{"id":78476,"date":"2020-01-18T00:49:47","date_gmt":"2020-01-17T23:49:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=78476"},"modified":"2020-08-16T08:53:22","modified_gmt":"2020-08-16T06:53:22","slug":"richard-strauss-celebrations-le-opere-die-liebe-der-danae","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/richard-strauss-celebrations-le-opere-die-liebe-der-danae\/","title":{"rendered":"Richard Strauss  (1864 &#8211; 1949): &#8220;Die Liebe der Danae&#8221; (1944)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Richard Strauss<\/strong> (Monaco di Baviera 1864 \u2013 Garmisch-Partenkirchen 1949)<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong><em>Die Liebe der Danae<\/em> <\/strong>(<em>L&#8217;amore di Danae<\/em>) <em>op. 83, Heitere Mythologie (Mitologia &#8220;gioiosa&#8221; ) in tre atti su libretto di Joseph Gregor<\/em>.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Penultima opera di Strauss, <em>Die Liebe der Danae<\/em> costituisce la realizzazione definitiva di un progetto iniziato da Hofmannsthal quando, nel 1920, aveva inviato al compositore un abbozzo di un libretto il cui argomento<\/strong>, come si evince da una lettera del 30 aprile di quell\u2019anno:<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u201cappartiene al mito della grecit\u00e0 arcaica, trattato in maniera impertinente, come una novella milesia, nel carattere di Luciano [\u2026]. Esige una musica leggera e spiritosa, come solo Lei pu\u00f2 creare\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Nel 1920 questo progetto rimase un semplice abbozz<\/strong>o e fu accantonato a favore di <em>Elena Egizia<\/em> prima e di <em>Arabella<\/em> poi, per essere ripreso sedici anni dopo su suggerimento di Willi Schuch, futuro biografo di Strauss; questi aveva avuto modo di leggere questi abbozzi sulla rivista \u00abCorona\u00bb, dove erano stati pubblicati, nel 1933, da Herbert Steiner curatore dell\u2019edizione delle opere complete del drammaturgo tedesco. <strong>Ancora una volta ad essere incaricato della stesura del libretto fu Joseph Gregor<\/strong> che, in un anno, dal mese di luglio del 1936 allo stesso mese del 1937, dovette porre mano a quattro stesure diverse prima di soddisfare i <em>desiderata<\/em> di Strauss; questi, nel frattempo, con la solita delicatezza che contraddistinse i suoi rapporti con Gregor, aveva commentato la seconda stesura del libretto con un semplice quanto perentorio: <em>Non corrisponde a ci\u00f2 che mi aspetto<\/em>. In realt\u00e0 anche la quarta stesura del libretto fu parecchio tormentata a causa degli interventi e dei suggerimenti di Clemens Krauss che, insieme alle richieste di Strauss, finirono per modificare totalmente il progetto originario di Hofmannsthal. <strong>Alla fine il compositore si dichiar\u00f2 contento del lavoro di Gregor affermando che il libretto era <em>molto divertente e pieno di vero spirito greco<\/em><\/strong> e, appena finita la composizione di <em>Dafne<\/em>, si mise subito al lavoro per mettere in musica la nuova opera la cui partitura fu completata il 28 giugno 1940.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>La prima rappresentazione sub\u00ec dei ritardi soprattutto per la volont\u00e0 di Strauss che, probabilmente deluso dagli allestimenti durante la guerra, intendeva differirne la <em>premi\u00e8re<\/em> a due anni dopo l\u2019armistizio<\/strong>. Come ricordato da lui stesso, Strauss decise di chiudere il manoscritto in un cassetto per dedicarsi alla composizione della sua ultima opera <em>Capriccio<\/em> che avrebbe visto le scene prima di <em>Die Liebe der Danae<\/em> il 28 ottobre 1942. Soltanto due anni dopo, dietro le insistenze di Krauss che voleva cos\u00ec celebrare l\u2019ottantesimo compleanno del compositore (11 giugno 1944), si cominci\u00f2 a parlare della rappresentazione la cui realizzazione fu impedita dal precipitare degli eventi bellici. Si era stabilito, infatti, di rappresentare l\u2019opera a met\u00e0 agosto al Festival di Salisburgo, ma il clima di tensione prodottosi in Germania in seguito alla scoperta, nel mese di luglio del 1944, del piano ordito per uccidere Hitler, Joseph Goebbels aveva proclamato la guerra totale con la conseguente chiusura di tutti i teatri all\u2019interno dei confini del Reich. Nonostante ci\u00f2 il governo nazista autorizz\u00f2 una rappresentazione privata, quasi una prova generale in realt\u00e0, alla quale assistettero invitati, ufficiali e soldati feriti;<strong> il 16 agosto 1944 si tenne, quindi, questa rappresentazione sotto la direzione di Krauss, con la regia di Hartmann e con Hans Hotter (Jupiter) e Viorica Ursuleac (Danae)<\/strong>. La prima rappresentazione pubblica ebbe luogo al Festival di Salisburgo il <strong>14 agosto 1952<\/strong>, tre anni dopo la morte di Strauss, sempre sotto la direzione di Krauss, ma con Paul Sch\u00f6ffler e Annelies Kupper come interpreti.