{"id":78402,"date":"2020-11-03T00:30:02","date_gmt":"2020-11-02T23:30:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=78402"},"modified":"2020-11-03T08:55:55","modified_gmt":"2020-11-03T07:55:55","slug":"gluck-300-guida-allascolto-delle-opere-paride-ed-elena","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/gluck-300-guida-allascolto-delle-opere-paride-ed-elena\/","title":{"rendered":"Christoph Willibald Gluck (1714-1787):&#8221;Paride ed Elena&#8221; (1770)"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\">\n<div><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Christoph Willibald Gluck<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><em>(Erasback, Alto Palatinato 1714 \u2013 Vienna 1787)<br \/>\n<\/em><strong>Andata in scena al Burgtheater di Vienna il 3 novembre 1770 \u201c<em>Paride ed Elena<\/em>\u201d<\/strong> \u00e8 l\u2019ultima opera nata dalla collaborazione fra Gluck e de\u2019Calzabigi e l\u2019ultimo lavoro italiano del compositore che poco dopo si trasferir\u00e0 a Parigi dove sarebbe rimasto fino al 1780 componendo su testi francesi le successive opere del suo catalogo. Il nuovo titolo si inserisce pienamente nell\u2019alveo del genere dell\u2019opera riformata anche se rispetto al precedente\u201d<em>Alceste<\/em>\u201d si nota un allentamento del rigore metodologico con una maggior accondiscendenza e apertura a stilemi di taglio pi\u00f9 tradizionale. Un rapporto meno traumatico con la tradizione gi\u00e0 visibile nella scelta delle tipologie vocali dove la ferma corrispondenza fra sesso del personaggio e voce cos\u00ec rigidamente perseguita in \u201c<em>Alceste<\/em>\u201d \u00e8 qui abbandonata con il ritorno ad un castrato \u2013 il giovane Giuseppe Millico \u2013 per il ruolo di Paride rimandando agli anni francesi il ritorno ad una pi\u00f9 rigorosa corrispondenza conseguenza anche del rifiuto che il gusto francese aveva per le voci di castrato.<\/span><\/div>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Come gi\u00e0 con \u201c<em>Alceste<\/em>\u201d anche \u201c<em>Paride ed Elena<\/em>\u201d presenta un\u2019introduzione alla versione a stampa della partitura<\/strong> ma mentre nel precedente caso si trattava di un autentico manifesto programmatico qui ci si trova di fronte pi\u00f9 che altro allo sfogo di chi si era illuso di poter rivoluzionare immediatamente il mondo mentre a scoperto suo malgrado le resistenze di una parte non insignificante del mondo teatrale, anche colto, del tempo.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>\u201c<em>Paride ed Elena<\/em>\u201d voleva quindi rappresentare per l\u2019autore un\u2019ulteriore dimostrazione delle possibilit\u00e0 del suo metodo alle prese con un soggetto per impostazione e spirito totalmente differente dal precedente<\/strong> come chiarito nell\u2019introduzione dello stesso De\u2019Calzabigi. Deve essere quindi stata particolarmente cocente la delusione conseguente allo scorso successo ottenuto dall\u2019opera alla prima rappresentazione dove a brillare furono Millico e il coreografo Noverre mentre l\u2019opera in se non suscito particolari entusiasmi.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>La freddezza del pubblico viennese non era per altro infondato, se \u00e8 infatti innegabile che \u201c<em>Paride ed Elena<\/em>\u201d contenga musica splendida<\/strong> comprese alcune delle melodie pi\u00f9 affascinanti di tutta l\u2019opera settecentesca e non solo e altrettanto evidente che l\u2019opera nel suo complesso presenti anche non pochi limiti specie nella tenuta drammatica complessiva.