{"id":78290,"date":"2014-12-28T00:47:17","date_gmt":"2014-12-27T23:47:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=78290"},"modified":"2016-11-29T13:40:27","modified_gmt":"2016-11-29T12:40:27","slug":"une-etoile-oubliee-sybil-sanderson-parte-iii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/une-etoile-oubliee-sybil-sanderson-parte-iii\/","title":{"rendered":"Une \u00e9toile oubli\u00e9e: Sybil Sanderson (Parte III)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Esclarmonde<\/em> di Jules Massenet <\/strong>segn\u00f2 il debutto sulle scene parigine e sulle scene teatrali in generale di Sybil Sanderson, il grande soprano americano di cui si celebrano i 150 anni dalla nascita. Con questa guida all\u2019ascolto dell\u2019opera \u00e8 nostra intenzione dare una visione pi\u00f9 completa possibile della vocalit\u00e0 di questa straordinaria interprete; bisogna, tuttavia, affermare in via del tutto preliminare che la presente incisione non ci permette di apprezzare gli straordinari acuti scritti da Massenet per il soprano americano e in particolar modo il <em>sol sopracuto <\/em>del finale del quarto atto sostituito da un <em>mi <\/em>pi\u00f9 accessibile a una voce non dotata di questa estensione.<strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>La genesi dell&#8217;opera<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Una sera<\/strong><strong> Massenet nel salotto di una ricca famiglia americana, dalla quale era stato invitato a cena, ebbe modo di ascoltare una bella e giovane cantante californiana, Sybil Sanderson, che si esib\u00ec nell\u2019aria della Regina della Notte, <em>Der H\u00f6lle Rache<\/em>, del <em>Flauto magico<\/em> di Mozart<\/strong>. Quella voce cos\u00ec duttile e potente e di grande estensione colp\u00ec il compositore al punto tale che il giorno dopo si rec\u00f2 da Hartmann per parlargli della giovane artista, ma l\u2019editore, manifestando una certa agitazione, gli disse:<br \/>\n&#8220;Le devo parlare di un\u2019altra cosa, chiederle, se, s\u00ec o no, lei vuole fare la musica di questo libretto che mi hanno appena dato\u00bb. E aggiunse: \u00ab\u00c8 urgente, poich\u00e9 la musica \u00e8 desiderata per il periodo dell\u2019apertura dell\u2019Esposizione Universale, che deve aver luogo tra due anni, nel maggio 1889\u00bb&#8221;<br \/>\n<strong>Massenet non solo accett\u00f2 con entusiasmo il nuovo libretto, ma esclam\u00f2 subito che aveva gi\u00e0 la cantante adatta<\/strong>. Il libretto, che si rif\u00e0 alle <em>Chansons de geste<\/em> raccolte nel poema <em>Parthenopeus de Blois<\/em> da Denis Pyramus, scoperto da Alfred Blau nella Biblioteca di Blois durante la guerra del 1870, fu scritto nel 1871 dallo stesso Blau in collaborazione con Louis de Gramont e offerto nel 1882, col titolo <em>Pertinax<\/em>, al compositore belga Auguste Gevaert con la speranza di poter inserire nel repertorio operistico francese un\u2019opera mitologica che si rifacesse alla produzione wagneriana. In effetti l\u2019opera presenta alcune affinit\u00e0 con i modelli wagneriani; il divieto fatto ad Esclarmonde di far vedere il suo volto richiama, infatti, il <em>Lohengrin<\/em>, come pure il sonno della protagonista \u00e8 simile a quello di Grundy nel <em>Parsifal<\/em> in quanto entrambe vengono svegliate da un incantatore dopo la loro materializzazione dal nulla, nel palco, in una nube di fumo. Modifiche furono apportate anche ad alcuni nomi per renderli pi\u00f9 magici dal punto di vista sonoro; il nome della protagonista, infatti, si tramut\u00f2 da M\u00e9lior in Esclarmonde, da cui il nuovo titolo dell\u2019opera, mentre il cavaliere assunse il nome di Roland de Blois e il nome della sorella e confidente della principessa fu cambiato da Uraque in Pars\u00e9is.