{"id":76658,"date":"2014-09-18T20:37:22","date_gmt":"2014-09-18T18:37:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=76658"},"modified":"2016-12-16T20:07:17","modified_gmt":"2016-12-16T19:07:17","slug":"martha-argerich-e-la-juvenil-da-bahia-allaccademia-nazionale-di-santa-cecilia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/martha-argerich-e-la-juvenil-da-bahia-allaccademia-nazionale-di-santa-cecilia\/","title":{"rendered":"Martha Argerich e la Juvenil da Bahia all\u2019Accademia Nazionale di Santa Cecilia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Roma, Auditorium \u201cParco della Musica\u201d, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, stagione 2014-2015 <\/em><br \/>\n<strong>Orquestra Sinfonica Juvenil da Bahia<\/strong><br \/>\nDirettore <strong>Ricardo Castro<\/strong><br \/>\nPianoforte <strong>Martha Argerich<\/strong><br \/>\n<em>P\u00ebtr Il\u2019i\u010d \u010cajkovskij:<\/em> Concerto n. 1 in si bemolle minore per pianoforte e orchestra op. 23<br \/>\n<em>Leonard Bernstein:<\/em> \u201cWest Side Story\u201d, Danze Sinfoniche<br \/>\n<em>Heitor Villa-Lobos:<\/em> Bachianas brasileiras n. 4<br \/>\n<em>Roma, 15 settembre 2014 <\/em><br \/>\n&#8220;Tra queste mura pie la Regina d\u2019Argentina pu\u00f2 sola penetrar&#8221;. Mi servo in prestito di un verso della traduzione di de Lauzi\u00e8res per il <em>Don Carlos<\/em> verdiano; e lo faccio per descrivere l\u2019impressionante calore con cui il pubblico dell\u2019Accademia di Santa Cecilia ha accolto l\u2019ingresso di <strong>Martha Argerich,<\/strong> oramai leggenda vivente della tastiera. Da sempre impegnata nella promozione dell\u2019istruzione musicale, soprattutto nei settori pi\u00f9 disagiati della societ\u00e0 sudamericana, la Regina d\u2019Argentina accompagna la <strong>Orchestra Sinfonica Juvenil da Bahia (Neojiba)<\/strong> e il suo direttore, <strong>Ricardo Castro<\/strong>, all\u2019interno di una manifestazione promossa dall\u2019Accademia: ospitare quattro orchestre provenienti da diverse parti del mondo, dal che il titolo di \u201cGiro del mondo in quattro orchestre\u201d. Il concerto ha fatto gi\u00e0 tappa in Italia \u2212 pochi giorni son trascorsi \u2212 a Torino. Il programma \u00e8 del tutto singolare e originale: l\u2019accostamento di un brano oramai \u2018iper-famoso\u2019, il Primo concerto per pianoforte e orchestra in si bemolle minore op. 23 di \u010cajkovskij, con musica tutta americana, le surreali danze dalla West Side Story di Bernstein e una sorta di suite per orchestra (Bachianas brasileiras n. 4) di un compositore brasiliano, Villa-Lobos, fiore all\u2019occhiello della tradizione musicale locale. L\u2019intenzione \u00e8 chiara e presenta una sua propria logica: far suonare alla Neojiba qualcosa di americano, per imbandire a un pubblico straniero i frutti della propria terra \u2013 mi si conceda la metafora \u2212, preceduto da un evergreen della tradizione classica di tutti i tempi, che catalizza inevitabilmente tutte le attenzioni del pubblico. La soluzione adottata, dunque, ricorda un po\u2019 il concetto che il Tasso sintetizz\u00f2 mirabilmente (Gerusalemme Liberata, 1. 3. 5sgg.): \u00abCos\u00ed a l&#8217;egro fanciul porgiamo aspersi \/ di soavi licor gli orli del vaso: \/ succhi amari ingannato intanto ei beve, \/ e da l&#8217;inganno suo vita riceve\u00bb. Il concerto \u2013 fuori abbonamento, uno dei consueti aperitivi alla novella stagione dell\u2019Accademia \u2212 avrebbe <strong>certo avuto assai meno appeal se non fosse stato aperto dalla strepitosa performance della Regina, che ha permesso a molti di gustare anche un raro Bernstein e un rarissimo Lobos \u2013<\/strong> che qui ricoprono, inevitabilmente, la parte dei \u00absucchi amari\u00bb (infatti la fuga post Argerich \u00e8 stata sostanziosa!). Per la Argerich si pu\u00f2 (anzi, si deve) usare l\u2019aggettivo \u2018perfetta\u2019: sotto il peso \u2013 e l\u2019esperienza, ovvio \u2013 dei suoi settantatre anni, s\u2019infiamma come se si dimenticasse di averli. \u00c8 la vestale eternamente giovane del pi\u00f9 sopraffino talento. Ci fa vibrare l\u2019anima imprimendo una tale energia negli accordi solenni con cui si apre la parte del pianoforte. Inutile sarebbe dilungarsi sulla sua lettura del Primo concerto: eseguito in tutto il mondo, amatissimo, \u00e8 un suo cavallo di battaglia. Ogni frase \u00e8 respirata a pieni polmoni, delibata con sagacia esecutiva sfrenata in estasi dionisiaca. Incredibile fluidit\u00e0, impressionante precisione, tensione emozionale, sgranatura dei singoli suoni, che non vengono mai impastati da un uso saggiamente parco, vibrato, del pedale: queste sono solo alcune delle caratteristiche del suo sontuoso pianismo. La sconfinata cultura musicale che, dopo decenni