{"id":77649,"date":"2014-10-22T09:17:34","date_gmt":"2014-10-22T07:17:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=77649"},"modified":"2017-01-09T19:31:09","modified_gmt":"2017-01-09T18:31:09","slug":"svanda-dudak-al-teatro-massimo-di-palermo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/svanda-dudak-al-teatro-massimo-di-palermo\/","title":{"rendered":"&#8220;\u0160vanda dud\u00e1k&#8221; al Teatro Massimo di Palermo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Teatro Massimo di Palermo &#8211; Stagione Lirica 2014<\/em><br \/>\n<strong>\u201c\u0160VANDA DUD\u00c1K\u201d<\/strong><br \/>\nVolksoper in due atti<br \/>\nLibretto di Milo\u0161 Kare\u0161 liberamente tratto dal dramma fiabesco <em>Strakonick\u00fd dud\u00e1k aneb Hody div\u00fdch \u017een<\/em> di Josef Kajet\u00e1n Tyl<br \/>\nEditore proprietario Boosey &amp; Hawkes, London<br \/>\nRappresentante per l\u2019Italia Casa Ricordi srl, Milano<br \/>\nMusica di <strong>Jarom\u00edr Weinberger<\/strong><br \/>\n<em>\u0160vanda <\/em>PAVOL KUB\u00c1\u0147<br \/>\n<em>Dorotka<\/em> MARJORIE OWENS<br \/>\n<em>Babinsk\u00fd<\/em> L\u2019UDOV\u00cdT LUDHA<br \/>\n<em>La Regina Cuordighiaccio<\/em> ANNA MARIA CHIURI<br \/>\n<em>Lo Stregone<\/em> ROBERTO ABBONDANZA<br \/>\n<em>Il Giudice, Luogotenente dell\u2019inferno e Primo Lanzichenecco<\/em> ALFIO MARLETTA<br \/>\n<em>Il Boia e Famulo del Diavolo<\/em> TIMOTHY OLIVER<br \/>\n<em>Il Diavolo<\/em> MICHAEL EDER<br \/>\n<em>Secondo Lanzichenecco<\/em> GIANFRANCO GIORDANO<br \/>\nOrchestra, Coro e Corpo di ballo del Teatro Massimo<br \/>\nDirettore <strong>Mikhail Agrest<\/strong><br \/>\nMaestro del Coro <strong>Piero Monti<\/strong><br \/>\nRegia <strong>Axel K\u00f6hler<\/strong><br \/>\nScene <strong>Arne Walther<\/strong><br \/>\nCostumi <strong>Henrike Bromber<\/strong><br \/>\nCoreografo e assistente del regista <strong>Gaetano Posterino<\/strong><br \/>\nLuci <strong>Fabio Antoci<\/strong><br \/>\nAllestimento della Semperoper di Dresda<br \/>\n<em>Palermo, 19 ottobre 2014<br \/>\n<\/em>Da diversi anni il Teatro Massimo di Palermo sta sviluppando una lodevole politica culturale rivolta alla esplorazione di luoghi e momenti della storia del teatro musicale poco noti e di raro ascolto, ma pure meritevoli di attenzione. Dal 2005 abbiamo potuto ascoltare <em>Kr\u00f3l R\u00f2ger<\/em> (<em>Re Ruggero<\/em>) di Szymanowski, <em>Genoveva <\/em>di Schumann, <em>Medea<\/em> di Cherubini, <em>Mefistofele <\/em>di Boito, <em>Z mrtv\u00e9ho domu <\/em>(<em>Da una casa di morti<\/em>) di Jan\u00e1\u010dek, <em>Die tote Stadt<\/em> di Korngold, <em>Die Gezeichneten<\/em> di Schreker, <em>The Greek Passion<\/em> di Martin\u016f, <em>Der K\u00f6nig Kandaules<\/em>, di Zemlinsky, <em>Feuersnot<\/em> di Strauss all\u2019inizio di quest\u2019anno, e ora finalmente questo <em>\u0160vanda dud\u00e1k <\/em>(<em>\u0160vanda il suonatore di cornamusa<\/em>) di Jarom\u00edr Weinberger.