<strong> L\u2019opera, in quattro atti con un prologo e un epilogo, fu rappresentata il 15 maggio 1889 all\u2019Op\u00e9ra-Comique con un cast che comprendeva Sybil Sanderson (Esclarmonde), Orea Nardi (Pars\u00e9is), Fr\u00e9d\u00e9ric-\u00c9tienne Gibert (Roland), Gustave Prosper Herbert (\u00c9n\u00e9as), \u00c9mile-Alexandre Taskin (Phorcas) e con Jules Danb\u00e9 sul podio.<\/strong> Dopo il successo strepitoso<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><\/a> confermato dalle 99 repliche<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\"><\/a>, in seguito alla morte della Sanderson, l\u2019opera fu tolta dal repertorio per volont\u00e0 di Massenet, spinto probabilmente non solo da ragioni sentimentali, ma anche dalla convinzione che non era facile trovare una voce adeguata al ruolo della protagonista.<br \/>\n<strong><em>Esclarmonde <\/em>rivide le scene all\u2019Op\u00e9ra il 24 dicembre 1923 con Fanny Heldy (Esclarmonde), Paul Franz (Roland) e Jean-Fran\u00e7ois &#8220;Francisque&#8221; Delmas (Phorcas), ma l\u2019accoglienza fu tiepida tanto che il numero delle repliche fu abbastanza ristretto.<\/strong> Fu riportata al successo dal soprano Joan Sutherland nei maggiori teatri negli anni 70 e 80, ma con accomodamenti di tono.<br \/>\n<strong>Nonostante il successo di pubblico la stampa, tuttavia, non fu particolarmente tenera ed Arthur Pougin, che in altre occasioni si era schierato tra i difensori di Massenet, questa volta critic\u00f2 le scelte del compositore e la voce della Sanderson<\/strong> nella sua recensione pubblicata su \u00abLe M\u00e9nestrel\u00bb il 19 maggio 1889:<br \/>\n&#8220;Io, da pi\u00f9 di quindici anni, ho dato da tutti i lati abbastanza prove della mia simpatia per il talento del signor Massenet, per avere il diritto di dirgli, oggi, ci\u00f2 che credo sia la verit\u00e0. Ora, la verit\u00e0, per me, \u00e8 che questa volta il signor Massenet si \u00e8 completamente sbagliato, e che \u00e8 passato al lato del successo. Egli si \u00e8 sbagliato, dapprima, applicandosi a un libretto nel quale l\u2019assenza d\u2019interesse non \u00e8 compensata da dati geografici e storici di una fantasia a sviare tutte le Malte-Brun e le Duruy del mondo. Si \u00e8 sbagliato poi nello scrivere il ruolo principale della sua opera per un\u2019artista la cui voce eccezionale, ma troppo incompleta, l\u2019ha trascinato a delle bizzarrie pi\u00f9 spiacevoli che gradite. Egli si \u00e8 sbagliato, infine, nel prendere per ispirazione, formule musicali che, da molto tempo si strascinano da tutte le parti e sono definitivamente cadute nel dominio pubblico, usando e abusando del leitmotiv per rialzare queste formule, che sono diventate n\u00e9 migliori n\u00e9 pi\u00f9 nuove, e accompagnando il tutto con un\u2019orchestra sempre in stato di furore, sempre fremente, sempre portata a un massimo di sonorit\u00e0 tale che le orecchie le meno selvagge, le pi\u00f9 agguerrite sanguinano letteralmente di dolore. [\u2026] L\u2019ispirazione! Ecco cosa sembra mancare un po\u2019 troppo nella nuova opera del signor Massenet. La si incontra, sicuramente, da un momento all\u2019altro, ma non l\u00e0 dove saremmo felici di essere trasportati da essa. \u00c8 soprattutto in pagine secondarie che il maestro si \u00e8 lasciato liberamente trasportare sulle ali della sua immaginazione, per esempio nelle arie da balletto e negli <em>entr\u2019actes<\/em>, che sono state curate da lui, e nei quali l\u2019insopportabile leitmotiv ci lascia un po\u2019 di tregua&#8221;<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><\/a>.