{"id":77812,"date":"2014-10-29T19:12:40","date_gmt":"2014-10-29T18:12:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=77812"},"modified":"2016-12-06T03:24:35","modified_gmt":"2016-12-06T02:24:35","slug":"gianandrea-noseda-conclude-il-ciclo-aimez-vous-brahms-al-teatro-regio-di-torino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/gianandrea-noseda-conclude-il-ciclo-aimez-vous-brahms-al-teatro-regio-di-torino\/","title":{"rendered":"Gianandrea Noseda conclude il ciclo \u201cAimez-vous Brahms?\u201d al Teatro Regio di Torino"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Torino, Teatro Regio &#8211; I Concerti 2014-2015<\/em><br \/>\n<em>\u201cAimez-vous Brahms?\u201d<\/em> (IV Concerto)<br \/>\n<strong>Orchestra del Teatro Regio di Torino<\/strong><br \/>\nDirettore <strong>Gianandrea Noseda<\/strong><br \/>\nViolino <strong>Ilya Gringolts<\/strong><br \/>\nVioloncello <strong>Enrico Dindo<\/strong><br \/>\n<em>Johannes Brahms<\/em> : Doppio concerto in la minore per violino, violoncello e orchestra op. 102<br \/>\n&#8211; Sinfonia n. 4 in mi minore op. 98<br \/>\n<em>Torino, 25 ottobre 2014<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il titolo del romanzo di Fran\u00e7oise Sagan del 1959, divenuto film due anni pi\u00f9 tardi, gode recentemente di discreta fortuna presso le stagioni concertistiche italiane: tra Milano e Torino intitolava un filone all\u2019interno di MI.TO. 2014, e ora &#8211; sempre a Torino &#8211; scandisce i primi quattro appuntamenti dei Concerti 2014-2015 del Teatro Regio: un ciclo interamente affidato a <strong>Gianandrea Noseda<\/strong> (non pi\u00f9 dimissionario dal ruolo di Direttore musicale del teatro, anzi pi\u00f9 impegnato che mai nel fitto calendario di produzioni), costruito sull\u2019esplorazione delle quattro sinfonie e dei quattro concerti per strumenti solisti e orchestra.<br \/>\nIl doppio concerto dell\u2019op. 102 non \u00e8 fra le pagine brahmsiane eseguite pi\u00f9 spesso (almeno, in Italia); ed \u00e8 una perdita, perch\u00e9 oltre a offrire una musica che non smette mai di essere elettrizzante, costituisce esempio eccezionale di un genere a mezza via tra il concerto solistico, la sinfonia concertante, la sinfonia vera e propria; e come la IV (del 1885), anch\u2019esso rientra nella produzione conclusiva di Brahms, prendendo forma nel 1887 a beneficio di due amici del compositore, il violinista Joseph Joachim e il violoncellista Robert Hausmann.<br \/>\nI suoni dei strumenti principali sono molto differenziati: non si fondono mai, ma si intrecciano assai bene; e sono straordinarie le \u201cpersonalit\u00e0 sonore\u201d del violino (uno Stradivari risalente al 1718-1720 messo a disposizione da un collezionista privato) e del violoncello (un Rogeri, ex Piatti, del 1717 messo a disposizione dalla Fondazione Pro Canale di Milano). Al di sopra di tutti, Noseda \u00e8 un ottimo concertatore: il tema orchestrale dell\u2019<em>Allegro<\/em> di apertura \u00e8 raggiunto a seguito di una presentazione drammatica, curata nel dettaglio espressivo. Ogni tanto l\u2019abbrivio ritmico si trasforma in rapidit\u00e0, ma questo non stupisce chi conosca Noseda e le sue predilezioni agogiche. I due interpreti principali, <strong>Ilya Gringolts<\/strong> al violino ed <strong>Enrico Dindo<\/strong> al violoncello, porgono il loro contributo come due voci emergenti dall\u2019orchestra, in uno spirito autenticamente sinfonico. <strong>Caldo e sinuoso il suono di Dindo; nervoso e a scatti quello di Gringolts; ma tutti e due realizzano un vibrato molto efficace quale carattere stilistico unificante<\/strong>. Il violoncello presenta pi\u00f9 tinte rispetto al violino, da quella brunita a quella pi\u00f9 chiara. L\u2019<em>Andante<\/em> centrale (il cui attacco non \u00e8 del tutto terso) \u00e8 il movimento in cui meglio si esprime il dialogo tra i due strumenti: emerge un Brahms privo di sofferenza, per quanto intensa e accurata sia l\u2019esecuzione. Se risulta difficile ravvisare un intendimento interpretativo netto, il finale <em>Vivace non troppo<\/em> chiarisce tutto: grazie a Dindo e ai corni dell\u2019<strong>Orchestra del Teatro Regio<\/strong>, \u00e8 bellissimo l\u2019attacco, seguito da <strong>un dialogo vivacissimo, brillante, persino ironico, tra violino e violoncello, utile a sfatare il mito opprimente di un Brahms eternamente languido e doloroso, decadente e <em>larmoyant<\/em>, morbosamente cupo. La coda \u00e8 spettacolare, perch\u00e9 il dialogo a due si amplia alle voci del flauto, del corno, fino a coinvolgere tutte le famiglie in una stretta autenticamente sinfonica.