{"id":77159,"date":"2014-10-07T21:06:18","date_gmt":"2014-10-07T19:06:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=77159"},"modified":"2016-12-06T02:14:58","modified_gmt":"2016-12-06T01:14:58","slug":"jukka-pekka-saraste-inaugura-il-lingotto-di-torino-con-ein-deutsches-requiem-di-brahms","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/jukka-pekka-saraste-inaugura-il-lingotto-di-torino-con-ein-deutsches-requiem-di-brahms\/","title":{"rendered":"Jukka-Pekka Saraste inaugura il Lingotto di Torino con \u201cEin deutsches Requiem\u201d di Brahms"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Torino, Auditorium \u201cGiovanni Agnelli\u201d<\/em><br \/>\n<em>I Concerti del Lingotto 2014-2015<\/em><br \/>\n<strong>WDR Sinfonieorchester K\u00f6ln<\/strong><br \/>\n<strong> WDR Rundfunkchor \/ NDR Chor<\/strong><br \/>\nDirettore\u00a0<strong>Jukka-Pekka Saraste<\/strong><br \/>\nMaestri dei Cori\u00a0<strong>Stefan Parkman (WDR), Philipp Ahmann (NDR)<\/strong><br \/>\nSoprano\u00a0<strong>Hanna-Elisabeth M\u00fcller<\/strong><br \/>\nBaritono\u00a0<strong>Andr\u00e8 Schuen<\/strong><br \/>\n<em>Johannes Brahms <\/em>: \u201cEin deutsches Requiem\u201d (<em>Un Requiem tedesco<\/em>) op. 45 per soli, coro e orchestra, su testi biblici<br \/>\n<em>Torino, 6 ottobre 2014<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contornate, e forse suggestionate, da ricorrenze centenarie di conflitti mondiali, anniversari di attivit\u00e0 artistiche, rassegne di spiritualit\u00e0, a Torino tre importanti stagioni musicali si sono inaugurate nel segno del sacro: quella dell\u2019OSN RAI con la <em>Missa solemnis<\/em> di Ludwig van Beethoven (25 settembre), quella del Teatro Regio con la Messa da <em>Requiem<\/em> di Giuseppe Verdi (30 settembre), quella dei Concerti del Lingotto con <em>Ein deutsches Requiem<\/em> di Johannes Brahms (6 ottobre). E si pu\u00f2 dire che, di tutte e tre, l\u2019ultima sia riuscita la migliore sul piano esecutivo. <strong>Orchestra Sinfonica e Coro della Radio di K\u00f6ln (WDR)<\/strong>, rinforzati dal <strong>Coro della Radio della Germania del Nord (NDR)<\/strong>, propongono il capolavoro oratoriale di Brahms sotto la guida del finlandese <strong>Jukka-Pekka Saraste<\/strong>.<br \/>\n\u00abSimile ad erba \u00e8 l\u2019uomo, e tutta la sua scienza come un fiore di campo\u00bb. La celebre citazione dalla prima epistola di Pietro riassume bene non soltanto l\u2019ispirazione letteraria e scritturale dell\u2019intero <em>Deutsches Requiem<\/em>, ma anche l\u2019atteggiamento esecutivo con cui Saraste si \u00e8 accostato alla complessa partitura. Sin dall\u2019apertura (\u00abSelig sind, die da Leid tragen\u00bb, <em>Beati quelli che soffrono<\/em>) il suono nasce subito netto, nel senso che il direttore non cura quel passaggio dal silenzio alla materializzazione della sonorit\u00e0 per mezzo di sfumature via via pi\u00f9 percettibili. Quella che potrebbe sembrare una trascuratezza, o una mancanza di attenzione, \u00e8 in realt\u00e0 un segnale chiaro dell\u2019impostazione sobria, per nulla teatrale, per nulla mistica, con cui il direttore legge il <em>Requiem<\/em> di Brahms. Saraste fa comprendere come l\u2019oratorio non racconti nulla, non abbia in s\u00e9 alcuna invenzione narrativa, non debba sottostare alle consuetudini della creazione letteraria o drammatica; esso \u00e8 piuttosto una meditazione accorata, traboccante di speranza, ma la cui origine prima \u00e8 la sofferenza. Per questo motivo ogni suono \u00e8 tagliente, scabro, affilato come la lama che ferisce, che provoca dolore e morte.