{"id":77015,"date":"2014-10-03T16:32:43","date_gmt":"2014-10-03T14:32:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=77015"},"modified":"2014-10-05T17:29:09","modified_gmt":"2014-10-05T15:29:09","slug":"giulia-nutiles-sauvages-haspsichords-in-pre-revolutionary-paris","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/giulia-nutiles-sauvages-haspsichords-in-pre-revolutionary-paris\/","title":{"rendered":"Giulia Nuti:Les Sauvages, Harpsichords in pre-Revolutionary Paris"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Johann Schobert<\/em><\/strong> (c.1735-1767): Sonata I op. XIV in Mi bemolle maggiore: Allegro Assai, Polonoise, Tempo di Minuetto-Trio. <strong><em>Jean Fran\u00e7ois Tapray<\/em> <\/strong><em>(1738\/9-dopo il 1798):&#8221;<\/em>Les Sauvages avec 4 variations&#8221; \u2013 Les Sauvages, Variation 1, Variation 2, Variation 3, Variation 4. <em><strong>Johann Gottfried Eckard<\/strong> (1735-1809):<\/em> Sonata I op. I in Si bemolle maggiore: Cantabile, Amoroso, Allegro assai. <em><strong>Nicolas-<em>Joseph<\/em> H\u00fcllmandel <\/strong>(1736-1823):<\/em> Sonata II op. III in La minore: Allegro, Andante.<em><strong> Wolfgang Amadeus Mozart<\/strong> (1756-1791):<\/em> Sonata K. 310 in La minore: Allegro maestoso, Andante cantabile, Presto. <strong>Giulia Nuti<\/strong> (clavicembalo) Registrazione: Museo degli Strumenti Musicali, Castello Sforzesco, Milano, 28-31 gennaio 2013. T.Time: 67.16 <strong>1 CD Deutsche Harmonia Mundi, 2014.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" style=\"width: 100%; height: 131px; min-width: 400px;\" src=\"\/\/www.spreaker.com\/embed\/player\/standard?autoplay=false&amp;episode_id=5035999\" width=\"300\" height=\"150\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In maggio 2014 Giulia Nuti ha pubblicato con l\u2019etichetta Deutsche Harmonia Mundi<\/strong> una stuzzicante retrospettiva antologica su di una stagione particolarmente felice per il clavicembalo: quella immediatamente antecedente la rivoluzione francese a Parigi. Si tratta di un\u2019epoca di \u201ctransizione\u201d nella quale pianoforte e clavicembalo coesistono condividendo la medesima letteratura tastieristica nelle cui stampe compaiono per la prima volta indicazioni dinamiche. Per far fronte alle crescenti sfide tecniche poste dai compositori si rende necessaria una modifica strutturale degli strumenti tramite la pratica, ampiamente in uso nel \u2018700 francese, del \u201cravalement\u201d che consiste nell\u2019incorporare un clavicembalo di epoca precedente (principalmente Ruckers) in uno strumento di nuova fattura con cassa armonica pi\u00f9 ampia, tastiera aggiuntiva e fino ad un\u2019ottava d\u2019estensione in pi\u00f9. Altri elementi tecnici peculiari di questi strumenti sono le genouill\u00e8res per cambiare i registri senza togliere le mani dalla tastiera e i plettri in peau de bouffle che conferiscono un suono dolce, rotondo e sostenuto oltre ad ampliare le possibilit\u00e0 dinamiche. La furia distruttiva del Terrore disperse interpreti ed autori con conseguenze nefaste per gli stessi strumenti che vennero accantonati per essere presto o tardi demoliti. Fra i rarissimi esemplari di strumenti pre-rivoluzionari a noi pervenuti, vi \u00e8 proprio quello conservato nel Museo degli Strumenti Musicali del Castello Sforzesco di Milano, rielaborato da Pascal Taskin a Parigi nel 1788 e dotato di peau de bouffle e genouill\u00e8res, che \u00e8 possibile ascoltare in questo interessantissimo CD.<br \/>\n<strong>L\u2019accurata scelta operata dall\u2019interprete di compositori non solo francesi ma anche immigr\u00e9s<\/strong> o semplicemente di passaggio a Parigi come il genio di Salzburg, fornisce una variopinta istantanea sulla vitalit\u00e0 musicale della Parigi pre-rivoluzionaria e sulla centralit\u00e0 di uno strumento che di l\u00ec a poco perder\u00e0 sempre pi\u00f9 terreno.