{"id":78082,"date":"2014-11-18T01:42:32","date_gmt":"2014-11-18T00:42:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=78082"},"modified":"2014-11-18T01:42:32","modified_gmt":"2014-11-18T00:42:32","slug":"roma-recital-di-daniil-trifonov-allaccademia-di-santa-cecilia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/roma-recital-di-daniil-trifonov-allaccademia-di-santa-cecilia\/","title":{"rendered":"Roma: recital di Daniil Trifonov all&#8217;Accademia di Santa Cecilia"},"content":{"rendered":"<p><em>Roma, Auditorium \u201cParco della Musica\u201d, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, stagione 2014-2015<\/em><br \/>\nPianoforte <strong>Daniil Trifonov<\/strong><br \/>\n<em>Johann Sebastian Bach:<\/em> Fantasia e Fuga in sol minore BWV 542<br \/>\n<em>Ludwig van Beethoven:<\/em> Sonata in do minore op. 111<br \/>\n<em>Franz Liszt:<\/em> Dodici studi d\u2019esecuzione trascendentale S. 139<br \/>\n<em>Roma, 14 novembre 2014<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal giorno in cui <strong>Daniil Trifonov<\/strong> suon\u00f2 per la prima volta all\u2019Accademia di Santa Cecilia (correva l\u2019anno 2012), fummo tutti colpiti dal suo talento e solo un miope non avrebbe scorto in lui l\u2019alba di una fulgida carriera, che puntuale sta arrivando. E certo i ritmi di una moderna carriera pianistica sono estenuanti; sovente gli esecutori sono costretti a stancanti tour de force che li portano anche al rischio di sfibrarsi anzitempo. Ci si augura non sar\u00e0 il destino del talentuoso russo. Il programma presentato per questo recital cameristico, proprio un perfetto esempio di tour de force, \u00e8 vario e abbraccia quasi tre secoli di storia della musica: da Bach a Liszt, passando per Beethoven. Dei tre autori, quello che ha avuto l\u2019onore dell\u2019esecuzione migliore \u00e8 stato Liszt, i cui Studi d\u2019esecuzione trascendentale, vero avello di pianisti, sono di una difficolt\u00e0 a tratti insormontabile.<br \/>\n<strong>Il Bach della Fantasia e Fuga in sol minore<\/strong> ha dei tratti di grande modernit\u00e0, tratti che Trifonov mette in evidenza, forse anche troppo: rende la Fantasia, soprattutto, molto poco bachiana. La sua straripante personalit\u00e0 pianistica investe tutto ci\u00f2 che suona; \u00e8, del resto, nell\u2019et\u00e0 in cui \u2212 a ragione \u2212 poco si riflette e molto si agisce; in senso pianistico, ci\u00f2 si traduce in un\u2019energica irruenza: s\u00e9 stesso tracima in tutto quello che suona. La Fantasia viene resa con un suono pastoso, intenso; l\u2019uso abbondante del pedale (assai poco filologico, se mi si conceda l\u2019espressione) suggerisce quasi un\u2019atmosfera d\u2019organo; l\u2019esecuzione \u00e8 molto vissuta, a tratti persino rude, volta anche a esaltare tutti gli inusuali particolarismi cromatici e tonali. La Fuga \u00e8 di celeste compostezza. Trifonov sceglie la via della precisione matematica, cessando di usare il pedale: il tasto \u00e8 appena pigiato, il suono si fa fluidamente limpido. Se il contrasto fra le due sezioni \u00e8 evidente, i fili sono comunque tenuti assieme.<br \/>\n<strong>\u00abLa Sonata op. 111 rappresenta invece il compiuto testamento di Beethoven<\/strong> nel genere della sonata pianistica, trasformata nel volgere di un trentennio da genere di pubblico consumo in astratta meditazione personale; non \u00e8 un caso che lo scenario avveniristico aperto nelle ultime variazioni sia rimasto sostanzialmente senza seguito per molti decenni, venendo colto nella sua profondit\u00e0 solamente nel corso del secolo scorso\u00bb (A. Quattrocchi, dal programma di sala). La particolare essenza dell\u2019op. 111 di Beethoven la rende un brano che va oltre le difficolt\u00e0 tecniche: vi si devono superare anche le difficolt\u00e0 pi\u00f9 intrinsecamente interpretative. Non si pu\u00f2 pretendere da Trifonov (ventitreenne!) di dare sfoggio di compassato umanesimo: cos\u00ec di Beethoven abbiamo apprezzato l\u2019energia vitale. Nel I tempo, dopo l\u2019introduzione, con potenza attacca il celebre tema, e tra i suoi accordi indugia, si prende il suo tempo; dopo, una cascata di note, sovente in crescendo, si stemperano mano a mano; il terso tocco, il suono sinceramente virile, ne fanno una buona interpretazione. L\u2019aria del II tempo \u00e8 meditata prendendo ampi respiri, profondi, lasciando cantare il suono con delicatezza; con l\u2019andare delle variazioni, il tema si deframmenta, fino a giungere a tali e tanti giochi di spostamenti di accenti e controtempi, da anticipare tanta musica del XX secolo (e Trifonov fa bene a giocare con lo spartito donandogli una patina jazzistica). Verso il finale, il russo incasella una mirabile serie di trilli ascendenti: ecco poi l\u2019anabasi all\u2019empireo luminoso dei suoni che conclude il brano. Finanche l\u2019espressivit\u00e0 sul volto di Trifonov segue tutto il processo.<br \/>\n<strong>\u00c8 con Liszt, dicevo, che la sua energia propulsiva pu\u00f2 sfociare e trascinare il pubblico<\/strong> per un\u2019ora e pi\u00f9 di musica. La sua perizia e il virtuosismo spericolato sono manifesti fin dal n. 1 (Preludio) e n. 2; dopo una pausa bucolico-contemplativa (n. 3, Paysage), ecco prorompere il celebre n. 4, Mazeppa, col galoppo del noto tema: Trifonov scandisce bene il pezzo, romantico, sublime. Il n. 5 (Feux follets) ci fa gustare tutto il suo virtuosismo, a tratti (\u00e8 vero) robotico, ma di eccezionale qualit\u00e0: lo staccato che usa nell\u2019eseguire la miriade di noticine si unisce alla fluidit\u00e0 dell\u2019esecuzione. Nella Vision (n. 6) fa emergere l\u2019aspetto notturno, mantenendo costante la climax che conduce all\u2019aurora; nel n. 7 (Eroica) si scorgono suggestioni ungheresi e Trifonov scandisce persino con virulenza la marcia. Si scatena anche nel Wilde Jagd (n. 8), uno dei pezzi indubbiamente meglio riusciti della serata, dov\u2019\u00e8 ferino; la parentesi elegiaca di Ricordanza (n. 9) lo vede incedere indugiando sui gruppetti che precedono il tema di cantabilit\u00e0 operistica \u2212 \u00e8 invero lontano dalle atmosfere di languida dolcezza create da uno Cziffra. In Harmonies du soir (n. 11) si lascia sedurre dal timbro erotico-emotivo del brano: pare che il pezzo possieda lui, pi\u00f9 che possederlo lui stesso; termina coll\u2019impressionistico Chasse neige, dove ci regala una debussiana polvere di note (scale cromatiche con ampio uso della pedaliera), atta a ricreare le fulminee buriane di neve. Non avr\u00e0 la lettura espressionista di Arrau, ma supera addirittura l\u2019energia di Richter, meditata e mediata: la sua, quella di Trifonov, \u00e8 invece pi\u00f9 giovanilmente primigenia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma, Auditorium \u201cParco della Musica\u201d, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, stagione 2014-2015 Pianoforte Daniil Trifonov Johann Sebastian Bach: [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":136,"featured_media":78083,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[10170,10184,14678,3376,352,3645],"class_list":["post-78082","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-accademia-nazionale-di-santa-cecilia-di-roma","tag-accademia-nazionale-di-santa-cecilia-diroma","tag-concerti","tag-eva-johannson","tag-franz-liszt","tag-ludwig-van-beethoven"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/78082","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/136"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=78082"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/78082\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/78083"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=78082"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=78082"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=78082"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}