<br \/>\n<strong>A questo proposito l\u2019esecuzione del doppio coro si distingue per l\u2019espressivit\u00e0 della parola biblica, di volta in volta sussurrata, enunciata con la convinzione del fedele, oppure gridata con l\u2019affanno di chi soffre e dispera. Ma va anche registrato come i due gruppi corali possano qualificare al meglio la propria preparazione grazie al profondo rispetto che il direttore d\u2019orchestra nutre per le voci<\/strong>; al contrario di quel che fanno certi maniacali fautori della &#8220;megalofonia&#8221; e del decibel orchestrale, Saraste colloca i due solisti al suo fianco, davanti agli archi e protesi verso la sala, e il coro immediatamente dietro l\u2019orchestra, anzich\u00e9 nel fondo. I volumi dell\u2019orchestra, per contrapposizione, diventano in certi momenti quasi cameristici, e il bilanciamento con il comparto vocale \u00e8 perfetto.<br \/>\n\u00abDenn alles Fleisch es ist wir Gras\u00bb (<em>Simile ad erba \u00e8 l\u2019uomo<\/em>) non \u00e8 caratterizzato da severit\u00e0 liturgica, ma \u00e8 semplicemente composto; l\u2019innesto delle voci sulla pasta omogenea del suono orchestrale \u00e8 naturale completamento dell\u2019espressione di fede. Che Brahms voglia proporre un parallelo con il <em>Dies irae<\/em> della messa latina si comprende con il lungo corale che ha per testo l\u2019epistola di Giacomo; corno e ottoni equivalgono davvero all\u2019espressione musicale del versetto <em>Tuba, mirum spargens sonum<\/em>.<br \/>\nCon \u00abHerr, lehre doch mich\u00bb (<em>Insegnami, o Signore<\/em>) diventa protagonista la voce del baritono <strong>Andr\u00e8 Schuen<\/strong>: fresca, giovane, omogenea, corretta. Gli acuti della breve parte risultano coperti quasi sempre in modo soddisfacente, anche se &#8211; in occasione del penultimo brano, quando il baritono interviene per la seconda volta &#8211; la voce appare un po\u2019 leggera rispetto alla richiesta, perch\u00e9 deve sostenere un peso orchestrale nettamente superiore. Ma la parte pi\u00f9 significativa del brano \u00e8 il corale di chiusura: capolavoro di contrappunto e di equilibrio tra archi, pedale dei fiati, voci. La percezione di ogni singolo suono, come in trasparenza, diviene a questo punto la caratteristica emblematica dell\u2019esecuzione.<br \/>\nL\u2019umilt\u00e0 di Saraste \u00e8 accentuata dall\u2019amabilit\u00e0 del quarto numero: \u00abWie lieblich sind die deine Wohnungen, Herr Zebaoth\u00bb (<em>Quanto amabili sono le tue dimore, Signore dell\u2019universo<\/em>, <em>Ps<\/em> 84, 2) non ha nulla di posticcio n\u00e9 di smaccato: come in precedenza non ci si sentiva immessi in una marcia funebre, cos\u00ec ora non c\u2019\u00e8 nulla di banalmente danzante. La gioia della speranza \u00e8 nella musica stessa, nei timbri strumentali e nella diteggiatura dei violini.<br \/>\nIl brano pi\u00f9 struggente del <em>Requiem<\/em> \u00e8 sempre stato considerato il n. 5 (\u00abIhr habt nun Traurigkeit\u00bb, <em>Ora siete nella tristezza<\/em>), in cui la voce sopranile inneggia alla consolazione, trasformandosi in ipostasi della madre di Brahms, morta nel 1865. <strong>Hanna Elisabeth M\u00fcller<\/strong> \u00e8 soprano dalla voce pastosa e dall\u2019emissione vibrante; dando voce alla rappresentazione musicale della consolazione, sa modulare molto bene la respirazione in funzione della sonorit\u00e0; peccato che qualche acuto risulti leggermente aperto.