{"id":77336,"date":"2014-10-12T02:07:35","date_gmt":"2014-10-12T00:07:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=77336"},"modified":"2014-10-12T02:07:35","modified_gmt":"2014-10-12T00:07:35","slug":"venezia-palazzetto-bru-zanedavid-bismuth-au-pays-devaste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/venezia-palazzetto-bru-zanedavid-bismuth-au-pays-devaste\/","title":{"rendered":"Venezia, Palazzetto Bru Zane:David Bismuth  &#8220;Au Pays D\u00e9vast\u00e9&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><em>Palazzetto Bru Zane, Centre de musique romantique fran\u00e7aise, Festival \u201cRomanticismo tra guerra e pace\u201d<\/em><br \/>\nPianoforte <strong>David Bismuth<\/strong><br \/>\n<em>C\u00e9cile Chaminade<\/em>:&#8221;Au Pays d\u00e9vast\u00e9&#8221; op. 155; &#8220;Chaminade Solitude&#8221; op. 127 n. 2<br \/>\n<em>Maurice Ravel<\/em>: Sonatine pour piano<br \/>\n<em>Marie Ja\u00ebll<\/em>:&#8221;Ce qu\u2019on entend dans l\u2019Enfer&#8221;-\u00a0 Blasph\u00e8mes; &#8220;Ce qu\u2019on entend dans le Purgatoire&#8221; &#8211; Pressentiments; &#8220;Maintenant et Jadis&#8221;; &#8220;Ce qu\u2019on entend dans le Paradis&#8221; &#8211; Apaisement; Qui\u00e9tude<br \/>\nClaude Debussy: \u00c9tudes pour piano: No 11, Pour les arp\u00e8ges compos\u00e9s; Pour le piano: Pr\u00e9lude; Sarabande; Toccata<br \/>\n<em>Venezia, 10 ottobre 2014<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Prosegue dal 27 settembre al Palazzetto Bru Zane il festival \u201cRomanticismo tra guerra e pace\u201d<\/strong>, seguito sempre con grande interesse come ha confermato, anche in occasione del recente appuntamento del 10 ottobre, la presenza di un pubblico attento e partecipe, che gremiva la graziosa sala dei concerti, per lasciarsi coinvolgere da un programma vario e interessante.<strong> Prendendo spunto dal primo titolo proposto, la platea \u00e8 stata trasportata musicalmente \u201cAu pays d\u00e9vast\u00e9\u201d all&#8217;indomani della Prima guerra mondiale,<\/strong> e poi ancora pi\u00f9 indietro ad esplorare la questione del retaggio romantico, risalendo ad un periodo, a cavallo tra Ottocento e Novecento, in cui la Francia era percorsa da fremiti patriottici, alimentati dalla bruciante sconfitta di Sedan. Un romanticismo rivisitato per l&#8217;occasione secondo diversi approcci: sia per generi (Sonatine) sia per temi tipici (Solitude; \u201cL\u2019Enfer\u201d, \u201cLe Purgatoire\u201d, \u201cLe Paradis\u201d) sia per composizioni in qualche modo riferibili alla produzione pianistica di Chopin (come testimoniano le indicazioni \u00c9tude e Pr\u00e9ludes nei due pezzi di Debussy). Ma il programma \u2013 pur cos\u00ec seducente e ricco \u2013 non basta da solo a giustificare la magia di questa serata: la quale \u00e8 derivata in buona parte dall&#8217;elevato livello artistico, espresso dall&#8217;interpretazione del giovane pianista <strong>David Bismuth,<\/strong> che <strong>ha brillato, in particolare, per la poesia del timbro, la precisione tecnica, il senso della forma<\/strong>. <strong>Cos\u00ec in <em>Au Pays d\u00e9vast\u00e9<\/em> (pubblicato nel 1919 con dedica al pianista Joseph Baume), lamentazione sulla Grande guerra di C\u00e9cile Chaminade<\/strong> \u2013 una compositrice cui il Centre de musique romantique fran\u00e7aise si dedica da qualche tempo \u2013, il solista ha dimostrato grande padronanza nell&#8217;uso della mano sinistra, impegnata fin dalle prime battute nel registro grave in tono decisamente funebre, per poi raddoppiare alla sesta superiore il tema, che si snoda in una zona pi\u00f9 acuta, con tecnica evocante il romanticismo di Brahms. Mirabile l&#8217;interpretazione di Bismuth dal punto di vista del tocco e del timbro nel prosieguo del pezzo, dove l&#8217;elaborazione del materiale iniziale assume i caratteri di un intenso lirismo, facendo sentire un suono perlaceo, vigoroso e tenue, mai sdolcinato, fino alla mesta conclusione.<br \/>\n<strong>Ancora a firma della Chaminade il pezzo successivo,<em> Solitude<\/em>,<\/strong> il secondo dei quattro Po\u00e8mes proven\u00e7aux, la cui pubblicazione risale al 1908. Si tratta di una composizione dalla forma simmetrica, che inizia con un tema strutturalmente regolare, essendo costituito da un antecedente e un conseguente, rispettivamente nella tonalit\u00e0 d&#8217;impianto (fa diesis minore) e nel relativo maggiore. Nel brano \u2013 alla cui classica misura si contrappongono il ritmo sincopato dell&#8217;accompagnamento, un certo cromatismo nell&#8217;armonia e varie incursioni nel registro acuto che restano sospese \u2013, si coglie una spiccata attenzione per l&#8217;elemento timbrico, messa in evidenza in certi passaggi, con particolare significato espressivo, dall&#8217;uso del pedale nel registro grave. Il che \u2013 in particolare \u2013 ha permesso al pi\u00f9 che promettente pianista francese di sfoggiare le sue doti migliori, conferendo alla musica il giusto accento romanticamente malinconico, senza mai scadere nella monotonia, grazie a una ricca tavolozza di colori.