{"id":76665,"date":"2014-09-19T10:52:59","date_gmt":"2014-09-19T08:52:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=76665"},"modified":"2016-12-18T22:33:31","modified_gmt":"2016-12-18T21:33:31","slug":"palermo-teatro-massimo-la-fille-du-regiment","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/palermo-teatro-massimo-la-fille-du-regiment\/","title":{"rendered":"Palermo, Teatro Massimo: &#8220;La fille du r\u00e9giment&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Teatro Massimo di Palermo &#8211; Stagione Lirica 2014<\/em><br \/>\n<strong>\u201cLA FILLE DU R\u00c9GIMENT\u201d<\/strong><br \/>\nOp\u00e9ra-comique in due atti<br \/>\nLibretto di Jean-Fran\u00e7ois-Alfred Bayard e Jules-Henry Vernoy de Saint-Georges<br \/>\nMusica di <strong>Gaetano Donizetti <\/strong><br \/>\n<em>Marie<\/em> DESIR\u00c9E RANCATORE<br \/>\n<em>La Marquise de Berkenfiled<\/em> FRANCESCA FRANCI<br \/>\n<em>La Duchesse de Crackentorp<\/em> FILIPPO LUNA<br \/>\n<em>Tonio<\/em> CELSO ALBELO<br \/>\n<em>Sulpice<\/em> VINCENZO TAORMINA<br \/>\n<em>Hortensius<\/em> PAOLO ORECCHIA<br \/>\n<em>Un Notaire<\/em> PIETRO ARCIDIACONO<br \/>\n<em>Un Caporal<\/em> EMANUELE CORDARO<br \/>\n<em>Un Paysan<\/em> ALFIO MARLETTA<br \/>\n<em>Ma\u00eetre de ballet<\/em> GIUSEPPE BONANNO<br \/>\nOrchestra e Coro del Teatro Massimo<br \/>\nDirettore <strong>Benjamin Pionnier <\/strong><br \/>\nMaestro del Coro <strong>Piero Monti <\/strong><br \/>\nRegia <strong>Filippo Crivelli <\/strong><br \/>\nScene e costumi <strong>Franco Zeffirelli <\/strong><br \/>\nLuci <strong>Bruno Ciulli <\/strong><br \/>\nAssistente alla regia <strong>Carlo Cinque <\/strong><br \/>\nAllestimento del Teatro Massimo<br \/>\n<em>Palermo, 17 settembre 2014 <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo l\u2019applauditissimo <em>Elisir d\u2019amore<\/em> del 2012, l\u2019accoppiata <strong>Desir\u00e9e Rancatore<\/strong> \u2013 <strong>Celso Albelo<\/strong> ha fatto ritorno al Teatro Massimo di Palermo in un\u2019altra opera del Donizetti giocoso. Ancora una volta il connubio si \u00e8 rivelato vincente e ha trovato supporto in un cast ottimamente assortito, composto in gran parte da interpreti di origine palermitana. L\u2019atmosfera era proprio quella di due anni fa, consolidata dalla crescente intesa fra i due protagonisti, ma con una differenza di non poco conto. Difatti l\u2019allestimento proposto in questa occasione sembra collocarsi agli antipodi rispetto alla visione provocatoria concepita dal regista del 2012, Damiano Michieletto. Era invece il 1959 quando <strong>Franco Zeffirelli<\/strong> confezionava scene e costumi per una Palermo che non vedeva <em>La fille du r\u00e9giment<\/em> da pi\u00f9 di un secolo. Nonostante i 55 anni sulle spalle, lo spettacolo non ha dato modo di rivelare particolari segni di debolezza, grazie alla mano di <strong>Filippo Crivelli<\/strong> che ha portato in giro l\u2019opera donizettiana per tutto il mondo, infondendole nuova linfa attraverso una regia di raro equilibrio. La principale caratteristica dello spunto originario risiede proprio in una sorta di filologia scenica che ha scelto di partire dai bozzetti della prima rappresentazione (Parigi, 11 febbraio 1840) per ricreare un contesto grafico al di fuori del tempo, talmente irreale da ricordare i libri animati per bambini. Alle invenzioni di Jean-Charles Pellerin, autore delle <em>images<\/em> d\u2019\u00c8pinal, rimanda un impianto che presenta ogni suo elemento in forma dipinta: dalle bandiere del 21\u00b0 reggimento, ai cannoni, ai vasi di fiori, tutto quanto viene filtrato attraverso l\u2019ottica delle riproduzioni a stampa del XIX secolo (persino gli oggetti reali, come il pianoforte, le sedie e il canap\u00e8, per colori e forme sembrano \u2018finti\u2019). In questa cornice fittizia si muovono i diversi personaggi, ma rimanendone come separati, concentrandosi piuttosto sulle interazioni fra di essi. <strong>L\u2019impressione \u00e8 che ciascun carattere voglia staccarsi dallo sfondo di finzione al quale appartiene per conquistare una sorta di autenticit\u00e0 sospirata, procedendo lungo un sentiero di avvicinamento reciproco<\/strong>.