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/XeAM9UsMfCU\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong><em>L\u2019opera<br \/>\nAtto primo<br \/>\n<\/em><\/strong><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Re dell\u2019isola di Eos, Polluce, una volta ricchissimo, \u00e8 dipinto ironicamente all\u2019inizio dell\u2019opera come un nobile caduto in disgrazia e assalito dai creditori.<\/strong> L\u2019unica ricchezza rimastagli \u00e8 la figlia, Danae, che ha rifiutato molti pretendenti e che l\u2019anziano padre vorrebbe dare in sposa a Mida, il re pi\u00f9 ricco della terra che, secondo il mito, tramutava in oro tutto ci\u00f2 che toccava. Tutto questo si apprende nella vivace, quasi operettistica scena iniziale, la cui scrittura da commedia musicale borghese appare evidente gi\u00e0 nel tema iniziale affidato all\u2019orchestra che accompagna dei cori, definiti dallo stesso Strauss di colore grigio brunastro, che dialogano con Polluce.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Un netto cambio di atmosfera si produce nello splendido interludio orchestrale intitolato <em>Der Goldregen<\/em> (<em>La magia dell\u2019oro<\/em>)<\/strong>, caratterizzato da un tema leggerissimo introdotto dalla celesta e dal glockenspiel che rappresentano una pioggia d\u2019oro. Pagina orchestrale estremamente raffinata dal punto di vista delle scelte timbriche, la <em>Magia dell\u2019oro<\/em> rappresenta il sogno di Danae che \u00e8 stata avvolta sensualmente durante il sonno da una pioggia d\u2019oro, come si apprende da quanto la fanciulla narra subito dopo all\u2019ancella Xante. Per rappresentare ci\u00f2 Strauss fece ricorso a tutte le sue doti di compositore di musica a programma con eleganti florilegi dei legni e dell\u2019arpa su un tappeto timbrico estremamente rarefatto e affidato agli archi, mentre Giove fa sentire la sua voce negli interventi degli ottoni. Nel lungo duetto, intessuto dei sogni virginali di Danae che si esprime spesso in eleganti movenze di carattere liederistico, si apprende anche che la fanciulla ha intenzione di sposare soltanto colui che sar\u00e0 in grado di ridestare l\u2019emozione provata durante il sogno.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Un\u2019ironica marcia in 5\/4, che accompagna il coro e quattro ninfe, Io, Alcmene, Europa e Leda, tutte vittime di un\u2019avventura amorosa con Giove,<\/strong> introduce una scena di carattere processionale che annuncia l\u2019arrivo di Mida. Questi, introdotto in modo principesco e sontuoso con l\u2019accompagnamento di paggi ed eunuchi secondo l\u2019uso lidio, si presenta sotto le mentite spoglie di Crisoforo, il portatore d\u2019oro e suo sarto. Con Mida in incognito Danae si produce in un lungo duetto nel quale inizialmente resta meravigliata dal modo in cui l\u2019uomo tratta le altre regine. Non meno sorprendenti sono le richieste dell\u2019uomo che desidera vedere Danae in tutte le posizioni affinch\u00e9 possa ben lavorare per essa; il finto sarto, inoltre, parla del re informando la donna su ogni dettaglio della sua vita. Secondo il suo racconto Mida sarebbe stato un principe povero protagonista, pur nella miseria, di numerose avventure amorose, fino a quando avrebbe fatto la conoscenza di un vecchio dietro le cui spoglie si celava Giove che gli concesse una ricchezza enorme a condizione di restituirla nel momento in cui avrebbe suonato una certa melodia sul suo corno da caccia. Sempre secondo quanto raccontato dal falso Crisoforo, Giove si era interessato a lui perch\u00e9 sapeva trattare con dolcezza quelle donne alle quali egli si avvicinava in diverse sembianze. Questo racconto produce in Danae un\u2019intensa emozione anche perch\u00e9 la fanciulla ricorda l\u2019episodio della pioggia d\u2019oro di cui \u00e8 stata protagonista. Nel prosieguo del duetto, del quale Strauss non era molto soddisfatto dal punto di vista drammaturgico, ma che si segnala per squarci d\u2019intenso lirismo, per una scrittura che richiama le caratteristiche di quella lidia e per gli interventi del coro, si apprende che il finto Crisosforo chiede la mano di Danae per il suo padrone lasciando perplessa e confusa la donna che si sente particolarmente attratta dal presunto sarto.