<br \/>\n<strong>Pulizia, nitidezza dell&#8217;armonia, variazioni del tocco hanno dominato anche nella raffinata <em>Sonatina<\/em> di Ravel<\/strong>, dedicata agli amici Cyprien e Ida Godebski (prima esecuzione: Lione, 1906), dove si sono confermati in pieno i pregi di questo straordinario esecutore, a rendere la squisita fattura della composizione, che rievoca il nitore e la grazia del Settecento, preannunciando il neoclassicismo che si sarebbe sviluppato di l\u00ec a poco. &#8220;Cantabile&#8221; nel &#8220;Moder\u00e9&#8221;, nostalgico nel &#8220;Mouvement de menuet&#8221;, Bismuth \u00e8 stato travolgente nel conclusivo &#8220;Anim\u00e9&#8221;, pur con la dovuta leggerezza.<br \/>\n<strong>Lontane dalle forme di scrittura tradizionali le tre <em>Pi\u00e8ces pour piano<\/em> di Marie Ja\u00ebll, pubblicate nel 1894<\/strong>, ognuna distinta da un titolo, nonch\u00e9 articolata in vari sottotitoli. Il modello di riferimento \u00e8<em> Apr\u00e8s une lecture du Dante<\/em> di Franz Liszt. Perfettamente a suo agio il pianista nell&#8217;eseguire gli intervalli inconsueti, le armonie dissonanti, i ritmi ripetitivi di una musica alquanto eccentrica, che dovrebbe esprimere la turpitudine degli abissi infernali (&#8220;Blasph\u00e8mes&#8221;) e, con scelte tecnico-espressive pi\u00f9 moderate, l&#8217;atmosfera meno rovente e ostile del Purgatorio (&#8220;Pressentiments&#8221;; &#8220;Maintenant et Jadis&#8221;); cos\u00ec come nell&#8217;esprimere lo stile pi\u00f9 tradizionale e i toni pi\u00f9 pacati che dominano nell&#8217;ultima pi\u00e8ce, evocante la beatitudine del Paradiso (&#8220;Apaisement&#8221;; &#8220;Qui\u00e9tude&#8221;) e dove fa capolino ancora Liszt, seppure quello pi\u00f9 tradizionale delle &#8220;Consolations&#8221;.<br \/>\n<strong>Veramente notevole, quanto ad abilit\u00e0 tecnica e sensibilit\u00e0 interpretativa, anche l&#8217;esecuzione dei due pezzi di Debussy<\/strong>, che hanno confermato un pianista ormai maturo: particolarmente in <em>Pour les arp\u00e8ges compos\u00e9s,<\/em> l&#8217;undicesimo degli <em>\u00c9tudes<\/em> pour piano, dedicati alla memoria di Chopin ed eseguiti per la prima volta nel 1916, dove ha sfoggiato una perfetta tecnica dell&#8217;arpeggio, che qui assume una valenza squisitamente impressionistica a rievocare musicalmente l&#8217;acqua, come avviene in composizioni come Reflets dans l&#8217;eau e Jardins sous la pluie. <strong>Un pianismo di grande scuola si \u00e8 potuto apprezzare, infine, nella<em> Suite pour le piano<\/em>, composta da Debussy nel 1896<\/strong> durante gli anni in cui lavorava al <em>Pell\u00e9as et Melisande<\/em> ed eseguita in prima assoluta l&#8217;11 gennaio 1902 presso la Soci\u00e9t\u00e9 nationale de musique \u2013 l&#8217;istituzione fondata da Camille Saint-Sa\u00ebns a difesa dell&#8217;Ars gallica \u2013, ottenendo un successo strepitoso. Nell&#8217;interpretazione di questo trittico, che non guarda pi\u00f9 ormai al retaggio romantico, il pianista ha sfoggiato un&#8217;assoluta padronanza della tastiera nell&#8217;affrontare i glissandi e le scale, che attraversano il<em> Pr\u00e9lude<\/em> dalla nitida scrittura sul modello dei clavicembalisti del XVIII secolo, come il nobile arcaismo della Sarabande, fatto in realt\u00e0 di arditezze armoniche alla Satie, o ancora il virtuosismo della conclusiva Toccata, in cui, analogamente rispetto al <em>Pr\u00e9lude,<\/em> si colgono echi di Scarlatti e Couperin, culminante nella trionfale coda. Seducente ancora una volta il timbro, ottenuto dall&#8217;interprete, dove la scrittura debussyana si fa pi\u00f9 densa. Prolungati applausi dopo ogni pezzo e, in particolare, dopo l&#8217;ultimo. Un bis: ancora <em>Solitude<\/em> di C\u00e9cile Chaminade. <em>Foto Christophe Peus<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Palazzetto Bru Zane, Centre de musique romantique fran\u00e7aise, Festival \u201cRomanticismo tra guerra e pace\u201d Pianoforte David Bismuth C\u00e9cile [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":72,"featured_media":77517,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[12403,3064,14678,12402,12291,12404,376,10201],"class_list":["post-77336","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-cecile-chaminade","tag-claude-debussy","tag-concerti","tag-david-bismuth","tag-festival-romanticismo-tra-guerra-e-pace","tag-marie-jaell","tag-maurice-ravel","tag-palazzetto-bru-zane"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77336","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/72"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=77336"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77336\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/77517"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=77336"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=77336"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=77336"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}