{"id":77658,"date":"2014-10-22T17:27:27","date_gmt":"2014-10-22T15:27:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=77658"},"modified":"2014-10-22T17:27:27","modified_gmt":"2014-10-22T15:27:27","slug":"victorin-joncieres-1839-1903dimitri-1876","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/victorin-joncieres-1839-1903dimitri-1876\/","title":{"rendered":"Victorin Jonci\u00e8res (1839-1903):&#8221;Dimitri&#8221; (1876)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Opera in cinque atti\u00a0 e sette quadri, su libretto di Henri de Bonnier e Armand Sylvestre. <strong>Philippe Talbot<\/strong> (Dimitri), <strong>Gabrielle Philiponet<\/strong> (Marina), <strong>Nora Gubisch<\/strong> (Marpha),<strong> Andrew Foster-Williams<\/strong> (Le Comte de Lusace), <strong>Jennifer Borghi<\/strong> (Vanda), <strong>Nicolas Courjal<\/strong> (L\u2019archev\u00eaque Job), <strong>Julien Veronese<\/strong> (Le prieur),<strong> Jean Teitgen<\/strong> (Le Roi de Pologne), <strong>Joris Derder<\/strong> (Le chef de boh\u00e9miens \/ Un officier), <strong>Lore Binon<\/strong> (Une dame d\u2019honneur). <strong>Brussels Philarmonic orchestra, Flamish radio choir, Flanders opera Children\u2019s Chorus<\/strong><\/em><em><strong>, Herv\u00e9 Niquet<\/strong> (direttore).<\/em> Registrazione: Salle Flagey Bruxelles 15 febbraio \/3 marzo 2013. T. Time: 130\u201900. <strong>2 CD Palazzetto Bru Zane ES 1015<\/strong><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" style=\"width: 100%; height: 131px; min-width: 400px;\" src=\"\/\/www.spreaker.com\/embed\/player\/standard?autoplay=false&amp;episode_id=5111908\" width=\"300\" height=\"150\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Victorien de Jonci\u00e8res \u2013 al secolo F\u00e9lix-Ludger Rossignol<\/strong> \u2013 incarna alla perfezione una certa figura di dilettante colto e preparato che ha avuto un peso non trascurabile nel mondo culturale europeo del XVIII e XIX secolo ancora aperto a figure poliedriche dai molteplici interessi e dalla formazione quando meno eterodossa<strong>. Nato a Parigi il 12 aprile 1839 Jonci\u00e8res \u2013 lo chiameremo con il nome d\u2019arte<\/strong> scelto come compositore teatrale, non il solo usato da Rossignol nella sua poliedrica attivit\u00e0 \u2013 proveniva da una famiglia colta e di un certo rilievo nella societ\u00e0 parigina del tempo; il padre Auguste-F\u00e9lix era un noto e apprezzato giornalista, responsabile dell\u2019informazione politica sul quotidiano \u201cLa patrie\u201d molto diffuso negli ambienti bonapartisti ed anti-clericali del tempo. Jonci\u00e8res aveva avuto una buona educazione artistica e musicale gi\u00e0 in famiglia ed a sedici anni si era iscritto al Lic\u00e9e Bonaparte con l\u2019intenzione di diventare pittore ma al contempo aveva portato avanti gli studi musicali iscrivendosi qualche anno dopo anche al Conservatorio e seguendo i corsi di armonia di Antoine Elwart e quelli di contrappunti di Fernand Leborne. Quest\u2019esperienza sar\u00e0 fondamentale per la sua evoluzione spingendolo ad abbandonare i propositi di una carriera come pittore per concentrarsi prevalentemente sulla musica sia come compositore che come critico.<br \/>\nIl giovane amatore entra rapidamente nei circoli dei musicisti parigini stringendo amicizia con alcune figure emergenti della scena musicale francese specie fra coloro che puntavano ad un pi\u00f9 deciso rinnovamento della scena musicale nazionale come C\u00e9sar Franck ed Emmanuel Chabrier; l\u2019incontro con la musica di Wagner sar\u00e0 poi un\u2019autentica illuminazione e nel corso degli anni Jonci\u00e8res cercher\u00e0 di farsi apostolo del wagnerismo in terra di Francia. <strong>Dal 1871 al 1900 con lo pseudonimo di Jennis svolge attivit\u00e0 di critico e commentatore musicale<\/strong> per \u201cLa Libert\u00e9\u201d dalle cui colonne porter\u00e0 avanti la sua battaglia per il rinnovamento in chiave wagneriana della musica francese nonch\u00e9 quella a sostegno di molti giovani compositori francesi non necessariamente vicini alla sua impostazione come ad esempio Bizet.