{"id":76360,"date":"2020-11-04T22:05:40","date_gmt":"2020-11-04T21:05:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=76360"},"modified":"2020-11-04T22:29:21","modified_gmt":"2020-11-04T21:29:21","slug":"richard-strauss-celebrations-le-opere-intermezzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/richard-strauss-celebrations-le-opere-intermezzo\/","title":{"rendered":"Richard Strauss  (1864 &#8211; 1949): &#8220;Intermezzo&#8221; (1924)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong><b>Richard Strauss <\/b><\/strong>(Monaco di Baviera 1864 \u2013 Garmisch-Partenkirchen 1949)<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em><strong>Intermezzo op. 72,<\/strong> opera in due atti su libretto proprio<\/em>.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Prima rappresentazione: Statsoper di Dresda, il 4 novembre 1924 <\/em><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>\u201cQuanto a una nuova opera, ho in mente le due cose seguenti: o una commedia <em>perfettamente<\/em> <em>moderna<\/em>, tutta realistica, di caratteri e di psicologie nervose, del tipo a cui Le ho gi\u00e0 accennato quando Ella mi ha indirizzato a Bahr \u2013 oppure un grazioso lavoro d\u2019amore e d\u2019intrigo, pi\u00f9 o meno a met\u00e0 strada tra la <em>Liebelei<\/em> di Schnitzler, che naturalmente \u00e8 troppo stucchevole e insulsa \u2013 e <em>Geheimer Agent<\/em> di Hackl\u00e4nder o <em>Le Verre d\u2019eau<\/em> di Scribe, un genere di commedia a intrigo di cui ho sempre avuto una speciale predilezione<\/strong>\u201d (Hugo von Hofmannsthal-Richard Strauss, <em>Epistolario<\/em>, Adelphi, Milano, 1953, p. 358).<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Questo accenno alla composizione di una nuova opera, contenuto nella lettera del 25 maggio 1916 indirizzata ad Hofmannsthal, costituisce una testimonianza del particolare fervore creativo che stava vivendo Strauss in quel periodo funestato dalla guerra<\/strong>. Non particolarmente pronto, tuttavia, ad impegnarsi in una nuova avventura soprattutto in un genere nel quale si sentiva meno versato, era sicuramente Hofmannsthal che, gi\u00e0 in precedenza, aveva suggerito, come si evince dalla lettera precedente, il nome di Hermann Bahr, critico, autore teatrale e romanziere di spicco nel panorama letterario austriaco del tempo. <strong>Strauss, che stava lavorando alacremente al prologo della seconda versione dell\u2019<em>Ariadne auf Naxos<\/em>, avrebbe voluto che fosse Hofmannsthal a scrivere il libretto di questa sua nuova opera e il 5 giugno del 1916 scrisse al suo poeta:<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u201cRida, rida: ma io so bene quello che voglio. Quando avr\u00e0 ascoltato il nuovo prologo [dell\u2019<em>Ariadne auf<\/em> <em>Naxos<\/em>], che sar\u00e0 finito in partitura verso il 20 giugno (dunque La aspetto senz\u2019altro verso il 10 luglio qui a Garmisch, una stanza degli ospiti \u00e8 a Sua disposizione, e spero che rimarr\u00e0 da noi almeno un paio di giorni) \u2013 mi capir\u00e0 e si accorger\u00e0 che ho un grande talento per l\u2019operetta \u2013 anche perch\u00e9 il mio lato tragico \u00e8 un po\u2019 spompato, e dopo questa guerra la tragedia in teatro mi sembra per ora alquanto fiacca e infantile, e il mio incoercibile talento (in fin dei conti sono l\u2019unico compositore oggi che abbia veramente umorismo, arguzia e uno spiccato talento per la parodia) lo vorrei mettere alla prova. S\u00ec, mi sento addirittura chiamato a diventare l\u2019Offenbach del 20\u00b0 secolo, ed Ella sar\u00e0, deve essere, il mio poeta. La <em>H\u00e9l\u00e8ne<\/em> e l\u2019<em>Orph\u00e9e<\/em> di Offenbach hanno portato ad absurdum le ridicolaggini del \u00abgrand-op\u00e9ra\u00bb. Ci\u00f2 a cui miro con le provocazioni che mi passano per la mente, e di cui Lei si irrita tanto, sarebbe una parodia politico-satirica di stile il pi\u00f9 tagliente possibile. Perch\u00e9 lei non dovrebbe riuscirci? In genere Lei scrive troppo poco: dia energicamente di sprone al suo Pegaso, una buona volta. Allora s\u00ec che la bestiaccia corre. La nostra strada parte dal <em>Rosenkavalier<\/em>\u201d. (<em>Ivi<\/em>, pp. 360-361).