{"id":77406,"date":"2014-10-14T00:06:06","date_gmt":"2014-10-13T22:06:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=77406"},"modified":"2014-10-14T08:43:33","modified_gmt":"2014-10-14T06:43:33","slug":"teatro-verdi-di-pisa-don-giovanni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/teatro-verdi-di-pisa-don-giovanni\/","title":{"rendered":"Teatro Verdi di Pisa: &#8220;Don Giovanni&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><em>Teatro\u00a0&#8220;Giuseppe Verdi&#8221;\u00a0\u2013 Stagione Lirica 2014\/2015<\/em><br \/>\n<strong>\u201cDON GIOVANNI\u201d<\/strong><br \/>\nDramma giocoso in due atti K 527<br \/>\nLibretto di\u00a0Lorenzo Da Ponte<br \/>\nMusica di\u00a0<strong>Wolfgang Amadeus Mozart<\/strong><br \/>\n<em>Don Giovanni<\/em>\u00a0 PANAJOTIS ICONOMOU<br \/>\n<em>Il Commendatore<\/em>\u00a0 RICCARDO FERRARI<br \/>\n<em>Donna Anna<\/em>\u00a0 SILVIA DALLA BENETTA<br \/>\n<em>Don Ottavio<\/em>\u00a0 BLAGOJ NACOSKI<br \/>\n<em>Donna Elvira<\/em>\u00a0 AGATA BIENKOWSKA<br \/>\n<em>Leporello<\/em>\u00a0 ANDREA CONCETTI<br \/>\n<em>Masetto<\/em>\u00a0 DANIELE PISCOPO<br \/>\n<em>Zerlina <\/em>\u00a0LAVINIA BINI<br \/>\nOrchestra della Toscana<br \/>\nCoro Ars Lyrica<br \/>\nDirettore <strong>Francesco Pasqualetti<\/strong><br \/>\nMaestro del coro <strong>Marco Bargagna<\/strong><br \/>\nMaestro al cembalo <strong>Riccardo Mascia<\/strong><br \/>\nRegia <strong>Enrico Castiglione<\/strong><br \/>\nLuci <strong>Enrico Basoccu<\/strong><br \/>\nAllestimento dell\u2019Accademia Operistica Internazionale<br \/>\nProduzione del Teatro di Pisa<br \/>\n<em>Pisa, 11 ottobre 2014<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Don-Giovanni-Pisa-Ottobre-2014-5.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-77409\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Don-Giovanni-Pisa-Ottobre-2014-5-290x193.jpg\" alt=\"Don Giovanni Pisa Ottobre 2014-5\" width=\"290\" height=\"193\" \/><\/a>Un capolavoro assoluto come <strong><em>Don Giovanni<\/em> <\/strong>si \u00e8 prestato sin dall\u2019inizio a varie interpretazioni e a letture diversissime se non antitetiche, ma la questione centrale sia per gli esecutori sia per il pubblico \u00e8 lo spirito in cui e con cui ci si debba avvicinare a quest\u2019opera-mito. <em>Don Giovanni<\/em> termina con la retribuzione divina per il peccato, ma affronta anche una sottilissima esplorazione delle motivazioni comiche e tragiche per la compassione e l\u2019indifferenza morale. \u00a0\u00a0Qual \u00e8 il personaggio pi\u00f9 profondo? Leporello? O Donna Elvira? Il Commendatore?\u00a0 E del protagonista, che dobbiamo pensare?\u00a0 \u00c8 semplicemente un libertino qualsiasi il cui vero significato \u00e8 quello in cui altri personaggi pi\u00f9 concretamente ritratti vedono in lui, o \u00e8 in qualche modo un protagonista tragico che difende fino all\u2019ultimo il suo \u201cgenio\u201d, il suo anticonformismo di fronte a un compiacente pragmatismo? O \u00e8 un animale reso obsolescente dalla civilt\u00e0?\u00a0 Una figura medievale del Vizio, il <em>Faustus<\/em> di Marlow, il <em>Baal<\/em> di Brecht?\u00a0 Mozart con un vero colpo di genio quale a pochissimi riesce, suggerisce tutte queste possibilit\u00e0, a volte simultaneamente.\u00a0 Questo punto di vista \u00e8 umano o divino?\u00a0 Ha fatto di quest\u2019opera qualcosa in cui il comico, il tragico e il compassionevole (senza sfociare nel <em>larmoyante<\/em>) sono aspetti profondi e immortali reciproci, specchi gli uni degli altri.