{"id":77167,"date":"2014-10-07T22:04:57","date_gmt":"2014-10-07T20:04:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=77167"},"modified":"2016-12-16T20:08:51","modified_gmt":"2016-12-16T19:08:51","slug":"teatro-dellopera-di-romacenerentola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/teatro-dellopera-di-romacenerentola\/","title":{"rendered":"Teatro dell&#8217;Opera di Roma:&#8221;Cenerentola&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><em>Roma, Teatro dell\u2019Opera di Roma, Stagione di Opere e Balletti 2013-2014<\/em><br \/>\n<strong>\u201cCENERENTOLA\u201d<\/strong><br \/>\nBalletto in tre atti<br \/>\nMusica di <strong>Sergej Prokof\u2019ev<\/strong><br \/>\nCoreografia di <strong>Derek Deane<\/strong><br \/>\n<em>Cenerentola<\/em> LETIZIA GIULIANI<br \/>\n<em>Principe<\/em> GIUSEPPE PICONE<br \/>\n<em>Madrina<\/em> ALESSANDRA AMATO<br \/>\n<em>Sorellastre<\/em> ROBERTA PAPARELLA \/ ALESSIA GAY<br \/>\n<em>Primavera<\/em> MARTINA CIOTTO \/ GIACOMO LUCI<br \/>\n<em>Estate<\/em> CRISTINA SASO \/ GIUSEPPE SCHIAVONE<br \/>\n<em>Autunno<\/em> GIOVANNA PISANI \/ EMANUELE MUL\u00c9<br \/>\n<em>Inverno<\/em> MARIANNA SURIANO \/ TIMOFEJ ADRIJASENKO<br \/>\n<em>Buffone<\/em> YURI MASTRANGELI<br \/>\n<em>Insegnante<\/em> RICCARDO DI COSMO<br \/>\n<em>Padre<\/em> PAOLO MONGELLI<br \/>\nOrchestra e corpo di ballo del Teatro dell\u2019Opera di Roma<br \/>\nDirettore<strong> Nir Kabaretti<\/strong><br \/>\nScene <strong>Michele Della Cioppa<\/strong><br \/>\nCostumi <strong>David Walker<\/strong><br \/>\nLuci <strong>Mario de Amicis<\/strong><br \/>\nAllestimento del Teatro dell\u2019Opera<br \/>\n<em>Roma, 3 ottobre 2014<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0L\u2019atmosfera di placida calma con cui si \u00e8 entrati al Teatro dell\u2019Opera di Roma per assistere all\u2019attesa<em> Cenerentola<\/em> prokofeviana, non corrisponde allo stato attuale dello stesso: un\u2019istituzione in balia di venti politico-economici. La platea gremita di bambini e famiglie, al contrario, dimostra come il balletto, ancor pi\u00f9 dell\u2019opera, sia rivolto a un grandissimo pubblico. La danza si lascia, del resto, conoscere e vivere con pi\u00f9 immediatezza. A distoglierci da questa strana malia, solo le parole del M\u00b0 Kabaretti, che giungono puntuali alla fine del prim\u2019atto: poche sillabe per dimostrare la sua vicinanza a un\u2019orchestra con cui ha lavorato molto e bene e di cui depreca il triste (o, meglio, tristo) destino, seguite da uno scroscio di applausi che attestano l\u2019amore del pubblico della capitale (e non solo) per il suo teatro.<br \/>\n<strong><em>La Cenerentola<\/em> op. 87 di Sergej Prokof\u2019ev<\/strong> \u00e8 un prodotto tardo di quella sua poetica che anela quasi verso un apollineo, sempre precluso al compositore, forse per colpa della storia; fu, infatti, composta negli anni della Seconda Guerra Mondiale e terminata nel 1944, ma data in premi\u00e8re solo un anno dopo (1945) al Bol\u2019\u0161oj moscovita, con la celebre Ulanova nel ruolo del titolo. Di l\u00ec, una solida ascesa nei pi\u00f9 importanti teatri del mondo. Prokof\u2019ev si adagi\u00f2 su una abbastanza solida tradizione coreutica, che vedeva protagonista la meschina perraultiana pi\u00f9 famosa di tutti i tempi: \u00abCercavo\u00bb \u2212 ebbe a scrivere il compositore \u2212 \u00abdi trasmettere nella musica i caratteri della bella Cenerentola, del suo padre modesto, della madrina esigente, delle sorelle capricciose e autoritarie e del giovane Principe ardente d\u2019amore affinch\u00e9 gli spettatori non restassero indifferenti alle loro difficolt\u00e0 e alle loro gioie\u00bb. Ma si badi che se \u00e8 pur vero che \u00abmusicalmente \u00e8 una partitura molto variegata con spunti lirici, tensioni ritmiche fortemente scandite e inflessioni umoristiche e ironiche\u00bb (E. Melchiorre, dal programma di sala), l\u2019ethos musicale \u00e8 tutt\u2019altro che onirico, fiabesco strictu sensu: