{"id":76134,"date":"2014-08-30T00:11:11","date_gmt":"2014-08-29T22:11:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=76134"},"modified":"2015-04-25T14:54:20","modified_gmt":"2015-04-25T12:54:20","slug":"gotha-ekhof-festival-2014le-fate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/gotha-ekhof-festival-2014le-fate\/","title":{"rendered":"Gotha, Ekhof Festival 2014:&#8221;Le Fate&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><em>Gotha, Ekhof Festival 2014,\u00a0 <\/em><em> Ekhof-Theater (Schloss Friedenstein),<\/em><br \/>\n<strong>&#8220;LE FATE&#8221; <\/strong><br \/>\nDramma per musica di Stefano Benedetto Pallavicino<br \/>\nMusica di <strong>Giovanni Alberto Ristori <\/strong><br \/>\n<em>Alcina<\/em> FEDERICA CARNEVALE<br \/>\n<em>Ruggiero<\/em> NICHOLAS SPANOS<br \/>\n<em>Bradamante<\/em> ARIANNA DONADELLI<br \/>\n<em>Melissa<\/em> CARLA NAHADI BABELEGOTO<br \/>\n<em>Astolfo<\/em> MATTEO DESOLE<br \/>\n<em>Doro<\/em> GIACOMO SCHIAVO<br \/>\n<em>Danzatrici<\/em> MONICA ZANOTTI, FRANCESCA CASELLI, JESSICA RAPELLI<br \/>\nEnsemble Alraune<br \/>\nDirezione musicale <strong>Mario Sollazzo<\/strong> e <strong>Stefano Zanobini <\/strong><br \/>\nRegia e coreografia <strong>Anne Juds <\/strong><br \/>\nCostumi <strong>Metta-Nest (Dresden) <\/strong><br \/>\n<em>Gotha,\u00a0 16 agosto 2014<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/EKH_5505.JPG.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-76140\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/EKH_5505.JPG-290x192.jpg\" alt=\"Gotha, Ekhof Festival 2014:&quot;Le Fate&quot;\" width=\"322\" height=\"213\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/EKH_5505.JPG-290x192.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/EKH_5505.JPG-150x99.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/EKH_5505.JPG-366x243.jpg 366w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/EKH_5505.JPG-285x190.jpg 285w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/EKH_5505.JPG.jpg 512w\" sizes=\"auto, (max-width: 322px) 100vw, 322px\" \/><\/a>Questa \u00e8 una storia di italiani all&#8217;estero. Il nome di <strong>Giovanni Alberto Ristori<\/strong> ai pi\u00f9 non dir\u00e0 assolutamente nulla. Si tratta di un compositore e tastierista nato nel 1692, forse a Bologna o comunque da una famiglia emiliana, che dopo qualche anno di attivit\u00e0 in Veneto, nel 1715, a 23 anni, si trasfer\u00ec a Dresda, dove sostanzialmente rimase fino alla morte nel 1753, nonostante abbia sempre dovuto operare all&#8217;ombra di Lotti prima e di Hasse poi e nonostante la compagnia italiana d&#8217;opera di Dresda sia stata sciolta per ben due volte nel corso della sua carriera. Molti suoi lavori sono andati perduti nei bombardamenti che nel 1945 rasero praticamente al suolo Dresda e solo da poco tempo la sua opera restante (oggi consultabile digitalizzata sul sito della biblioteca di Dresda) \u00e8 oggetto di una riscoperta. All&#8217;orecchio moderno la sua musica suona certamente &#8220;vivaldiana&#8221;, dal momento che, mentre abbiamo una cognizione vaga di Hasse, Leo, Vinci e Pergolesi, tutto sappiamo di Vivaldi, dato che i popolarissimi concerti sulle quattro stagioni (e le pioneristiche edizioni di Malipiero) hanno guidato una Vivaldi Renaissance che lo ha reso di gran lunga il compositore &#8220;tardo-barocco&#8221; pi\u00f9 noto dopo Handel e Bach. La smania di realizzare incisioni discografiche di qualsiasi cosa possa essere anche solo lontanamente considerato &#8220;di Vivaldi&#8221; ha investito anche Ristori. La prima opera conosciuta di Ristori \u00e8 infatti un <em>Orlando furioso<\/em>, rappresentato nel 1713 al Teatro Sant&#8217;Angelo a Venezia, di cui Vivaldi aveva appena assunto la direzione<a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/EKH_5356.JPG.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-76139\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/EKH_5356.JPG-290x192.jpg\" alt=\"Gotha, Ekhof Festival 2014:&quot;Le Fate&quot;\" width=\"290\" height=\"192\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/EKH_5356.JPG-290x192.