\u00a0 La vera questione a questo punto \u00e8, dopo tutte queste interrogazioni, quale sia l\u2019approccio che con maggior completezza riveli l\u2019opera a ciascuno di noi.<br \/>\nIl maggiore artefice della riuscita dell\u2019opera e colui che dovrebbe dosare i suoi numerosi ingredienti allo scopo di darle una forma ben definita \u00e8 in primis il direttore d\u2019orchestra, in questo caso <strong>Francesco Pasqualetti<\/strong>, che alla fin dei conti non ci \u00e8 parso avere una visione personale dell\u2019opera, o in ogni caso non \u00e8 riuscito ad esprimerla.\u00a0 <a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Don-Giovanni-Pisa-Ottobre-2014-4.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-77408\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Don-Giovanni-Pisa-Ottobre-2014-4-290x193.jpg\" alt=\"Don Giovanni Pisa Ottobre 2014-4\" width=\"290\" height=\"193\" \/><\/a>Tecnicamente \u00e8 un direttore validissimo: la potenza e l\u2019articolazione dell\u2019Overture, per esempio, sono notevoli, ma durante il corso dell\u2019opera sia la verve, l\u2019umorismo sia la furia drammatica tendono a latitare, e senza questi elementi il dramma si fa assai meno penetrante.\u00a0 Alcuni passaggi, come \u201cMadamina, il catalogo \u00e8 questo\u201d, mantengono gran parte della loro innata giocosit\u00e0, ma altri diventano un po\u2019 troppo gelidi o insipidi: viene sacrificato il miracoloso equilibrio (raramente raggiunto, giova ripeterlo) fra commedia e tragedia, fra il temporaneo e l\u2019eterno.\u00a0 Nel complesso Pasqualetti aveva dato una prova pi\u00f9 convincente nelle <em>Nozze di Figaro<\/em> di due stagioni fa a Pisa, anche se in questo <em>Don Giovanni<\/em> ha mostrato un coordinamento notevolmente migliore fra palcoscenico e orchestra, senza sfasatura alcuna.\u00a0 Nel complesso quindi si \u00e8 trattato di un Don Giovanni diretto in modo molto competente ma senza colpi d\u2019ala. \u00a0In palcoscenico agivano cantanti la cui resa copriva tutta la gamma dall\u2019eccellente al francamente discutibile, come il Commendatore di <strong>Riccardo Ferrari<\/strong>, la cui voce mancava dell\u2019accento scultoreo, dell\u2019incisivit\u00e0, della fermezza necessaria ad affrontare quei celebri intervalli senza sbavature, la gravitas insomma, richiesti a un personaggio che in fin dei conti rappresenta la retribuzione divina.\u00a0 Il costume decisamente ridicolo non ne aumentava certo l\u2019autorevolezza. <strong>Blagoj <a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Don-Giovanni-Pisa-Ottobre-2014-7.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-77411\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Don-Giovanni-Pisa-Ottobre-2014-7-290x193.jpg\" alt=\"Don Giovanni Pisa Ottobre 2014-7\" width=\"290\" height=\"193\" \/><\/a>Nacoski<\/strong> era un Ottavio dalla voce molto leggera, nel solco di una lunga e solida tradizione, anche se oggi forse si preferisce un timbro un po\u2019 pi\u00f9 lirico e corposo.\u00a0 Il problema non \u00e8 per\u00f2 costituito dall\u2019evanescenza del timbro, ma dalla tecnica piuttosto precaria: il suono non gira, non sfrutta la cosiddetta \u201cmaschera\u201d, si affida eccessivamente ad un emissione troppo nasaleggiante e soprattutto alle contrazioni della gola, \u00a0che provocano oscillazioni gi\u00e0 in zona centrale e suoni \u201cadenoidali\u201d. \u00a0\u00a0Un\u2019emissione intubata inficiava la Donna Elvira di <strong>Agata Bienkowska<\/strong>, mezzosoprano spesso in difficolt\u00e0 un po\u2019 dappertutto, in basso nei centri e in alto.