<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>In realt\u00e0 Hofmannsthal non <em>diede energicamente di sprone<\/em> al suo Pegaso e Strauss cominci\u00f2 a collaborare con Bahr dando corso a tentativi che si rivelarono del tutto inutili, tanto che il nostro compositore decise di scrivere il libretto da s\u00e9. Cos\u00ec lo stesso Strauss avrebbe ricordato in seguito la composizione di <em>Intermezzo<\/em>:<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u201cIl tuffo nella fiaba romantica e la forte tensione fantastica prodotta dal difficile soggetto della <em>Donna senz\u2019ombra<\/em> fecero rinascere in me il desiderio di un\u2019opera moderna, realistica, che nutrivo da tempo: otto giorni di soggiorno nel sanatorio del dottor Krekke mi permisero di buttar gi\u00f9 il testo di <em>Intermezzo<\/em>. Gi\u00e0 in precedenza avevo esposto l\u2019argomento a Bahr pregandolo di cavarne un libretto d\u2019opera. Bahr stese una traccia, ma infine mi disse: \u00abNessuno pu\u00f2 farlo, se non lei\u00bb. E cos\u00ec fu. La piccola, innocua vicenda mi valse questa lode di Max Reinhardt: il testo di <em>Intermezzo<\/em> gli pareva cos\u00ec ben fatto che non avrebbe esitato un istante a rappresentarlo anche come commedia in prosa\u201d (R. Strauss, <em>Note di passaggio<\/em>, <em>Riflessioni e ricordi<\/em>, a cura di S. Sablich, EDT, Torino 1991, p. 144).<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Per quanto riguarda il soggetto Strauss s\u2019ispir\u00f2 ad un fatto, apparentemente inverosimile, ma assolutamente vero, di cui fu direttamente protagonista; si tratta di un presunto suo tradimento perpetrato ai danni della moglie Pauline quando, nel 1903, ricopriva a Berlino l\u2019incarico di Hofkapellmeister.<\/strong> In quell\u2019occasione una giovane donna scambi\u00f2 il compositore tedesco per un tale di nome Stanky che era il direttore di una compagnia italiana di passaggio nella citt\u00e0 tedesca. Lo scambio di persona, che non era stato originato solo da una forma di assonanza dei due cognomi, ma anche dal fatto che Strauss era stato visto dalla donna conversare amabilmente in italiano con alcuni suoi amici, avrebbe potuto condurre a delle conseguenze pi\u00f9 serie; la giovane donna indirizz\u00f2, infatti, a Strauss una lettera il cui contenuto non lasciava adito ad equivoci sulla natura amorosa dei loro rapporti. <strong>Caduta nelle mani della moglie Pauline che, in assenza del marito impegnato in <em>tourn\u00e9e<\/em>, l\u2019aveva aperta, la lettera ne provoc\u00f2 la gelosia e la rabbia tanto da indurla a rivolgersi immediatamente al suo avvocato per chiedere il divorzio oltre ad una parte del patrimonio e l\u2019affidamento del figlio.<\/strong> Al ritorno di Strauss i due coniugi si chiarirono e l\u2019episodio increscioso non ebbe conseguenze, ma il compositore ricord\u00f2 questo episodio che, insieme ad alcuni modelli letterari tra cui la novella <em>Doppio sogno<\/em> di Arthur Schnitzler, della quale sono protagonisti due coniugi che si confessano un mancato tradimento, costituisce la fonte d\u2019ispirazione del libretto di quest\u2019opera in cui non manca una certa autoironia come \u00e8 dimostrato dalla scelta di modificare il suo cognome, Strauss,\u00a0 struzzo in tedesco , con Storch che, invece, significa cicogna.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Completata il 21 agosto 1923 a Buenos Aires, dove Strauss si trovava per una tourn\u00e9e con i Wiener, <strong>l\u2019opera fu rappresentata per la prima volta alla Statsoper di Dresda il 4 novembre 1924 <\/strong>sotto la direzione di Fritz Busch con Lotte Lehmann (Christine Storch), Joseph Correck (Robert Storch), Theo Strack (il barone Lammer) ed Elfriede Haberkorn (sua moglie)<strong>.