<br \/>\nCrivelli accoglie e consolida questo aspetto, facendone un valore aggiunto di originalit\u00e0 e sottesa modernit\u00e0. Per una concezione registica che affida al movimento la forza trainante dell\u2019azione \u00e8 naturale che la riconsiderazione dei rapporti spaziali diventi un punto di interesse, sviluppato con intelligente coerenza. Ecco, allora, che sin dall\u2019inizio <strong>la costruzione dei movimenti di Sulpice e Marie viene incentrata su un meccanismo di perfetto rispecchiamento<\/strong>, evidente nel primo duetto (\u201cAu bruit de la guerre\u201d) e replicato nella scena della lezione di canto del secondo atto (l\u00ec il rispecchiamento non \u00e8 soltanto gestuale, ma diventa vocale non appena Sulpice ripropone il <em>refrain<\/em> del reggimento, prontamente ripreso da Marie). Se \u00e8 comprensibile che i soldati si muovano tutti insieme, assecondando con effetti meccanici la scansione dei ritmi marziali, le dinamiche pi\u00f9 interessanti sono proprio quelle che coinvolgono i due protagonisti. <strong>Infatti, fra Tonio e Marie si svolge un balletto di timidi avvicinamenti e allontanamenti che cerca di eliminare la distanza \u2013 spaziale, nonch\u00e9 culturale \u2013 che sussiste tra i due<\/strong> (non dimentichiamo che Tonio \u00e8 un contadino tirolese, mentre Marie \u00e8 la vivandiera del reggimento francese). La separazione alla fine del primo atto annulla quanto ottenuto fino a quel momento, tanto che nella parte conclusiva <strong>i due innamorati ritornano nelle rispettive sfere spaziali, ma con uno scambio di identit\u00e0 culturali<\/strong> (Tonio ufficiale del reggimento francese, Marie riconosciuta quale membro di una nobile famiglia tedesca), cancellando ogni speranza di contatto fisico. Anche la marchesa di Berkenfield \u00e8 sottoposta a questo processo, indirizzandosi ad un altro soggetto (Sulpice) al quale rivela la verit\u00e0 sulla giovane Marie (figlia, e non nipote). La rivelazione avviene sul canap\u00e8 del salone del palazzo ed \u00e8 improntata ad un\u2019intimit\u00e0 fisica che fa sorgere legittimi dubbi sulle intenzioni della nobildonna \u2013 peraltro non nuova a interessi nei confronti di uomini in divisa \u2013 nei confronti del bel sergente.<br \/>\nIl punto culminante di questo processo si realizza nel terzetto del secondo atto, \u201cTous les trois r\u00e9unis\u201d. In questo caso sono il contenuto del testo e l\u2019organizzazione della linea melodica ad alludere al ricongiungimento dei tre personaggi, una fusione che \u00e8 anche concreta, come dimostrano i vivaci movimenti dei rispettivi interpreti. Quest\u2019ultimi suggellano nel terzetto un affiatamento di cui danno prova nei singoli momenti dell\u2019azione, ma che per la struttura dell\u2019opera emergono sempre per cos\u00ec dire in forma \u2018binaria\u2019, ovvero nell\u2019interazione di coppia. <strong>Soltanto nel terzetto si verifica questa atipica unione fra tre personaggi, ancor pi\u00f9 inconsueta se si considera che i due innamorati, pur ritrovandosi dopo una separazione, non hanno modo di vivere in forma privata la gioia per il nuovo incontro<\/strong>. In ogni caso Tonio sa bene che l\u2019amore per Marie deve includere il buon Sulpice, una consapevolezza che si ricollega a quanto detto sul rispecchiamento fra il sergente e la bella vivandiera.<br \/>\nProcedendo per ordine di apparizione, \u00e8 <strong>Vincenzo Taormina<\/strong> a dare per primo significativo impulso alla buona riuscita dello spettacolo. Il baritono palermitano si distingue per un timbro caldo, macchiato di un\u2019insospettata nota di malinconia, con voce proiettata e fraseggio curato. Come gi\u00e0 ne <em>La traviata<\/em> del 2013, la maestosit\u00e0 di Taormina risalta a confronto della minuta <strong>Desir\u00e9e Rancatore<\/strong>. La cantante sfoggia il consueto armamentario di virt\u00f9 vocali, piegandole ancora una volta a scopi espressivi. Nel complesso, rispetto al passato, si nota una dizione pi\u00f9 chiara e maggiore omogeneit\u00e0 nei diversi registri. Lo scotto da pagare \u00e8 per\u00f2 la sottrazione di nitidezza ai sovracuti, che risultano meno cristallini se confrontati ai miracoli di perfezione degli anni passati. Quello che il soprano palermitano perde da un lato, lo recupera tuttavia in credibilit\u00e0 del personaggio, curando la partecipazione emotiva con lodevole concentrazione.