{"id":78052,"date":"2014-11-15T01:09:02","date_gmt":"2014-11-15T00:09:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=78052"},"modified":"2018-08-08T14:28:38","modified_gmt":"2018-08-08T12:28:38","slug":"la-boheme-al-teatro-filarmonico-di-verona-cast-alternativo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/la-boheme-al-teatro-filarmonico-di-verona-cast-alternativo\/","title":{"rendered":"&#8220;La Boh\u00e8me&#8221; al Teatro Filarmonico di Verona (cast alternativo)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Teatro Filarmonico &#8211;\u00a0Stagione d&#8217;Opera e Balletto 2013\/2014<\/em><br \/>\n<strong>\u201cLA BOH\u00c8ME\u201d<\/strong><br \/>\nOpera in quattro quadri su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, tratto da <em>Sc\u00e8nes de la vie de boh\u00e8me<\/em> di Henri Murger.<br \/>\nMusica di\u00a0<strong>Giacomo Puccini<\/strong><br \/>\n<em>Mim\u00ec<\/em> ELISA BALBO<br \/>\n<em>Musetta<\/em>\u00a0ROSANNA LO GRECO<br \/>\n<em>Rodolfo<\/em>\u00a0RAFFAELE ABETE<br \/>\n<em>Schaunard<\/em>\u00a0 FRANCESCO VULTAGGIO<br \/>\n<em>Marcello<\/em>\u00a0SUNDET BAIGOZHIN<br \/>\n<em>Colline<\/em>\u00a0ROMANO DAL ZOVO<br \/>\n<em>Benoit<\/em>\u00a0DAVIDE PELISSERO<br \/>\n<em>Parpignol<\/em>\u00a0SALVATORE SCHIANO DI COLA<br \/>\n<em>Alcindoro<\/em>\u00a0PIETRO TOSCANO<br \/>\n<em>Sergente dei Doganieri<\/em><em>\u00a0<\/em>VALENTINO PERERA<br \/>\n<em>Un Doganiere<\/em><em>\u00a0<\/em>NICOL\u00d2 RIGANO<br \/>\nCoro e Orchestra della Fondazione Arena di Verona<br \/>\nDirettore<strong>\u00a0<\/strong><strong>Jader Bignamini<\/strong><br \/>\nMaestro del Coro\u00a0<strong>Andrea Cristofolini<\/strong><br \/>\nCoro di voci bianche A.Li.Ve diretto da <strong>Paolo Facincani<\/strong><br \/>\nRegia<strong>\u00a0<\/strong><strong>Pier Francesco Maestrini<\/strong><br \/>\nScene e Costumi <strong>Carlo Savi<\/strong><br \/>\n<em>Verona, 11 novembre 2014<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La seconda rappresentazione di <strong><em>Boh\u00e8me<\/em><\/strong> al <strong>Teatro Filarmonico di Verona<\/strong>\u00a0ha visto un pubblico decisamente folto e caloroso, che ha omaggiato direttore e interpreti con ovazioni e interminabili applausi.<br \/>\nLa scelta registica (di cui rimandiamo i dettagli al precedente articolo) delle proiezioni di quadri impressionistici sullo sfondo pu\u00f2 effettivamente far storcere il naso a chi di<em> Boh\u00e8me <\/em>ha ormai fatto indigestione; ma per un pubblico relativamente giovane, come quello di marted\u00ec sera (qui al Filarmonico il marted\u00ec \u00e8 la serata <em>young<\/em> per eccellenza \u2013 tant\u2019\u00e8 che la maggior parte degli interpreti ) l\u2019innegabile tendenza al didascalico \u2013 troppe proiezioni, troppi dettagli \u2013 pu\u00f2 aver costituito, in alcuni casi, una valida guida per farsi strada in un libretto a tratti piuttosto complesso.<br \/>\nUna critica di carattere pi\u00f9 strettamente scientifico potrebbe essere rivolta all\u2019ampiezza dell\u2019arco temporale ricoperto dalle illustrazioni sullo sfondo, che si dipana con <em>nonchalance <\/em>da pre- a post-impressionismo, risultando in qualche caso straniante; anche le scelte costumistiche, a un occhio attento, risultano talvolta rivedibili: l\u2019abito di Musetta stona vistosamente con quelli di interpreti e comparse sul palco nel secondo quadro, e non solo per l\u2019eccentrica eleganza della <em>lorette<\/em>: l\u2019anacronismo di questo come di altri particolari tende talvolta a confondere il pubblico stereotipando il contesto. In ogni caso, resta indubbiamente suggestiva l\u2019idea della riproduzione del quadro sullo sfondo in scena \u2013 come per altro gi\u00e0 osservato nel precedente articolo.