<\/strong> Per questa prima lo stesso Strauss cur\u00f2 la scelta del cast e soprattutto impose il nome della Lehmann, gi\u00e0 la Tintora nella <em>Donna senz\u2019ombra<\/em>, per il ruolo di Christine Storch, trasposizione teatrale della moglie Pauline. Questa scelta suscit\u00f2 qualche perplessit\u00e0 a causa di alcune imperfezioni musicali di questo soprano che facevano spazientire anche il direttore Busch, il quale, durante le prove, non mancava di manifestare il suo disappunto lanciando delle occhiate a Strauss, proprio mentre la Lehmann cantava. Il compositore, per nulla infastidito, affermava: <em>Vedo bene che la signorina Lehmann galleggia, ma preferisco il suo galleggiare al canto delle altre cantanti<\/em>. In effetti Strauss aveva scelto la Lehmann perch\u00e9 convinto non solo del fatto che il pubblico di Dresda, dove vi lavorava stabilmente un cast che metteva in scena le sue opere, avrebbe gradito poco la presenza di una diva di Vienna, ma anche perch\u00e9 il soprano tedesco aveva avuto modo di conoscere gli atteggiamenti della moglie in occasione di un suo soggiorno a Garmisch nel 1919.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/MSenGiFLYJs\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong><em>L\u2019opera &#8211; Atto Primo<br \/>\n<\/em><\/strong><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Definita da Strauss una commedia borghese <\/strong>con interludi musicali, l\u2019opera si apre con un vero e proprio quadretto borghese il cui teatro \u00e8 la casa di Grundlsee dell\u2019Hofkapellmeister Robert Storch. Questi \u00e8 in procinto di partire per Vienna per ragioni di lavoro, mentre sua moglie Christine, particolarmente ansiosa, si lamenta della servit\u00f9 e rimprovera il marito di essere spesso distratto. Questi, conoscendo bene gli sbalzi di umore della donna, resta imperturbabile e si appresta a fare colazione mentre la moglie gli rimprovera le sue origini. In questa scena iniziale, come avviene di solito nelle partiture operistiche di Strauss, nella prima battuta, appare anche il Leitmotiv principale, qui costituito dal cromatismo discendente a cui segue il salto di nona che ricorre spesso all\u2019interno dell\u2019opera per rappresentare l\u2019unit\u00e0 familiare messa in discussione dall\u2019equivoco, mentre la scrittura vocale tende verso un\u2019imitazione del parlato in quanto non si libra quasi mai in aperture liriche gi\u00e0 sin dalla prima battuta nella quale Christine chiama la serva Anna con un salto di <em>settima<\/em>. <strong>Nel prosieguo della scena <\/strong>e molto spesso all\u2019interno dell\u2019opera la scrittura vocale dei due personaggi \u00e8 resa anche con disegni rapidi tesi ad imitare la fluidit\u00e0 del parlato, mentre l\u2019orchestra, il cui organico \u00e8 sensibilmente ridotto, sottolinea, intervenendo di volta in volta, il dialogo dei due coniugi. L\u2019esposizione, da parte dell\u2019orchestra, di un tema estremamente rapido, marcato in partitura con l\u2019andamento <em>Presto,<\/em> che sembra rappresentare l\u2019affaccendarsi delle donne nello svolgere i mestieri di casa, introduce una nuova situazione scenica in cui si assiste a un dialogo tra la serva e la donna colpita dalla solita profonda tristezza causata dalla partenza del marito il quale, ritornato, prende congedo dalla moglie che non gli lesina consigli accompagnati da una musica particolarmente gaia e leggera quasi di sapore settecentesco.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Dopo un breve intermezzo orchestrale <\/strong>nel quale ritornano rielaborati i temi precedentemente esposti dall\u2019orchestra, Christine, rimasta sola con la sua serva Anna, su un accompagnamento orchestrale leggerissimo nel quale emerge il delicato suono dell\u2019arpa, si fa bella (<em>Nun wollen wir friesieren!