Prokof\u2019ev fa di tutto per risultare pi\u00f9 ciajkovskiano possibile, ma la musica che gli sgorga dall\u2019animo \u00e8 sovente velata di una scura, impenetrabile cortina, nebbiosa, fuligginosa, graffiata da umbratili dissonanze, specchio reale del suo animo disilluso alla fiaba. Della partitura \u2212 presentata integralmente, senza tagli \u2212, <strong>Nir Kabaretti<\/strong>, direttore versato nell\u2019accompagnamento musicale dei balletti e affezionato dell\u2019Opera di Roma, fornisce (per nostra fortuna) una convincente lettura: i ritmi sono sostenuti, gli slanci lirici debitamente espansi, colte le particolari singolarit\u00e0 di questa composizione. V\u2019\u00e8 sempre comunicazione diretta fra la buca e il palco. L\u2019orchestra suona come meglio non potrebbe: la palpabile pastosit\u00e0 sonora cesella ogni momento coreutico, facendo sfavillare lo screziato ingegno musicale del russo. Danza la parte di Cenerentola<strong> Letizia Giuliani<\/strong>, assai convincente nel ruolo: la bellezza delle posizioni, la pulizia delle linee e la perizia tecnica la sorreggono nell\u2019assolo del I atto (con la deliziosa gavotta), come in quello speculare del III. Sicura nella sua variazione del pas de deux col Principe nel II atto, raggiunge il culmine della performance nel languido passo a due col principe, immedesimandosi nel casto erotismo della musica. Peccato che abbia traballato nella presa finale del I atto, quando due uomini delle stagioni la sollevano; lo stesso dicasi per una presa in cui viene sollevata dal Principe. Il ruolo del primo uomo \u00e8 danzato da <strong>Giuseppe Picone,<\/strong> ballerino di certa fama: il suo charme, la presenza scenica, l\u2019interpretazione lo rendono un principe apprezzabile, a dispetto di qualche passaggio in cui appare legnoso e di una tecnica a tratti periclitante (come si \u00e8 dovuto constatare nella sua variazione nel II atto, specialmente in uscita dai salti o dalle pirouettes). La poetica plasticit\u00e0 con cui danza il passo a due con la Giuliani, valgono a rendere proprio quello il momento pi\u00f9 sublime di tutta la produzione \u2013 prescindendo dal finale III. Le due sorellastre sono interpretate da <strong>Alessia Gay<\/strong> e <strong>Roberta Paparella<\/strong>, le quali sottolineano molto la clownerie insita nel ruolo, ma si mostrano poco coordinate l\u2019una con l\u2019altra, poco in sintonia: i momenti migliori, infatti, sono i loro due buffi assoli del II e la contestuale danza delle arance. Graziosi le stagioni e i loro partners; unico elemento debole risulta l\u2019esecuzione, alquanto appesantita, della variazione di <strong>Martina Ciotto<\/strong> come Primavera (ma si tenga conto che la ballerina ha sostituito in extremis una sua collega). Energico come un grillo il Buffone di<strong> Yuri Mastrangeli,<\/strong> uno degli elementi pi\u00f9 divertenti della serata: salta, fa giravolte, s\u2019impenna in lazzi di ogni tipo, con grande talento mimico (e ginnico!). Ma la vera protagonista della serata \u00e8 stata l\u2019eterea, elegantissima fata madrina di <strong>Alessandra Amato<\/strong>: contornata dalle sue stelle (le colleghe del corpo di ballo, tutte bravissime), d\u00e0 vita alle coreografie pi\u00f9 belle e riuscite, sempre con sensuale grazia. L\u2019intero corpo di ballo \u2013 cui non si tributano mai complimenti a sufficienza \u2013 dimostra, al solito, la sua professionalit\u00e0 adamantina e l\u2019ottima preparazione: l\u2019esecuzione delle coreografie \u00e8 piacevolissima, in particolare quella sulla pi\u00f9 bella melodia dell\u2019opera, il grande valzer (n. 30) del II atto.