{"id":78094,"date":"2014-11-18T15:39:46","date_gmt":"2014-11-18T14:39:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=78094"},"modified":"2016-12-11T13:16:40","modified_gmt":"2016-12-11T12:16:40","slug":"venezia-palazzetto-bru-zane-dun-soir-triste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/venezia-palazzetto-bru-zane-dun-soir-triste\/","title":{"rendered":"Venezia, Palazzetto Bru Zane: &#8220;D&#8217;Un Soir Triste&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><em>Palazzetto Bru Zane, Festival \u201cRomanticismo tra guerra e pace\u201d (27 settembre-11 dicembre 2014)<\/em><br \/>\n<strong>\u201cD&#8217;UN SOIR TRISTE\u201d<\/strong><br \/>\n<strong>Trio Kar\u00e9nine :<\/strong><br \/>\nViolino<strong> Anna G\u00f6ckel<\/strong><br \/>\nVioloncello<strong> Louis Rodde<\/strong><br \/>\nPianoforte <strong>Paloma Kouider<\/strong><br \/>\n<em>Th\u00e9odore Dubois:<\/em> Trio pour violon, violoncelle et piano n. 1<br \/>\n<em>Lili Boulanger: <\/em>D\u2019un soir triste-D\u2019un matin de printemps<br \/>\n<em>Alexis de Castillon: <\/em>Trio pour violon, violoncelle et piano n. 2 op. 17<br \/>\nIn partenariato con Auditorium du Louvre<br \/>\n<em>Venezia, sabato 15 novembre 2014<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ancora un concerto, nell&#8217;ambito del Festival \u201cRomanticismo tra guerra e pace\u201d<\/strong>, all&#8217;insegna di giovani talenti, a conferma che questa \u00e8 da tempo una delle cifre distintive dell&#8217;attivit\u00e0 del Centre de musique romantique fran\u00e7aise presso il Pallazzetto bu Zane a Venezia. Questa volta sul palco della deliziosa sala dei concerti \u00e8 salito il <strong>Trio Kar\u00e9nine<\/strong>, che riunisce tre artisti appassionati di letteratura, che non a caso hanno scelto di fregiarsi del nome dell\u2019eroina del celebre romanzo di Tolstoj, per la speranza che infonde e lo slancio vitale che racchiude. I tre musicisti sono stati recentemente insigniti di un importante riconoscimento internazionale: il secondo premio (il primo non \u00e8 stato attribuito) e tre premi speciali al 62\u00b0 Concorso Internazionale dell\u2019ARD di Monaco di Baviera. La prestazione che hanno offerto \u2013 affrontando un programma costituito da composizioni scritte nel periodo compreso tra la guerra franco-prussiana e il primo conflitto mondiale \u2013 \u00e8 stata quanto mai carica di quello slancio vitale legato al nome della loro beniamina, ad esprimere il pathos romantico che percorre i brani scelti per il concerto, tra cupe riflessioni, episodi lirici e momenti spensierati. Davvero encomiabile l&#8217;estrema concentrazione, unita a un perfetto affiatamento e a una costante purezza di suono, dimostrata da questi giovani solisti, che non hanno mai avuto la minima incertezza, di fronte a un programma impegnativo anche dal punto di vista della quantit\u00e0, suonando impeccabilmente per quasi due ore.<br \/>\nCos\u00ec \u00e8 avvenuto nell&#8217;esecuzione del <strong>Trio per violino, violoncello e pianoforte n. 1 di Dubois<\/strong>, composto nel 1904 e accolto con entusiasmo fin dal suo primo apparire (al pianoforte il suo stesso dedicatario, Camille Saint-Sa\u00ebns). Di architettura solida e sottilmente ciclica, il trio conferma i tratti pi\u00f9 tipici della musica di questo dotatissimo compositore, allievo di Ambroise Thomas, vale a dire l&#8217;attaccamento alla tradizione strumentale tedesca e l&#8217;influsso di Franck e Saint-Sa\u00ebns. Traboccante di pathos l&#8217;interpretazione del Trio Kar\u00e9nine a partire dal primo tema, che (plagio inconscio o voluto?) ricompare tale e quale in Une ch\u00e2telaine en sa tour, un pezzo per arpa di Gabriel Faur\u00e9 del 1918. Suono rotondo nel secondo tema, un nobile corale, presentato dai nitidi accordi del pianoforte, che nel movimento successivo si \u00e8 imposto per una sua notevole parte cantabile. Magnifica l&#8217;esecuzione anche nei restanti movimenti, in particolare l&#8217;ensemble si \u00e8 segnalato per rigore e musicalit\u00e0 nell&#8217;ultimo, caratterizzato in buona parte da una scrittura polifonica, in cui viene riprenso il tema iniziale.<br \/>\nQuanto alle <strong>due composizioni di Lili Boulanger,<\/strong> vera e propria meteora della musica francese, rampolla di una famiglia di musicisti, purtroppo minata dalla tisi, esse furono realizzate tra il 1917 e il 1918, l&#8217;anno della sua morte a soli 25 anni: due pezzi complementari uno all&#8217;altro, che esprimono quella bipolarit\u00e0 emotiva, tipica della compositrice.