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">L\u2019impianto si rif\u00e0 apertamente al modello dell\u2019opera francese di moda in quel tempo a Vienna grazie all\u2019attivit\u00e0 di promotore culturale di Giacomo Durazzo, gi\u00e0 in passato molto vicino a Gluck, presentando cinque atti con ampi spazi ballabili affidati all\u2019affermato coreografo Noverre che infatti ottenne un trionfo personale specie con il grande balletto che chiude il III atto, schema per se ampiamente funzionale come lo stesso Gluck sapr\u00e0 dimostrare negli anni francesi, quello che qui latita gravemente \u00e8 lo spessore drammatico dell\u2019azione e la colpa e da imputare gran parte al libretto. Di fatto l\u2019intreccio drammatico \u00e8 \u00e8 inconsistente tutto giocato su piccole modifiche della psicologia dei personaggi in una sorta di grande duetto-terzetto che occupata tutta l\u2019opera ovviamente a scapito di un\u2019azione pi\u00f9 serrata, inoltre il numero di arie di Paride \u00e8 decisamente eccessivo e sbilanciato rispetto agli altri personaggi e per quanto Gluck doni al principe troiano alcune delle sue musiche pi\u00f9 belle \u00e8 innegabile che questo possa provocare qualche saturazione nello spettatore tanto pi\u00f9 che la scelta di affidare tutti i ruoli a voci femminili non contribuisce certo alla variet\u00e0 dell\u2019insieme. In oltre alcune scelte di De Calzabigi abbassano ulteriormente la tensione drammatica dell\u2019insieme, nell\u2019opera Elena \u00e8 solo fidanzata \u2013 con un ignoto per altro \u2013 e non sposata e il nome di Menelao non \u00e8 neppure citato il che riduce di molto la gravita della colpa e quindi il peso drammatico complessivo, questo priva di molto valore anche i toni pi\u00f9 drammatici del V atto dove l\u2019apparizione di Minerva e l\u2019annuncio delle sventure che la figa degli amanti coster\u00e0 alla stirpe troiana tendono a perdere forza e a allentarsi nel clima elegiaco generale.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>La musica di Gluck \u00e8 di contro particolarmente curata e pianificata in dettaglio,<\/strong> alcune linee presenti gi\u00e0 nell\u2019ouverture verranno ripresi nel finale come a dare un andamento circolare all\u2019intera opera. Uno dei tratti dominanti l\u2019impianto complessivo \u00e8 la contrapposizione armonica e melodica fra l\u2019elemento spartano e quello frigio, il primo caratterizzato da strutture armoniche rigorose, linee essenziali, prevalenza di recitativo ed il secondo dominato dalla prevalenza della melodia, della cantabilit\u00e0, con andamenti morbidi e instabili che si ritrova in tutta l\u2019opera ma che trova il momento di maggior evidenza nel III atto, durante gli agoni atletici offerti da Elena agli ospiti troiani. L\u2019atto \u00e8 aperto da una fanfara di ottoni che definisce il carattere marziale degli spartani il coro \u201c<em>Dalla Reggia rilucente<\/em>\u201d (atto III &#8211; scena 1) si sviluppa su un rigoroso canone all\u2019ottava e alla terza superiore dal sapore quasi madrigalistico in contrasto con la successiva aria di Paride \u201c<em>Quegli occhi belli<\/em>\u201d la cui languida melodica accompagnata dall\u2019arpa si arricchisce di effetti vocali ad imitazione dello strumento creando un andamento ritmico-melodico cui si assocer\u00e0 Elena testimoniando il cedimento della donna nonostante l\u2019esibita resistenza.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>La dicotomia fra l\u2019elemento greco e quello troiano caratterizza<\/strong> anche la vocalit\u00e0 dei singoli personaggi, la parte di Paride ha particolarmente ispirato il genio creatore di Gluck che affida al principe troiano alcune delle sue melodie pi\u00f9 belle, l\u2019aria di sortita \u201c<em>Oh\u00a0del\u00a0mio\u00a0dolce\u00a0ardor\u00a0bramato\u00a0oggetto!