{"id":77851,"date":"2014-10-31T00:41:53","date_gmt":"2014-10-30T23:41:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=77851"},"modified":"2016-12-11T13:21:56","modified_gmt":"2016-12-11T12:21:56","slug":"venezia-teatro-malibran-la-porta-della-legge","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/venezia-teatro-malibran-la-porta-della-legge\/","title":{"rendered":"Venezia, Teatro Malibran: &#8220;La porta della legge&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><em>Teatro Malibran, Stagione lirica 2013-2014<\/em><br \/>\n<strong>\u201cLA PORTA DELLA LEGGE\u201d<\/strong><br \/>\nQuasi un monologo circolare<br \/>\nLibretto e musica di <strong>Salvatore Sciarrino<\/strong><br \/>\ndalla parabola Vor dem Gesetz (Davanti alla legge) di Franz Kafka<br \/>\nPrima rappresentazione assoluta: Wuppertal, Opernhaus, 25 aprile 2009<br \/>\nPrima rappresentazione italiana<br \/>\nL\u2019uomo 1 EKKEHARD ABELE<br \/>\nL\u2019usciere MICHAEL TEWS<br \/>\nL\u2019uomo 2 ROLAND SCHNEIDER<br \/>\nOrchestra del Teatro La Fenice<br \/>\nDirettore <strong>Tito Ceccherini<\/strong><br \/>\nRegia <strong>Johannes Weigand<\/strong><br \/>\nScene e costumi <strong>J\u00fcrgen Lier<\/strong><br \/>\nVideo designer <strong>Jakob Creutzburg<\/strong><br \/>\nAllestimento Wuppertaler B\u00fchnen<br \/>\n<em>Venezia, 26 ottobre 2014<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel penultimo capitolo del <em>Processo<\/em> di Kafka il cappellano della prigione racconta a Joseph K.<\/strong>, nella cattedrale vuota, la parabola della porta della legge, citando un racconto dello stesso Kafka, Vor dem Gesetz (Dinanzi alla legge), pubblicato vari anni prima, che non supera lo spazio di una pagina. Un guardiano sorveglia la porta della legge, sempre aperta. Un uomo di campagna gli chiede di poter entrare, ma si sente rispondere che al momento non \u00e8 possibile, magari lo sar\u00e0 \u201cpi\u00f9 tardi forse\u201d. Passano i giorni, i mesi, gli anni, l\u2019uomo tenta di convincere il custode, cercando anche di corromperlo, ma la risposta non cambia. L\u2019uomo invecchia e le sue facolt\u00e0 fisiche e mentali si affievoliscono sempre pi\u00f9. Quando sta per morire, chiede al guardiano come mai, dal momento che tutti tendono verso la legge, nessun altro uomo abbia chiesto di entrare. Al che il guardiano risponde che solo a lui e a nessun altro era riservato quell&#8217;ingresso, che si accinge ormai a chiudere.<br \/>\nCome si vede si tratta di una storia simbolica, che evoca l&#8217;arroganza della burocrazia e nel contempo l&#8217;inettitudine dell&#8217;uomo, che \u2013 soggiogato dal senso di colpa \u2013 interpreta il divieto del guardiano come assoluto, definitivo, mentre \u00e8 sempre relativo ad un preciso momento, lasciando comunque aperte possibilit\u00e0 per il futuro. Pochi gli oggetti presenti in questa narrazione: lo sgabello, offerto all&#8217;uomo di campagna dal guardiano, il cappotto di pelliccia di quest&#8217;ultimo, infestato dalle pulci, la porta sempre aperta da cui si intravede la luce. Scarne, analogamente, le notazioni fisionomiche, al pari dei dialoghi.<br \/>\nUna siffatta narrazione sia per il tema (quello dell&#8217;arroganza dell&#8217;apparato burocratico ai danni del cittadino, che Sciarrino considera, nella prefazione alla partitura, di grande attualit\u00e0 in Italia), sia per il minimalismo che la connota non poteva non suscitare l&#8217;interesse del compositore siciliano, che, come \u00e8 avvenuto per altre sue opere, \u00e8 anche l&#8217;autore del libretto, nato dalla rielaborazione in forma dialogica del racconto kafkiano. Il compositore ha modificato di poco il titolo originale, aggiungendo un sottotitolo: \u201cQuasi un monologo circolare\u201d. Il \u201cquasi\u201d attenua il concetto di \u201cmonologo\u201d per indicare che il fondamentale isolamento dell&#8217;uomo di campagna si dirada, seppure solo raramente per qualche istante. L&#8217;aggettivo \u201ccircolare\u201d poi d\u00e0 l&#8217;idea di una vicenda che si ripete all&#8217;infinito (secondo una sorta di nietzschiano Eterno ritorno), come suggerisce il fatto che essa si svolge, nell&#8217;opera, pressoch\u00e9 identica per due volte \u2013 nella prima e nella seconda scena \u2013 per ricominciare, rimanendo incompleta, nella terza. Con il guardiano (che nel testo di Sciarrino diventa l&#8217;usciere), interpretato da un&#8217;unica voce di basso, \u201cdialogano\u201d nelle tre scene, ripetendo situazioni e parole, l&#8217;uomo 1, che si esprime attraverso una vocalit\u00e0 di tenore, l&#8217;uomo 2, altra voce maschile che per\u00f2 canta in falsetto, e infine le due voci insieme.