{"id":76398,"date":"2014-09-09T02:05:01","date_gmt":"2014-09-09T00:05:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=76398"},"modified":"2014-09-09T02:05:01","modified_gmt":"2014-09-09T00:05:01","slug":"johann-christian-bach-1735-1782amadis-de-gaule","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/johann-christian-bach-1735-1782amadis-de-gaule\/","title":{"rendered":"Johann Christian Bach (1735-1782):&#8221;Amadis de Gaule&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Trag\u00e9die lyrique in tre atti su libretto di Marie-Denis Devisme da &#8220;Amadis&#8221; di Philippe Quinault (1684) e dall\u2019originale \u201cAmad\u00eds de Gaula\u201d di Garci Rodr\u00edguez de Montalvo.<strong> Philippe Do<\/strong> (Amadis), <strong>Katia Velletaz<\/strong> (Oriane), <strong>Hj\u00f6rdis Th\u00e9bault<\/strong> (Arcabonne),<strong> Pierre-Yves Pruvot<\/strong> (Arcala\u00fcs), <strong>Liliana Paraon<\/strong> (Urgande, une coryph\u00e9e), <strong>Martin Minku\u0161<\/strong> (La Haine, la voix d\u2019Ardan Canil, quatri\u00e9me coryph\u00e9e),<strong> Lucie Slep\u00e1nkov\u00e1<\/strong> (La Discorde, deuxi\u00e8me coryph\u00e9e),<strong> Andrea Bro\u017e\u00e1kov\u00e1<\/strong> (Premi\u00e8re coryph\u00e9e),<strong> Du\u0161an Ru\u017ei\u010dka<\/strong> (Troisi\u00e8me coryph\u00e9e). <strong>Musica Florea Prague &amp; Solamente naturali Bratislava,<\/strong> <strong>Ensemble vocal Musica Florea<\/strong>, <strong>Didier Talpain<\/strong> (direttore).<\/em> T. Time: 2h:11 Registrazione 27-30 novembre 2010 Strani Opera de Prague. <strong>2 cd Ediciones Singulares \/Palazzetto Bru Zane<\/strong><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" style=\"width: 100%; height: 131px; min-width: 400px;\" src=\"\/\/www.spreaker.com\/embed\/player\/standard?autoplay=false&amp;episode_id=4942683\" width=\"300\" height=\"150\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La scena musicale francese \u00e8 caratterizzata nella seconda met\u00e0 degli anni \u201970<\/strong> da una nuova fase di quell\u2019interminabile confronto che l\u2019ha accompagnata nel corso di tutto il XVIII secolo fra fautori di una scuola nazionale e i sostenitori dell\u2019opera di derivazione italiana. In questa fase la contrapposizione \u00e8 quella fra i gluckisti sostenitori del nuovo modello teatrale introdotto dal compositore tedesco a partire dall\u2019<em>\u201dIphig\u00e9nie en Aulide<\/em>\u201d del 1774 e i piccinisti che si rifacevano al modello del compositore barese caratterizzato da un pi\u00f9 evidente senso melodico di matrice italiana. Una contrapposizione per altro tutta fra modelli di derivazione straniera \u2013 a campione dello stile francese si era preso Gluck, tedesco e di formazione italiana \u2013 tanta da attirare l\u2019ironia di Mozart che in alcune lettere non risparmia sarcasmo al mondo musicale francese incapace di creare una propria identit\u00e0 e costretto a ricercarla in modelli di importazione.<br \/>\n<strong>Giunto a Parigi sulla scia dei trionfali successi londinesi ottenuti dal 1759 Johann Christian Bach g<\/strong>iungeva a Parigi con la commissione per una nuova opera seria. E\u2019 in questo contesto che il 14 dicembre 1779 va in scena all\u2019Op\u00e9ra <em>\u201cAmadis de Gaule\u201d<\/em> collocata a met\u00e0 fra i due nuovi lavori dei grandi rivali, l\u2019\u201d<em>Echo et Narcisse\u201d<\/em> di Gluck nel settembre del 1779 e l\u2019\u201dAtys\u201d di Piccini nel febbraio dell\u2019anno successo. Una casualit\u00e0 cronologica che sembra per\u00f2 essere un segno per la stessa natura della composizione essendo quello di Bach il tentativo di trovare una terza via che possa mediare fra le posizioni dei due modelli contrapposti e che sar\u00e0 la principale causa del fiasco clamoroso che accompagner\u00e0 la prima dell\u2019opera con il pubblico francese troppo coinvolto nella contesa \u201cideologica\u201d fra i due grandi modelli per accettare la linea di compromesso rappresentata dall\u2019opera di Bach.