<br \/>\n<strong>Dello stesso tono \u00e8 il commento di Fourcaud che dalle colonne di \u00abLe Gualois\u00bb critic\u00f2 le scelte compositive di Massenet accusando il compositore di aver modellato la parte di Esclarmonde esclusivamente sulle possibilit\u00e0 vocali della Sanderson:<\/strong><br \/>\n&#8220;Ma passo, ora, alla musica che, devo anzitutto, riconoscere che essa indica, nel compositore, un desiderio troppo marcato di accostarsi alla nuova scuola \u2013 cosa per la quale non saprei che fargli un elogio. Egli ha, visibilmente, cercato di dare alla sua trama lirica pi\u00f9 coesione, di unificare le sue scene con impieghi frequenti e pi\u00f9 decisi di motivi tipici e di rendere l\u2019orchestra pi\u00f9 espressiva. La volont\u00e0 di creare degli effetti nuovi \u00e8 spesso manifesta, e l\u2019in-gegnosit\u00e0 dei procedimenti non si pu\u00f2 discutere. Sfortunatamente, le idee sono generalmente povere, gli sviluppi brevi, e l\u2019orchestrazione cos\u00ec tesa e cos\u00ec chiassosa che ne risulta un\u2019estrema fatica per l\u2019ascoltatore. Inoltre, il signor Massenet non ha potuto astenersi da formule vocali troppo scopertamente destinate a forzare l\u2019applauso. Senza parlare della parte di Esclarmonde che rac-chiude delle spiacevoli concessioni alla voce speciale dell\u2019interprete, noto in molti passi progressioni ascendenti all\u2019italiana e altri mezzi di effetto molto usati e che il gusto disapprova. Senza dubbio, l\u2019abilit\u00e0 \u00e8 sorprendente: il signor Massenet trover\u00e0, per esempio, per caratterizzare i poteri magici delle serie di armonie troppo sorprendenti e inquietanti sonorit\u00e0 strumentali; ma egli scatena costantemente tutti gli ottoni; i cori stessi che celebrano con rapimento la bellezza della giovane imperatrice sono accompagnate come dei canti di guerra. Nella parte amorosa e sensuale dell\u2019opera, ci sono grazie avvolgenti; ma, fatte salve le opposizioni volute e violente, la monotonia \u00e8 dappertutto. Gli episodi talvolta pittoreschi, come il piccolo balletto dei silvani nella foresta delle Ardenne, hanno un certo colore; ma, che volete? Il piacevole antipasto \u00e8 presto sentito e noi dobbiamo subire sempre rinascenti fracassi\u2026 Io pongo, nondimeno, per quanto mi compete, <em>Esclarmonde<\/em> al disopra del <em>Cid<\/em>. Quali che siano le mancanze che vi percepisco, vi vedo anche tendenze pi\u00f9 alte e noi dobbiamo farci i conti giudicando questa partitura&#8221;<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\"><\/a>.<br \/>\n<strong>Anche Bellaigue non fu tenero nei confronti di Massenet, accusandolo di aver imitato troppo apertamente Wagner:<\/strong><br \/>\n&#8220;L\u2019opera del signor Massenet ci sembra mancare di semplicit\u00e0, di unit\u00e0 e di elevazione. Tradisce troppo la ricerca, istintiva o premeditata, dell\u2019effetto [\u2026.]. La coesione manca ugualmente a <em>Esclarmonde<\/em>. L\u2019opera cede e scricchiola da tutte le parti. Ci sono nell\u2019insieme dei buchi e come delle fessure; ce ne sono in ogni atto e quasi in ogni pezzo. Troppo spesso si potrebbe indicare dove l\u2019idea si nasconde, dove l\u2019ispirazione manca [\u2026]. Infine, la personalit\u00e0 del compositore si \u00e8 eccessivamente eclissata dietro un\u2019altra, quella di Wagner. Il signor Massenet non poteva trovare un modello o un alleato pi\u00f9 temibile. Come tutti i grandi uomini, forse pi\u00f9 inimitabile e inaccessibile di tutti loro, Wagner non aiuta nessuno: schiaccia quelli che gli chiedono aiuto, spezza la mano che si mette nella sua. L\u2019autore di <em>Marie-Magdeleine<\/em> non era stato ancora ossessionato a questo punto dal ricordo del maestro di Bayreuth. Si potrebbe definire <em>Esclarmonde<\/em> al tempo stesso un piccolo <em>Tristano <\/em>e un piccolo <em>Parsifal <\/em>francese; l\u2019imitazione, o l\u2019ispirazione, incosciente ma reale, si manifesta con disegni multipli. Sarebbe facile indicare in <em>Esclarmonde<\/em> reminescenze di melodia o di ritmo: l\u2019ingresso di \u00c9n\u00e9as (un personaggio secondario) ricorda l\u2019ingresso di Walther nei <em>Maestri cantori<\/em>; certi richiami di Esclarmonde assomigliano ai gridi selvaggi di Brunhilde, la Walkiria&#8221;<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\"><\/a>.