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/EKH_5356.JPG-150x99.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/EKH_5356.JPG-366x243.jpg 366w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/EKH_5356.JPG-285x190.jpg 285w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/EKH_5356.JPG.jpg 512w\" sizes=\"auto, (max-width: 290px) 100vw, 290px\" \/><\/a> insieme a suo padre, Giovanni Battista Vivaldi. L&#8217;opera ebbe tanto successo che l&#8217;anno seguente Vivaldi decise di proporre una sua opera su un soggetto simile (<em>Orlando finto pazzo<\/em>), la quale per\u00f2 &#8211; pare &#8211; fece fiasco, tanto Vivaldi si affrett\u00f2 a rimettere in scena l&#8217;<em>Orlando<\/em> di Ristori, modificato per\u00f2 con l&#8217;omissione o la sostituzione di alcune arie con altre di Vivaldi stesso, tratte ad esempio dal suo <em>Ottone in villa<\/em>, sostituzioni motivate anche dal cast vocale differente, e forse anche con la rielaborazione delle stesse arie di Ristori, secondo il tipico <em>modus operandi<\/em> di Vivaldi. (Si consideri che non esisteva il <em>copyright<\/em> e che l&#8217;autore, dopo aver venduto la propria partitura ad un impresario, perdeva generalmente qualunque diritto su di essa.) L&#8217;unica partitura che ci \u00e8 rimasta documenta appunto questo secondo allestimento del 1714, ma si pu\u00f2 a stento definire una partitura, dal momento che, a parte l&#8217;assenza dell&#8217;intero terzo atto, per diverse arie non riporta nemmeno la linea del canto ma solo il basso strumentale. Nella compilazione del suo catalogo Peter Ryom affid\u00f2 la paternit\u00e0 dell&#8217;opera a Ristori. Nella vivaldimania di cui sopra, l&#8217;attuale curatore del catalogo <a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/EKH_5306.JPG.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-76138\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/EKH_5306.JPG-290x192.jpg\" alt=\"Gotha, Ekhof Festival 2014:&quot;Le Fate&quot;\" width=\"316\" height=\"209\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/EKH_5306.JPG-290x192.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/EKH_5306.JPG-150x99.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/EKH_5306.JPG-366x243.jpg 366w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/EKH_5306.JPG.jpg 512w\" sizes=\"auto, (max-width: 316px) 100vw, 316px\" \/><\/a>Ryom, il direttore Federico Maria Sardelli, ha abbandonato ogni precedente remora e, dal momento che in fondo vengono venduti come &#8220;Vivaldi&#8221; anche pasticci di arie di vari autori come il <em>Bajazet<\/em> nonch\u00e9 improbabili ricostruzioni come met\u00e0 del <em>Motezuma<\/em>, ha deciso di considerare direttamente &#8220;di Vivaldi&#8221; questa partitura e di pubblicarla in cd come <em>Orlando 1714<\/em>, con un cast eccellente. Non si pu\u00f2 che ammirare il lavoro artigianale di Sardelli che ha ravvisato gli autoimprestiti vivaldiani e che ha ricostruito in stile le parti perdute (rinunciando fortunatamente a comporre <em>ex novo<\/em> un terzo atto), ma purtroppo l&#8217;impressione complessiva \u00e8 assai mediocre e ci si domanda che cosa aggiunga questa operazione alla fama di Vivaldi, alla fama di Ristori e a quella dell&#8217;opera barocca in generale, quando ci sono tante opere vere e intere ben pi\u00f9 meritevoli che attendono di essere ascoltate anche se non pu\u00f2 essere loro imposto un nome &#8220;di cassetta&#8221; come quello di Vivaldi.<br \/>\nEvitando quindi di trarre conclusioni dall&#8217;ibrido <em>Orlando<\/em> di Ristori-Vivaldi-Sardelli, l&#8217;ascoltatore moderno potr\u00e0 farsi un&#8217;idea pi\u00f9 precisa del vero Ristori e verificare che non si tratta affatto di una &#8220;seconda scelta&#8221; con l&#8217;ascolto (anche su YouTube) della lunga cantata per due soprani <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=TSKbrrylphs\"><em>I lamenti di Orfeo<\/em><\/a> (1744), incisa da Les Muffatti diretti da Peter van Heygen, e dalla bellissima breve <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=KrSEhilRh00\"><em>Messa per il Santissimo Natale <\/em><\/a>(1744), incisa dal Dresdner Instrumental-Concert diretto da Peter Kopp, ascolti che evidenziano come nella produzione di Ristori alla generica piacevolezza melodica (paragonabile alle coeve opere di Hasse) si accompagni una scrittura strumentale raffinata e, nella messa, un contrappunto fantasioso e tutt&#8217;altro che scontato.