<\/em>). Triste perch\u00e9 il marito \u00e8 partito, Christine avrebbe voluto accompagnarlo, ma \u00e8 trattenuta da numerose incombenze, tra cui la cura del figlioletto, gli ordini da dare alla sua cuoca, che spedisce rapidamente in cucina, o fare delle telefonate. In questa scena, nella quale parti parlate si alternano ad altre cantate, l\u2019ironia di Strauss si esercita anche attraverso una scrittura orchestrale in cui non mancano toni patetici. Sempre su una scrittura patetica che fa largo uso del motivo iniziale, la donna si lamenta del marito con la serva che prende violentemente le difese del suo padrone. Le due donne sono interrotte dallo squillo del telefono, intervallato da un brevissimo motivo del fagotto; all\u2019altro capo c\u2019\u00e8 un\u2019amica che, come si apprende dalle parole recitate dalla donna su un leggerissimo accompagnamento degli archi, del flauto e del clarinetto, invita Christine ad un appuntamento.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Un breve interludio orchestrale<\/strong>, costituito principalmente sul tema cromatico discendente che ha caratterizzato il dialogo delle due donne qui alternato con altri elementi tematici gi\u00e0 utilizzati da Strauss, accompagna il cambio di scena. Christine si trova nella pista di toboga, una particolare slitta il cui scivolare sul ghiaccio \u00e8 reso attraverso delle rapide scale discendenti che partono da vitrei suoni acuti tenuti. La donna, imbattutasi per caso nel barone Lummer che, involontariamente, fa cadere e scopre essere il figlio di un suo amico, lo invita a casa sua dando vita a una brevissima scena tratteggiata con rara finezza soprattutto nell\u2019orchestrazione particolarmente leggera.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Un altro interludio orchestrale<\/strong>, che questa volta prende le movenze di un elegante valzer viennese gi\u00e0 nel tema principale esposto dal pianoforte, accompagna il nuovo cambiamento di scena aperta da squilli di tromba che ironicamente sembrano evocare, per il loro carattere falsamente solenne, un ambiente aristocratico settecentesco. Qui Christine, sempre al ritmo di un elegante valzer viennese, balla con il Barone che si mostra premuroso nei suoi confronti. Molto bella \u00e8 l\u2019impostazione quasi cinematografica della scena con il dialogo dei due personaggi (<em>Ich kann nicht mehr \/ Non ne posso pi\u00f9<\/em>) in primo piano e il valzer intonato da una piccola ensemble di fiati sullo sfondo.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Un altro interludio orchestrale<\/strong>, sempre su un ritmo di valzer, conduce alla scena successiva costituita da una camera ammobiliata, ubicata nella casa di un notaio, che Christine sta affittando per il Barone, come si apprende nel dialogo tra questa e la moglie del notaio. La scena, inizialmente simile al recitativo accompagnato che viene rielaborato in una forma estremamente moderna, ha un carattere <em>discorsivo<\/em> con una scrittura vocale costituita da ribattuti che imitano il parlato.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Un nuovo interludio orchestrale<\/strong>, questa volta costituito su un elegante tema in 2\/4, accompagna l\u2019ennesimo cambio di scena. La donna adesso si trova nel suo appartamento dove sta ascrivendo una lettera al marito per informarlo della sua nuova amicizia con il barone dal quale \u00e8 attratta perch\u00e9 si sente apprezzata come donna e non in quanto moglie di un famoso direttore d\u2019orchestra. La parte iniziale della scena, per la sua alternanza di recitazione e canto sempre su un\u2019orchestrazione leggera, presenta un carattere da operetta. Annunciato dalla cuoca Fanny, fa il suo ingresso il barone e i due danno vita a un duetto nel