<br \/>\n<strong>Completamente diverso fu il parere di Auguste Vitu che, dalle colonne di \u00abLe Figaro\u00bb, scrisse:<\/strong><br \/>\n&#8220;L\u2019insieme di quest\u2019opera \u00e8 del resto cos\u00ec vario di dettagli, di colorazioni pittoresche e di ingegnose trovate che si farebbero senza difficolt\u00e0 nuove scoperte, ed \u00e8 un piacere a cui si potr\u00e0 dedicarsi per molto tempo&#8221;.<br \/>\n<strong><em>La trama e l&#8217;analisi<\/em><\/strong> <strong><em>dell&#8217;opera<\/em><br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" style=\"width: 100%; height: 131px;\" src=\"\/\/www.spreaker.com\/embed\/player\/standard?episode_id=5403284&amp;autoplay=false\" width=\"300\" height=\"150\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><br \/>\nNel prologo l\u2019imperatore di Bisanzio Phorcas annuncia ai dignitari della corte la sua intenzione di dedicarsi agli studi e di affidare il suo potere magico alla figlia Esclarmonde che conserver\u00e0 questi poteri a patto di nascondere il suo viso a tutti fino al compimento dei vent\u2019anni e solo allora il vincitore di un torneo l\u2019avrebbe sposata.<\/strong> La giovane confida alla sorella Pars\u00e9is di essersi innamorata di un cavaliere, Roland, visto una sola volta in un torneo e del cui valore parla bene \u00c9n\u00e9as fidanzato di Pars\u00e9is. Rimasta sola, la principessa ricorre alle sue arti magiche e fa trasportare Roland dalla foresta delle Ardenne, dove stava cacciando, su un\u2019isola incantata dove lo raggiunge e si concede a lui a patto che egli non voglia vederla in viso e conoscere il suo nome. L\u2019idillio \u00e8 interrotto la mattina seguente dalla necessit\u00e0 di Roland di correre in difesa del re Cl\u00e9omer assediato a Blois dai Saraceni. L\u2019intervento del cavaliere salva dagli invasori il re che per gratitudine gli offre in sposa la figlia Bathilde. L\u2019incertezza del cavaliere insospettisce il vescovo che lo costringe a rivelargli la verit\u00e0 e, quando nella notte giunge Esclarmonde per incontrarsi con il suo amato, irrompe con monaci esorcisti e carnefici e strappa il velo dal viso della principessa che, protetta dagli spiriti, riesce a fuggire. Conosciuti gli eventi nella foresta delle Ardenne dove era andato a vivere, Phorcas impone alla figlia di rinunciare a Roland per espiare ed entrambi scompaiono. Nell\u2019epilogo si assiste, a Bisanzio, ad un torneo il cui vincitore dovr\u00e0 sposare Esclarmonde. Vi partecipa anche Roland che vince<a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Esclarmonde-es.-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-78300\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Esclarmonde-es.-1-290x60.jpg\" alt=\"Esclarmonde es. 1\" width=\"290\" height=\"60\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Esclarmonde-es.-1-290x60.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Esclarmonde-es.-1-150x31.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Esclarmonde-es.-1-366x75.jpg 366w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Esclarmonde-es.