{"id":78457,"date":"2014-12-26T13:11:15","date_gmt":"2014-12-26T12:11:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=78457"},"modified":"2015-03-18T10:37:01","modified_gmt":"2015-03-18T09:37:01","slug":"christoph-willibald-gluck-1714-1787-iphigenia-in-aulis-rev-richard-wagner","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/christoph-willibald-gluck-1714-1787-iphigenia-in-aulis-rev-richard-wagner\/","title":{"rendered":"Christoph Willibald Gluck (1714-1787): &#8220;Iphigenia in Aulis&#8221; (Rev. Richard Wagner)"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><em>Trag\u00e9die-Op\u00e9ra in tre atti su libretto di Fran\u00e7ois Gand-Leblanc du Roullet da Racine. Revisione, traduzione e adattamento di Richard Wagner (1847).\u00a0 <strong>Camilla Nylund<\/strong> (Iphigenia), <strong>Michelle Breedt<\/strong> (Klyt\u00e4mnestra), <strong>Christian Elsner<\/strong> (Achilles), <strong>Oliver Zwarg<\/strong> (Agamemnon), <strong>Raimund Nolte<\/strong> (Kalchas), <strong>Mirjam Engel<\/strong> (Artemis), <strong>Richard Logiewa<\/strong> (Patroklus \/ Anf\u00fchrer), <strong>Thilo Dahlmann<\/strong> (Arcas). <strong>Chorus Musicus K\u00f6ln, Das Neue Orchester, Christoph Spering <\/strong>(direttore). Registrazione: K\u00f6ln, Deutschlandfunk Kammermusiksaal, 3-10 aprile 2013 <\/em><strong>2 CDs OEHMS Classics OC953<br \/>\nIn occasione di una ripresa a Dresda dell\u201d<em>Iphigenie en Aulide<\/em>\u201d di Gluck Wagner realizz\u00f2 appositamente una propria versione dell\u2019opera<\/strong> intervenendo in modo significativo tanto sul libretto \u2013 non si tratta di una semplice traduzione ma di un\u2019autentica riscrittura realizzata dallo stesso Wagner secondo precisi principi drammaturgici \u2013 quanto sul piano musicale; un\u2019operazione per certi versi simile ma con soluzioni pi\u00f9 radicali rispetto a quella condotta nel 1859 da Berlioz sull\u2019\u201d<em>Orfeo ed Euridice<\/em>\u201d. <strong>L\u2019interesse di Wagner nei confronti del teatro di Gluck era per molti versi quasi inevitabile specie negli anni \u201940<\/strong> quanto era in corso la riflessione teorica che avrebbe portato il compositore alla definitiva rottura con le forme dell\u2019opera tradizionale e alla nascita dell\u2019ideale dell\u2019\u201dopera d\u2019arte totale\u201d che si sarebbe in seguito realizzato nella Tetralogia. In quest\u2019ottica il teatro di Gluck con la sua tendenza a superare le partizioni rigide fra aria e recitativo, la centralit\u00e0 dell\u2019elemento drammatico e la rigorosa logica che veniva a connettere fra loro tutti gli elementi rappresentava un\u2019inevitabile modella di riflessione per lo stesso Wagner; egualmente fra le opere del compositore di Erasbach era quasi inevitabile che l\u2019attenzione wagneriana si concentrasse proprio sull\u2019\u201d<em>Iphigenie en Aulide<\/em>\u201d le cui tematiche \u2013 il tema del sacrificio, la centralit\u00e0 dell\u2019elemento femminile come punto di snodo della vicenda drammatica, il rapporto fra umano e soprannaturale\/divino \u2013 erano sicuramente le pi\u00f9 prossime all\u2019universo poetico wagneriano di quegli anni in cui il compositore era appena uscito dalla composizione del \u201c<em>Die Fliegende Holl\u00e4nder<\/em>\u201d e della prima versione del \u201c<em>Tannh\u00e4ser\u201d<\/em> e stava lavorando al \u201c<em>Lohengrin<\/em>\u201d. Ifigenia inevitabilmente destinata ad essere sacrificata per un bene pi\u00f9 grande doveva apparire a Wagner come una sorta di archetipo di Senta e di Elisabeth e forse non \u00e8 casuale che nella riscrittura musicale si sentano come in trasparenza echi di questi personaggi.