quale passi lirici si alternano ad altri pi\u00f9 \u201cdiscorsivi\u201d su argomenti piuttosto banali. La discussione diventa scottante allorch\u00e9 la donna gli chiede quando pensa di riprendere i suoi studi; il giovane uomo, piuttosto refrattario all\u2019argomento, risponde che preferirebbe prima viaggiare ma \u00e8 privo di mezzi per farlo. La donna sposta allora il discorso sui fatti riportati dai giornali, mentre l\u2019orchestra intona il valzer che aveva caratterizzato uno dei loro primi incontri; l\u2019uomo, tuttavia, cerca di orientare la discussione sempre sul lato economico strappando alla donna la promessa che avrebbe parlato con suo marito, un uomo tanto buono e generoso, che non le avrebbe certamente negato un prestito. Nel prosieguo del duetto, caratterizzato musicalmente dal motivo iniziale rielaborato in orchestra, il Barone insiste per avere un prestito a prescindere dalla decisione del marito. <strong>Alla fine l\u2019uomo va via e Christine, mentre in orchestra i violoncelli raddoppiati da un languido corno inglese intonano un tema d\u2019intenso lirismo, pensa teneramente al marito.<br \/>\n<\/strong><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Questo tema, insieme al motivo iniziale rielaborato e allargato, informa il successivo lirico interludio orchestrale che accompagna il successivo cambiamento di scena di carattere completamente diverso<\/strong>. Il fagotto, duettando con il clarinetto, introduce un buffo tema che serve ad ambientare la scena che si svolge nella camera del barone che sta perdendo il suo tempo sia pensando ai viaggi che avrebbe potuto fare sia intonando una canzone popolare sia suonando un zufolo. Giunge una sua amica di nome Resi che l\u2019uomo congeda rapidamente intenzionato a fare un altro tentativo presso Christine chiedendole il prestito tramite una lettera.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Un altro interludio orchestrale, costruito con elementi tematici precedentemente ascoltati, accompagna il nuovo cambio di scena che si sposta nell\u2019appartamento di Christine, particolarmente irritata per la richiesta di mille marchi avanzatale dal barone.<\/strong> La sua irritazione, rappresentata inizialmente da graffianti accordi degli archi, si tramuta in freddezza allorch\u00e9 giunge il barone con il quale intrattiene un dialogo con ampie sezioni discorsive intercalate dal lirico tema che, utilizzato in precedenza, qui appare ormai come uno sbiadito ricordo di quel momento di serenit\u00e0. Nel frattempo viene recapitata a Christine una lettera indirizzata al marito e da lei aperta in sua assenza nella quale una donna, oltre a chiedere all\u2019uomo, con accenti inequivocabili sulla natura amorosa dei loro rapporti, di fornirgli altri due biglietti per l\u2019opera, gli dava appuntamento, come di consueto, al solito bar, firmandosi alla fine: <em>Deine Mieze Maier<\/em> (<em>La tua micia Maier<\/em>). <strong>Christine cade in una profonda disperazione rappresentata icasticamente dal tema iniziale, qui rielaborato per moto contrario quasi a rappresentare il crollo delle certezze coniugali sulle quali aveva fondato la sua vita.<\/strong> Presa da rabbia, Christine invia immediatamente un telegramma al marito con il quale gli comunica la sua decisione di lasciarlo e, nel contempo ordina che si facciano le valigie.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Un nuovo interludio orchestrale, questa volta agitato e patetico, accompagna l\u2019ultimo cambio di scena dell\u2019atto. La donna, introdotta e accompagnata dal dolente suono del corno inglese, si trova nella stanza del figlioletto Franzl, al quale comunica la sua decisione di andar via.<\/strong> Il bambino, recitando, contrariamente alla madre che si abbandona ad un lirico pianto dagli accenti wagneriani, tenta di difendere il padre. Un pianissimo accordo di <em>fa minore<\/em> conclude l\u2019atto dopo i drammatici interventi degli archi raddoppiati prima dalle trombe e poi dai tromboni a cui si uniscono i corni.