 1722<\/strong> su testo di Apostolo Zeno proviene l\u2019aria posta in apertura del CD \u201c<em>Pensieri d\u2019amante<\/em>\u201d si caratterizza dell\u2019uso dall\u2019uso dell\u2019oboe obbligato; il gusto \u00e8 leggero, galante, leggermente ironico e risente ancora pienamente della tradizione veneziana del secolo precedente \u2013 si pensi proprio a certe arie di Legrenzi \u2013 elementi che ritroveremo con frequenza nelle cantate. La coloratura \u00e8 significativa e la Johannsen la dipana con sicurezza e pulizia.<br \/>\n<strong>Due arie sono tratte\u00a0 dal \u201c<em>Scipione Africano<\/em>\u201d del 1735<\/strong> su testo di Giovanni Claudio Pasquini. Si tratta di \u201c<em>In dolce amore<\/em>\u201d brano che da il titolo alla raccolta di carattere lirico e dolente caratterizzato da una bella linea armonica ripresa e variata con gusto e musicalit\u00e0 dalla Johannsen nel da capo e \u201c<em>Figlia o Roma<\/em>\u201d dall\u2019andamento pi\u00f9 mosso e variato seppure all\u2019interno di un ambito espressivo prevalentemente lirico in cui si apprezzano la buona dizione della cantante e la sua convincente scansione declamatoria mentre nell\u2019orchestrazione si nota una particolare ricchezza con l\u2019uso del cembalo chiamato a dialogare con gli altri strumenti e non limitato alle funzioni di continuo.<br \/>\n<strong>Le altre due arie da opere serie \u201c<em>Se tutti i mali miei<\/em>\u201d da \u201c<em>Demofoonte<\/em>\u201d del 1733 e \u201c<em>Chi mai d\u2019iniqua stella<\/em>\u201d da \u201c<em>Temistocle<\/em>\u201d del 1736<\/strong> mostrano qualche suggestione di gusto vagamente h\u00e4ndeliano forse conseguenza delle influenze avuto nel soggiorno romano. Sul piano espressivo si tratta sempre di brani di natura prettamente lirica e dolente in cui anche la coloratura si piegano all\u2019atmosfera generale del brano. La Johannsen le canta con propriet\u00e0 \u2013 da segnalare l\u2019ottimo controllo del fiato in alcuni non facili passeggi dell\u2019aria del \u201c<em>Temistocle<\/em>\u201d \u2013 ma sarebbe stata auspicabile la presenza di qualche brano di carattere pi\u00f9 eroico o virtuosistico per dare maggior variet\u00e0 agli ascolti proposti. Da questa linea si distingue \u201c<em>Una donna<\/em>\u201d da \u201c<em>I disingannati<\/em>\u201d del 1729 commedia per musica su testo di Pasquini ispirata a \u201c<em>Le misantrope<\/em>\u201d di Moliere, autentica di delizia di garbata ironia tutta in punta di forchetta in cui il canto si lega strettamente al testo esaltandone la componente quasi recitante secondo un gusto di derivazione ancora tutta secentesca.<br \/>\n<strong>Il programma \u00e8 completato da tre brevi cantate per soprano solo<\/strong>. La scrittura orchestrale non si discosta in modo radicale da quelle dei brani operistici anche se l\u2019organico si fa pi\u00f9 trasparente e ridotto negli elementi previsti \u2013 verosimilmente variabili a secondo le disponibilit\u00e0 del caso \u2013 mentre il tono \u00e8 pi\u00f9 leggero e galante, non privo di garbata ironia. Lo schema compositivo \u00e8 sostanzialmente il medesimo nei tre casi e consta di una breve sinfonia \u2013 in cui si riconoscono se non tre autentici movimenti almeno tre sezioni espressive; un recitativo d\u2019apertura e due arie separate fra loro da un ulteriore recitativo. <strong>Le prime due cantate \u201c<em>Begl\u2019occhi adorati<\/em>\u201d del 1715 e \u201c<em>Rotte l\u2019aspre catene<\/em>\u201d<\/strong> rientrano pienamente nel detto alveo espressivo, la seconda caratterizzandosi per una maggior ricchezza orchestrale \u2013 si vedano gli interventi del cembalo nella sinfonia \u2013 e per i veloci passaggi di coloratura della seconda aria mentre<strong> \u201c<em>Credea Niso<\/em>\u201d del 1712<\/strong> ha un taglio pi\u00f9 prossimo a quello dell\u2019opera seria con recitativi maggiormente scolpiti e una prima aria dal tono pi\u00f9 serio e austero rispetto ai precedenti esempi mentre nella seconda pur tornando in un alveo pi\u00f9 sentimentale si apprezza l\u2019andamento della linea melodica che rende palpabile il senso d\u2019attesa e di desiderio presente nel testo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Pensieri di amante&#8221; (&#8220;Scipione nelle Spagne&#8221;, 1722), Cantata:&#8221;Begl&#8217;occhi adorati&#8221; (1715), &#8220;In dolce amore&#8221; (&#8220;Scipione l&#8217;Africano,1735), &#8220;Numi, se giusti [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":166,"featured_media":75723,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[3844,11814,1330,11811,146,11815,11817,11810,6356,11813,11812,11816],"class_list":["post-75719","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cd-e-dvd","tag-academia-montis-regalis","tag-adriano-in-siria","tag-alessandro-de-marchi","tag-antonio-caldara","tag-cd","tag-demofoonte","tag-i-disingannati","tag-in-dolce-amore","tag-robin-johannsen","tag-scipione-lafricano","tag-scipione-nelle-spagne","tag-temistocle"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/75719","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/166"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=75719"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/75719\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/75723"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=75719"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=75719"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=75719"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}