<em> D\u2019un soir triste<\/em> e <em>D\u2019un matin de printemps<\/em> sono le ultime opere portate a termine senza l&#8217;aiuto della sorella Nadia. \u00c8 interessante notare come entrambe condividano lo stesso ritmo ternario, lo stesso sapore modale e soprattutto lo stesso tema melodico, pur rivelando caratteri opposti. Estremamente espressiva l&#8217;interpretazione del Trio Kar\u00e9nine: in D\u2019un soir triste la cupezza funerea che pervade la composizione, introdotta da una mesta \u201cprocessione\u201d di accordi del pianoforte, \u00e8 stata pienamente resa, sottolineandone anche il carattere di violenta disperazione, che si dirada solo nell&#8217;unico episodio in modo maggiore, evocante una sorta di trasfigurazione dopo la morte. La gaiezza D\u2019un matin de printemps ha, invece, pervaso la platea grazie al tema danzante energicamente proposto dal violino su accordi ribattuti alla Debussy, e ai successivi trilli dello strumento ad arco, cui fa seguito una melodia di ampio respiro, su accordi seducenti, anche per la loro audacia, della tastiera, a conferma della ricordata sensibilit\u00e0 armonica della sfortunata musicista.<br \/>\nTonalit\u00e0 scure dominano anche nel tempo iniziale del<strong> Trio per violino, violoncello e pianoforte n. 2 op. 17 di Alexis de Castillon,<\/strong> un aristocratico colto e mondano, che abbandon\u00f2 la carriera militare per dedicarsi alla musica, avendo tra i suoi maestri C\u00e9sar Franck. Anche Castillon scomparve prematuramente \u2013 a soli trentacinque anni \u2013 dopo aver partecipato alla fondazione della Soci\u00e9t\u00e9 nationale de musique e aver composto opere da camera vigorose e raffinate, cui si aggiunge qualche lavoro orchestrale. Il secondo Trio per violino, violoncello e pianoforte, eseguito in quest&#8217;occasione, \u00e8 una delle ultime composizioni del musicista di Chartres, che lo ha dedicato al direttore d&#8217;orchestra Charles Lamoureux. Si tratta di un&#8217;opera possente, che come tante altre di Castillon ha ricevuto adeguati riconoscimenti solo dopo la morte dell&#8217;artista, di cui testimonia appieno il senso melodico e l&#8217;adesione alquanto personale ai modelli formali della tradizione. Purezza di suono e sensibilit\u00e0 sono state confermate dal pianoforte nel primo movimento, Allegro moderato, cos\u00ec come dagli archi. Grande precisione si \u00e8 apprezzata nel fugato del movimento successivo, Allegro non vivo, dove un motivo trascinante viene affidato, in successione, al violoncello, al violino e al pianoforte, per svilupparsi in modi diversi, sempre in un clima gradevole. Piena di fascino la prima sezione del Trio centrale del terzo, Scherzando vivace \u2013 una cullante barcarola \u2013, mentre nella seconda sezione si sono imposti i bei colori della serie di accordi ripetuti in tonalit\u00e0 maggiore. Particolarmente suggestivo l&#8217;ultimo variegato movimento, Adagio. Allegro con fuoco. Molto espressivo senza rigore, che si apre con un&#8217;introduzione dalle armonie cupe e toccanti, su cui si distende un \u201carioso\u201d degli archi. Impeccabili gli archi nell&#8217;affrontare l&#8217;ardente Allegro con fuoco e il romantico Molto espressivo senza rigore, fino alle vigorose strappate finali con cui si conclude la monumentale composizione.\u00a0 Meritatissimi gli applausi tributati dal pubblico, ricambiati con un raffinato bis: l&#8217;Andantino dal Trio in re minore op. 120 di Gabriel Faur\u00e9, interpretato con pathos, eleganza, leggiadria tutta francese. <em>Foto Rocco Grandese<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Palazzetto Bru Zane, Festival \u201cRomanticismo tra guerra e pace\u201d (27 settembre-11 dicembre 2014) \u201cD&#8217;UN SOIR TRISTE\u201d Trio Kar\u00e9nine [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":72,"featured_media":78095,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[12680,12676,14678,12291,12679,12677,10201,12678,10743,12675],"class_list":["post-78094","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-alexis-de-castillon","tag-anna-gockel","tag-concerti","tag-festival-romanticismo-tra-guerra-e-pace","tag-lili-boulanger","tag-louis-rodde","tag-palazzetto-bru-zane","tag-paloma-kouider","tag-theodore-dubois","tag-trio-karenine"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/78094","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/72"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=78094"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/78094\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/78095"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=78094"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=78094"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=78094"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}