\u00a0\u00a0 L\u2019inscurimento artificioso del timbro suggeriva una matrona alle prese con un\u2019assurda infatuazione e la dizione confusa non aiutava certo la delineazione del personaggio pi\u00f9 interessante, a mio avviso, dell\u2019opera, l\u2019unica che alla fine esce irrimediabilmente spezzata e distrutta dagli eventi.\u00a0\u00a0 \u201cMi trad\u00ec quell\u2019alma ingrata\u201d ha esposto vari problemi, fra cui un\u2019intonazione periclitante, agilit\u00e0 abborracciate e un registro acuto non proprio sicuro, nonostante il ricorso alla trasposizione in Re maggiore, occorrenza, questa, davvero censurabile.\u00a0 Masetto \u00e8 un ruolo minore, ma nelle mani giuste pu\u00f2 avere un suo rispettabile risalto, cosa qui avvenuta grazie al bel timbro e alla disinvoltura scenica del giovane <strong>Daniele Piscopo<\/strong>, che desidereremmo ascoltare in ruoli pi\u00f9 impegnativi.\u00a0\u00a0 <strong>Lavinia Bini<\/strong> era una Zerlina fresca, giovanile ed effervescente senza scadere nel volgare, con un controllo ammirevole dell\u2019emissione, peraltro non pi\u00f9 affetta da quel vibratino stretto che la caratterizzava alcuni anni fa; particolarmente apprezzabile era \u201cVedrai carino\u201d, emessa in tono sensualmente sommesso e giustamente diretta solo a Masetto.\u00a0\u00a0 Il protagonista, <strong>Panajotis Iconomou<\/strong>, ha indubbiamente una voce timbrata, potente e piacevole, ma anche la tendenza a \u201csillabare\u201d, ovvero a imprimere forza eccessiva a quasi ogni singola nota, a scapito del legato, caratteristica ancor pi\u00f9 <a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Don-Giovanni-Pisa-Ottobre-2014-9.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-77412\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Don-Giovanni-Pisa-Ottobre-2014-9-290x193.jpg\" alt=\"Don Giovanni Pisa Ottobre 2014-9\" width=\"290\" height=\"193\" \/><\/a>indesiderabile in un ruolo come quello di Don Giovanni quasi esclusivamente affidato al recitativo e al declamato.\u00a0 Nelle oasi liriche del personaggio come la Serenata, il basso baritono tedesco (di ovvie origini greche) ha appropriatamente alleggerito il suono, anche se i piani e i pianissimi che lodevolmente cercava di eseguire risultavano come posticci, non del tutto connessi al resto dell\u2019organizzazione vocale.\u00a0 Scenicamente ha privilegiato il lato comico del personaggio (in accordo comunque con l\u2019impostazione registica generale) dando vita a un Don Giovanni affatto cavaliere, pi\u00f9 scontroso che suadente, e persino impertinente (alla fine del primo atto fugge facendo la linguaccia alle sue vittime): interpretazione valida come altre, in fin dei conti. \u00a0<strong>Andrea Concetti<\/strong> non avr\u00e0 un timbro di quelli baciati dalla natura, ma sa usare la voce con perizia tecnica e immaginazione.\u00a0 Il suo \u00e8 un Leporello furbo e astuto secondo la migliore tradizione della commedia dell\u2019arte; sebbene cambi volto di fronte ad ogni singola situazione, rimane personaggio coerente e organico; il tutto \u00e8 compiuto con abile naturalezza.\u00a0 L\u2019aria del Catalogo ad esempio scorre come il vento, quasi leggera, imponderabile ed energica al contempo. \u00a0\u00a0Ma la vera trionfatrice della serata \u00e8 stata indubbiamente <strong>Silvia Dalla Benetta<\/strong>, vocalmente magnifica e drammaticamente vitale.