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong><em>Atto secondo<br \/>\n<\/em><\/strong><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Una breve introduzione strumentale, di carattere cameristico per la scelta di ridurre l\u2019organico orchestrale a pochi strumenti, in prevalenza archi, a cui si aggiunge il pianoforte che si produce in un tema brillante, disegna l\u2019ambiente salottiero della scena iniziale del secondo atto<\/strong> che si svolge nel salone dell\u2019abitazione del consulente commerciale il quale, mentre sta giocando a Skat insieme al consigliere di giustizia, al Kammers\u00e4nger e al Kapellmeister Stroh, si intrattiene con loro parlando dello strano caso capitato a Storch in uno stile che oserei definire, ancora una volta, discorsivo, per l\u2019insistenza sui ribattuti che imitano il parlato. Giunto improvvisamente e del tutto ignaro del telegramma inviatogli dalla moglie, Robert Storch la difende con veemenza, quando lo si punzecchia sugli umori piuttosto cangianti di Christine, mentre l\u2019orchestra intona dei temi gi\u00e0 ascoltati nell\u2019atto primo che richiamano la serenit\u00e0 coniugale della coppia. <strong>L\u2019arrivo del telegramma della moglie produce un totale cambio d\u2019atmosfera con l\u2019orchestra che perde quel carattere salottiero per prodursi in graffianti sforzati e in disegni drammatici che sottolineano i commenti dell\u2019uomo dopo la lettura del sorprendente telegramma.<\/strong> Alla fine l\u2019uomo va via per riflettere, mentre gli altri, dopo una breve drammatica parentesi orchestrale, continuano a giocare dando vita a un comico quadretto borghese.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Un breve interludio di carattere cameristico, nel quale emerge la perizia contrappuntistica di Strauss, accompagna il primo cambio di scena che conduce il pubblico nell\u2019ufficio del notaio dove Christine si \u00e8 recata per chiedere il divorzio<\/strong>. Un raggelante tema dei legni ambienta la scena, nella quale, per\u00f2, la donna non ottiene ci\u00f2 che chiede, in quanto il notaio non si dichiara pronto a dare corso alle pratiche se non dopo aver ascoltato il marito. I due danno vita ad un alterco al termine del quale Christine furiosa va via brontolando.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">La rabbia della donna sembra materializzarsi nel drammatico interludio orchestrale che accompagna il secondo cambio di scena dell\u2019atto e in realt\u00e0 rappresenta, in modo icastico, non solo il suo stato d\u2019animo ma anche la tempesta che si \u00e8 abbattuta su Vienna e in particolare sul Prater dove si trova Storch che vaga senza meta e senza sapere ci\u00f2 che deve fare. Lo raggiunge Stroh il quale, sempre in uno stile \u201cdiscorsivo\u201d svela l\u2019equivoco che ha generato la violenta reazione della moglie; la lettera, che per un errore causato dalla somiglianza del nome era stata recapitata a Storch, era indirizzata a lui stesso. A questo punto l\u2019uomo chiede al suo interlocutore di recarsi da sua moglie per chiarire l\u2019equivoco di cui era stato inconsapevolmente vittima.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Un interludio orchestrale altisonante e falsamente eroico e, per questo, ironico conduce il pubblico\u00a0all\u2019interno della <em>toilette<\/em> di Christine che si sta preparando per partire. In questo ambiente regna il disordine, rappresentato quasi dall\u2019affollamento di temi legati, per\u00f2, da Strauss con un sottile gioco contrappuntistico; la donna discute con la sua cameriera intorno alla decisione di aver incaricato il Barone di scoprire se veramente esistesse una <em>liaison <\/em>tra suo marito e la presunta <em>Mieze Maier<\/em>. In