<br \/>\nSul piano drammaturgico Wagner semplifica e alleggerisce l\u2019insieme; molti personaggi minori vengono soppressi o fortemente ridimensionati \u2013 come nel caso di Patroclo; i recitativi vengono ridotti anche in modo significativo ed i balletti sono totalmente espunti in nome di una maggior compattezza dell\u2019insieme.<br \/>\n<strong>La vicenda viene seguita in modo fedele fino al finale dove gli interventi di Wagner si fanno decisamente pi\u00f9 estesi<\/strong>, la nuova stesura del libretto elimina totalmente l\u2019inverosimile lieto fine con le nozze fra Achille ed Ifigenia \u2013 per altro originariamente non previsto da Gluck e verosimilmente imposto da ragioni contingenti legate al gusto francese \u2013 per tornare allo svolgimento originario della vicenda previsto da Euripide e Racine con l\u2019apparizione di Artemide che salva Ifigenia portandola con se in Tauride, momento che nella revisione wagneriana si presenta come un\u2019autentica apoteosi, quasi una prova generale di quella che sar\u00e0 l\u2019apoteosi di Senta nella versione definitiva del \u201c<em>Die Fliegende Holl\u00e4nder<\/em>\u201d.<br \/>\n<strong>La versificazione non \u00e8 priva di efficacia teatrale anche se non sempre la prosodia tedesca si sposa compiutamente con le esigenze melodiche della scrittura gluckiana<\/strong> e in alcuni passaggi ritroviamo formule analoghe a quelle utilizzate nelle opere precedenti, si pensi al finale con l\u2019unisono di tutti sulle parole \u201cNach Troja!\u201d che immediatamente non pu\u00f2 che ricordare il \u201cNach Rom!\u201d dei pellegrini del \u201c<em>Tannh\u00e4ser\u201d<\/em>.<br \/>\n<strong>Sul piano strettamente musicale vediamo un rafforzamento della compagine orchestrale<\/strong> alla ricerca di un suono pi\u00f9 denso e robusto, pi\u00f9 vicino alla nuova sensibilit\u00e0 romantica; vengono raddoppiate le viole, rinforzate le sezioni dei fiati e degli ottoni. L\u2019andamento melodico e armonico dei singoli brani \u00e8 invece stabilmente rispettato anche se si assiste alla volont\u00e0 di ridurre drasticamente la differenza fra recitativi ed arie in modo molto maggiore di quanto fosse pensabile all\u2019epoca di Gluck. La distribuzione vocale dei ruoli rimane quella originaria ma alcune vocalit\u00e0 sono trasformate alla luce del nuovo gusto del tempo; questo adattamento \u00e8 evidente soprattutto per la figura di Achille originariamente pensato per un haute-contre nella pi\u00f9 pura tradizione del Settecento francese \u00e8 che diventa nella riscrittura wagneriana un tenore drammatico, quasi un heldentenorer ma anche la parte di Agamennone subisce modifiche non indifferenti passando da un\u2019originaria vocalit\u00e0 di basso cantante a quello di autentico baritono.<br \/>\nRegistrata nel 2013 dalla radio tedesca questa registrazione ha sicuramente il suo punto di forza nella <strong>Das Neue Orchester<\/strong> e nel <strong>Chorus Musicus K\u00f6ln<\/strong> guidati dal loro fondatore e direttore stabile <strong>Christoph Spering<\/strong>; si tratta di una lettura capace di unire assoluto rigore filologico e trascinante forza vitale; il suono \u00e8 sempre pulito, luminoso, di smaltata compattezza; il fraseggio orchestrale teso, fortemente teatrale nel suo passo scandito e vitale, di grande forza comunicativa. Se proprio si vuole trovare una pecca a questa lettura va forse cercata nella scelta di una lettura molto gluckiana nella sua chiarezza neoclassica, forse pi\u00f9 vicina all\u2019idea originale dell\u2019opera che alla rilettura in chiave romantica che ne fa Wagner.