<br \/>\nSull\u2019assenza di una coreografia-prototipo per questa partitura, cos\u00ec si esprime A. Testa nelle note del programma di sala: \u00abnon esiste, dunque, una coreografia modello [\u2026] il campo si \u00e8 dunque rivelato aperto. Ben vengano nuovi creatori [\u2026] ma essi non dimentichino la caratterizzazione che \u00e8 alla base della musica di Prokof\u2019ev, la differenziazione dei personaggi e delle situazioni sceniche come \u00e8 proprio di un \u201cballetto d\u2019azione\u201d\u00bb. Questa libert\u00e0 d\u2019azione evidenzia, inevitabilmente, ogni passo falso del coreografo: e <strong>Derek Deane<\/strong> ne ha commessi, soprattutto per la lentezza con cui passano alcune scene meramente narrative e per l\u2019assenza, all\u2019uopo, di riempitivi danzanti che rimpolpino l\u2019azione. Ma si fa apprezzare in diverse scene d\u2019insieme, e soprattutto nei rispettivi tre finali d\u2019atto: nel I mette in scena una carrozza principesca con i topi che portano cenerentola al ballo; nel II ci troviamo nel bel mezzo dell\u2019appressarsi della mezzanotte (rappresentata da una raffica di proiezioni confuse di orologi, che mitigano un po\u2019 la brutta impressione dell\u2019orologio proiettato, a ondate regolari nel corso della produzione, sempre fisso con le lancette a mezzanotte) e la scena \u00e8 ben movimentata con l\u2019agitazione del principe, del giullare e dei convitati che coprono la Giuliani uscente, alla quale si sostituisce una controfigura in abiti straccioni che perde la celebre scarpetta (qui, ovviamente, da balletto); e nel III dove si supera nell\u2019aerea leggerezza delle coreografie, il momento pi\u00f9 bello dell\u2019intera produzione, dove le stelle contornano le delicate evoluzioni della fata madrina officiante il matrimonio tra Cenerentola e il Principe. Le scene di\u00a0 <strong>Michele Della Cioppa<\/strong> hanno, purtroppo, il difetto di tutte le scene di balletto degli ultimi anni: l\u2019essere soggette al risparmio, all\u2019idea di lesinare al massimo. La piacevolezza ne soffre: esempio ne \u00e8 la scena del giardino fatato del I atto. Ma qualcosa di gradevole c\u2019\u00e8, come la sala da ballo per il ricevimento-festa del principe e l\u2019ultimissima scena rappresentata da un delicato cielo notturno trapunto di stelle, reso magico da studiati effetti luminosi. I costumi (<strong>David Walker),<\/strong> invece, sono di buona fattura, come quelli di un intenso blu pavone che indossano gli invitati nel II atto, dove si distinguono anche le belle mise di Cenerentola e del Principe. Una buona produzione, insomma, che fa capire come il balletto romano sia una realt\u00e0 da valorizzare. Si fa tanto parlare \u2013 e a ragione \u2212, in questo periodo, della sorte dei maestri di orchestra e dei coristi del Teatro capitolino: e di questi bravi e preparati ballerini, eventualmente, che ne sar\u00e0?<em> Foto Falsini<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma, Teatro dell\u2019Opera di Roma, Stagione di Opere e Balletti 2013-2014 \u201cCENERENTOLA\u201d Balletto in tre atti Musica di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":136,"featured_media":77173,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[744],"tags":[2534,5110,794,14677,356,12164,2406,12365,7876,9854,2150,12364,7575,8328,655,12366],"class_list":["post-77167","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-danza","tag-alessandra-amato","tag-alessia-gay","tag-cenerentola","tag-danza","tag-david-alagna","tag-derek-deane","tag-letizia-giuliani","tag-martina-ciotto","tag-michele-della-cioppa","tag-michele-della-mea","tag-nir-kabaretti","tag-orchestra-del-teatro-dellopera-di-roma","tag-roberta-paparella","tag-sergej-prokofev","tag-teatro-dellopera-di-roma","tag-yuri-mastrangeli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77167","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/136"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=77167"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77167\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/77173"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=77167"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=77167"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=77167"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}