<br \/>\nE davvero <em>young <\/em>\u00e8 anche il cast di questa <em>Boh\u00e8me<\/em>, in cui buona parte degli interpreti \u00e8 stata selezionata tra i vincitori del Concorso Internazionale di Canto \u201cIstituto Internazionale per l\u2019Opera e la Poesia \u2013 Fondazione Arena di Verona\u201d.<br \/>\nNel primo quadro, rispetto anche a quanto avvenuto durante la Prima, siamo costretti ad evidenziare una sostanziale immobilit\u00e0 registica, in particolare nel duetto Mim\u00ec\/Rodolfo, in cui i due protagonisti (complice una presumibile esiguit\u00e0 di prove alle spalle) prevalentemente si aggirano sospettosi intorno al divano nel centro della scena.<br \/>\nMusicalmente la prima met\u00e0 del quadro scorre con relativa facilit\u00e0: lo Schaunard di <strong>Francesco Vultaggio<\/strong> entra in scena fin troppo baldanzoso, evidenziando una tendenza a caricare molto gli accenti ritmici (resta tuttavia l\u2019unico a non mostrare particolari difficolt\u00e0 nella tenuta del tempo e nell\u2019insieme con l\u2019orchestra). La voce, in ogni caso, \u00e8 in ordine, la pronuncia sempre perfettamente comprensibile e il legato filologico. Marcello, quel ragazzone adorabile di <strong>Sundet Baigozhin<\/strong>, non accenna a scostarsi dal <em>ff<\/em> \u2013 un peccato perch\u00e9, come noteremo pi\u00f9 avanti nei cantabili, la voce \u00e8 davvero interessante, densa e sempre perfettamente in maschera.<br \/>\nRegisticamente efficace il momento (dai risvolti sempre drammatici) dell\u2019arrivo di Benoit (bravo come sempre <strong>Davide Pelissero<\/strong>). Dal momento dell\u2019ingresso di Mim\u00ec il direttore <strong>Jader Bignamini<\/strong> sceglie dei tempi piuttosto comodi che, se da un lato esaltano la delicatezza della linea pucciniana, dall\u2019altro risultano in diversi momenti faticosamente sostenibili per le voci.<br \/>\n<strong>Raffaele Abete<\/strong> (Rodolfo) ha un timbro veramente affascinante, facile in acuto (salvo qualche punta vagamente vetrosa) e dalle risonanze dolcissime, peccato per un centro talvolta ai limiti dell\u2019udibilit\u00e0. Abete soffre certamente pi\u00f9 di tutti la lentezza dei tempi scelti da Bignamini, ma il \u201c<em>do<\/em> della speranza\u201d ci fa \u2013 manco a dirlo \u2013 ben sperare, tant\u2019\u00e8 che gli rifiliamo l\u2019atteso e caloroso applauso a scena aperta.<br \/>\nMim\u00ec, l\u2019aggraziata <strong>Elisa Balbo<\/strong>, non sa bene che fare delle proprie mani, cos\u00ec le tiene praticamente immobili per tutta la scena. La voce \u00e8 a posto, ricca di armonici: talvolta l\u2019emissione risulta ingolata, ma la linea \u00e8 filologica e il fraseggio tutto sommato coerente con le scelte di Bignamini.<br \/>\nIl secondo quadro, purtroppo, procede con diversi scivoloni. Il povero Marcello non sa pi\u00f9 dove guardare o quando intervenire, Colline e Schaunard tengono botta faticosamente, i due protagonisti (che nella confusione generale l\u2019occhio fatica a ritrovare) oltre a qualche trita moina non sanno bene come muoversi, il Coro e i bambini arrivano in scena in uno scoordinamento generale che restituisce certamente l\u2019idea della folla rumorosa, ma che pregiudica la buona riuscita musicale.<br \/>\nPerfino Musetta, la simpaticissima <strong>Rosanna Lo Greco<\/strong>, entra in lieve anticipo, deve arrangiarsi da sola e si canta (piuttosto bene) il suo valzer un po\u2019 per i fatti suoi. Nonostante qualche suono troppo brunito, risulta una Musetta efficace, dal colore interessante e dalla presenza scenica notevole. Il timbro \u00e8 intenso, la maschera funziona e l\u2019intonazione non mostra cedimenti.