<br \/>\nConfessiamo che siamo arrivati all\u2019appuntamento con <em>\u0160vanda dud\u00e1k <\/em>un poco sospettosi: certo per nostra ignoranza, ma questo Weinberger non l\u2019avevamo mai nemmen sentito nominare; e cosa avr\u00e0 mai da dirci quest\u2019altro compositore venuto fuori dalla mitteleuropa <em>fin<\/em> <em>de si\u00e8cle<\/em>? Ebbene, dobbiamo rimangiarci i nostri sospetti! <em>\u0160vanda dud\u00e1k<\/em> \u00e8 un\u2019opera de-li-zio-sa, rilucente di tutta la serena levit\u00e0 di una favola disimpegnata. Aveva anche conosciuto uno straordinario successo (pi\u00f9 di 2000 rappresentazioni da Buenos Aires a Tokyo e traduzioni in tedesco, ungherese, spagnolo, italiano, turco e un\u2019altra dozzina di lingue a partire dalla prima andata in scena a Praga nel 1927) fino a quando, con la tragica ascesa al potere dei nazionalsocialisti e la loro scellerata politica culturale (per tacer del resto), l\u2019esecuzione delle opere di Weinberger non fu proibita a causa dell\u2019origine cecoslovacca ed ebraica del compositore, costringendo Weinberger a rifugiarsi negli Stati Uniti (mentre i genitori e la sorella gemella finiranno deportati in un lager) dove nel 1967, forse sopraffatto dalla nostalgia per l\u2019irrimediabilmente perduto \u00abmondo di ieri\u00bb, pose fine ai suoi giorni con un\u2019overdose di sedativi: un\u2019altra fra le molte vittime postume (Stefan Zweig, Paul Celan, Primo Levi solo per citare le prime che vengono alla mente) dell\u2019orrore della guerra e dell\u2019olocausto.<br \/>\nMa nel 1926, quando Weinberger aveva vent\u2019anni e completava <em>\u0160vanda dud\u00e1k<\/em>, tutto questo era ancora lontano.<br \/>\nAveva studiato composizione al conservatorio di Praga, tra gli altri con Vit\u011bzlav Nov\u00e1k (un allievo di Dvo\u0159\u00e1k), e si era poi perfezionato a Lipsia con Max Reger. Dopo alcune peregrinazioni e varie occupazioni musicali (dal conservatorio di Ithaca nello stato di New York, al teatro Nazionale Slovacco di Bratislava, alla scuola di musica di Eger in Ungheria) aveva deciso di stabilirsi a Praga e di dedicarsi esclusivamente alla composizione. <em>\u0160vanda dud\u00e1k<\/em> \u00e8 la sua prima opera di teatro musicale.<br \/>\nIl 27 aprile del 1927 la prima rappresentazione dell\u2019opera a Praga ricevette solo una modesta accoglienza, ma quella sera in sala vi era pure Max Brod. Scrittore, compositore, intellettuale attento e sensibilissimo, amico e biografo di Kafka (a lui dobbiamo la salvezza di molta parte della sua opera), mentore di Jan\u00e1\u010dek (il suo contributo al successo internazionale di <em>Jen\u016ffa<\/em> \u00e8 stato determinante), Brod era un estimatore di Weinberger gi\u00e0 dal 1919. \u00c8 grazie al suo entusiasmo e alle sue pressioni che <em>\u0160vanda dud\u00e1k<\/em>, in una nuova traduzione tedesca da lui curata e con una riorganizzazione della struttura interna delle scene, venne pubblicata dalla Universal Edition di Vienna, fu quindi ripresa a Breslau in Polonia, poi al Teatro dell\u2019Opera di Monaco, e di l\u00ec cominci\u00f2 il suo viaggio intorno al mondo.<br \/>\nWeinberger \u00e8 dunque della generazione dei Viktor Ullmann, Erich Korngold, Erv\u00edn Schulhoff, Berthold Goldschmidt, Ernst Krenek. Ma se la sua orchestra possiede tutta la ricchezza di colori del tardo romanticismo post-straussiano e post-mahleriano, non troverete in essa le contorsioni armoniche e le tortuosit\u00e0 melodiche di quelli, ch\u00e9 la smagliante orchestra di <em>\u0160vanda<\/em> \u00e8 invece ariosa e tutta trapunta di luce, anche se non mancano le tinte corrusche e i toni acidi, come nella scena della decapitazione di \u0160vanda nel terzo quadro del primo atto, o in quella della partita a carte col diavolo nel quarto quadro del secondo atto (e un amico, che ha masticato molta musica nella sua vita e non si spaventa n\u00e9 davanti all\u2019<em>Orfeo<\/em> di Monteverdi, n\u00e9 davanti a <em>Intolleranza 1960 <\/em>di Luigi Nono, mi ha chiesto nell\u2019intervallo: \u00abMa \u00e8 un\u2019opera dell\u2019Ottocento?