<\/strong><br \/>\nAlle prolungate acclamazioni del pubblico torinese i due solisti rispondono con un <em>bis<\/em> di gusto bachiano, un duetto in forma di canone, eseguito con assoluta compostezza: altro motivo di un successo calorosissimo, che scandisce anche la seconda parte della serata. A suggello dell\u2019intero ciclo \u00e8 infatti la IV sinfonia in mi minore, una delle pagine pi\u00f9 rappresentative del sinfonismo tardo-ottocentesco in risposta al wagnerismo, caratterizzata da una \u00abmalinconia velata e padroneggiata virilmente, che acquista qui il carattere di un lungo congedo, sempre differito\u00bb (come scrive Elisabetta Fava nella bella presentazione del programma di sala). Dopo un attacco un po\u2019 pesante, Noseda risolve il difficile <em>Allegro non troppo<\/em> iniziale con sonorit\u00e0 e ritmo perfetti: \u00e8 bravissimo nel punteggiare i suoni degli ottoni, e dimostra un\u2019arte davvero pregevole nella collocazione degli accenti giusti. <strong>Il suono orchestrale alterna momenti di grande omogeneit\u00e0 ad altri in cui si percepiscono tutte le componenti; e in entrambi i casi l\u2019esito \u00e8 molto positivo, perch\u00e9 l\u2019ascoltatore apprende sempre qualcosa di nuovo<\/strong> (anche se, nell\u2019enfasi del finale I, si registra qualche piccola <em>d\u00e9faillance<\/em> degli ottoni). Nell\u2019<em>Andante moderato<\/em> il direttore mantiene una sonorit\u00e0 molto equilibrata, anche se il suono dei corni resta per lo pi\u00f9 in evidenza: insieme al rullo dei timpani sullo sfondo, esso sottolinea l\u2019<em>allure<\/em> umbratile di tutta la sinfonia. Coloristico e scoppiettante (persino nei colpetti del triangolo!) l\u2019<em>Allegro giocoso<\/em> dello scherzo; ma ancor pi\u00f9 interessante \u00e8 il finale, <em>Allegro energico e passionato<\/em>, in primo luogo perch\u00e9 Noseda conferma l\u2019attenzione nei confronti di accenti e dinamiche, e poi perch\u00e9 risolve con grande intelligenza l\u2019impostazione del complicato movimento. Il finale della IV sinfonia di Brahms \u00e8 infatti una pagina inquietante, percorsa com\u2019\u00e8 dagli sforzi sovrumani di un gigante che tenta di liberarsi dalle sue catene; un tentativo di ribellione a qualunque vincolo della struttura sinfonica tradizionale. Ci si aspetterebbe che il titanismo brahmsiano si adattasse in modo perfetto all\u2019energia e alla forza direttoriale tipiche di Noseda; alla prova di forza si sostituisce invece un\u2019attenzione nei confronti delle forme pi\u00f9 liriche, delle frasi pi\u00f9 dolorose; il titanismo si sprigiona, ma soltanto nella coda, ed \u00e8 quello di una creatura che non riesce a spezzare le sue catene. L\u2019ascoltatore melomane, riflettendo sul duplice impegno direttoriale di Noseda in questi giorni, si chiede se non abbia influito la dolente potenza dell\u2019<em>Otello<\/em> (e in particolare del finale dell\u2019opera). Sarebbe infatti molto suggestivo se la lettura dell\u2019eroico, eppur fragile eroe &#8211; a cui d\u00e0 voce Gregory Kunde &#8211; avesse plasmato verdianamente anche il suono di Brahms: e cos\u00ec sembrerebbe appunto dalla coda nell\u2019interpretazione di Noseda, certamente <em>grandiosa<\/em> (tipica indicazione espressiva di Verdi) ma niente affatto retorica o magniloquente; in una parola, ineluttabile, come ogni fine autentica e voluta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino, Teatro Regio &#8211; I Concerti 2014-2015 \u201cAimez-vous Brahms?\u201d (IV Concerto) Orchestra del Teatro Regio di Torino Direttore [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":102,"featured_media":77817,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[12528,14678,5606,1696,12529,1940,11316],"class_list":["post-77812","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-aimez-vous-brahms","tag-concerti","tag-enrico-dindo","tag-gianandrea-noseda","tag-ilya-gringolts","tag-johannes-brahms","tag-orchestra-del-teatro-regio-di-torino"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77812","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/102"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=77812"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77812\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87353,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77812\/revisions\/87353"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/77817"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=77812"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=77812"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=77812"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}