{"id":78365,"date":"2014-12-03T22:36:58","date_gmt":"2014-12-03T21:36:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=78365"},"modified":"2016-12-06T02:50:22","modified_gmt":"2016-12-06T01:50:22","slug":"les-contes-dhoffmann-al-teatro-coccia-di-novara","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/les-contes-dhoffmann-al-teatro-coccia-di-novara\/","title":{"rendered":"\u201cLes Contes d\u2019Hoffmann\u201d al Teatro Coccia di Novara"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Novara, Teatro Coccia &#8211; Stagione lirica 2014-2015<\/em><br \/>\n<strong>\u201cLES CONTES D\u2019HOFFMANN\u201d<\/strong><br \/>\n<em>Op\u00e9ra-fantastique<\/em> in quattro atti su libretto di Julies Barbier, dal dramma omonimo di Barbier e di Michel Carr\u00e9 e da E.T.A. Hoffmann (versione di Pierre Barbier)<br \/>\nMusica di <strong>Jacques Offenbach<\/strong><br \/>\n<em>Olympia <\/em>ANNA DELFINO<br \/>\n<em>Giulietta <\/em>ALICE MOLINARI<br \/>\n<em>Antonia <\/em>ERMINIE BLONDEL<br \/>\n<em>Lindorf, Coppelius, Dapertutto, Miracle<\/em> FEDERICO CAVARZAN<br \/>\n<em>Hoffmann<\/em> GIOVANNI COLETTA<br \/>\n<em>Nicklausse<\/em> MARTA LEUNG KWING CHUNG<br \/>\n<em>La m\u00e8re d\u2019Antonia<\/em> SOFIA JANELIDZE<br \/>\n<em>Spalanzani, Nathanael<\/em> FABIO MARIA LA MATTINA<br \/>\n<em>Luther, Crespel<\/em> LUKAS ZEMAN<br \/>\n<em>Andres, Cochenille, Frantz, Pittichinaccio <\/em>MASSIMILIANO SILVESTRI<br \/>\n<em>Hermann, Schlemil<\/em> JUAN JOS\u00c9 NAVARRO<br \/>\nOrchestra Arch\u00e9<br \/>\nEnsemble vocale del Progetto\u2008LTL\u2008Opera Studio 2013 in collaborazione con Ars Lyrica<br \/>\nDirettore <strong>Guy Condette<\/strong><br \/>\nMaestro del Coro <strong>Marco Bargagna<\/strong><br \/>\nRegia <strong>Nicola Zorzi<\/strong><br \/>\nScene <strong>Mauro Tinti<\/strong><br \/>\nCostumi <strong>Elena Cicorella<\/strong><br \/>\nDisegno luci <strong>Michele Della Mea<\/strong><br \/>\nAllestimento del Teatro di Pisa in coproduzione con LTL Opera Studio (Teatro di Pisa, Teatro Goldoni di Livorno, Teatro del Giglio di Lucca) e con Fondazione Teatro Coccia di\u2008Novara<br \/>\n<em>Novara, 30 novembre 2014<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La buona salute e la vitalit\u00e0 dei teatri periferici in Italia si misura anche dal coraggio con cui essi propongono titoli di repertorio non pi\u00f9 popolare: <em>Les Contes d\u2019Hoffmann<\/em> sono appena circolati presso i teatri lombardi (per \u00abGBopera\u00bb ne ha reso conto in modo magistrale <a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/2014\/11\/les-contes-dhoffmann-al-teatro-fraschini-di-pavia\/\">Andrea Dellabianca<\/a>), e ora scandiscono la seconda tappa della stagione lirica del Teatro Coccia di Novara, in una coproduzione con alcuni teatri toscani risalente all\u2019anno scorso, nell\u2019ambito del progetto LTL Opera Studio (\u201cLaboratorio Toscano per la Lirica\u201d: vincitore del Premio Abbiati, appunto nel 2013, quale migliore iniziativa musicale).<br \/>\n\u00abPensando al pubblico, abbiamo scelto la versione di Pierre Barbier del 1907 e l\u2019edizione francese Choudens, per me la pi\u00f9 chiara e comprensibile, e la pi\u00f9 corta, ma anche la pi\u00f9 difficile, soprattutto per il tenore\u00bb. Parole di <strong>Guy Condette<\/strong>, direttore di grande esperienza (ma dalle opzioni filologicamente discutibili, considerata la versione prescelta, che \u00e8 tra le pi\u00f9 stravolte del capolavoro di Offenbach), che affronta la partitura con piglio sicuro, ottenendo sempre dall\u2019<strong>Orchestra Arch\u00e9<\/strong> un suono corposo e abbastanza omogeneo. Fa poi di tutto per valorizzare e differenziare colori e volumi, anche a costo di appesantire talvolta la presenza degli ottoni (il cui contributo diviene insomma il suono di fondo della sua direzione).