<\/em>\u201d (Atto I &#8211; scena 1) introduce gi\u00e0 tutti quelli che sono i tratti caratteristici del personaggio, si tratta di una cavatina con oboe obbligato aggiornata alle novit\u00e0 introdotte dallo stile melodico napoletano; la coloratura non \u00e8 rifiutata ma molto ridotta e piegata a ragioni espressive, la natura del personaggio e del suo tono espressivo diviene l\u2019elemento costitutivo della scrittura vocale; la quarta aria di Paride \u201c<em>Le belle immagini di un dolce amore<\/em>\u201d (Atto II &#8211; scena 3) \u00e8\u00a0 uno dei punti pi\u00f9 alti del\u2019arte gluckiana tanto sul piano della ricchezza contrappuntistica con originali passaggi in canone alla terza e alla sesta fra voce orchestra quanto sul piano della bellezza della linea melodica. La centralit\u00e0 di questo registro \u00e8 cos\u00ec caratterizzante della figura di Paride che gli altri personaggi la fanno propria nel momento in cui vengono a cedere al fascino del principe frigio a cominciare dalla stessa Elena fin dal duetto del III atto e poi anche Amore nel terzetto del IV quanto ormai il Dio ha rivelato la sua vera natura e il suo ruolo di protettore di Paride.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>La parte di Elena sembra aver meno ispirato il compositore<\/strong>, l\u2019idea drammaturgica di far comparire la principessa solo nel secondo atto dopo l\u2019attesa creata nel primo \u00e8 sicuramente molto originale ma l\u2019entrata di questa &#8220;Turandot&#8221; settecentesca \u2013 analogo \u00e8 l\u2019artificio usato per creare l\u2019attesa \u2013 si perde in un lungo recitativo mentre a prima aria \u201c<em>Lo\u00a0potr\u00f2!&#8230;\u00a0Ma\u00a0frattanto,\u00a0oh\u00a0infelice!<\/em>\u201d ( Atto IV &#8211; scena 4) giunge solo alla fine del IV atto e appare piuttosto manierata.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">La parte di Amore \u2013 nelle nemmeno troppo celate vesti del paggio spartano Erasto \u2013 \u00e8 molto convenzionale gi\u00e0 nel testo con le sue arie di gusto metastasiano con la musica che sembra adattarsi con soluzioni che guardano a vecchi modelli (es. la cavatina \u201c<em>Nell&#8217;idea\u00a0ch&#8217;ei\u00a0volge\u00a0in\u00a0mente<\/em>\u201d- Atto I &#8211; scena 3) la parte di Minerva si riduce ad un\u2019unica aria \u201c<em>Va&#8217;\u00a0coll&#8217;amata\u00a0in\u00a0seno<\/em>\u201d (Atto V &#8211; scena 3) che riprende uno spunto tematico gi\u00e0 presente nell\u2019ouverture si richiama apertamente alle arie di tempesta tradizionali fin dalla scelta della tonalit\u00e0 in re maggiore ma la austera linea vocale ne riduce un po&#8217; la forza espressiva.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Di grande ricchezza e originalit\u00e0 la scrittura orchestrale, come gi\u00e0 in \u201c<em>Alceste<\/em>\u201d estremamente curata in quanto ogni minima variazione acquisisce un preciso valore espressivo; se viene sacrificata una certa spettacolarit\u00e0 vocale l\u2019orchestra \u00e8 di contro trattata spesso in modo alquanto virtuosistico \u2013 la tempesta che precede l\u2019entrata di Minerva ha una forza in vero considerevole \u2013 cos\u00ec come da segnalare sono alcuni insoliti impasti orchestrali come nel finale dove vengono impegnati mezzi flauti e tamburini in sostegno ad archi, ottoni e timpani a rendere presente la gioia dei marinai pronti a ritornare in patria.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>La trama<\/strong><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Atto I<br \/>\n<\/strong><em>Lido sul mare nei pressi di Sparta<\/em>. Una flottiglia troiana \u00e8 appena sbarcata sul lido e sta scaricando ricchezze e oggetti di pregio, Paride che comanda la flotta scende dalla nave colmo di gioia al solo pensiero di incontrare Elena, il cui amore gli \u00e8 stato promesso da Venere (\u201c<em>Oh\u00a0del\u00a0mio\u00a0dolce\u00a0ardor\u00a0bramato\u00a0oggetto!<\/em>\u201d), il gruppo \u00e8 raggiunto da una delegazione spartana guidata dal paggio Erasto \u2013 che altri non \u00e8 che Amore travestito \u2013 che domanda le ragioni dello sbarco, Paride rassicura che essi giungono senza intenzioni ostili ed Erasto riconosce in Paride un aspetto pi\u00f9 amoroso che marziale e promette di presentarlo alla regina mentre Paride resta sorpreso dalla capacit\u00e0 del giovane di leggere i suoi pi\u00f9 intimi sentimenti (\u201c<em>Ma\u00a0chi\u00a0sei?