-1.jpg 477w\" sizes=\"auto, (max-width: 290px) 100vw, 290px\" \/><\/a> tutti in combattimento, ma rifiuta l\u2019offerta di Phorcas perch\u00e9 non pu\u00f2 fare a meno di pensare alla bella sconosciuta incontrata nell\u2019isola incantata. Esclarmonde, per\u00f2, riconosce subito la sua voce e svela la sua identit\u00e0. Cos\u00ec i due amanti possono finalmente unirsi. <strong>L\u2019opera si apre direttamente con il prologo che non \u00e8 preceduto n\u00e9 da un\u2019ouverture n\u00e9 da un preludio, scelta <\/strong><strong>piuttosto insolita per Massenet il quale comunque introduce subito il Leitmotiv della magia che, esposto dall\u2019orchestra, ritorna spesso nell\u2019opera <\/strong>(Es.1). Tutto il prologo presenta un carattere solenne con il suono dell\u2019organo e degli ottoni che introducono il recitativo (<em>Dignitaires, guerrieres<\/em>) dell\u2019imperatore Phorcas il quale annuncia la sua abdicazione a favore di Esclarmonde glorificata dal coro che conclude il prologo (<em>Sublime Imp\u00e9ratrice<\/em>). Dopo una breve introduzione, della quale \u00e8 assoluto protagonista il Leitmotiv precedentemente esposto insieme a sonorit\u00e0 eteree e preziose ottenute con un sapiente impasto timbrico, Esclarmonde vagheggia l\u2019amore di Roland in una pagina di straordinario afflato lirico, <em>Comme il tient ma pens\u00e9e<\/em>, che nella parte conclusiva si accende di passione.<br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Esclarmonde-es.-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-78301\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Esclarmonde-es.-2-290x107.jpg\" alt=\"Esclarmonde es. 2\" width=\"290\" height=\"107\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Esclarmonde-es.-2-290x107.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Esclarmonde-es.-2-150x55.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Esclarmonde-es.-2-366x135.jpg 366w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Esclarmonde-es.-2.jpg 512w\" sizes=\"auto, (max-width: 290px) 100vw, 290px\" \/><\/a>La vena lirica di Massenet trova un altro momento qualificante anche nel successivo breve duetto <em>Ah! Trop malheureuse Esclarmonde<\/em>.<\/strong> La scena muta con l\u2019ingresso di En\u00e9as il quale, dopo aver elogiato in tono quasi araldico le gesta di Roland, annuncia le possibili nozze di quest\u2019ultimo con Bathilde. Alla fine Esclarmonde su un\u2019armonia ricercata costituita su accordi di nona minore (Es. 2), giura che Roland sar\u00e0 suo. <strong>In una scrittura preziosa, della quale assoluta protagonista \u00e8 l\u2019arpa, la principessa sogna l\u2019isola, nella quale avrebbe incontrato Roland, e, dopo aver messo in atto il suo incantesimo, rivolge alla luna la sua invocazione resa con timbri orchestrali di elevata purezza celestiale.<\/strong> L\u2019incantesimo ha luogo e Roland appare impegnato in una battuta di caccia nella foresta delle Ardenne, rappresentata efficacemente da un Allegro in 6\/8 (Es. 3) nel quale appaiono echi wagneriani.<br \/>\n<strong>L\u2019atto si conclude con Esclarmonde che per incantesimo si alza su un carro e sparisce in un <em>crescendo<\/em> di<a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Esclarmonde-es.-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-78302\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Esclarmonde-es.-3-290x114.jpg\" alt=\"Esclarmonde es. 3\" width=\"290\" height=\"114\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Esclarmonde-es.-3-290x114.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Esclarmonde-es.-3-150x59.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Esclarmonde-es.-3-366x144.jpg 366w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Esclarmonde-es.