<br \/>\nDue musicisti italiani che hanno studiato insieme a Dresda, il clavicembalista <strong>Mario Sollazzo<\/strong> ed il violista <strong>Stefano<a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/EKH_5271.JPG.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-76137\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/EKH_5271.JPG-290x192.jpg\" alt=\"Gotha, Ekhof Festival 2014:&quot;Le Fate&quot;\" width=\"290\" height=\"192\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/EKH_5271.JPG-290x192.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/EKH_5271.JPG-150x99.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/EKH_5271.JPG-366x243.jpg 366w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/EKH_5271.JPG-285x190.jpg 285w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/EKH_5271.JPG.jpg 512w\" sizes=\"auto, (max-width: 290px) 100vw, 290px\" \/><\/a> Zanobini<\/strong>, si sono innamorati delle opere di questo compositore e si sono riproposti di portarle alla conoscenza del pubblico, a partire dall&#8217;ariostesca <em>Le fate<\/em>, trascritta dal musicologo <strong>Philip Kreisig<\/strong>. Il progetto ha finalmente trovato una casa nella cittadina di Gotha in Turingia, dove, all&#8217;interno dello Schloss Friedenstein, si trova il Teatro Ekhof, un minuscolo teatrino di corte da 150 spettatori che ancora custodisce i macchinari barocchi per il cambio delle scene e che ogni estate organizza un festival di teatro e musica. 278 anni dopo la prima rappresentazione, avvenuta a Varsavia nel 1736 in occasione dell&#8217;incoronazione di Federico Augusto II di Sassonia a Re di Polonia, <em>Le fate <\/em>ha rivisto cos\u00ec la luce per 7 repliche, documentate in un video che si spera possa trovare un giorno una qualche forma di distribuzione.<br \/>\nNon ho alcuna esitazione nell&#8217;affermare che \u00e8 un&#8217;opera di grande interesse. La scrittura musicale \u00e8 raffinata e non conosce cedimenti (cos\u00ec frequenti invece nelle opere di Handel, ad esempio, dove non di rado arie indimenticabili vengono seguite da arie completamente insipide), ma \u00e8 sopratutto la drammaturgia musicale a far risaltare quest&#8217;opera nel panorama delle innumerevoli opere coeve. Il libretto del poeta di corte Stefano Benedetto Pallavicino (il figlio del compositore Carlo <a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/EKH_5217.JPG.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-76136\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/EKH_5217.JPG-290x192.jpg\" alt=\"Gotha, Ekhof Festival 2014:&quot;Le Fate&quot;\" width=\"369\" height=\"244\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/EKH_5217.JPG-290x192.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/EKH_5217.JPG-150x99.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/EKH_5217.JPG-366x243.jpg 366w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/EKH_5217.JPG.jpg 512w\" sizes=\"auto, (max-width: 369px) 100vw, 369px\" \/><\/a>Pallavicino) ha innanzi tutto il pregio di una versificazione di qualit\u00e0, tratto non frequentissimo fra i poeti dell&#8217;epoca (eccetto Metastasio, naturalmente), tanto che i suoi libretti ebbero il raro onore di essere raccolti e pubblicati in quattro volumi dall&#8217;Algarotti. Pallavicino tratta la familiare materia della liberazione di Ruggiero dall&#8217;isola di Alcina rimanendo fedele ad Ariosto, ma vi aggiunge un personaggio comico, Doro, un nano servo di Alcina ed innamorato della sua padrona, il quale, non avendo una sua controparte comica, interagisce bizzarramente con i personaggi ben pi\u00f9 nobili, Alcina, Ruggiero, Bradamante, Melissa