&#8230;\u00a0Ma\u00a0come\u00a0intendi<\/em>\u201d). Rimasto solo Erasto rivela al pubblico la sua vera identit\u00e0 e promette di far ottenere a Paride quanto desidera (\u201c<em>Nell&#8217;idea\u00a0ch&#8217;ei\u00a0volge\u00a0in\u00a0mente<\/em>\u201d).<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Atto II<br \/>\n<\/strong><em>Sala del Palazzo reale di Sparta<\/em>. Erasto rassicura Elena delle intenzioni pacifiche di Paride che viene introdotto nella reggia, il principe racconta la contesa fra le Dee, il suo giudizio e la promessa di Venere ma Elena si mostra sdegnosa, lui \u00e8 giunto per mare e si sa quanta poca fede serbino i marinai (\u201c<em>Forse\u00a0pi\u00f9\u00a0d&#8217;una\u00a0belt\u00e0<\/em>\u201d); rimasto solo Paride si lascia andare all\u2019estatico ricordo della bellezza di Elena (\u201c<em>Le\u00a0belle\u00a0immagini\u00a0d&#8217;un\u00a0dolce\u00a0amore<\/em>\u201d).<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Atto III<br \/>\n<\/strong><em>Gran cortile del palazzo reale<\/em>. Elena offre giochi atletici agli ospiti troiani e gli atleti sfilano prima di accingersi alle gare, Paride viene invitato a fare da giudice, come una volta ha giudicato la bellezza ora lo far\u00e0 con il valore. Elena si scusa per la semplicit\u00e0 di Sparta e afferma di accettare i sontuosi doni troiani solo per rispetto agli ospiti, Paride si fa portare una cetra e canta una canzone in cui il corteggiamento ad Elena si fa sempre pi\u00f9 esplicit\u00f2 (\u201c<em>Quegli\u00a0occhi\u00a0belli<\/em>\u201d). Elena si lascia trascinare dal canto del giovane ma cerca di salvare la sua rispettabilit\u00e0 imponendogli di smettere e gli ordina di non parlargli pi\u00f9 quindi si allontana lasciando Paride nello sconforto (\u201c<em>Mi\u00a0fugge\u00a0spietata!<\/em>\u201d), l\u2019atto si chiude con un grande balletto in cui si celebrano gli atleti reduci dagli agoni.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Atto IV<br \/>\n<\/strong><em>Gabinetto del palazzo reale<\/em>. Elena legge una lettera in cui si parla del suo fidanzamento, unica causa del suo rifiuto nei confronti di Paride e scrive un ultimo addio al principe che consegna ad Erasto ma l\u2019ambasciata \u00e8 inutile in quanto in quell\u2019istante entra lo stesso Paride. La donna rifiuta ancora una volta le profferte amorose del principe che giunge ad offrire ad Elena il suo pugnale per essere ucciso da lei, Elena lo trattiene da gesti insani e gli impone di vivere e partire ma per Paride l\u2019idea \u00e8 inaccettabile (\u201c<em>Di\u00a0te\u00a0scordarmi,\u00a0e\u00a0vivere!&#8230;<\/em>\u201d), rimasta sola Elena si tormenta vittima di opposti sentimenti (\u201c<em>Lo\u00a0potr\u00f2!&#8230;\u00a0Ma\u00a0frattanto,\u00a0oh\u00a0infelice!<\/em>\u201d).<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong><strong>Atto V<br \/>\n<\/strong><\/strong><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Un\u2019amena spiaggia non lontano da Sparta<\/em>. Paride per convincere Elena a cedere finge di partire e la principessa osserva i preparativi dei marinai mentre Erasto riaccende i dubbi e i dolori della fanciulla che vede partire l\u2019uomo che ama pur non ammettendolo; essa cerca di combattere le sue debolezze accusando Paride di infedelt\u00e0 per la sua improvvisa partenza (\u201c<em>Donzelle\u00a0semplici<\/em>\u201d) ma proprio in quel momento entra inatteso Paride a quel punto le resistenze di Elena cadono definitivamente e i due giovani si dichiarano il loro amore. In quel momento il cielo \u00e8 scosso da suoni di tempesta e compare Pallade che mette in guardia i due amanti delle funeste conseguenze del loro genio profetizzando la distruzione di Troia ma Amore si rivela nella sua vera natura e promette loro di proteggerli in ogni avversit\u00e0. Tutti si preparano a partire su un mare reso calmo e sereno dal potere di Amore.