<br \/>\n<strong>Se il critico manterr\u00e0 sempre la propria coerenza ideologica<\/strong> il compositore appare al riguardo assai meno fermo nelle sue convinzioni e all\u2019ascolto della musica di Jonci\u00e8res ben poco si riconosce dei tanto amati modelli wagneriani quando un\u2019impostazione fortemente eclettica e in questo molto francese se pensiamo quanto l\u2019eclettismo sia stato il tratto caratterizzante di gran parte della cultura artistica francese della seconda met\u00e0 del secolo. Il suo stile rifletto quello di un ascoltatore attento e colto, dotato di una visione ampia e complessa del mondo musicale del suo tempo e della cultura musicale francese dei decenni precedenti di cui subisce multiple influenze, che in lui si stratificano portando ad un linguaggio spesso ricco anche se poco personale in cui si sentono gli echi di Berlioz e Meyerbeer come quelli degli amici Chabrier e Franck, suggestioni di Bizet come recuperi di moduli del Donizetti francese.<br \/>\n<strong>Come molti dilettanti Jonci\u00e8res non ha conosciuto mezze misure ne passaggi intermedi e si \u00e8 gettato subito e a capofitto nei generi sommi della grande musica sinfonica e dell\u2019opera lirica<\/strong> di grande impegno, senza passare per prove in generi meno complessi formalmente come la musica da camera, va per altro riconosciuto a Jonci\u00e8res di aver padroneggiato da subito molto bene modi formali cos\u00ec complessi fin dalla prima opera lirica il \u201cSardanapale\u201d del 1867 mentre in ambito sinfonico va segnalato il buon successo ottenuto con la \u201cSymphonie Romantique\u201d del 1873.<br \/>\nPalcoscenico d\u2019elezione per Jonci\u00e8res fu il Th\u00e9\u00e2tre Lyrique National che per tradizione rappresentava il pi\u00f9 aperto alla cultura germanica fra i teatri parigini e con il quale il wagneriano Jonci\u00e8res manteneva ottimi rapporti; tutte le composizioni liriche sono infatti destinate a questo palcoscenico compreso questo \u201c<strong>Dimitri\u201d andato in scena per la prima volta il 5 maggio del 1876 e poi ripresentato in una versione rivista nel 1890<\/strong> sempre nello stesso teatro; l\u2019opera ha rappresentato il maggior successo teatrale di Jonci\u00e8res ma senza riuscire ad entrare stabilmente in repertorio.<br \/>\nL\u2019opera si ricollega formalmente alla tradizione del grand-op\u00e9ra in cinque atti di soggetto storico di matrice meybeeriana caratterizzato da sontuosit\u00e0 scenica, azione ricca di colpi di scena e ampio spazio a momenti accessori. Rispetto ai modelli canonici l\u2019opera di Jonci\u00e8res appare riportata su modelli ridotti, l\u2019opera stessa ha una durata decisamente inferiore alle proporzioni classiche del genere e i singoli momenti difficilmente superano la durata di qualche minuto pur mantenendo tutti gli elementi archetipici del genere \u2013 compreso il balletto con cui si chiude il III atto &#8211; seppur riportati come in una scala ridotta. La vicenda \u00e8 quella del Falso Dmitrij e dell\u2019invasione polacca della Russia agli inizi del XVII secolo che il pubblico avr\u00f2 presente soprattutto per il \u201cBoris Godunov\u201d di Mussorgskij qui fantasiosamente arricchita di dettagli sentimentali puramente convenzionali.<br \/>\n<strong>Questa prima incisione discografica registrata nel 2013 a Bruxelles<\/strong> rientra nel progetto di riscoperta e valorizzazione dell\u2019opera francese del XVIII e XIX secolo che viene meritoriamente portata avanti dalla Fondazione Palazzetto Bru Zane di Venezia. La parte musicale \u00e8 affidata a complessi belgi come la Brussels Philarmonic ed il Flamish radio choir, Flanders opera rinforzato per l\u2019occasione Children\u2019s Chorus per quanto riguarda le voci bianche il tutto diretto da un collaboratore abituale delle produzioni del Palazzetto Bru come <strong>Herv\u00e9 Niquet<\/strong> specialista