{"id":77616,"date":"2014-10-20T21:44:30","date_gmt":"2014-10-20T19:44:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=77616"},"modified":"2019-04-05T09:03:51","modified_gmt":"2019-04-05T07:03:51","slug":"la-viola-di-antoine-tamestit-con-losn-rai-a-torino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/la-viola-di-antoine-tamestit-con-losn-rai-a-torino\/","title":{"rendered":"La viola di Antoine Tamestit con l\u2019OSN RAI a Torino"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Torino, Auditorium RAI \u201cArturo Toscanini\u201d, Stagione Concertistica 2014-2015<\/em><br \/>\n<strong>Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI<\/strong><br \/>\nDirettore <strong>Juraj Val\u010duha<\/strong><br \/>\nViola <strong>Antoine Tamestit<\/strong><br \/>\n<em>Luciano Berio<\/em> : <em>Voci (Folk Songs II)<\/em>, per viola e due gruppi strumentali<br \/>\n<em>Sergej Prokof\u2019ev<\/em> : <em>L\u2019amore delle tre melarance<\/em>. Suite sinfonica op. 33 bis<br \/>\n<em>Ottorino Respighi <\/em>: <em>Fontane di Roma<\/em>, poema sinfonico &#8211; <em>Pini di Roma<\/em>, poema sinfonico<br \/>\n<em>Torino, 17 ottobre 2014<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Risale al 1984 <em>Voci (Folk Songs II)<\/em> di Luciano Berio, per viola e due gruppi strumentali: uno dei brani italiani pi\u00f9 significativi della seconda met\u00e0 del Novecento nella coniugazione di ricerca etno-musicale e di virtuosismo dello strumento solista, per di pi\u00f9 con una specifica caratura regionale. Berio ha infatti raccolto e inanellato tredici canti popolari siciliani, frammentandone e ricomponendone i nuclei melodici, con la voce-guida della viola, che ora presenta il materiale sorgivo ora si concentra su elaborazioni originali del compositore.<br \/>\nIl giovane <strong>Antoine Tamestit<\/strong>, artista pluripremiato in ambito internazionale, suona la viola \u201cMahler\u201d di Stradivari (del 1672: la prima viola costruita dal celebre liutaio), dalle sonorit\u00e0 delicatissime, e in effetti messa a difficile prova dalle immancabili asperit\u00e0 della pagina contemporanea. <strong>Nella prima parte del brano di Berio le risonanze dello strumento solista sono decisamente bartockiane, a riprova della notevole comunicativit\u00e0 del violista<\/strong> e del direttore d\u2019orchestra nell\u2019esecuzione di <em>Voci<\/em>. D\u2019altra parte la scrittura stessa del lungo brano \u00e8 estremamente chiara, basata com\u2019\u00e8 sull\u2019alternanza dialogica tra viola e gruppi strumentali: quando, per esempio, il solista suona in pizzicato, ricreando l\u2019effetto di un mandolino, anche gli archi della compagine riecheggiano la stessa modalit\u00e0 mimetica, con risultato molto espressivo.<br \/>\n<strong>Il suono dell\u2019OSN RAI \u00e8 semplicemente meraviglioso: omogeneo, netto, rifinito dall\u2019architettura stereofonica delle percussioni collocate agli antipodi, negli estremi superiori dell\u2019orchestra. Tutto sta procedendo benissimo, quando improvvisamente, a mezzo del brano, si rompe una corda della viola solista, e Tamestit \u00e8 costretto a uscire per sostituirla; l\u2019incidente \u00e8 presto risolto, ma l\u2019unit\u00e0 del brano \u00e8 spezzata in due<\/strong>. Ed \u00e8 un piccolo rimpianto che la coesione esecutiva venga meno, in quanto il solista s\u2019impegna per differenziare lo stile di ciascun canto, in modo da rendere sempre perfettamente riconoscibili le linee melodiche delle singole fonti musicali. Di un canto animato da naturale concitazione, da autentico respiro, \u00e8 esempio anche il fuori programma bachiano che Tamestit pensa di regalare al pubblico torinese al termine di <em>Voci<\/em>.