e Astolfo, umanizzandoli. Doro, che naturalmente canta in stile da opera comica (cfr. Hasse e Pergolesi), offre anche al compositore la possibilit\u00e0 di inserire numeri di danza quando, nei suoi goffi tentativi di magia con la bacchetta di Alcina, evoca spiriti orrendi (che trasforma poi in belle donne) o quando viene addormentato dalla fata Melissa che, al suono della cornamusa, gli invia fauni e driadi che lo ubriacano di vino. Gli altri personaggi sono per lo pi\u00f9 tutti d&#8217;un pezzo: le due contrastanti fate del titolo, la cattiva Alcina e la buona Melissa, interpretate da Rosa Negri e Anna Negri (forse sorelle, ma ci\u00f2 non \u00e8 sicuro), hanno sempre arie ritmiche e sarcastiche la prima e liriche ed incoraggianti la seconda. Ruggiero, scritto per il contralto castrato Domenico Annibali, \u00e8 sempre piuttosto eroico e nobile ed Astolfo, scritto per il tenore Johannes Goetzel, \u00e8 immancabilmente moralizzante. A differenza degli altri, invece, il personaggio dell&#8217;innamorata di Ruggiero, Bradamante, il ruolo pi\u00f9 acuto dell&#8217;opera che &#8211; fatto per noi forse curioso ma del tutto frequente nel Settecento &#8211; fu scritto per il soprano castrato Giovanni Bindi, conosce una vera parabola drammatica. Nel primo atto \u00e8 l&#8217;eroina &#8220;virile&#8221; per eccellenza, sicura ed esuberante nelle sue colorature, ma nel secondo, quando vede Ruggiero fra le braccia di Alcina, mostra tutta la sua fragilit\u00e0 femminile nell&#8217;aria pi\u00f9 memorabile dell&#8217;opera, la struggente &#8220;Ch&#8217;io mi distempri in pianto&#8221; con l&#8217;oboe obbligato, un&#8217;aria di assoluta bellezza che dovrebbe figurare in ogni recital barocco sopranile. Nel terzo atto ritrova la sua baldanza e seduce Alcina con un&#8217;aria di danza molto <em>coquette<\/em>, lasciandole credere di essere uomo. Inutile sottolineare l&#8217;ambiguit\u00e0 che doveva generare un cantante castrato uomo che finge di essere una donna che finge di essere un uomo per sedurre una donna che gli aveva rubato l&#8217;uomo. I quattro protagonisti Alcina, Ruggiero, Bradamante e Melissa hanno tre arie a testa ciascuno, mentre Astolfo e Doro soltanto due. Una caratteristica che segnala l&#8217;impegno drammaturgico di Ristori sono i numerosi recitativi accompagnati, che talvolta non fungono &#8211; come di consueto &#8211; da preparazione ad alcuna aria, ma restano numeri a s\u00e9 stanti. Assenti purtroppo i numeri di insieme, salvo il solito coro finale di tutti i solisti che tirano la morale della storia, delizioso ma prevedibilmente breve.<br \/>\nMario Sollazzo e Stefano Zanobini hanno deciso di rappresentare l&#8217;opera integralmente, senza alcun taglio, con una durata di<a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/EKH_5135.JPG.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright  wp-image-76135\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/EKH_5135.JPG-290x192.jpg\" alt=\"Gotha, Ekhof Festival 2014:&quot;Le Fate&quot;\" width=\"329\" height=\"218\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/EKH_5135.JPG-290x192.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/EKH_5135.JPG-150x99.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/EKH_5135.JPG-366x243.jpg 366w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/EKH_5135.JPG-285x190.jpg 285w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/EKH_5135.JPG.jpg 512w\" sizes=\"auto, (max-width: 329px) 100vw, 329px\" \/><\/a> pi\u00f9 di tre ore, ma il pubblico non ha avvertito alcun momento di noia (o almeno non lo ha dato a vedere, dato il calore per nulla &#8220;germanico&#8221; degli applausi) grazie alla verve strumentale dell&#8217;<strong>Ensemble Alraune <\/strong>che non ha mai lasciato privo di carattere nemmeno il pi\u00f9 semplice accompagnamento e ad un giovane cast italiano (o perfettamente italofono) che non esitiamo a considerare ideale. Bisogna anche notare che, quando sono cantati da persone che li comprendono e che li sanno far comprendere, quando sono accompagnati