{"id":77907,"date":"2014-11-04T17:29:26","date_gmt":"2014-11-04T16:29:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=77907"},"modified":"2015-09-11T18:43:39","modified_gmt":"2015-09-11T16:43:39","slug":"inge-borkh-operatic-recital","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/inge-borkh-operatic-recital\/","title":{"rendered":"Inge Borkh: Operatic Recital"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Anton\u00edn Dvor\u00e1k:<\/strong> \u201cMesicku na nebi hlubok\u00e9m\u201d (\u201cRusalka\u201d),<strong> Christoph Willibald Gluck<\/strong>: \u201cDivinit\u00e9s du Styx\u201d (\u201cAlceste\u201d), <strong>Pietro Mascagni:<\/strong> \u201cVoi lo sapete, o mamma\u201d (\u201cCavalleria rusticana\u201d),<strong> Giuseppe Verdi:<\/strong> \u201cLa luce langue\u201d, \u201cAmbizioso spirto\u2026Vieni t\u2019affretta\u2026Or tutti sorgete\u201d (\u201cMacbeth\u201d), \u201cSon giunta\u2026Madre pietosa Vergine\u201d (\u201cLa forza del destino\u201d), \u201cEcco l\u2019orrido campo\u2026Ma dall\u2019arido stelo divulsa\u201d (\u201cUn ballo in maschera\u201d), <strong>Claude Debussy:<\/strong> \u201cAir de Lia\u201d (L\u2019enfant prodigue\u201d), <strong>Umberto Giordano:<\/strong> \u201cLa mamma morta\u201d (\u201cAndrea Chenier\u201d), <strong>Francesco Cilea:<\/strong> \u201cIo son l\u2019umile ancella\u201d (\u201cAdriana Lecouvreur\u201d).<br \/>\n<strong>Bonus tracks:<\/strong> <strong>Carl Maria von Weber:<\/strong> \u201cOzean! Du Ungeheuer\u201d (\u201cOberon\u201d), <strong>Ludwig van Beethoven:<\/strong> \u201cAh perfido!\u201d op. 65.\u00a0<\/em><strong> Inge Borkh<\/strong> (soprano), : <strong>London Symphony Orchestra,\u00a0 Wiener Philarmoniker;\u00a0 Anatole Fistoulari,\u00a0<\/strong> <strong>Rudolf Moralt<\/strong>, <strong>Josef Krips<\/strong> (direttori). Registrazioni: 1956, 1957, 1958. T. Time: 1h17\u201924. <strong>1 CD Decca 0289 480 8139 4<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" style=\"width: 100%; height: 131px; min-width: 400px;\" src=\"\/\/www.spreaker.com\/embed\/player\/standard?autoplay=false&amp;episode_id=5166541\" width=\"300\" height=\"150\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa selezione di brani, provenienti da tre diversi recital registrati fra il 1956 e il 1958, vede <strong>come protagonista Inge Borkh<\/strong> soprano tedesco nato a Mannhem nel 1917 e per lunghi decenni figura di primo piano nel repertorio wagneriano e straussiano e nota al pubblico italiano principalmente per la registrazione di <em>\u201cTurandot\u201d<\/em> \u2013 sempre per la Decca \u2013 al fianco di Mario del Monaco e Renata Tebaldi.<br \/>\n<strong>Sul piano vocale la Borkh incarna alla perfezione l\u2019idea del soprano drammatico wagneriano in auge nei decenni precedenti<\/strong> a quel processo di rilettura in chiave pi\u00f9 lirica e per certi aspetti italiana che a partire dagli anni \u201960 \u00e8 stato condotto da direttori come Karajan e Kleiber e che ha portato ad una lettura significativamente diversa di questo tipo di vocalit\u00e0. Quella della Borkh \u00e8 una voce autenticamente monumentale, di ampiezza e sonorit\u00e0 impressionanti e dal colore intenso e brunito di contro l\u2019emissione non \u00e8 sempre perfetta, gli acuti pur ricchissimi di suono sono spesso fissi e talvolta sconfinano\u00a0 nell\u2019urlo cos\u00ec come metalliche risultano le mezzevoci ma si tratta di limiti all\u2019epoca considerati secondari in questo tipo di vocalit\u00e0. Sul piano espressivo tende a prevalere una concezione molto drammatica dei singoli ruoli che fa dell\u2019immediata forza espressiva il suo tratto caratterizzante a scapito di un gioco dinamico pi\u00f9 ricco e variato ma anche questo rientra decisamente del gusto dell\u2019epoca.<br \/>\n<strong>La scelta dei brani proposti e al riguardo decisamente particolare<\/strong>, stranamente nessun brano di Wagner e Strauss, pochi estratti dal repertorio tedesco e una netta prevalenza di brani italiani da opere verdiane e veriste il che suscita una certa curiosit\u00e0.<br \/>\nPosti al\u2019inizio del programma sono due arie presentate in versione tedesca tratte da <em>\u201cRusalka\u201d<\/em> di Anton\u00edn Dvor\u00e1k e dall\u2019\u201d<em>Alceste<\/em>\u201d di Gluck. La prima convince poco, a prescindere dall\u2019effetto spiazzante della traduzione tedesca che penalizza non poco la linea melodica modellata sulle peculiarit\u00e0 della lingua ceca. Da notare poi\u00a0 l\u2019eccessiva pesantezza della voce,\u00a0 per quanto la Borkh cerchi in modo palese di alleggerire il suono e di cercare una maggior luminosit\u00e0 timbrica,\u00a0 il lunare lirismo del brano latita alquanto. Da notare poi un registro acuto alquanto duro. Decisamente meglio il brano gluckiano, in primo luogo l\u2019esecuzione in tedesco risulta meno penalizzante ed \u00e8 inoltre innegabile che una voce tanto ampia e sonora e di un velluto cos\u00ec profondo si presti alla perfezione alla tragicit\u00e0 classica del brano che emerge con tutta la sua forza anche a scapito di qualche suono non sempre perfettamente pulito. L\u2019assolo di Santuzza\u00a0 (\u201cVoi lo sapete, o mamma\u201d dalla \u201cCavalleria rusticana\u201d di Mascagni) testimonia una pronuncia italiana non particolarmente curata, compensata per\u00f2 da un buon senso della frase e dell\u2019accento che emergono nonostante le imperfezioni della dizione; la voce \u00e8 poi perfetta per il ruolo con i suoi centri pieni e robusti quasi mezzosopranili e l\u2019estroversa drammaticit\u00e0 che la caratterizza.