<br \/>\n<strong>Gi\u00e0 nella scelta del soggetto Bach sceglie di evitare il confronto su temi classici<\/strong>, optando per un\u2019opera di soggetto magico e cavalleresco, genere che aveva goduto di grande fortuna all\u2019inizio del secolo \u2013 si pensi ai lavori di tematica boiardiana e ariostesca di Vivaldi e H\u00e4ndel \u2013 e che stava ritornando di moda nelle forme della zauberoper e che negli anni seguenti sarebbe stato praticato anche da Gluck (<em>\u201cArmide<\/em>\u201d) e Piccinni (<em>\u201cRoland\u201d<\/em>). Per l\u2019occasione a disposizione di Bach vi \u00e8 la riduzione in tre atti fatta da de Vismes du Valgay di un originale lavoro in cinque preparato da Quinault nel 1664 per Lully privato dagli elementi encomiastici presenti nell\u2019originale e concentrato sulle componenti magiche e cavalleresche.<br \/>\nSul piano drammaturgico l\u2019opera si ricollega al modello della tragedie francese di tipo tradizionale seppur concentrato in tre atti in sostituzione dei cinque canonici e con una maggior valorizzazione degli elementi centrali, restano per\u00f2 ampi spazi destinati ai ballabili in chiusura del I e del III atto. La musica di Bach si organizza per contrasti espressivi fra le singole scene \u2013 si veda nel primo atto la contrapposizione fra le tinte fosche e quasi pre-romantiche della scena di apertura e quelle luminose e chiarissime della seconda scena centrata sulle figure positive di Amadis e Oriane \u2013 sia all\u2019interno dello stesso brano. La scrittura orchestrale \u00e8 molto ricca e ricerca effetti ambientali e drammaturgici con efficacia, si apprezzano al riguardo i recitativi accompagnati caratterizzati da uno strumentale ricco e vario e da una tensione drammatica pienamente compiuta. Il canto si organizza sulla frase e sulle sue ragioni espressive, per quanto l\u2019opera non manchi di abbandono melodico appare evidente un legame sempre molto diretto fra le esigenze prosodiche ed espressive dei versi e il fraseggio musicale secondo la miglior tradizione francese; le forme espressive tendono a trascorrere con facilit\u00e0 dall\u2019una all\u2019altra cos\u00ec come con estrema libert\u00e0 si collegano fra loro i vari momenti, a titolo di esempio si pu\u00f2 vedere la parte iniziale della scena VII del III atto con il duettino Amadis-Oriane che senza soluzione di continuit\u00e0 si trasforma in terzetto con l\u2019entrata di Urgande.<br \/>\nE\u2019 quindi quanto mai apprezzabile la registrazione di quest\u2019opera realizzata a Praga nel 2010 con livelli musicali e di registrazione decisamente molto alti e con l\u2019unico limite di una tiratura limitata e quindi di non larga diffusione.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" style=\"width: 100%; height: 131px; min-width: 400px;\" src=\"\/\/www.spreaker.com\/embed\/player\/standard?autoplay=false&amp;episode_id=4942730\" width=\"300\" height=\"150\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><br \/>\n<strong>Didier Talpain<\/strong> \u00e8 direttore esperto e dotato di ottima predisposizione per questo repertorio fornendo di quest\u2019opera una lettura non solo stilisticamente compiuta ma di autentica vita teatrale e di godibilissimo ascolto, dimostrando come ormai la contrapposizione fra filologia e piacevolezza di ascolto sia stata superata da parte dei migliori interpreti di questo repertorio. I complessi sinfonico