con sensibilit\u00e0 e quando l&#8217;acustica \u00e8 cos\u00ec intima da lasciar cogliere le sfumature, i recitativi non sono affatto un tedio, ma, anzi, come dovrebbero essere, una forma potenziata di recitazione. Il mezzosoprano <strong>Federica Carnevale<\/strong> ha offerto la sua voce calda e simpatica al personaggio (in s\u00e9 un po&#8217; isterico e poco amabile) di Alcina, con un colore uniforme dai gravi agli acuti, ed il controtenore greco <strong>Nicholas Spanos<\/strong> (Ruggiero) si \u00e8 fatto ammirare per il timbro gradevole e per la superiore eleganza dello stile, grazie al quale \u00e8 riuscito a catturare l&#8217;attenzione del pubblico senza alcuna forzatura. Nel ruolo proteiforme di Bradamante, il soprano leggero <strong>Arianna Donadelli<\/strong> ha potuto dare prova non solo di una grande padronanza tecnica e stilistica, ma anche di notevoli doti di attrice. Duttile e morbidissima la voce del mezzosoprano <strong>Carla Nahadi Babelegoto<\/strong>, la fata buona Melissa, e molto gradevole il tenore <strong>Matteo Desole<\/strong> nel ruolo, come di consueto assai centrale, di Astolfo. Completava il cast il baritono <strong>Giacomo Schiavo<\/strong>, divertente nei panni dell&#8217;istrionico servo Doro. La corretta prassi barocca \u00e8 stata sempre osservata sia nello strumentale che nelle voci, che hanno esibito fantasiose ed eleganti variazioni nei <em>da capo<\/em>, corredate di cadenze a volte davvero originali.<br \/>\nOltre alla qualit\u00e0 e all&#8217;affiatamento dei musicisti, ha contribuito non poco all&#8217;incanto di questa riscoperta la messinscena della regista-coreografa <strong>Anne Juds<\/strong>. Come si diceva, il teatro Ekhof (cos\u00ec chiamato in onore del grande attore settecentesco Konrad Ekhof, ammirato da Goethe, che qui aveva fondato il primo teatro stabile tedesco nel 1775) conserva ancora i macchinari scenici originali ed impone alle compagnie che ospita una serie di regole precise, come l&#8217;uso di un&#8217;illuminazione elettrica ma simile a quella del Settecento, con lampadine collocate cio\u00e8 in ribalta o dietro le quinte. La consuetudine pi\u00f9 caratteristica e divertente \u00e8 per\u00f2 senz&#8217;altro il campanello che precede ogni cambio (istantaneo) delle scene dipinte, che genera nello spettatore un allegro riflesso pavloviano. Pur nel rispetto del luogo, non si \u00e8 trattato affatto di un allestimento museale. I fondali (moderni ma realizzati con le tecniche antiche) sono stati attinti dal repertorio del teatro, ma i costumi sono stati realizzati dal geniale atelier <strong>Metta-Nest<\/strong> (Evelyna Schubert e Heike Neubauer Antoci), che ha ricreato un rococ\u00f2 visionario tutto suo mescolando elementi settecenteschi con colori, materiali o accessori di altre epoche, rispecchiando cos\u00ec l&#8217;approccio registico di Anne Juds, che si \u00e8 avvalsa di una recitazione stilizzata molto fisica che riesce ad evocare un&#8217;idea del barocco senza per\u00f2 citarlo mai. Alle tre danzatrici <strong>Monica Zanotti<\/strong>,<strong> Francesca Caselli <\/strong>e <strong>Jessica Rapelli<\/strong> (di volta in volta driadi, spettri, donne dal seno felliniano, insetti, uccelli o specchi che moltiplicano l&#8217;immagine di Alcina) \u00e8 stato affidato il lato fantastico dell&#8217;opera. Innumerevoli sarebbero i tratti poetici da citare, uno su tutti l&#8217;incredibile lumaca che con i suoi malinconici movimenti risponde alle lacrime di Bradamante.<br \/>\nVa detto anche il teatro ha registrato il tutto esaurito in ogni replica da diverse settimane prima. Io stesso ho avuto una certa difficolt\u00e0 a farmi ammettere. \u00c8 vero che la capienza \u00e8 di meno di 150 posti ma \u00e8 anche vero che la citt\u00e0 di Gotha conta soli 44.000 abitanti e che i turisti non la prendono propriamente d&#8217;assalto, per usare un eufemismo. E neanche si pu\u00f2 dire che il Festival Ekhof abbia speso molto in pubblicit\u00e0, come si pu\u00f2 verificare dal miserrimo sito internet. La verit\u00e0 \u00e8 che mentre in Italia ci vorrebbe del bello e del buono per convincere gli spettatori a vedere un&#8217;opera barocca sconosciuta, in Germania \u00e8 una cosa normale: il pubblico tedesco apprezza la novit\u00e0, prenota e paga, viene in un posto relativamente sperduto per ascoltarlo, si ascolta in religioso silenzio ore di recitativi in una lingua che non conosce e alla fine applaude entusiasta.