<br \/>\nConsone alla natura del dramma le scelte espressive di Sciarrino. La figura ricorrente nei disseccati dialoghi \u00e8 l&#8217;iterazione, che si manifesta con l&#8217;ossessivo ripetersi degli stessi frammenti di frase, mentre la musica \u00e8 il frutto di una raffinata ricerca sul suono, che \u00e8 da tempo la cifra distintiva del compositore siciliano. Il rumoreggiare della lastra d&#8217;acciaio copre l\u2019intero arco temporale. Ad esso si associano variamente suoni quasi impercettibili \u2013 respiri, raschiamenti, fruscii \u2013 ottenuti impiegando strumenti a fiato con diverse modalit\u00e0 di soffio, senza produzione di una nota specifica, e strumenti ad arco strofinati con il crine sulla cassa armonica. Su questo tenue fondale si stagliano sonorit\u00e0 pi\u00f9 forti e aggressive (spesso associate al personaggio dell&#8217;usciere). Due pianoforti a coda e vari strumenti a percussione arricchiscono la gamma cromatica della partitura, fornendo un supporto ritmico alla musica e al canto. Quanto a quest&#8217;ultimo, le linee vocali dell&#8217;uomo 1 e dell&#8217;uomo 2 sono costituite quasi esclusivamente da note sostenute molto lunghe o da un sillabare molto veloce con ripetizioni multiple delle parole o di frammenti di frasi, che spesso si traduce in un mormorio ossessivo, rotto soltanto da qualche grido di protesta.<br \/>\n<strong>Commissionata dalle Wuppertaler B\u00fchnen,<\/strong> La porta della legge ha ricevuto il suo battesimo la sera del 25 aprile 2009 all\u2019Opernhaus di Wuppertal, riscuotendo unanimi consensi. Ripresa su altri palcoscenici internazionali \u2013 Mannheim (Nationaltheater), New York (Lincoln Center), Bogot\u00e1 (Teatro Cafam de Bellas Artes) e Ostrava (Divadlo Anton\u00edna Dvor\u00e1ka) \u2013, viene proposta per la prima volta in Italia al Teatro Malibran di Venezia nell&#8217;allestimento di Wuppertal. Dunque Sciarrino con La porta della legge \u00e8 di nuovo nella citt\u00e0 lagunare (dove tra l&#8217;altro ha ricevuto qualche giorno fa il premio \u201cUna vita per la musica 2014\u201d), dopo il successo quivi ottenuto l&#8217;anno scorso con Aspern. Precisa e attenta ad ogni sfumatura la direzione di <strong>Tito Ceccherini,<\/strong> che ha saputo trarre dall&#8217;orchestra (impeccabile) e dai cantanti (di grande professionalit\u00e0) tutta l&#8217;espressivit\u00e0, la carica simbolico-evocativa, racchiuse in questa raffinata partitura. Ricca di suggestioni espressionistiche la prestazione dei cantanti, sia sul piano vocale, destreggiandosi egregiamente nel ripetitivo, frammentario declamato voluto da Sciarrino, che su quello gestuale, agevolati dall&#8217;intelligente ed efficacissima regia di <strong>Johannes Weigand<\/strong>, che ha previsto per i personaggi movimenti essenziali, ora lenti ora parossistici. Beffardo e crudele l&#8217;usciere di <strong>Michael Tews<\/strong>, incisivo nel fraseggio e nel gesto, nonch\u00e9 in possesso di una voce capace di toni aspri e metallici. Altrettanto calati nella parte <strong>Ekkehard Abele<\/strong> e <strong>Roland Schneider<\/strong>, che ci hanno regalato un uomo 1 e un uomo 2 ossessivamente nevrotici nel gesto e nell&#8217;eloquio. Essenziali le scene e i costumi di <strong>J\u00fcrgen Lier,<\/strong> in linea col ricordato minimalismo, che caratterizza l&#8217;opera. Caloroso successo di pubblico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Teatro Malibran, Stagione lirica 2013-2014 \u201cLA PORTA DELLA LEGGE\u201d Quasi un monologo circolare Libretto e musica di Salvatore [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":72,"featured_media":77852,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[10630,12548,12546,12547,12545,12549,145,12550,8631,319,7646,4906],"class_list":["post-77851","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-ekkehard-abele","tag-jakob-creutzburg","tag-johannes-weigand","tag-jurgen-lier","tag-la-porta-della-legge","tag-michael-tews","tag-opera-lirica","tag-roland-schneider","tag-salvatore-sciarrino","tag-teatro-la-fenice-di-venezia","tag-teatro-malibran-di-venezia","tag-tito-ceccherini"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77851","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/72"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=77851"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77851\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/77852"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=77851"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=77851"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=77851"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}