corali provengono tutti dall\u2019area ceco-slovacca fra Praga e Bratislava e mostrano una qualit\u00e0 complessiva molto buona. Gli strumentisti suonano con assoluta precisione \u2013 apprezzabilissima la pulizia dell\u2019intonazione non sempre presente in questo tipo di complessi \u2013 e rendono al meglio la particolarit\u00e0 di un\u2019opera che pur rivolta alla tradizione apre ampi squarci verso un futuro pi\u00f9 o meno prossimo, dall\u2019ouverture di sapore gi\u00e0 tutto mozartiano a certi impasti timbrici soprattutto nelle scene magiche o legate alla coppia nera Arcabonne &#8211; Arcala\u00fcs gi\u00e0 intrisi della nascente cultura romantica. I complessi corali confermano la grande tradizione boema in questo genere di formazioni dando un fondamentale contributo a molte pagine dell\u2019opera come la scena dell\u2019evocazione delle personificazioni infere nel I atto o il dolente coro dei prigionieri che apre il II atto.<br \/>\n<strong>I cantanti principali vengono tutti dall\u2019area culturale francese<\/strong> il che gli garantisce un\u2019ottima propriet\u00e0 linguistica \u2013 fondamentale in questo repertorio \u2013 ed una piena conoscenza stilistica. Nel ruolo del protagonista troviamo <strong>Philippe Do<\/strong>, tenore di origini vietnamite gi\u00e0 apprezzato in altri titoli di questa natura che qui conferma al meglio le proprie qualit\u00e0. Autentico tenore contraltino nella miglior tradizione francese unisce una voce decisamente attraente nel suo timbro luminoso e squillante ad un\u2019ottima tecnica con acuti sicuri e timbrati e notevoli doti nel canto di coloratura. La natura espressiva di Amadis, tutta giocata su un eroismo aulico e smaltato e poi ideale per Do che trova proprio in questo registro espressivo il suo ambito pi\u00f9 congeniale cos\u00ec che la scena di sortita con Oriane \u201cPourquoi me fuyez-vous\u201d (atto I scena IV) e la successiva aria \u201cJe ne verrai plus ce que j&#8217;aime\u201d (atto I, scena V) hanno veramente l\u2019incantata nobilt\u00e0 di certa pittura neoclassica di soggetto cavalleresco. Si distingue la cosiddetta ariette \u201cTendres coers\u201d posta all\u2019interno del balletto con conclusivo, nonostante la definizione data in partitura \u00e8 in realt\u00e0 una grande aria di coloratura, unico momento autenticamente virtuosistico dell\u2019opera \u00e8 Do ne fornisce una lettura esemplare per la naturalezza con cui sono risolti anche i passaggi pi\u00f9 impervi sempre all\u2019interno di un totale controllo stilistico.<br \/>\nAl fianco di questo Amadis troviamo l\u2019Oriane di <strong>Katia Velletaz<\/strong>. Voce ampia, robusta, dalle belle venature scure e dal temperamento prevalente drammatico che emerge in momenti di grande tensione come nella grande scena \u201cQue vois-je? O! Spectacle effroyable!\u201d (atto III, scena IV) impostata su un tesissimo recitativo accompagnato sconfinante nell\u2019arioso vero e proprio sorretto da una scrittura orchestrale di particolare ricchezza ma questo temperamento drammatico si ritrova anche in momenti pi\u00f9 lirici come la dolente \u201cA qui pourrais-je avoir recours?\u201d sempre nel III atto (scena II). Di contro va riscontrata una pronuncia non sempre nitidissima per cui il testo non \u00e8 sempre intellegibile con la chiarezza richiesta.