<br \/>\nI diversi compositori sono proposti in ordine cronologico a partire da <strong>Johann Schobert<\/strong> (c.1735-1767) che grande influenza ebbe su W. A. Mozart che ne cit\u00f2 alcuni passaggi di sonata nei propri concerti per piano. La Sonata I op. XIV in Mi bemolle maggiore di Schobert si apre con un con Allegro assai che lungi dall\u2019essere frenetico, eseguito con grande eleganza e con pienezza di suono e sostegno che non hanno nulla da invidiare a quelle di un pianoforte. Quasi in ossequio alla forma della suite la sonata prosegue con due tempi di danza: una meditativa Polonaise, che Giulia Nuti porge con la solennit\u00e0 di un cerimoniale di corte e un serioso Menuetto.<br \/>\nUno dei brani di maggior interesse della raccolta nonch\u00e9 titolo all\u2019album, \u00e8 <em>Les Sauvages<\/em> col quale<strong> Jean Fran\u00e7ois Tapray,<\/strong> unico compositore genuinamente francese di questa antologia, rende omaggio a Jean Philippe Rameau con 4 variazioni al celeberrimo Rondeau da <em>Les Indes Galantes<\/em>. Il tema originale rimane gradevolmente in tralice in un inesorabile crescendo di complessit\u00e0 tecnica che lungi dall\u2019essere puro esercizio di stile ha forte valenza espressiva. Giulia Nuti non si limita a sciogliere la moltitudine di nodi pirotecnici ma differenzia con gusto ogni variazione per dinamica, agogica e carattare pi\u00f9 meditativo o tormentato. Il contrasto di intensit\u00e0 che l\u2019artista disegna fra la soffice seconda variazione e la terza martellante ed ostinata illustra pienamente la straordinaria capacit\u00e0 dinamica degli strumenti Taskin esaltata dal tocco ora vellutato, ora sapientemente articolato dell\u2019esecutrice. In aperto contrasto coi brani di Tapray, la sonata I op. I in si bemolle maggiore di <strong>Johann Gottfried Eckard<\/strong> ha un carattere spensierato e solare che permane anche nei brevi passaggi in tonalit\u00e0 minore e richiama fortemente anche se in chiave edulcorata lo stile di Mozart che cit\u00f2 proprio questo brano nella sua Sonata K.6 oltre a prendere in prestito un\u2019altra melodia di Eckard per l\u2019 Andante del suo Concerto per piano No.3 (K 40). Possiamo dire Mozart, che ebbe modo di ascoltare ed ispirarsi alla musica di molti dei compositori proposti in questo florilegio, \u00e8 in un certo senso una sorta di fil rouge sotteso all\u2019intero album ed infatti l\u2019excursus prosegue proprio con un dotto parallelismo fra Mozart e Nicolas-Joseph H\u00fcllmandel, autore del lemma che l\u2019Enciclopedie di Diderot e d\u2019Alambert dedic\u00f2 al clavicembalo. Non \u00e8 un caso infatti che nell\u2019ampia produzione tastieristica mozartiana Giulia Nuti scelga proprio la sonata K.310 che oltre ad essere d\u2019indubbia suggestione francese, trae diretta ispirazione per alcuni dei passaggi veloci dalla sonata Sonata II op. III di H\u00fcllmandel della quale oltretutto condivide &#8211; unico esempio fra le sonate mozartiane &#8211; la tonalit\u00e0 di La minore. La sonata K. 310 fu tra l\u2019altro composta nell\u2019estate del 1778 durante un lungo soggiorno a Parigi durante il quale Mozart ebbe occasione di sperimentare di persona gli strabilianti clavicembali di Taskin, Blanchet e A. Vater ed ascoltare la ricchezza, complessit\u00e0 e laboriosit\u00e0 tecnica del repertorio composto per questi strumenti.<br \/>\nQuest\u2019album costituisce un prodotto di grande interesse non solo per gli appassionati ma anche per i neofiti che grazie alle accuratissime ed esaurienti note introduttive curate della stessa artista &#8211; che oltre ad essere una raffinata interprete \u00e8 ricercatrice presso il Conservatorio della Svizzera Italiana &#8211; possono davvero farsi una cultura su di uno strumento troppo spesso considerato di nicchia come il clavicembalo, esplorandone le amplissime possibilit\u00e0 espressive.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Johann Schobert (c.1735-1767): Sonata I op. 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