questa scena, nella quale ancora una volta parti recitate si alternano ad altre cantate che per la scrittura fortemente drammatica e quasi \u201cespressionista\u201d potrebbero ben figurare in opere come <em>Elektra<\/em>, la donna dubita delle capacit\u00e0 del barone di portare a termine la sua missione, anche perch\u00e9 ha dimenticato di dargli una foto di suo marito. Nel frattempo giunge un telegramma con il quale Storch cerca inutilmente di spiegarle l\u2019equivoco; la donna, infatti, resta scettica, pensando che sia una scusa. Soltanto Stroh potrebbe provare la veridicit\u00e0 delle affermazioni del marito e questi, dopo esser stato annunciato, viene fatto entrare.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Un breve interludio sinfonico sposta la scena nella sala da pranzo dove la donna attende suo marito che, per\u00f2, al suo arrivo tratta con freddezza. Ne deriva un alterco ironicamente rappresentato da Strauss con una scrittura fortemente drammatica al termine del quale Christine resta distrutta.<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Una scrittura orchestrale leggera \u201cannuncia\u201d l\u2019arrivo del Barone di ritorno dalla sua missione; anche questi \u00e8 trattato con freddezza da Christine ed \u00e8 seguito dal marito che giunge poco dopo, accompagnato da un\u2019orchestra ridotta ad un organico quasi cameristico.<\/strong> L\u2019uomo si prende gioco della donna e soprattutto della sua presunta infatuazione per il barone. Questa, non senza vergogna, confessa la richiesta fattale dal giovane uomo di mille marchi suscitando l\u2019ilarit\u00e0 del marito che afferma ironicamente <em>das nenn\u2019 ich ein Malheur<\/em> (<em>Questa, almeno, \u00e8 una vera disgrazia<\/em>). Sul tema d\u2019intenso lirismo, che nel primo atto aveva caratterizzato il sentimento d\u2019amore di Christine nei confronti del marito (Es. 3), la donna, ormai guarita dalla sua gelosia, promette, duettando con lui in una scrittura di ascendenza tristaniana per alcuni elementi cromatici e per l\u2019uso delle progressioni ascendenti, di non contrariarlo pi\u00f9. <strong>Dopo che i due coniugi si sono dichiarati reciproco amore, la donna conclude affermando: <em>Gelt, mein lieber Robert, das mennt Man doch wahrhaftig eine gl\u00fcckliche ehe? (Mio caro Robert, non \u00e8 questo quello che le persone chiamano un matrimonio felice?<\/em>)<\/strong><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Richard Strauss (Monaco di Baviera 1864 \u2013 Garmisch-Partenkirchen 1949) Intermezzo op. 72, opera in due atti su libretto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":48,"featured_media":76500,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15,295],"tags":[14671,12111,12115,12108,12112,12109,11574,12107,12113,11988,11702,14675,12110,12114],"class_list":["post-76360","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondimenti","category-richard-strauss","tag-approfondimenti","tag-arthur-schnitzler","tag-elfriede-haberkorn","tag-eugene-scribe","tag-fritz-busch","tag-hermann-bahr","tag-hugo-von-hofmannsthal","tag-intermezzo","tag-joseph-correck","tag-lotte-lehmann","tag-max-reinhardt","tag-richard-strauss","tag-sergio-sablich","tag-theo-strack"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76360","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/48"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=76360"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76360\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87041,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76360\/revisions\/87041"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/76500"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=76360"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=76360"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=76360"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}