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/w.soundcloud.com\/player\/?url=https%3A\/\/api.soundcloud.com\/tracks\/922339684&amp;color=%23ff5500&amp;auto_play=false&amp;hide_related=false&amp;show_comments=true&amp;show_user=true&amp;show_reposts=false&amp;show_teaser=true&amp;visual=true\" width=\"100%\" height=\"300\" frameborder=\"no\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/strong><\/span><\/p>\n<div style=\"font-size: 10px; color: #cccccc; line-break: anywhere; word-break: normal; overflow: hidden; white-space: nowrap; text-overflow: ellipsis; font-family: Interstate,Lucida Grande,Lucida Sans Unicode,Lucida Sans,Garuda,Verdana,Tahoma,sans-serif; font-weight: 100;\"><a style=\"color: #cccccc; text-decoration: none;\" title=\"www.gbopera.it\" href=\"https:\/\/soundcloud.com\/gbopera\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.gbopera.it<\/a> \u00b7 <a style=\"color: #cccccc; text-decoration: none;\" title=\"Christoph Willibald Gluck (1714-1787):&quot;Paride ed Elena&quot; (1770)\" href=\"https:\/\/soundcloud.com\/gbopera\/christoph-willibald-gluck-1714-1787paride-ed-elena-1770\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Christoph Willibald Gluck (1714-1787):&#8221;Paride ed Elena&#8221; (1770)<\/a><\/div>\n<p><strong><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">&#8220;PARIDE ED ELENA&#8221;<br \/>\n<\/span><\/strong><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Dramma per musica\u00a0 in cinque atti su libretto di Ranieri de\u2019Calzabigi<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Prima rappresentazione: Vienna, Burgtheater 3 novembre 1770.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Musica di <strong>Christoph Willibald Gluck<br \/>\n<\/strong><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Elena, regina di Sparta\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em>Susan Gritton (soprano)<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Paride, figlio di Priamo\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em>Magdalena Ko\u017een\u00e1 (mezzosoprano)<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Amore sotto nome di Erasto <\/em>Carolyn Sampson (soprano)<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Pallade, un troiano\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em>Gillian Webster (soprano)<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Gabrieli Consort &amp; Players<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Direttore: <strong>Paul McCreesh<br \/>\n<\/strong><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Registrazione: Londra, ottobre 2003<br \/>\n<\/em><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">La\u00a0 presente edizione rende pienamente giustizia all\u2019opera di Gluck e almeno per due elementi emerge come una delle pi\u00f9 interessanti incisioni di quel decennio e fortunatamente sono gli elementi essenziali per la riuscita dell\u2019opera.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">I <strong>Gabrieli Consort &amp; Players<\/strong> sotto la direzione di <strong>Paul McCreesh <\/strong>suonano infatti in modo semplicemente splendido offrendo dell\u2019opera una lettura incantevole fatta di colori vividi e brillanti ma sempre leggeri che evocano le migliori atmosfere di certa pittura mitologica fra tardo rococ\u00f2 e primo neoclassico dove la futura brillantezza di David si stempera ancora nel languore erotico di Boucher tanto pi\u00f9 irresistibile quanto pi\u00f9 apparentemente innocente e casuale ed ecco quindi sonorit\u00e0 languide, carezzevoli, di seduttiva morbidezza ma al contempo sempre rette con assoluto rigore stilistico ed espressivo ed in cui emerge con estrema chiarezza tutta l\u2019originalit\u00e0 dell\u2019orchestrazione gluckiana. Sul piano orchestrale un\u2019esecuzione veramente paradigmatica del modo di intendere questo repertorio cos\u00ec come esemplare per senso dello stile e presenza sonora \u00e8 la prova del coro. Inoltre in conclusione viene proposta una differente versione del finale pi\u00f9 ampia e strutturata con ripresa circolare dei vari momenti musicali in una\u00a0 forma di grande brillantezza.