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Un altro interludio marziale, costruito su uno dei temi fondamentali del duetto, sul cui incedere intervengono il coro e Polluce, introduce un altro personaggio; si tratta di Giove, travestito da Mida, che saluta Danae come sua sposa mentre l\u2019atto si conclude in una scrittura limpida quasi mozartiana.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong><em>Atto secondo<br \/>\n<\/em><\/strong><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>\u00a0Un breve brano strumentale aperto da un leggero tema dei primi violini introduce la scena iniziale dell\u2019atto secondo che si svolge in un grande salone da festa<\/strong>. Qui le quattro regine, Leda, Semele, Europa, Alcmena, un tempo amate da Giove che si \u00e8 congiunto a loro assumendo le pi\u00f9 svariate forme, a ritmo di valzer, preparano il talamo nuziale e nel frattempo rimproverano il dio perch\u00e9 ha ingannato Danae manifestandosi in forma di pioggia d\u2019oro. <strong>In questa scena, la cui scrittura, musicalmente, appare limpida, quasi mozartiana, Giove afferma di essere questa volta veramente innamorato e appare geloso di Mida, nei confronti del quale la fanciulla si sente attratta.<\/strong> Questi, in un lungo colloquio con Giove, cerca di spiegare alla divinit\u00e0 che Danae all\u2019attrazione dell\u2019oro preferisce ascoltare la voce del suo cuore. Giove, geloso e indispettito per le spiegazioni di Mida, pronuncia nei suoi confronti una solenne condanna: tutto ci\u00f2 che toccher\u00e0 si trasformer\u00e0 in oro.<strong> La prima vittima di questa condanna \u00e8 proprio Danae che, ignara di ogni cosa, annunciata dall\u2019orchestra con un fremito di danza, si trasforma in una statua d\u2019oro avendo abbracciato Mida<\/strong>. La donna d\u00e0 vita con Mida ad un duetto pieno di <em>pathos,<\/em> nel quale Strauss fa ricorso alla sua conoscenza dell\u2019orchestra trattata con grande cura nella scelta dei timbri e a una scrittura contrappuntistica che esalta la voce del violino solista. Al termine del duetto Strauss costruisce un\u2019altra incantata pagina sinfonica: si tratta dell\u2019incantesimo con cui il giardino delle rose viene trasformato in oro. <strong>Dal punto di vista musicale il compositore d\u00e0 vita ad una struttura poliritmica con il \u00be, che caratterizza il tema principale e le parti di Mida e Danae, e il 6\/8 che, invece, informa le parti di accompagnamento e di contrappunto. In particolare la struttura ritmica \u00e8 costruita in modo tale che ad ogni battuta in \u00be ne corrispondano due in 6\/8.<\/strong> Nella parte finale della scena il canto a due di Mida e Danae costituisce la testimonianza che i loro cuori ormai formano quasi una persona sola. Il pietrificante suono dei fiati riconduce la scena alla realt\u00e0 che sar\u00e0 presto svelata a Danae da Giove. Il dio rivela sia la sua vera identit\u00e0 che quella di Mida, un asinaio diventato re per sua grazia, affermando nel contempo di essere stato lui l\u2019autore della pioggia d\u2019oro. Danae, posta di fronte alla drammatica scelta fra Giove e Mida, decide, duettando con un violino solista, di seguire quest\u2019ultimo preferendo il suo amore piuttosto che l\u2019eterna divinit\u00e0 promessale dal primo. Giove \u00e8 beffato e sfoga la sua ira nel concitato finale.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong><em>Atto terzo<br \/>\n<\/em><\/strong><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Un breve preludio, aperto da un lirico tema perorato dall\u2019orchestra e soprattutto dagli archi e costituito dalle principali melodie sin qui ascoltate dell\u2019opera, apre l\u2019ultimo atto<\/strong>, la cui scena iniziale si svolge nella capanna dove vivono Mida e Danae. Appena sveglio, l\u2019uomo contempla Danae ancora addormentata; subito dopo, in una scrittura estremamente dolce e rarefatta e, al tempo stesso, languida e sensuale, racconta alla donna amata come Giove lo abbia prima sottratto alla sua condizione di asinaio promettendogli e donandogli grandi ricchezze e, poi, come sia stato rovinato sempre dalla vendicativa divinit\u00e0 a causa del suo amore per Danae. Di raffinata fattura, il duetto, nel quale ritornano alcuni dei temi gi\u00e0 ascoltati in precedenza, si segnala per un acceso lirismo che esalta il contenuto del colloquio tra i due personaggi i quali