{"id":77595,"date":"2014-10-20T15:47:36","date_gmt":"2014-10-20T13:47:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=77595"},"modified":"2014-10-20T23:04:01","modified_gmt":"2014-10-20T21:04:01","slug":"quatour-ellipse-introspezione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/quatour-ellipse-introspezione\/","title":{"rendered":"Quatour Ellipse: &#8220;Introspezione&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><em>Palazzetto Bru Zane, Centre de musique romantique fran\u00e7aise, Festival \u201cRomanticismo tra guerra e pace\u201d<\/em><br \/>\n<strong>Quatuor Ellipse<\/strong><br \/>\nViolini <strong>Lyodoh Kaneko, Young-Eun Koo<\/strong><br \/>\nViola <strong>Allan Swieton<\/strong><br \/>\nVioloncello <strong>Florent Carri\u00e8re<\/strong><br \/>\n<em>Guillaume Lekeu:<\/em> Molto adagio pour quatuor \u00e0 cordes (\u201cMon \u00e2me est triste jusqu\u2019\u00e0 la mort\u201d)<br \/>\n<em>Alb\u00e9ric Magnard:<\/em>Quatuor \u00e0 cordes en mi mineur op. 16<br \/>\n<em>Venezia,\u00a0 17 ottobre 2014<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sala ultragremita al Palazzetto Bru Zane in occasione del recente concerto del Quatuor Ellipse,<\/strong> un&#8217;altra tappa del Festival \u201cRomanticismo tra guerra e pace\u201d in corso di svolgimento a Venezia. I due titoli in programma erano pressoch\u00e9 sconosciuti al grande pubblico al pari dei rispettivi autori, il belga <strong>Guillaume Lekeu<\/strong> e il francese <strong>Alb\u00e9ric Magnard,<\/strong> due geniali personalit\u00e0 di musicisti, accomunate da un inesorabile destino di morte: Lekeu, stroncato a soli 24 anni, nel 1894, da una febbre tifoidea, dopo aver mangiato un gelato contaminato; Magnard bruciato insieme alla sua casa, a Baron nel dipartimento dell&#8217;Oise, ad opera di soldati tedeschi, nel 1914.<br \/>\n<strong>Entrambi affascinati da Wagner \u2013 sia il belga che il francese effettuarono il classico pellegrinaggio a Bayreuth \u2013<\/strong>, le loro opere, in particolare quelle presentate nel corso della serata, denotano una chiara preponderanza delle istanze espressive su quelle formali. Si tratta, infatti, di musiche nate dall&#8217;urgenza, si potrebbe dire esistenzialistica, di riflettere sulla vita e sulla morte, di guardarsi dentro a cercare invano, tra rare accensioni di speranza, un senso, una luce nella propria cupa esistenza: cos\u00ec la classica forma \u2013 sia pur esplicitamente negata o ancora in qualche modo presente \u2013 cede comunque al prorompere incontenibile dei sentimenti. Esemplare l&#8217;esecuzione del giovane Quatuor Ellipse, che ha mantenuto sempre una grande concentrazione e un perfetto affiatamento, offrendo una lettura molto pregnante di queste pagine dai caratteri spesso cos\u00ec inusuali, grazie ad un&#8217;acuta sensibilit\u00e0 musicale, sorretta da una sicura padronanza tecnica.<br \/>\n<strong>Nel Molto adagio pour quatuor \u00e0 cordes di Guillaume Lekeu,<\/strong> commento alle parole di Cristo &#8220;Mon \u00e2me est triste jusqu&#8217;\u00e0 la mort&#8221;, composto tra il 886 e il 1887 da un ragazzo di appena sedici-diciassette anni sostanzialmente autodidatta, la scrittura tormentata \u00e8 ben lontana dal misurato equilibrio dei classici (Haydn e Mozart in primis) ed \u00e8 invece influenzata dalla libert\u00e0 formale che percorre l&#8217;ultima produzione quartettistica di Beethoven. La tristezza di questa musica, composta senza soluzione di continuit\u00e0, seguendo i meandri di una disperata meditazione sul dolore e sulla morte, si \u00e8 colta \u2013 complici il bel suono, la perfetta intesa, il giusto accento, sfoggiati dagli interpreti \u2013 fin dall&#8217;inizio, quando sullo scarno ostinato del violoncello si stagliano le lunghe lamentose note dei violini, che a tratti non trattengono qualche grido di dolore. Si instaura poi un dialogo tra gli strumenti, fatto di un mutuo scambio di cellule tematiche, che a tratti assumono un carattere vagamente cantabile sopra una fitta trama di sottofondo intessuta dal violoncello. La composizione \u2013 che per il tono meditativo e raccolto non pu\u00f2 non evocare le haydniane Sette ultime parole del nostro redentore sulla croce, per quartetto, si conclude in modo spoglio con la ripresa dell&#8217;ostinato iniziale del violoncello.