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 poi un&#8217;ampia selezione verdiana.\u00a0 <strong>Due gli estratti del \u201cMacbeth<\/strong>\u201d la cavatina del I atto e \u201cLa luce langue\u201d dal secondo. La parte della Lady \u00e8 particolarmente congeniale alla Borkh il cui timbro ha \u2013 soprattutto nel settore grave \u2013 un che di profondo e di arcano. Nella cavatina per\u00f2 se da un lato si apprezzano la forza dell\u2019accento e la pienezza della voce dall\u2019altro appare evidente la scarsa propensione della Borkh al canto d&#8217;agilit\u00e0 \u2013 specie nella cabaletta. Molto meglio ne &#8220;La luce langue&#8221; \u2013 nonostante la direzione del corretto Fistoulari non abbia la forza impressa da Moralt al precedente ascolto \u2013 la linea di canto &#8220;spianata&#8221;permette alla cantante di far valere al meglio le sue doti, va per\u00f2 notato come in alcuni punti \u2013 ad esempio in corrispondenza delle parole \u201cl\u2019opra fatale\u201d \u2013 la voce tenda ad essere non fermissima e il timbro a farsi eccessivamente metallico.<br \/>\n<strong>Due brani tratti \u201cLa forza del destino\u201d e \u201cUn ballo in maschera\u201d<\/strong> sono in qualche modo analoghi nel presentare una lettura tutta giocata su un\u2019espressivit\u00e0 iper-drammatica e su un\u2019esibizione di pienezza vocale. Qui la scrittura verdiana consente alla Borkh di\u00a0 esibire completamente la pienezza della voce, la ricchezza dei centri e lo squillo degli acuti di innegabile potenza anche se afflitti da una certa durezza. Un Verdi quindi sicuramente datato come gusto e approccio stilistico ma che pu\u00f2 ancora conquistare quel pubblico meno attento a certi elementi e sedotto dall\u2019imponenza delle voci.<br \/>\n<strong>Due pagine\u00a0 provengono da opere della giovane scuola<\/strong>, si tratta di \u201cLa mamma morta\u201d da \u201cAndrea Chenier\u201d di Umberto Giordano e \u201cIo son l\u2019umile ancella\u201d da\u201cAdriana Lecouvreur\u201d di Francesco Cilea. Qui le imprecisioni linguistiche pesano molto di pi\u00f9 sulla vocalit\u00e0 che qui appare decisamente troppo drammatica, a senso unico, per brani sostanzialmente lirici come questi nonostante i tentativi di alleggerimento. Discorso che possiamo ripetere anche per l&#8217;Air de Lia\u00a0 da \u201cL\u2019enfant prodigue\u201d di Debussy di raro ascolto, reso ancor pi\u00f9 problematico dalla\u00a0 pronuncia francese della Borkh, peggiore di quella italiana e\u00a0 da quel senso della melodia che la musica francese porta sempre con se perch\u00e9 strettamente legato alla prosodia della lingua. Decisamente pi\u00f9 consono alle corde vocali del soprano tedesco la grande scena di Rezia da \u201cOberon\u201d che per quanto originariamente pensata per una voce ancora di derivazione belcantista (si consideri che l\u2019opera \u00e8 del 1826) \u00e8 diventata un cavallo di battaglia di molti soprani drammatici wagneriani. Soprattutto nella prima parte la Borkh mette in luce\u00a0 la sontuosit\u00e0 del materiale vocale. Pi\u00f9 a disagio invece nella\u00a0 parte in &#8220;allegro&#8221; che chiude l&#8217;aria. Chiude l&#8217;album una &#8220;monolitica&#8221; e piuttosto monocorde esecuzione della grande\u00a0 aria da concerto di Beethoven \u201cAh perfido!\u201d dove per altro anche la direzione di Krips manca di slancio e leggerezza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anton\u00edn Dvor\u00e1k: \u201cMesicku na nebi hlubok\u00e9m\u201d (\u201cRusalka\u201d), Christoph Willibald Gluck: \u201cDivinit\u00e9s du Styx\u201d (\u201cAlceste\u201d), Pietro Mascagni: \u201cVoi lo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":166,"featured_media":77908,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[12582,4296,440,146,14679,3064,8322,153,12579,12580,8023,3645,14673,11076,125,12581],"class_list":["post-77907","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cd-e-dvd","tag-anatole-fistoulari","tag-antonin-dvorak","tag-carl-maria-von-weber","tag-cd","tag-christoph-willibald-gluck","tag-claude-debussy","tag-francesco-cilea","tag-giuseppe-verdi","tag-inge-borkh","tag-josef-krips","tag-london-symphony-orchestra","tag-ludwig-van-beethoven","tag-pietro-mascagni","tag-rudolf-moralt","tag-umberto-giordano","tag-wiener-philarmoniker"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77907","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/166"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=77907"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77907\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":77910,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77907\/revisions\/77910"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/77908"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=77907"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=77907"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=77907"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}