del repertorio settecentesco e qui insolitamente impegnato in un titolo della seconda parte del secolo successivo. Niquet si fa per\u00f2 apprezzare anche in quest\u2019occasione portando in un titolo diverso l\u2019abituale rigore stilistico e l\u2019attenzione per i dettagli che abbiamo avuto modo di apprezzare in altre incisioni inoltre se \u00e8 evidente una preferenza per tonalit\u00e0 terse e leggere forse poco romantiche ma capaci di evidenziare con la massima chiarezza la scrittura musicale; questo fortunatamente non va per\u00f2 a scapito della teatralit\u00e0 che rimane sempre viva e sorretta da un passo deciso inoltre una lettura cos\u00ec trasparente esalta tutti quei momenti di brillantezza elegante e leggera che sono un tratto caratteristico del grand-op\u00e9ra e che in passato sono stati spesso troppo trascurato in un processo opposto di drammaticizzazione eccessiva di cui questo repertorio \u00e8 stato oggetto. Molto positiva anche la prova dei complessi corali utilizzati frequentemente e con notevole abilit\u00e0 da Jonci\u00e8res.<br \/>\n<strong>La compagnia di canto \u00e8 composta da artisti che sono frequenti collaborato di Niquet,<\/strong> in linea generale si potrebbe avere la sensazione di trovarsi di fronte a voci troppo leggere per l\u2019opera in questione e pi\u00f9 in generale per lo stile dell\u2019epoca per\u00f2 al contempo bisogna riconoscere che i cantanti sono pienamente affiatati fra loro e con il direttore il che crea un perfetto unisono fra tutte le componenti che ha come risultato una lettura in se compiuta e priva di contrasti interni che permette un pieno godimento dell\u2019opera.<br \/>\nSi \u00e8 gi\u00e0 apprezzato <strong>Philippe Talbot<\/strong> in incisioni del repertorio francese del settecento e incuriosiva vederlo alla prova in un titolo diverso per cronologia e stile e il risultato \u00e8 nel complesso pi\u00f9 che convincente. La voce \u00e8 innegabilmente leggera, pi\u00f9 da haute-contre che da autentico tenore lirico ed in alcuni momenti si nota con chiarezza la mancanza di un maggior peso specifico di contro \u00e8 per\u00f2 sicuramente piacevole nella sua luminosit\u00e0 e soprattutto mostra estrema compattezza su tutta la gamma fino ad acuti squillanti e pieni di suono per il tipo di voce in questione. Ovviamente una voce di questo tipo trova i suoi momenti migliori nei passaggi pi\u00f9 lirici ed estatici come il duetto con Marina del I atto \u201cLe coeur bris\u00e9 j&#8217;ai fui loin de mon p\u00e8re\u201d colmo di autentica poesia anche per merito della Marina di<strong> Gabrielle Philipponet<\/strong>. Il soprano francese si mostra perfetta pienamente inserito nella tradizione francese dei soprani leggeri tanto di moda nella seconda met\u00e0 del secolo; la Philipponet dispone di una voce estesa e duttile con grande facilit\u00e0 nella salita all\u2019acuto e buone doti nei passaggi di coloratura ma allo stesso tempo mantenendo una morbidezza che spesso sfugge a questo tipo di vocalit\u00e0, la cavatina del I atto \u201cP\u00e2les \u00e9toiles, \u00f4 chastes voiles\u201d mostra pienamente le qualit\u00e0 della cantante che nel III atto riesce ad ottenere anche buoni effetti drammatici ad esempio nel bel duetto con Marpha \u201cPourquoi parler d&#8217;esp\u00e9rance?\u201d di sapore ancora tutto meybeeriano.<br \/>\nLa parte del Conte di Lusazia \u00e8 pensata per una di quelle vocalit\u00e0 di baritone noble tanto amate dal gusto francese; <strong>Andrew Foster-Williams<\/strong> ne da una apprezzabile lettura; il cantante non aveva convinto appieno in alcune in precedenti incisioni con lo stesso Niquet (come \u201cSemiramis\u201d di Catel ) dov\u2019era impegnato in parti di basso cantante, qui alle prese con un ruolo autenticamente baritonale mostra di trovarsi decisamente pi\u00f9 a suo agio mostrando una voce di bel colore, acuti sicuri e timbrati ed una linea di canto sufficientemente nobile ed elegante; la cavatina del II atto \u201cTsar! Que veux-tu?