<br \/>\n<strong>Pi\u00f9 strutturato il Quatuor \u00e0 cordes en mi mineur op. 16 di Alb\u00e9ric Magnard<\/strong>, un compositore ragguardevole, la cui unica \u201ccolpa\u201d, per cos\u00ec dire, \u00e8 quella di essere stato contemporaneo di Ravel. Magnard era un personaggio di carattere, su cui vale la pena spendere qualche parola per metterne in luce la mentalit\u00e0 aperta e senza pregiudizi. Ad esempio, il compositore affid\u00f2 l&#8217;esecuzione della sua Terza sinfonia ad un&#8217;orchestra formata in maggioranza da donne, ponendosi fuori dagli schemi dell&#8217;epoca; inoltre prese posizione a favore di Alfred Dreyfus schierandosi dalla parte della Francia democratica, cos\u00ec come fece pubblicare le sue opere da una piccola tipografia gestita da comunisti. Venendo al suo quartetto, composto tra il 1902 e il 1903 ed eseguito presso la sede della Soci\u00e9t\u00e9 nationale de musique il 19 marzo 1904 \u2013 dunque nello stesso periodo in cui circolava il quartetto di Ravel, da cui quello di Magnard fu ingiustamente eclissato \u2013 , anche in questo lavoro si coglie l&#8217;influenza di Beethoven per la libera concezione della forma ed il gusto dei contrasti. \u00c8 un pezzo difficile, che richiede concentrazione nell&#8217;esecuzione quanto nell&#8217;ascolto. Forse questa difficolt\u00e0 nasce dal fatto che Magnard era un musicista poliedrico con qualche aspetto, almeno apparentemente, contraddittorio: adorava Wagner, ma nella sua musica non si coglie praticamente nulla del cromatismo esasperato del Tristano; cos\u00ec come \u00e8 assente ogni influenza impressionistica di matrice debussyana. \u00c8 dunque un musicista fondamentalmente tonale e le dissonanze che compaiono nelle sue opere \u2013anche nel quartetto di cui ci occupiamo \u2013, derivano pi\u00f9 che altro dal gioco contrappuntistico, in cui Magnard era un maestro, cos\u00ec come era, a suo modo, un eccellente melodista in un&#8217;epoca in cui la melodia appariva al tramonto.<br \/>\nLa maggiore \u201cregolarit\u00e0\u201d del quartetto di Magnard \u00e8 testimoniata \u2013 oltre che dalla suddivisione in movimenti \u2013 dalla presenza nel movimento iniziale (denominato non a caso Sonate) di due gruppi tematici: il primo vigoroso e appassionato, sprizzante energia, ritmica e interiore nello stesso tempo, mentre il secondo \u00e8 languidamente malinconico. Il movimento, inoltre, rivela una densit\u00e0 di scrittura, una continua interazione tra le voci, la presenza di una forma dilatata da una particolare ricchezza e ridondanza del discorso musicale, che non possono non far pensare all&#8217;ultimo Beethoven. Il secondo movimento, Serenade, \u00e8 abbastanza eccentrico: nervoso e insieme etereo, risulta essere molto pi\u00f9 Scherzo che Serenata, oltre a contenere \u2013 fatto alquanto singolare per una Serenata \u2013 pagine caratterizzate da un denso contrappunto. Il movimento lento, Chant fun\u00e8bre, ha un&#8217;ampiezza bruckneriana: generalmente molto cupo, termina \u2013 ancora un contrasto \u2013 con una sorta di diafana r\u00eaverie intrisa di spiritualismo. Un finale brillante ed esuberante, dal titolo Danses, presenta una serie di danze popolari, e poi un valzer stranamente accompagnato da una scrittura fugata, a creare quasi un ossimoro tra la frivolezza della danza pi\u00f9 tipica dei salotti mondani e lo stile severo del contrappunto. Inutile ribadire che anche nell&#8217;esecuzione del lavoro di Magnard i giovani solisti del Quatuor Ellypse hanno dato il meglio di s\u00e9, confermando la perfetta intesa, la rigorosa precisione nelle pagine contrappuntistiche, la particolare sensibilit\u00e0 per il timbro: aspro e brillante nelle acute accensioni del sentimento, morbido e pacato negli squarci lirici o meditativi (come si \u00e8 potuto apprezzare, ad esempio, nell&#8217;esecuzione dei contrasti tematici del primo movimento). Successo caloroso, ma niente bis.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Palazzetto Bru Zane, Centre de musique romantique fran\u00e7aise, Festival \u201cRomanticismo tra guerra e pace\u201d Quatuor Ellipse Violini Lyodoh [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":72,"featured_media":77614,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[12469,12466,14678,12291,12467,12468,12464,10201,12463,12465],"class_list":["post-77595","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-alberic-magnard","tag-allan-swieton","tag-concerti","tag-festival-romanticismo-tra-guerra-e-pace","tag-florent-carriere","tag-guillaume-lekeu","tag-lyodoh-kaneko","tag-palazzetto-bru-zane","tag-quatuor-ellipse","tag-young-eun-koo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77595","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/72"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=77595"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77595\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/77614"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=77595"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=77595"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=77595"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}