\u00bb &#8211; \u00abNo, \u00e8 del 1927.\u00bb &#8211; \u00abAh! Ma meglio questa comunque di molti mattoni tardo-romantici.\u00bb)<br \/>\nL\u2019opera si svolge tra due poli: la tentazione dell\u2019avventura nel vasto mondo e il conforto dell\u2019intimo focolare domestico. Il contadino \u0160vanda, novello sposo di Dorotka, \u00e8 noto in tutto il paese per la sua eccezionale abilit\u00e0 nel suonare la cornamusa. Chiunque lo ascolti viene conquistato da una irrefrenabile gioia. Babinsk\u00fd, ladro e avventuriero convince \u0160vanda a lasciare Dorotka (non senza secondi fini nei confronti di Dorotka) e a seguirlo alla conquista del mondo attraverso le sue capacit\u00e0 musicali. La prima tappa \u00e8 il regno della Regina Cuordighiaccio dove l\u2019incantesimo di un malefico Stregone ha soppresso ogni gioia. La trascinante musica di \u0160vanda distrugge l\u2019incantesimo e fa innamorare la Regina che all\u2019istante vuole sposarlo. \u0160vanda esita ma poi cede alle offerte della regina fin quando non arriva Dorotka a riaccendere il suo amore. La Regina delusa decreta la condanna a morte dei due innamorati, ma l\u2019intervento provvidenziale di Babinsk\u00fd li salva. Nel successivo battibecco tra i due sposi \u0160vanda spergiura sul diavolo di non aver mai baciato la Regina e in quel momento egli sprofonda direttamente all\u2019inferno. Qui troviamo un Diavolo disperato per la noia, che cerca ripetutamente di convincere \u0160vanda a suonare per rallegrare la vita dell\u2019inferno. \u0160vanda per\u00f2, in preda alla nostalgia per Dorotka, non vuole saperne di suonare finch\u00e9 il Diavolo con un inganno gli ruba l\u2019anima per costringerlo a obbedire. Ancora una volta il provvidenziale intervento di Babinsk\u00fd salva la situazione, riscatta l\u2019anima di \u0160vanda e lo riporta finalmente a casa.<br \/>\nLa prova dei cantanti \u00e8 stata nel complesso soddisfacente. Il giovane baritono slovacco <strong>Pavol Kub\u00e1\u0148<\/strong> era un buon \u0160vanda, convincente sia vocalmente che scenicamente. Un po\u2019 affaticato ci \u00e8 sembrato invece il Babinsk\u00fd del suo compatriota <strong>L\u2019udov\u00edt Ludha<\/strong> che per\u00f2 aveva una efficace <em>verve<\/em> attoriale. Il soprano americano <strong>Marjorie Owens<\/strong> nella parte di Dorotka ha una bella voce rotonda, forse ogni tanto esitante nell\u2019emissione. Buona la prova del mezzosoprano <strong>Anna Maria Chiuri <\/strong>nella parte della regina Cuordighiaccio, che ha saputo modulare il tono espressivo della sua voce dall\u2019algore iniziale, allo slancio amoroso per \u0160vanda, fino a una malinconica mezza voce dopo la sua delusione amorosa. La parte dello Stregone era affidata all\u2019ottimo baritono <strong>Roberto Abbondanza<\/strong>, dalla voce ben timbrata e penetrante, che ci ha regalato forse la prova pi\u00f9 convincente della serata. Un buon Diavolo \u00e8 stato anche <strong>Michael Eder<\/strong>, forse di voce meno grande, ma pure di un bel tono caldo.