di carriera, corona le sue esecuzioni, la portano a leggere il concerto alla luce delle suggestioni musicali (consce o inconsce) che \u010cajkovskij volle inserirvi: negli squarci intimamente lirici, in cui orchestra e pianoforte creano atmosfere romanticamente vaporose, la Argerich suona come se stesse accompagnando un corpo di ballo (la terza versione dell\u2019op. 23, del 1889, precede di pochissimo la premi\u00e8re de La bella addormentata nel bosco, del 1890). Tratto peculiare di questa sua versione \u00e8 stato il mirabile uso del \u2018ritardando\u2019, subito rotto da fulminee accelerazioni, leggere come l\u2019aria. Non si oblii, inoltre, l\u2019adamantina muscolatura con cui esegue l\u2019autentico percussionismo, prokofieviano, del passaggio in ottave e della cadenza finale del I tempo. La Neojiba, se si prescinde da quale sbavatura (problemi nella parte degli ottoni, soprattutto), ha fatto un ottimo lavoro; merc\u00e9 l\u2019intelligente direzione di Castro, che risulta affiatata spalla per la Argerich. Al termine del concerto del russo, il pubblico \u00e8 esploso in delirio: non lo si riusciva pi\u00f9 a contenere \u2013 tutti in piedi a fare a gara per urlarle complimenti! Dai complimenti si \u00e8 passati alla richiesta del rituale bis: quasi costretta, la Argerich si siede al piano e suona sornionamente il suo bis, Kinderszenen op. 15 n. 1 di Schumann. Poi una nuova pioggia di applausi la accompagna verso le quinte.<br \/>\n<strong>Dopo l\u2019intervallo, il concerto riprende con le frizzanti danze sinfoniche da<em> West Side Story;<\/em><\/strong> ci troviamo, di punto in bianco, in un\u2019atmosfera jazzata, swingata, estroversa, piena di colpi di scena ritmici (si pensi solo allo schioccare delle dita degli orchestrali nella Prologue). Castro fa buona amministrazione: la compattezza della partitura ritmica \u00e8 la pi\u00f9 grande delle difficolt\u00e0 che deve affrontare, superandola egregiamente. La pi\u00f9 esilarante delle danze \u00e8 il Mambo, parola che tutti gli orchestrali si alzano a gridare pi\u00f9 di una volta, accompagnando la frenesia della danza \u2013 una tradizione che spesso viene onorata nei concerti di Capodanno. Elegiaca la Somewhere e la Meeting scene, dove risuona la famosa melodia della canzone di Tony, \u00abMaria, I just met a girl named Maria\u00bb. Ancora, l\u2019orchestra dimostra di essere all\u2019altezza, sebbene lievemente acerba. Chiude il concerto una suite orchestrale di Villa-Lobos, liberamente ispirata all\u2019atmosfera contrappuntistica di Bach: \u00abl\u2019autore vede in Bach una vasta e ricca fonte di folclore, profondamente radicata nella musica popolare di tutti i paesi del mondo: in tal modo Bach diventa un mediatore tra le razze\u00bb. \u00c8 una composizione ricca di spirito, lodevole per un autodidatta qual era Villa-Lobos, ma appesantita da diverse convenzionalit\u00e0 occidentali, che ne coprono la parte pi\u00f9 curiosamente sperimentale, le venature folclorico-brasiliane \u2013 il succo amaro tassiano, meno piacevole dei soavi licor \u010daikovskiani, ma non per questo meno \u2018utile\u2019. L\u2019orchestra qui d\u00e0 il massimo, onorando degnamente le tradizioni patrie. Seguono generosi applausi.<em> Foto <span id=\"fbPhotoSnowliftCaption\" class=\"fbPhotosPhotoCaption\" tabindex=\"0\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}\"><span class=\"hasCaption\">\u00a9 Riccardo Musacchio &amp; Flavio Ianniello <\/span><\/span><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma, Auditorium \u201cParco della Musica\u201d, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, stagione 2014-2015 Orquestra Sinfonica Juvenil da Bahia Direttore [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":136,"featured_media":76660,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[14678,5553,598,4357,12225,2290,12179],"class_list":["post-76658","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-concerti","tag-heitor-villa-lobos","tag-leonard-bernstein","tag-martha-argerich","tag-orquestra-sinfonica-juvenil-da-bahia","tag-petr-ilic-cajkovskij","tag-ricardo-castro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76658","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/136"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=76658"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76658\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87852,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76658\/revisions\/87852"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/76660"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=76658"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=76658"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=76658"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}