-3.jpg 512w\" sizes=\"auto, (max-width: 290px) 100vw, 290px\" \/><\/a> emozione<\/strong>. Trilli acuti e celestiali dei violini trasportano lo spettatore in un\u2019isola incantata, mentre gli spiriti danzano al ritmo di un etereo valzer. \u00c8 uno dei passi pi\u00f9 interessanti dell\u2019opera, nel quale Massenet si dimentica di imitare Wagner, riappropriandosi del suo stile e della sua scrittura. Il passo fu esaltato anche da Bellaigue che lo descrisse efficacemente, non nascondendo qualche perplessit\u00e0 sul duetto:&#8221;Roland si avanza attraverso i cespugli fioriti dell\u2019isola incantata. Gli spiriti lo circondano con i loro girotondi graziosi e lo invitano a seguirli. Affascinanti disegni dell\u2019orchestra, appena schizzati; ogni trasparenza e fluidit\u00e0 possibili; una musica che sembra proprio la vibrazione dell\u2019atmosfera; felici alternanze di ritmo saltellante e languido a turno; dappertutto quella mano leggera che potevamo essere sicuri di trovare qui; una graziosa entrata e una graziosa cantilena di Esclarmonde; nei preliminari del duetto, un po\u2019 di incertezza, di imbarazzo voluto che non guasta e il duetto incomincia. Certo, \u00e8 melodioso, armonioso anche; ma l\u00ec soprattutto, mi sarei aspettato un\u2019altra cosa: un ritmo pi\u00f9 originale, meno familiare alle nostre orecchie di quanto lo sia questo ritmo sul quale hanno gi\u00e0 galleggiato tanti duetti d\u2019amore, da quello del <em>Rom\u00e8o<\/em> fino a quello di <em>\u00c9ve <\/em>e a quello del <em>Cid<\/em>, forse il pi\u00f9 toccante. Le risposte lontane del coro: <em>Hymen! Hymen\u00e9e<\/em>; alla lettura almeno, poich\u00e9 in teatro non si sentono. La progressione che si conclude con il duetto non \u00e8 molto nuova; un <em>crescendo <\/em>ansimante sale di nota in nota, e un\u2019esplosione troppo prevedibile conduce alla chiusura del sipario. Era il momento di mascherare sotto le rose gli ardori della frenesia di Esclarmonde e del suo amato. Era naturale indicarne in alcune misure il parossismo e l\u2019appassimento, come ha fatto Gounod nel <em>Faust<\/em> alla fine dell\u2019atto del giardino. Ma il signor Massenet ha fatto molto di pi\u00f9. Grazie a una perorazione orchestrale straordinariamente espressiva e del resto abbastanza potente, grazie a questo <em>entr\u2019acte<\/em> [\u2026], noi sentiamo ci\u00f2 che non vediamo. Siamo testimoni con le orecchie, non potendo esserlo con gli occhi. Mai fino ad ora era stata fatta, io credo, una descrizione sonora tanto fedele, tanto dettagliata, della manifestazione fisica delle tenerezze umane [\u2026]. Tutto \u00e8 notato, graduato; i violini cominciano dolcemente; poi le viole giungono in soccorso, poi il quartetto; le sonorit\u00e0 si gonfiano, il movimento incalza e il tutto culmina su una luminosit\u00e0 generale e significativa&#8221;<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><\/a>.<br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Esclarmonde-es.-4.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-78303\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Esclarmonde-es.-4-290x49.jpg\" alt=\"Esclarmonde es. 4\" width=\"290\" height=\"49\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Esclarmonde-es.-4-290x49.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Esclarmonde-es.-4-150x25.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Esclarmonde-es.-4-366x62.jpg 366w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Esclarmonde-es.-4.jpg 512w\" sizes=\"auto, (max-width: 290px) 100vw, 290px\" \/><\/a>Pur mancando in qualche punto di originalit\u00e0, come notato da Bellaigue, il duetto resta una delle pagine pi\u00f9 interessanti e affascinanti di <em>Esclarmonde<\/em> con il suo tema, <em>Voici le divin moment<\/em>, che ritorner\u00e0 nel corso dell\u2019opera<\/strong>. Anche il quadro successivo \u00e8 incentrato su un duetto estremamente pi\u00f9 lirico nel quale Esclarmonde e Roland, dopo un\u2019introduzione affidata al violoncello, rievocano le recenti gioie della notte d\u2019amore. Nel terzo atto si concentrano quelli che, secondo Bellaigue, sono giustamente <em>i due migliori tableaux di Esclarmonde<\/em>. Il primo \u00e8 costituito dalla scena sulla piazza di Blois; \u00e8 una pagina piena di slancio, nella quale spiccano la preghiera del vescovo senza accompagnamento e il richiamo di Roland <em>Aux armes<\/em>. Legato al precedente <em>tableau<\/em> da un interludio nel quale domina il tema dell\u2019amore, il successivo trova uno dei suoi punti culminanti nell\u2019arioso di Roland, <em>La nuit bient\u00f4t sera venue<\/em> (Es. 4), il cui ritmo originale \u00e8 stato notato anche da Bellaigue.