<br \/>\nNella compagnia di canto si assiste ad un deciso predominio qualitativo da parte della componente femminile del cast, fenomeno per altro non raro in questi tempi. <strong>Camilla Nylund<\/strong> \u00e8 un\u2019ottima protagonista; il soprano finlandese \u2013 grande specialista dei ruoli lirici wagneriani e straussiani \u2013 dispone di una voce molto bella, morbida e carezzevole con acuti sicuri e settore grave solido e ricco di suono. Inoltre l\u2019interprete \u00e8 molto convincente nel tratteggiare l\u2019ingenuo e melanconico eroismo della protagonista, la sua evoluzione psicologica fino all\u2019accettazione del suo ruolo di vittima sacrificale che come detto l\u2019accomuna ad alcune creazioni wagneriane degli stessi anni. La grande scena del primo atto \u201c<em>Hab &#8216;ich recht geh\u00f6rt?<\/em>\u201d colpisce per il lirismo del canto e l\u2019intensit\u00e0 dell\u2019espressione come i bei duetti con Achille e con la madre.<br \/>\n<strong>Michelle Breedt <\/strong>come Klyt\u00e4mnestra non \u00e8 altrettanto perfetta sul piano vocale, anzi si nota una certa discontinuit\u00e0 fra i registri ed un settore grave a tratti ovattato specie nei recitativi. Di contro sostiene bene la tessitura decisamente acuta del ruolo \u2013 la parte fu risistemata da Wagner per Wilhelmine Schr\u00f6der-Devrient che era sostanzialmente un soprano \u2013 ed interpreta con grande convinzione esaltando la natura drammatica del personaggio. Merita di essere segnalata la prova del soprano <strong>Mirjam Engel <\/strong>nel breve ruolo di Artemis non solo cantato con grande eleganza e musicalit\u00e0 ma la cui voce chiarissima e delicata, quasi infantile, evoca alla perfezione quell\u2019infinit\u00e0 giovinezza che \u00e8 uno dei tratti peculiari della divina fanciulla.<br \/>\nLa parte maschile si attesta purtroppo su un livello decisamente pi\u00f9 basso anche se in generale di accettabile professionalit\u00e0. <strong>Oliver Zwarg <\/strong>\u00e8 chiamato ad affrontare l\u2019impervia parte di Agamennon i cui monologhi sono fra le pagine pi\u00f9 drammaticamente compiute dell\u2019intera produzione gluckiana e che Wagner arricchisce ulteriormente di una forza emotiva che fa dell\u2019Atride una sorta di incunabolo di Wotan. Zwarg ha una voce decisamente baritonale, di colore anche abbastanza chiaro, di buona ampiezza e sonorit\u00e0 naturale ma non sempre controllatissima mentre l\u2019interprete cerca di evidenziare la forza drammatica del personaggio quasi aggredendo certe linee vocali \u2013 specie nei recitativi \u2013 ma spesso tende ad essere troppo prosaico. L\u2019immensa \u201c<em>O Artemis, Erzurnte<\/em>\u201d che apre l\u2019opera \u00e8 risolta in modo sostanzialmente corretto ma \u00e8 lontanissima dall\u2019intensit\u00e0 emotiva che altri interpreti del ruolo sapevano trasmettere.<br \/>\n<strong>Christian Elsner<\/strong> \u00e8 un Achilles solido e squillante, la voce non \u00e8 particolarmente attraente ma robusta e sicura e la parte \u00e8 retta con sicurezza ammirevole considerando l\u2019impegno richiesto anche se si sente la mancanza di un autentico abbandono lirico specie nel duetto con Ifigenia che chiude il II atto. Molto modesto il Kalchas di <strong>Raimund Nolte<\/strong>, in primo luogo la voce \u00e8 troppo leggera e manca di quella cavata ampia e profonda richiesta dal ruolo inoltre il controllo dell\u2019emissione \u00e8 spesso problematico e la voce tende ad indurirsi e a sfibrarsi quanto \u00e8 chiamata a salire in acuto. Completano il cast <strong>Richard Logiewa <\/strong>come Patroklus la cui presenza \u00e8 molto ridotta nella revisione wagneriana e <strong>Thilo Dahlmann<\/strong> come Arcas.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Trag\u00e9die-Op\u00e9ra in tre atti su libretto di Fran\u00e7ois Gand-Leblanc du Roullet da Racine. 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