<br \/>\n<strong>Per quanto concerne il comparto delle voci, occorre dire subito di trovarsi di fronte a una compagnia tutta molto preparata, professionale, partecipe nel porgere il proprio contributo alla riuscita dell\u2019allestimento. Ed \u00e8 certamente il carattere pi\u00f9 positivo di una compagine vocale tutta molto giovane, ma gi\u00e0 esperta del titolo da produrre. I difetti e le mancanze, dunque, si devono a voci in formazione, talvolta bisognose di svilupparsi in robustezza e in tenut<\/strong>a, oppure di esercitarsi sul problema che oggi pi\u00f9 affligge il mondo del melodramma: l\u2019intonazione. <strong>Giovanni Coletta<\/strong>, il tenore che impersona Hoffmann, ha voce chiara e impostata bene, soprattutto capace di \u201cportare\u201d il suono in modo corretto; ha per\u00f2 pochi armonici, e anzi nel registro medio\/alto produce un vibrato corto (quasi impercettibile, ma tale da pregiudicare l\u2019effetto sonoro). Pur capace di alleggerire l&#8217;emissione, Coletta tende a inflessioni parlate, e tradisce stanchezza crescente; nell\u2019atto veneziano \u00e8 allo stremo delle forze, canta in modo sguaiato, ma nell\u2019epilogo emette suoni addirittura inqualificabili.<br \/>\n<strong>Federico Cavarzan<\/strong> d\u00e0 voce ai personaggi mefistofelici di Lindorf, Coppelius, Dottor Miracle e Dapertutto, profondendo un impegno che non \u00e8 per\u00f2 corrisposto dai risultati: non hanno consistenza n\u00e9 il registro alto n\u00e9 quello basso, la cavata risulta troppo leggera, l\u2019ansia \u00e8 tradita dal mancato rispetto dei tempi; se anche recita bene, la resa vocale \u00e8 via via sempre meno soddisfacente. Il ruolo <em>en travesti<\/em> di Nicklausse \u00e8 interpretato da <strong>Marta Leung Kwing Chung<\/strong>, mezzosoprano dal timbro pregevole, dalla vocalit\u00e0 espressiva e promettente: se anche nei passaggi pi\u00f9 virtuosistici dell\u2019inizio non \u00e8 del tutto sicura, e forza un po\u2019, in seguito \u201centra\u201d appieno nella parte, realizzandola con spigliatezza e disinvoltura.<br \/>\nI tre personaggi femminili amati da Hoffmann sono interpretati da tre cantanti diverse: la frammentazione vocale non giova sicuramente all\u2019unitariet\u00e0 conclusiva cui l\u2019effetto drammaturgico tende, ma pu\u00f2 permettere di valorizzare i pregi di tre differenti artiste; <strong>Anna Delfino<\/strong> (Olympia) \u00e8 soprano leggero pi\u00f9 che di coloratura (si cimenta in variazioni dalle risonanze un po\u2019 stridule). <strong>Erminie Blondel<\/strong> (Antonia) \u00e8 l\u2019elemento migliore dell\u2019intera compagnia: la sua voce \u00e8 bella e vibrante, anche se tende a offuscarsi un po\u2019 negli acuti a causa dello sforzo (ma il soprano non deve ostentare voce abrasiva, come fa per esempio nel finale dell\u2019atto, tanto pi\u00f9 in un teatro piccino come il Coccia); il pregio della Blondel \u00e8 anche attoriale, poich\u00e9 rende assai bene il personaggio dell\u2019ammalata, sempre pi\u00f9 spossata fino alla morte. Ad <strong>Alice Molinari<\/strong> (Giulietta) tocca aprire il IV atto con il famosissimo duetto-barcarola insieme a Nicklausse (momento molto bello, forse il migliore di tutta l&#8217;esecuzione); il terzo soprano pratica una buona emissione, ma la sua voce \u00e8 priva di tratti distintivi (nel successivo duetto, poi, il debordante Coletta spesso la sommerge). Anche il tenore <strong>Massimiliano Silvestri<\/strong> ricopre pi\u00f9 ruoli (Andres, Cochenille, Frantz, Pittichinaccio), e si rivela buon caratterista (un po\u2019 discutibile il ricorso al falsettone nella parte di Frantz). Risonanze di gola nella voce di <strong>Lukas Zeman<\/strong> (Crespel, Luther) e problemi di intonazione in quella di <strong>Juan Jos\u00e9 Navarro<\/strong> (Hermann, Schlemil). Dignitose le prove di <strong>Fabio Maria La Mattina<\/strong> (Spalanzani, Nathanael) e di <strong>Sofia Janelidze<\/strong> (la madre di Antonia). Molto buona la parte maschile del coro preparato da <strong>Marco Bargagna<\/strong>.