<br \/>\nAncor migliore la prova dell\u2019altro soprano<strong> Hj\u00f6rdis Th\u00e9bault<\/strong> nei panni della maga Arcabonne. Il personaggio \u00e8 di suo pi\u00f9 ricco e interessante rispetto alle figure univoche di Amadis e Oriane; maga infernale ma al contempo donna innamorata senza speranza del mortale nemico di sua stirpe e figura ricca di possibilit\u00e0 espressive oltre che decisamente proiettata verso il futuro (si pensi alle riletture della figura di Armida che daranno Gluck e Rossini). La cantante \u00e8 inoltre veramente molto brava nel rendere la complessit\u00e0 del personaggio, voce di autentico soprano drammatico, scura e brunita \u2013 quasi mezzosopranile in certi passaggi \u2013 ma con acuti sicuri e timbrati cui si uniscono un accento scolpito e drammatico e una piena identificazione con il personaggio. La prima parte del I atto, con i suoi colori scuri e misteriosi viene cos\u00ec al meglio esaltata nella sua componente proto-romantica con al centro la grande scena solistica di Arcabonne organizzata su due momenti cantabili connessi fra loro da un recitativo accompagnato in una scena di notevole originalit\u00e0 e musicalmente caratterizzata da molteplici passaggi di piano espressivo pienamente resi dalla cantante. Caratteristiche che si ritroveranno anche nell\u2019altro grande momento solistico del personaggio \u201cBient\u00f4t, l&#8217;ennemi qui m&#8217;outrage\u201d (atto II, scena II) in cui canto vero e proprio, declamato su ricco organico orchestrale e un intermezzo strumentale segnano il continuo variare degli stati d\u2019animo della donna fino al tesissimo finale in cui le contrapposizioni precedenti si risolvono in un\u2019esplosione di furore cantata a piena forza.<br \/>\nNei panni del fratello Arcala\u00fcs troviamo <strong>Pierre-Yves Pruvot<\/strong>, bella voce di autentico basso e accento autorevole e drammatico. A lui \u00e8 affidata la grande scena dell\u2019evocazione delle potenze infere (atto I, scena III) strutturata su un declamato arioso alternato agli interventi del coro che rappresenta uno dei punti pi\u00f9 originali della composizione. In appendice alla registrazione \u00e8 presente una versione alternativa dell\u2019aria di Arcala\u00fcs. Di timbro luminoso \u00e8 seducente \u00e8 il soprano<strong> Liliana Faraon<\/strong> nelle doppie vesti della maga Urgande e di una corifea. Completano il cast numerose parti di fianco cui sono affidate i ruoli dei corifei e le personificazioni delle entit\u00e0 infernali nella scena dell\u2019evocazione. Sono tutti cantanti di area ceca e mostrano nel complesso un elevato livello di professionalit\u00e0 si rimanda alla locandina iniziale per l\u2019enumerazione di questi interpreti e dei ruoli loro assegnati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Trag\u00e9die lyrique in tre atti su libretto di Marie-Denis Devisme da &#8220;Amadis&#8221; di Philippe Quinault (1684) e dall\u2019originale [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":166,"featured_media":76399,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[12120,146,12125,12124,12126,12121,10243,12127,12123,10201,4007,1828,12122],"class_list":["post-76398","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cd-e-dvd","tag-amadis-de-gaule","tag-cd","tag-didier-talpain","tag-ensemble-vocal-musica-florea","tag-hjordis-thebault","tag-johan-christian-bach","tag-katia-velletaz","tag-liliana-faraon","tag-musica-florea-prague","tag-palazzetto-bru-zane","tag-philippe-do","tag-pierre-yves-pruvot","tag-solamente-naturali-bratislava"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76398","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/166"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=76398"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76398\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/76399"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=76398"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=76398"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=76398"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}