<br \/>\nNel resto del programma diventa protagonista <strong>Juraj Val\u010duha<\/strong>, il Direttore principale dell\u2019OSN RAI, impegnato con la resa di massicce orchestrazioni risalenti al primo quarto del Novecento: la <em>suite<\/em> dall\u2019opera di Prokof\u2019ev <em>L\u2019amore delle tre melarance<\/em> (1919-1925) e i due poemi sinfonici di Ottorino Respighi, <em>Fontane di Roma<\/em> (1916) e <em>Pini di Roma<\/em> (1924). Nella <em>suite<\/em> russa riesce ad alternare efficacemente sonorit\u00e0 robuste e brillantezza di colori; nella celebre <em>Marcia<\/em>, per esempio, si apprezzano quelle pennellate che alleggeriscono &#8211; anche se manca un po\u2019 di ironia &#8211; e che rendono conto del lavoro svolto sui colori (e non soltanto sul ritmo, pure importantissimo). I due poemi di Respighi, da qualche anno a questa parte soggetti a forti critiche da parte del pubblico pi\u00f9 esigente, in quanto troppo legati al gusto decorativo dell\u2019epoca, accademici, artificiosi, spesso considerati esempio di <em>Kitsch<\/em> in musica, sono proposti da Val\u010duha uno di seguito all\u2019altro, senza soluzione della continuit\u00e0. La scelta \u00e8 ottima, perch\u00e9 smorza l\u2019effetto retorico del finale del primo, e fa scivolare l\u2019ascoltatore dentro la sequenza del secondo poema: nella fattispecie dalla fontana di Villa Medici al tramonto ai pini di Villa Borghese. Ma <strong>la scelta funziona assai bene soprattutto per l\u2019omogeneit\u00e0 di lettura condotta da Val\u010duha, contro ogni tentazione di abbandono al decorativismo sonoro<\/strong>; il direttore sin dall\u2019inizio sottolinea anzi le tremule incertezze del flauto (nelle <em>Fontane di Valle Giulia all\u2019alba<\/em>), la strutturazione wagneriana degli archi (con <em>La fontana del Tritone al mattino<\/em> il gioco dialogico di arpe, flauto e celeste si trasforma poi in un piccolo e meraviglioso <em>Incantesimo del fuoco<\/em>), il colore scuro di violoncelli e contrabbassi. Molto opportunamente, la magniloquenza \u00e8 lasciata in secondo piano, tranne forse nel momento in cui non pu\u00f2 mancare (con il finale tempo di marcia dei <em>Pini della Via Appia<\/em>), allorch\u00e9 fanno capolino in alto sul coro sei buccine dalle sonorit\u00e0 arcaizzanti e pizzettiane (due flicorni soprani, due flicorni tenori, due tube wagneriane, stentorei nell\u2019emissione, corroborati dagli strepitosi timpani di Claudio Romano nella coda). Grandissimo &#8211; e pi\u00f9 che meritato &#8211; successo; ma quale concentrato di gusto melenso il cinguettio dell\u2019usignolo, amplificato in corrispondenza del finale dei <em>Pini del Gianicolo<\/em>! Un effetto veramente passatista (peraltro voluto dallo stesso Respighi, che nel suo programma annota \u00abUn usignolo canta\u00bb \u2026). Il melomane conosce bene le conseguenze, a volte deleterie, dei versi degli animali sulla scena, e ai pi\u00f9 esperti torner\u00e0 alla mente il profetico canto del gallo nell\u2019<em>explicit<\/em> di una delle opere pi\u00f9 brutte di tutta la storia del melodramma: <em>L\u2019oracolo<\/em> di Franco Leoni, non a caso risalente anch\u2019esso ai primi anni del Novecento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino, Auditorium RAI \u201cArturo Toscanini\u201d, Stagione Concertistica 2014-2015 Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI Direttore Juraj Val\u010duha Viola Antoine [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":102,"featured_media":77620,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005,22369],"tags":[12471,14678,1508,3602,6483,4455,8328],"class_list":["post-77616","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","category-ildebrando-pizzetti","tag-antoine-tamestit","tag-concerti","tag-juraj-valcuha","tag-luciano-berio","tag-orchestra-sinfonica-nazionale-della-rai","tag-ottorino-respighi","tag-sergej-prokofev"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77616","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/102"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=77616"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77616\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87354,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77616\/revisions\/87354"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/77620"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=77616"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=77616"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=77616"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}