<br \/>\n\u00abAbbiamo immaginato <em>Les Contes d\u2019Hoffmann<\/em> come un distillato onirico [\u2026] che ci rimanda a un luogo dei divertimenti, un Luna Park della mente, un luogo di fascinazione, a tratti inquietante, capace di attirare a s\u00e9, come un magnete, la curiosit\u00e0 del pubblico: la visione del mondo attraverso un \u201cgiro di manovella\u201d\u00bb. Con queste parole <strong>Nicola Zorzi<\/strong> sintetizza l\u2019idea alla base della sua regia. Nella scena d\u2019apertura si profila quel piccolo sipario teatrale destinato a diventare &#8211; anche sotto altre forme &#8211; l\u2019elemento-guida dello spettacolo; il contesto \u00e8 abbastanza vivace, ma troppo poco illuminato (non si riesce ad apprezzare neppure i costumi). Il sipario del I atto si trasforma in <em>retablo<\/em> nel II, e nel III in parete di cinematografo, su cui scorrono spezzoni del <em>Golem<\/em> (finissima allusione al \u201cmito della creatura\u201d); nel frattempo si dipana il canto di Antonia. La <em>silhouette<\/em> della madre si scorge invece dietro il telo della proiezione, mentre scorrono sequenze di Man Ray. Teatro, <em>Wunderkammer<\/em>, cinema, circo: l\u2019idea registica di Zorzi si basa dunque sul metateatro, sull\u2019illusione scenica riprodotta sulla scena grazie a pi\u00f9 generi e contesti paralleli al melodramma. Momento di apoteosi \u00e8 l\u2019inizio del IV atto, con giostre-giocattolo a forma di cavallo in movimento durante la celebre barcarola. Con la scritta del titolo sul boccascena, i fondali dipinti, il rozzo palco di cinematografo al III atto, lo spettacolo propone uno scenario da fiera paesana, da circo di poche pretese, che nella sua semplicit\u00e0 assolutamente tradizionale persuade e convince: talmente stilizzato da rendere ragione della progressiva simbologia delle tre donne amate da Hoffmann, sebbene manchi un collegamento chiaro tra il veicolo comunicativo (teatro, padiglione dell\u2019automa, cinema, circo) e influenza dell\u2019antagonista, del male distruttivo che semina morte e cinismo.<br \/>\nI costumi di <strong>Elena Cicorella<\/strong> alternano buone soluzioni come quelle applicate al coro femminile, in nero con inserti di fasce bianche) ad altre inutilmente chiassose (il rosso sfacciato della <em>mise<\/em> di Olympia o la <em>parure<\/em> di sciarpa, <em>papillon<\/em> e <em>gilet<\/em> di Hoffmann, in un motivo zebrato o a scacchi in bianco e nero &#8211; tanto pi\u00f9 imbarazzante in una giornata di confronti calcistici \u2026). Il pubblico di Novara presente allo spettacolo ha accolto con favore la rappresentazione, applaudendo tutti gli interpreti; peccato che il Teatro Coccia, almeno nella replica domenicale, non fosse gremito come in altre occasioni (come per esempio <em>La Traviata<\/em> inaugurale); passeranno infatti molti anni prima che il titolo di Offenbach faccia ritorno nella cittadina, avvolgendola nella sua musica ineffabilmente magica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Novara, Teatro Coccia &#8211; Stagione lirica 2014-2015 \u201cLES CONTES D\u2019HOFFMANN\u201d Op\u00e9ra-fantastique in quattro atti su libretto di Julies [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":102,"featured_media":78368,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[12856,12855,2614,12859,12854,12857,9855,12853,9853,625,7279,12858,10027,9856,10006,7023,9854,3820,145,6843,9861],"class_list":["post-78365","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-alice-molinari","tag-anna-delfino","tag-elena-cicorella","tag-ensemble-vocale-del-progetto-ltl-opera-studio-2013","tag-erminie-blondel","tag-fabio-maria-la-mattina","tag-federico-cavarzan","tag-giovanni-coletta","tag-guy-condette","tag-jacques-offenbach","tag-juan-jose-navarro","tag-lukas-zeman","tag-marco-bargagna","tag-marta-leung-kwing-chung","tag-massimiliano-silvestri","tag-mauro-tinti","tag-michele-della-mea","tag-nicola-zorzi","tag-opera-lirica","tag-orchestra-arche","tag-sofia-janelidze"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/78365","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/102"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=78365"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/78365\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87349,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/78365\/revisions\/87349"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/78368"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=78365"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=78365"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=78365"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}