<br \/>\nQuanto detto sulla distanza fra i due protagonisti si riflette nella scelta interpretativa della Rancatore, che all\u2019inizio disegna una Marie scanzonata e un po\u2019 superficiale, con atteggiamenti goffamente mascolini, opposti ai toni sentimentali di Celso Albelo. La differenza appare chiara nel primo duetto: se Tonio \u00e8 gi\u00e0 immerso nel sentimento amoroso, Marie ne \u00e8 ancora distante e ripete la melodia del tenore privandola del calore che poco prima l\u2019aveva caratterizzata. Il processo di cambiamento emerge, inoltre, dal confronto tra le due arie elegiache della protagonista, rispettivamente \u201cIl faut partir\u201d (primo atto) e \u201cPar le rang et par l\u2019opulence\u201d (secondo atto). Nella prima la tristezza giunge in modo cos\u00ec improvviso da sublimarsi in un\u2019esecuzione pi\u00f9 attenta al piano tecnico che a quello espressivo (e di fatto la Rancatore realizza filati perfetti, con straordinaria tenuta di voce). Al contrario nel secondo atto <strong>il soprano tiene conto della maturazione del dolore e del fatto che ormai faccia parte dell\u2019animo del personaggio<\/strong>. Di conseguenza realizza un\u2019aria un po\u2019 meno convincente sul lato tecnico, ma che subito va a segno sul piano dell\u2019intensit\u00e0 e commozione. Il successivo \u201cSalut \u00e0 la France\u201d ristabilisce il tono spensierato che domina l\u2019opera, analogamente a quanto avviene nella celebre lezione di canto, dove la Rancatore d\u00e0 prova di trascinante <em>vis<\/em> comica, rivelandosi estremamente naturale nei tentativi di finta stonatura e passando senza tentennamenti attraverso le colorature che caratterizzano il brano. Come spesso accade con i personaggi maschili, il Tonio di <strong>Celso Albelo<\/strong> \u00e8 meno sfaccettato e rimane sostanzialmente invariato nel corso dell\u2019azione. Il tenore spagnolo conferma quella dose di immediata simpatia di cui fa sfoggio nelle sue interpretazioni, associandola a una correttezza vocale abbastanza matura. Per chiarezza e apertura di suono \u00e8 questo il repertorio in cui sembra muoversi con pi\u00f9 agio, sebbene lo scoglio dei celebri nove Do venga superato con un riassestamento tecnico un po\u2019 innaturale.<br \/>\nGuidati dall\u2019elegante bacchetta di <strong>Benjamin Pionnier<\/strong>, gli altri interpreti meritano tutti di essere nominati per bravura di recitazione e naturalezza di movimenti, partendo dall\u2019ottimo Hortensius di <strong>Paolo Orecchia<\/strong> (interprete sempre apprezzato nelle diverse produzioni del Teatro Massimo) al <em>Notaire<\/em> di <strong>Pietro Arcidiacono<\/strong>, fino al <em>Caporal<\/em> <strong>Emanuele Cordaro<\/strong> e al <em>Paysan<\/em> <strong>Alfio Marletta<\/strong>. Pure in ruolo il bravo <em>Ma\u00eetre de ballet<\/em> <strong>Giuseppe Bonanno<\/strong>, impegnato in un settecentesco minuetto di fronte a due spettatrici di eccezione: la marchesa di <strong>Francesca Franci<\/strong>, spigliata e dal timbro corposo, e l\u2019irresistibile attore palermitano <strong>Filippo Luna<\/strong> <em>alias<\/em> duchessa di Crakentorp, ruolo reinventato nella funzione <em>en travesti<\/em>. Piena soddisfazione anche per la sezione maschile del <strong>Coro del Teatro Massimo<\/strong> che (ormai \u00e8 appurato) quando si diverte sembra dare il meglio di s\u00e9, riuscendo nell\u2019arduo compito di dar voce ad un solo personaggio, bench\u00e9 collettivo. In anticipo di 70 anni, Donizetti crea un gruppo di rudi uomini legati a una ingenua fanciulla, alla quale non vogliono rinunciare, ma che al momento opportuno sanno di dover affidare all\u2019innamorato che pi\u00f9 la merita, cosa che avverr\u00e0 tale e quale ne <em>La fanciulla del West<\/em>. Ma l\u00ec il \u2018lieto fine\u2019 produrr\u00e0 una frattura dolorosa e irrecuperabile che giustamente <em>La fille du r\u00e9giment<\/em> non pu\u00f2 n\u00e9 vuole attuare. Repliche sino al 24 settembre. <em>Foto Lannino\/Studio Camera<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Teatro Massimo di Palermo &#8211; Stagione Lirica 2014 \u201cLA FILLE DU R\u00c9GIMENT\u201d Op\u00e9ra-comique in due atti Libretto di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":54,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[961,1295,29,3198,12226,5231,3475,238,269,145,7376,3247,2569],"class_list":["post-76665","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-recensioni","tag-benjamin-pionnier","tag-celso-albelo","tag-desiree-rancatore","tag-filippo-crivelli","tag-filippo-luna","tag-francesca-franci","tag-franco-zeffirelli","tag-gaetano-donizetti","tag-la-fille-du-regiment","tag-opera-lirica","tag-paolo-maria-orecchia","tag-teatro-massimo-di-palermo","tag-vincenzo-taormina"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76665","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/54"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=76665"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76665\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=76665"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=76665"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=76665"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}