<br \/>\nLe rappresentazioni del Festival si svolgono sempre in correlazione con le mostre del museo cittadino, che nel 2014 ha allestito una mostra sugli oggetti provenienti dalla Cina presenti nelle collezioni dello Schloss Friedenstein. Per questa ragione, oltre a numerosi cineserie nella messinscena de <em>Le fate <\/em>(tra cui un ippogrifo-dragone), l&#8217;Ensemble Alraune ha anche ideato il programma &#8220;Un violinista in Cina&#8221; intorno alla musica del violinista Teodorico Pedrini (Fermo, 1671 &#8211; Pechino, 1746), insegnante di musica occidentale alla corte imperiale cinese, e il programma &#8220;Angelica, principessa del Catai&#8221;, dal tema ariostesco come <em>Le fate<\/em>, andato in scena il 17 agosto con la voce protagonista di <strong>Arianna Donadelli<\/strong>. Per l&#8217;occasione, a fianco di arie e musiche strumentali dall&#8217;<em>Orlando <\/em>di Handel, il musicologo Philip Kreisig ha riscoperto alcuni brani, eseguiti in prima assoluta: la bella ouverture dell&#8217;<em>Angelica e Medoro<\/em> (1749) di Carl Heinrich Graun, l&#8217;amenissima aria con l&#8217;oboe obbligato &#8220;Io dico all&#8217;antro addio&#8221; dall&#8217;<em>Angelica<\/em> (1758) dell&#8217;illustre sconosciuto Giuseppe Zonca, sacerdote, cantante (basso) e compositore alla corte di Monaco di Baviera, il drammatico recitativo accompagnato ed aria &#8220;D\u00ec, mio fato&#8221; dall&#8217;<em>Angelica ed Orlando <\/em>(1735) di Gaetano Latilla. Anche altri due lavori di Ristori: il concerto per oboe in Mi bemolle, opera di non altissimo interesse ma eseguita con molto stile da <strong>Nicola Barbagli<\/strong>, e la poco sapida aria &#8220;Spietato, oh Dio&#8221; da quell&#8217;<em>Orlando <\/em>mezzo-vivaldiano di cui sopra, che ha chiuso il recital con un piccolo anticlimax, rimediato per\u00f2 da un bis della spumeggiante prima aria di Bradamante de <em>Le fate<\/em>.\u00a0 Questa \u00e8 una storia di italiani all&#8217;estero, si diceva, ma il mio augurio \u00e8 che, grazie al dvd che \u00e8 stato prodotto, questa incantevole produzione venga ripresa anche da qualche teatro o festival nostrano (Barga?, Martina Franca?, Cremona?) e che dopo quasi trecento anni Ristori riesca a farsi ascoltare anche al di sotto delle Alpi. P.V.Montanari<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gotha, Ekhof Festival 2014,\u00a0 Ekhof-Theater (Schloss Friedenstein), &#8220;LE FATE&#8221; Dramma per musica di Stefano Benedetto Pallavicino Musica di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":57,"featured_media":76141,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[11968,11964,11965,11959,11960,11967,7723,11962,11958,11961,8942,6710,11969,11963,145,7045],"class_list":["post-76134","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-anne-juds","tag-arianna-donadellica","tag-carla-nahadi-babelgoto","tag-ekhof-festival-2014","tag-ekhof-theater-schloss-friedenstein","tag-ensemle-alraune","tag-federica-carnevale","tag-giovanni-alberto-ristori","tag-gotha","tag-le-fate","tag-mario-sollazzo","tag-matteo-desole","tag-metta-nest","tag-nicholas-spanos","tag-opera-lirica","tag-stefano-zanobini"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76134","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/57"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=76134"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76134\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/76141"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=76134"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=76134"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=76134"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}