\u00a0\u00a0 Il soprano vicentino possiede una voce squillantissima, compatta, rotonda, senza il minimo segno di sfasatura.\u00a0 L\u2019accento \u00e8 incisivo, il fraseggio molto vario e sempre appropriato alla situazione.\u00a0 \u201cOr sai che l\u2019onore\u201d, e il recitativo che la precede, era caratterizzata da un vigore che non scadeva mai nell\u2019esagitazione (molti soprani si dimenticano che Donna Anna \u00e8 pur sempre un\u2019aristocratica d\u2019alto lignaggio), eseguito rispettando ogni segno d\u2019espressione ed anzi aggiungendo efficacissimi tocchi personali quali le forcelle da piano a forte sui vari La naturali dell\u2019aria.\u00a0 La grande scena del secondo atto si \u00e8 contraddistinta per dei soavi pianissimi (bellissimo il Si bemolle di \u201cabbastanza per te mi parla amore), buona coloratura e fiati lunghissimi (di grande suggestione l\u2019assenza di un fiato fra \u201cnon vuoi ch\u2019io mora\u201d e la frase successiva \u201cNon mi dir\u2026\u201d); unica pecca, l\u2019assenza del trillo sul sol naturale nelle ultime frasi dell\u2019aria.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Don-Giovanni-Pisa-Ottobre-2014-10.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-77413\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Don-Giovanni-Pisa-Ottobre-2014-10-290x193.jpg\" alt=\"Don Giovanni Pisa Ottobre 2014-10\" width=\"290\" height=\"193\" \/><\/a>Non molto si pu\u00f2 dire sull\u2019allestimento di <strong>Enrico Castiglione<\/strong>, se non sottolineare che si tratta di una messa in scena tradizionalissima e anche un po\u2019 monotona, aggettivo da interpretarsi anche alla lettera, dato che le scene (costituite dalle solite scale e colonne, pi\u00f9 un muro che Leporello periodicamente fa scorrere dalle quinte e che funge da sipario) erano contraddistinte da un unico colore, quello rossastro dei mattoni.<br \/>\nQuesto <em>Don Giovanni<\/em> era la prima offerta di un progetto culturale di straordinario interesse concepito dal Teatro Verdi di Pisa (e che coinvolge in parte anche il Teatro del Giglio di Lucca) per il resto di questa stagione e per tutto il 2015, intitolato <em>Una gigantesca follia<\/em>, ovvero il <em>DonGiovanniFestival<\/em> (sic): quasi una trentina di eventi incentrati sul mito di Don Giovanni che includono un ciclo di conferenze, spettacoli di prosa (Moli\u00e9re, Tirso da Molina), e ovviamente opere.\u00a0 Vale la pena elencarle per rendere l\u2019idea di questo immane ed encomiabile sforzo in tempi di crisi: fra la sala \u201cTitta Ruffo\u201d e quella principale il pubblico avr\u00e0 l\u2019occasione di assistere al <em>Don Giovanni Tenorio<\/em> di Giovanni Gazzaniga, <em>L\u2019empio punito<\/em> di Alessandro Melani, <em>Il trionfo dell\u2019onore<\/em> di Alessandro Scarlatti e alle versioni del <em>Convitato di Pietra<\/em> di Dargomy\u017eskij, Giacomo Tritto e Giovanni Pacini.\u00a0\u00a0 Impresa davvero strabiliante, forse senza precedenti. <em>Foto Massimo D&#8217;Amato, Firenze. <a href=\"http:\/\/operabritanniauk.wordpress.com\/2014\/10\/14\/mozart-don-giovanni-teatro-verdi-di-pisa-11-october-2014\/\"><strong>English Version<\/strong><\/a><br \/>\n<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Teatro\u00a0&#8220;Giuseppe Verdi&#8221;\u00a0\u2013 Stagione Lirica 2014\/2015 \u201cDON GIOVANNI\u201d Dramma giocoso in due atti K 527 Libretto di\u00a0Lorenzo Da Ponte 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