<br \/>\nNel terzo quadro, Baigozhin canta con naturalezza e freschezza mirabili. La linea del fraseggio ne evidenzia la calibrata musicalit\u00e0 e la tecnica ineccepibile. Molto bene anche la Lo Greco, cui \u00e8 sufficiente \u201cfare il soprano\u201d per risultare una Musetta credibile \u2013 in realt\u00e0 il suo personaggio dovrebbe mostrare sempre, oltre all\u2019appariscente frivolezza, la dolente coscienza della propria miserabile condizione (sulle analogie tra i due soprani di Boh\u00e8me e Violetta Valery sono stati versati fiumi di eccellentissimo inchiostro), aspetto spesso sottovalutato dalle interpreti.<br \/>\nLa Balbo, nonostante la solita immobilit\u00e0 scenica, realizza un <em>Donde lieta <\/em>commosso e dalle linee sfumate. Abete sembra provato, il timbro \u00e8 sempre molto bello, ma l\u2019emissione affaticata lascia intravedere qualche lacuna tecnica. In ogni caso arrivano in fondo al <em>ci lasceremo alla stagion dei fior<\/em>, che risulta musicalmente efficace.<br \/>\nIl quarto quadro, come l\u2019inizio del primo, mostra gli interpreti decisamente pi\u00f9 a loro agio registicamente: il risultato \u00e8 un grazioso momento di gioiosa convivialit\u00e0. <strong>Romano Dal Zovo<\/strong>, insieme a Baigozhin la pi\u00f9 fulgida rivelazione di questo spettacolo, \u00e8 un egregio Colline, che realizza una <em>Vecchia Zimarra<\/em> davvero commovente: la voce \u00e8 avanti, ben proiettata e sempre udibile, il timbro profondo e denso, la presenza scenica sempre puntuale. \u00a0Davvero bravo.<br \/>\nIn conclusione, la sensazione all\u2019uscita \u00e8 che quanto avveniva sullo sfondo rispecchiasse efficacemente quanto accadeva in scena: un susseguirsi di ottimi elementi, forse talvolta slegati tra loro, ma di sicuro effetto.<br \/>\nCome nella scorsa recita, mirabile il Parpignol di <strong>Salvatore Schiano di Cola<\/strong>, bene il Sergente <strong>Valentino Perera <\/strong>e il Doganiere <strong>Nicol\u00f2 Rigano<\/strong>; preciso e intonato, ma sempre troppo fermo l\u2019Alcindoro di <strong>Pietro Toscani<\/strong>. Nonostante le complicazioni del secondo atto buona prova per il Coro preparato da <strong>Andrea Cristofolini <\/strong>e per il Coro di voci bianche A.LI.VE. diretto da <strong>Paolo Facincani<\/strong>.<br \/>\nProssimo appuntamento con l\u2019Opera al Filarmonico in dicembre, per la Stagione 2014\/15 con <em>Lucia di Lammermoor<\/em>. <em>Foto Ennevi<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Teatro Filarmonico &#8211;\u00a0Stagione d&#8217;Opera e Balletto 2013\/2014 \u201cLA BOH\u00c8ME\u201d Opera in quattro quadri su libretto di Giuseppe Giacosa [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":141,"featured_media":93406,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[5355,12648,3883,136,8227,109,145,2484,12287,7933,8158,12649,793],"class_list":["post-78052","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-davide-pelissero","tag-elisa-balbo","tag-francesco-vultaggio","tag-giacomo-puccini","tag-jader-bignamini","tag-la-boheme","tag-opera-lirica","tag-pier-francesco-maestrini","tag-raffaele-abete","tag-romano-dal-zovo","tag-rosanna-lo-greco","tag-sundet-baigozhin","tag-teatro-filarmonico-di-verona"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/78052","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/141"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=78052"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/78052\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/93406"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=78052"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=78052"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=78052"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}