si soffermano sulla forza dell\u2019amore che simbolicamente vince su quella dell\u2019oro e della ricchezza. <strong>In questo duetto sembra racchiuso, inoltre, il messaggio dell\u2019opera che intende esaltare la forza dell\u2019amore capace di dare quella felicit\u00e0 che l\u2019oro non pu\u00f2 regalare. <\/strong>Un breve interludio orchestrale, nel quale ritornano alcuni temi che hanno caratterizzato Giove nell\u2019atto secondo, introduce il padre degli dei qui sbeffeggiato da Mercurio per l\u2019ennesima avventura galante andata male. In questo passo, che Strauss apprezzava tanto, ma che in realt\u00e0 non sembra sostenuto da una straordinaria ispirazione, la scrittura orchestrale si fa leggera quasi da commedia musicale. Anche le quattro regine, in seguito, si uniscono a Mercurio nel canzonare Giove in una scena che non trova, per la verit\u00e0, nuovi spunti melodici, ma che si segnala, comunque, per un\u2019ottima fattura contrappuntistica.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Questo tono da commedia borghese prosegue nella scena successiva,<\/strong> quando, durante un banchetto che Giunone sta organizzando per riconquistare lo sposo infedele, giunge Polluce, inseguito dai suoi creditori che per poco non aggrediscono Giove, scambiandolo, sempre secondo uno schema da commedia degli equivoci, per Mida. Il <em>deus ex machina<\/em> di questa piccola bega \u00e8 Mercurio che, prima, rabbonisce i creditori risarcendoli con una cascata di monete d\u2019oro e, poi, consola Giove affermando che l\u2019amore di Danae per Mida non resister\u00e0 alla prova della miseria a cui la donna \u00e8 costretta.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Un breve interludio orchestrale, costruito con i temi dell\u2019ultima parte del duetto tra Giove e Mercurio, introduce la scena successiva in cui Danae si produce in un assolo di morbido lirismo<\/strong> <em>(Wie ungibst du mich mit Frieden<\/em>) nel quale la fanciulla esprime la sua condizione di sposa felice; al termine dell\u2019assolo Giove si presenta sotto le mentite vesti di un viandante tentando un ultimo approccio, ma, colpito dalla forza del sentimento d\u2019amore che Danae difende in modo appassionato, diventa un padre amorevole. Nello splendido finale si pu\u00f2 celebrare dunque la forza dell\u2019amore coniugale nel <em>Majaerz\u00e4hlung<\/em>, dove la donna \u00e8 circondata dalla bellezza dei fiori di Maja, qui esaltata da una scrittura orchestrale intrisa di dolce e tenero lirismo, mentre a un Giove, un dongiovanni ormai vecchio e stanco, sconfitto e beffato in questa sua ultima avventura amorosa, non resta che accettare un fermaglio d\u2019oro, simbolo di unione. <strong>L\u2019opera, che, come affermato dallo stesso Strauss in una lettera indirizzata a Gregor, rappresenta <em>il crepuscolo degli dei Greci<\/em> e <em>il commiato della sensualit\u00e0 ellenica<\/em>, si conclude su un sereno e rassicurante accordo di <em>si bemolle maggiore<\/em> che mette la parola fine alle varie peripezie.<\/strong><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Richard Strauss (Monaco di Baviera 1864 \u2013 Garmisch-Partenkirchen 1949) Die Liebe der Danae (L&#8217;amore di Danae) op. 83, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":48,"featured_media":78479,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15,295],"tags":[12961,14671,11991,12959,12601,12962,12605,12960,14675,2272,12505,12602,12963],"class_list":["post-78476","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondimenti","category-richard-strauss","tag-annelies-kupper","tag-approfondimenti","tag-clemens-krauss","tag-die-liebe-der-danae","tag-hans-hotter","tag-herbert-steiner","tag-joseph-gregor","tag-paul-schoffler","tag-richard-strauss","tag-rudolf-hartmann","tag-stefan-zweig","tag-viorica-ursuleac","tag-willi-schuch"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/78476","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/48"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=78476"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/78476\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":78497,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/78476\/revisions\/78497"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/78479"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=78476"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=78476"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=78476"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}