<br \/>\nIl penultimo brano (\u00abDenn wir haben hie keine bleibende Statt\u00bb, <em>In questa terra siamo privi di una stabile dimora<\/em>) si apre con uno straordinario pizzicato degli archi; ma il piccolo miracolo curato dal direttore \u00e8 un altro: rilevare i discreti interventi del corno, che richiamano il celebre trio in mi bemolle maggiore per violino, pianoforte e corno delle Alpi dell\u2019op. 40 (composto nel 1865), con cui Brahms rammemor\u00f2 la sua pratica musicale fanciullesca a seguito della morte della madre Johanna. L&#8217;acutissimo ottavino (che si sente ancor pi\u00f9 della tromba) e i feroci colpi di timpano non fanno che ribattere la fermezza della convinzione paolina (\u00abMorte, dov&#8217;\u00e8 il tuo artiglio? Inferno, dove \u00e8 la tua vittoria?\u00bb, 1<em>Co<\/em> 15, 55).<br \/>\n\u00abSelig sind die Toten\u00bb, <em>Beati coloro che sono morti<\/em>, costituisce la benedizione finale con cui l\u2019oratorio si chiude (<em>Apocalisse<\/em> 14, 13). Il suono quasi violento dei contrabbassi apre la pagina nel segno orchestrale, ma poi la voce corale torna protagonista, con la rara bellezza di ogni suo tono. Perch\u00e9 entrambi i cori fanno intendere ogni suono come un diverso tono (e perci\u00f2 colore) vocale, costruendo un affresco molteplice a base di tessere bibliche. <strong>L\u2019esecuzione \u00e8 tutta quanta netta, concisa, sobria perfino negli ultimi accordi dell\u2019arpa, prima della chiusa, a coronamento di una lettura lontanissima da ogni compiacimento retorico<\/strong> (e anche da autocompiacimenti personali, nel ritmo come nelle sonorit\u00e0).<br \/>\nBisognerebbe mozzare le mani a quello scriteriato ascoltatore che inizia subito ad applaudire (per di pi\u00f9 con piglio stizzoso!), quando la musica \u00e8 appena terminata e Saraste non ha ancora abbassato le braccia: \u00e8 visibile il disappunto del direttore e del primo violino, che si scambiano un\u2019occhiata un po\u2019 compassionevole, forse pensando alla diseducazione del pubblico italiano. L\u2019applauso attecchisce, poi si smorza, ondeggia, sembra spegnersi (segnale di tardiva resipiscenza; ma \u00abVoce dal sen fuggita \/ pi\u00f9 richiamar non vale\u00bb), poi scoppia deciso, per non arrestarsi pi\u00f9, se non dopo numerose chiamate.<br \/>\nGrande successo, com\u2019era prevedibile, e di grande stile; ma bisogna concludere che a Torino, quando non \u00e8 un atteggiamento direttoriale, la fretta si trasmette a qualcuno dell&#8217;uditorio?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino, Auditorium \u201cGiovanni Agnelli\u201d I Concerti del Lingotto 2014-2015 WDR Sinfonieorchester K\u00f6ln WDR Rundfunkchor \/ NDR Chor Direttore\u00a0Jukka-Pekka [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":102,"featured_media":77161,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[12363,5288,1940,12362,3809,12361,12360],"class_list":["post-77159","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-andre-schuen","tag-hanna-elisabeth-muller","tag-johannes-brahms","tag-jukka-pekka-saraste","tag-ndr-chor","tag-wdr-rundfunkchor","tag-wdr-sinfonieorchester-koln"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77159","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/102"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=77159"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77159\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/77161"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=77159"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=77159"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=77159"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}