<br \/>\n<strong>Dopo aver ascoltato i temi della notte dell\u2019isola incantata che ritornano durante la confessione di Roland al vescovo di Blois, si assiste al punto culminante del-l\u2019opera con Esclarmonde, la quale, privata del velo, si produce in uno dei pi\u00f9 toccanti pianti della produzione di Massenet, <em>Regarde-les ces yeux<\/em>.<\/strong> Nel quarto atto, ambientato nella foresta delle Ardenne, la tensione sembra allentarsi grazie all\u2019am-bientazione pastorale resa perfettamente dalla strumentazione della quale sono protagonisti prima l\u2019oboe e poi il flauto. Nymphes e Sylvains si producono in una danza sul ritmo di uno <em>scherzo<\/em>, eseguito da flauti, oboi e fagotti. Al suo interno troviamo alcuni pezzi estremamente ispirati, come: il recitativo e aria di Esclarmonde <em>D\u2019une longue torpeur\u2026 je sens que se m\u2019\u00e9veille<\/em>, che raggiunge toni di spiccato lirismo nel rimpianto della felicit\u00e0 passata; il drammatico quartetto di cui sono protagonisti Phorcas, Pars\u00e9is ed En\u00e9as che obbligano Esclarmonde al sacrificio per salvare la vita di Roland e, infine, il lirico duetto tra Roland ed Esclarmonde <em>Le bonheur que rien n\u2019ach\u00e8ve<\/em>. Nell\u2019epilogo si celebra la gioia dei due amanti che possono finalmente coronare il loro sogno d\u2019amore reso da una scrittura orchestrale arricchita anche dalla presenza dell\u2019organo e del coro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La presente guida all&#8217;ascolto \u00e8 tratta dal libro di Riccardo Viagrande, <em>Jules Massenet. Les tribulations d&#8217;un auteur<\/em>, Casa Musicale Eco, Monza, 2012, pp. 78-85. Si ringrazia l&#8217;editore per aver concesso la pubblicazione di questo estratto<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esclarmonde di Jules Massenet segn\u00f2 il debutto sulle scene parigine e sulle scene teatrali in generale di Sybil [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":48,"featured_media":78330,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[12816,14671,6521,12817,12826,2550,12821,12814,12823,12819,12815,12820,12825,13084,12822,334,12818,1003,12824,173,12813],"class_list":["post-78290","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondimenti","tag-alfred-blau","tag-approfondimenti","tag-arthur-pougin","tag-auguste-gevaert","tag-camille-bellaigue","tag-denia-mazzola-gavazzeni","tag-emile-alexandre-taskin","tag-esclarmonde","tag-fanny-heldy","tag-frederic-etienne-gibert","tag-georges-hartmann","tag-gustave-prosper-herbert","tag-jean-francois-francisque-delmas","tag-jose-sempere","tag-jules-danbe","tag-jules-massenet","tag-orea-nardi","tag-patrick-fournillier","tag-paul-franz","tag-richard-wagner","tag-sybil-sanderson"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/78290","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/48"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=78290"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/78290\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":78329,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/78290\/revisions\/78329"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/78330"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=78290"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=78290"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=78290"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}