\u201d si ricollega direttamente alle forme della prima met\u00e0 del secolo organizzandosi come una classica aria tripartita con recitativo introduttivo, aria con andamento cantabile e rapinosa cabaletta che per stile e gusto non pu\u00f2 non rievocare al pubblico italiano la scena di Alphonse de \u201cLa favorite\u201d Donizettiana.<br \/>\nLa parte di Marpha richiama direttamente il modello della Fides de \u201cLe prophete\u201d seppure su scala ridotta, <strong>Nora Goubisch<\/strong> non \u00e8 un autentico contralto ma un mezzosoprano dalla buona vocalit\u00e0 e dal solido registro grave e in una lettura come quella proposta si inserisce molto bene. Per molti aspetti il III atto \u2013 quello che vede Marpha come protagonista \u2013 \u00e8 fra i pi\u00f9 convincenti sotto il profilo musicale e la buona prestazione della cantante a giusto rilievo al gi\u00e0 ricordato duetto con Marina, a quello con l\u2019arcivescovo o all\u2019aria \u201cMon fils! Il est mon fils\u201d quasi verdiana nelle atmosfere e che richiede alla cantante anche buone doti di coloratura.\u00a0 La parte di Vanda \u00e8 pensata per un mezzosoprano acuto, quasi un Falcon, secondo la contrapposizione fra le voci femminili caratterista del grand-op\u00e9ra francese;<strong> Jennifer Borghi<\/strong> ha una voce decisamente sopranile e non priva di qualche durezza nel settore acuto ma non manca di temperamento e drammaturgicamente rende bene il contrasto caratteriale oltre che musicale fra il suo personaggio irruento e passionale e l\u2019aristocratico lirismo di Marina, l\u2019aria del V atto \u201cTout \u00e0 l&#8217;heure \u00e0 cette fen\u00eatre\u201d cerca di evocare un colore di matrice slava.\u00a0 Fra i due bassi il Priore di <strong>Julien Veronese<\/strong> manca un po\u2019 di spessore risultando pi\u00f9 baritonale di quanto la parte sembrerebbe indicare, va per\u00f2 segnalata la scena iniziale con il duetto con Dimitri \u201cLe Preur! Vasili!\u201d che non pu\u00f2 non ricordare la scena iniziale de \u201cLa favorite\u201d mentre di grande autorevolezza vocale e interpretativa si mostra l\u2019arcivescovo Job di<strong> Nicolas Courjal<\/strong> in possesso di una voce di autentico basso.\u00a0 Completano il cast: <strong>Jean Teitgen<\/strong> (Il re di Polonia), <strong>Joris Derder<\/strong> (Un ufficiale e il capo degli zingari) e <strong>Lore Binon<\/strong> (Una dama d\u2019onore). Al termine si pu\u00f2 dire tranquillamente che non ci si trova certamente davanti ad un capolavoro ritrovato ma ad un\u2019opera di piacevole ascolto eseguita con estrema corretta e gi\u00e0 non \u00e8 poco.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Opera in cinque atti\u00a0 e sette quadri, su libretto di Henri de Bonnier e Armand Sylvestre. Philippe Talbot [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":166,"featured_media":77659,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[4093,12477,146,12475,12478,12479,4579,4348,8266,10393,10242,4577,12476,9418,12474],"class_list":["post-77658","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cd-e-dvd","tag-andrew-foster-williams","tag-brussels-philarmonic-orchestra","tag-cd","tag-dimitri","tag-flamish-radio-choir","tag-flanders-opera-childrens-chorus","tag-gabrielle-philiponet","tag-herve-niquet","tag-jean-teitgen","tag-jennifer-borghi","tag-julien-veronese","tag-nicolas-courjal","tag-nora-gubisch","tag-philippe-talbot","tag-victorin-joncieres"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77658","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/166"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=77658"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77658\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/77659"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=77658"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=77658"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=77658"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}