<strong> Timothy Oliver<\/strong> nella parte del Famulo ha rivelato strepitose capacit\u00e0 attoriali. Efficaci nel loro ruolo anche i comprimari <strong>Alfio Marletta<\/strong> e <strong>Gianfranco Giordano<\/strong>.<br \/>\nL\u2019allestimento della Semperoper di Dresda \u00e8 scenograficamente bellissimo. Bella la regia di <strong>Axel K\u00f6hler<\/strong>, piena di brio e fantasia (qualche sbavatura c\u2019\u00e8 stata forse con un <em>high five<\/em> tra il Famulo del Diavolo e il Custode delle chiavi, con gli accendini usati dal coro di spiriti infernali per invitare \u0160vanda a suonare la sua cornamusa, con lo scalpicc\u00eco dei danzatori che troppo rigidamente segnava il ritmo all\u2019inizio della fuga del secondo atto). Efficacissime le scene di <strong>Arne Walther<\/strong> in ottima sintonia con lo spettacolare apparato illuminotecnico di <strong>Fabio Antoci<\/strong>. Belli i costumi di <strong>Henrike Bromber <\/strong>(che hanno pure vinto il premio di Opernwelt per la categoria \u201cRiscoperta\u201d nella stagione 2011\/12). Splendide le scene coreografiche corali di <strong>Gaetano Posterino<\/strong>.<br \/>\n<strong>Mikhail Agrest<\/strong> dirige con piglio energico sin dall\u2019attacco della grande <em>Ouverture<\/em>, ottenendo una buona prova dall\u2019orchestra del Teatro Massimo che tira fuori dalla turgida orchestrazione di Weinberger tutti i suoi colori e i molti intrecci contrappuntistici. Anche il coro, diretto da <strong>Piero Monti<\/strong>, \u00e8 stato efficace e ha avuto dei momenti intensamente espressivi.<br \/>\nIl colpo di scena registico finale (che non vi sveleremo) \u00e8 stato, da un punto di vista sonico, riuscitissimo ed emozionante.<br \/>\nIl pubblico, ingiustamente poco numeroso \u00e8 uscito per\u00f2 soddisfatto, e scendendo dalla scalinata del teatro si poteva sentire anche qualcuno che fischiettava i motivi dell\u2019opera appena finita. Si pu\u00f2 voler bene a <em>\u0160vanda<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Teatro Massimo di Palermo &#8211; Stagione Lirica 2014 \u201c\u0160VANDA DUD\u00c1K\u201d Volksoper in due atti Libretto di Milo\u0161 Kare\u0161 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":440,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[12473,420,10378,12424,4453,10273,10331,8513,145,11628,2103,8480,3247,11629],"class_list":["post-77649","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-recensioni","tag-alfio-marletta","tag-anna-maria-chiuri","tag-axel-kohler","tag-jaromir-weinberger","tag-ludovit-ludha","tag-marjorie-owens","tag-michael-eder","tag-mikhail-agrest","tag-opera-lirica","tag-pavol-kuban","tag-roberto-abbondanza","tag-svanda-dudak","tag-teatro-massimo-di-palermo","tag-timothy-oliver"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77649","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/440"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=77649"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77649\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":88213,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77649\/revisions\/88213"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=77649"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=77649"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=77649"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}