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Altro elemento di forza il Paride di <strong>Magdalena Ko\u017een\u00e1<\/strong>, per primo luogo bisogna essere grati a McCreesh di ave affidato il ruolo ad una voce femminile e non ad un controtenore inoltre la cantante boema \u2013 all\u2019epoca ancora molto giovane \u2013 si dimostra interprete assolutamente ideale per il personaggio. Voce dal colore chiaro e luminoso, quasi sopranile, di rara morbidezza ed eleganza nell\u2019emissione risulta semplicemente perfetta per la parte del principe troiano di cui coglie pienamente la natura languida e malinconica ed il carattere giovanile, quasi adolescenziale del ruolo che in certe inflessione sembra quasi ricordare un fratello maggiore solo un poco pi\u00f9 serio e posato del futuro Cherubino mozartiano. Abbiamo gi\u00e0 detto che le alcune delle arie di Paride sono fra le pi\u00f9 belle composte da Gluck ma \u00e8 innegabile che sia difficile immaginarle cantate meglio e interpretate con maggior convinzione di quanto faccia la Ko\u017een\u00e1.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Susan Gritton<\/strong> \u00e8 una piacevolissima Elena, la dizione italiana non ha la naturalezza della Ko\u017een\u00e1 ma \u00e8 comunque pulita e corretta e la prova vocale mostra un attento studio e una buona musicalit\u00e0, le si pu\u00f2 se mai imputare un certo distacco espressivo<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"> ma \u00e8 anche vero che lo stesso personaggio come tratteggiato da Gluck non manca di una sua compita rigidezza. <strong>Carolyn Sampson <\/strong>si dimostra un Amore sufficientemente brillante e scanzonato e in grado di affrontare con sicurezza i\u00a0 passaggi di coloratura (non estremi ma comunque presenti &#8211; \u201c<em>Nell&#8217;idea\u00a0ch&#8217;ei\u00a0volge\u00a0in\u00a0mente<\/em>\u201d). Voce robusta e accento giustamente autorevole caratterizzano la Pallade <strong>Gillian Webster <\/strong>che bissa il suo impegno anche nella parte del marinaio troiano del primo atto mentre \u00e8 assai flebile l\u2019anonimo tenore solista del coro nell\u2019assolo del III atto.<\/span><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Christoph Willibald Gluck\u00a0(Erasback, Alto Palatinato 1714 \u2013 Vienna 1787) Andata in scena al Burgtheater di Vienna il 3 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":166,"featured_media":78406,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15,2666],"tags":[14671,2819,14679,12871,12869,331,12870,3998,12185,4041],"class_list":["post-78402","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondimenti","category-christoph-willibald-gluck","tag-approfondimenti","tag-carolyn-sampson","tag-christoph-willibald-gluck","tag-gabrieli-consort-players","tag-gillian-webster","tag-magdalena-kozena","tag-paride-ed-elena","tag-paul-mccreesh","tag-ranieri-de-calzabigi","tag-susan-gritton"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/78402","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/166"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=78402"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/78402\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":78405,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/78402\/revisions\/78405"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/78406"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=78402"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=78402"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=78402"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}