{"id":78520,"date":"2015-01-25T15:41:43","date_gmt":"2015-01-25T14:41:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=78520"},"modified":"2015-09-11T18:40:29","modified_gmt":"2015-09-11T16:40:29","slug":"regine-crespin-song-recital","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/regine-crespin-song-recital\/","title":{"rendered":"R\u00e9gine Crespin (1927-2007): Song Recital"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\"><strong>Robert Schumann: <\/strong><em>\u201cAbschied von Frankreich\u201d, \u201cNacht der Gebur ihres Sohnes\u201d, \u201cAn die K\u00f6nigin Elisabeth\u201d, \u201cAbschied von der Welt\u201d, \u201cGebet\u201d (\u201cCinque poesie di Maria Stuarda&#8221;, op. 135), <\/em><strong>Hugo Wolf<\/strong>: <em>\u201cIn der Fr\u00fche\u201d, \u201cDer G\u00e4rtner\u201d, \u201cDas verlassene M\u00e4gdlein\u201d, \u201cIch hab\u2019in Penna\u201d (\u201cItalianisches Liederbuch\u201d), \u201cAnakreons Grab\u201d (\u201cGedichte von J. W. Goethe\u201d), \u201cVerschwiegene Liebre\u201d (\u201cGedichte von Joseph von Eichendorff). <strong>Claude Debussy: <\/strong>\u201cLa fl\u00fbte de Pan\u201d, \u201cLa chevelure\u201d, \u201cLe tombeau des Na\u00efades\u201d (\u201cTrois chansos de Bilitis, L. 90), <strong>Francis Poulenc<\/strong>: \u201cChanson d\u2019Orkenise\u201d, \u201cH\u00f4tel\u201d (\u201cBanalit\u00e9s\u201d), \u201cLe carafon\u201d, \u201cLa reine de coer\u201d (\u201cLa Courte Paille), \u201cLes gars qui vont \u00e0 la f\u00eate\u201d (\u201cChansons Villageoises\u201d), \u201cC\u201d, \u201cF\u00eates galantes\u201d (\u201cDeux Po\u00e8mes de Loius Aragon<\/em>\u201d). Pianoforte: <strong>John Wustman. <\/strong>Registrazioni Londra Giugno 1966 (nn. 1.11) e Londra maggio 1967 nn. (12-21).<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Bonus track: Giuseppe Verdi: <\/em><\/strong><em>\u201cTacea la notte\u201d (\u201cIl trovatore\u201d), \u201cMia madre avea\u2026Piangea cantando\u2026Ave Maria\u201d (\u201cOtello\u201d), <strong>Arrigo Boito<\/strong>: \u201cL\u2019altra notte in fondo al mare\u201d (\u201cMefistofele\u201d), <strong>Pietro Mascagni<\/strong>: \u201cVoi lo sapete, o mamma\u201d (\u201cCavalleria rusticana\u201d). <\/em><strong>Orchestra della Royal Opera House of Covent Garden, <\/strong>direttore: <strong>Edward Downes<\/strong>. Registrazioni: Londra giugno 1963 (nn. 22-25). T.Time 1h19\u201908. <strong>1 CD Decca 0289 480 8148 6<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<strong>R\u00e9<\/strong><strong>gine Crespin<\/strong>, cantante marsigliese (1927-2007) \u00e8 stata una delle pi\u00f9 raffinate interpreti liriche della sua generazione tanto nel repertorio di soprano quanto in quello di mezzosoprano affrontati con eguale intelligenza e senso dello stile. Al repertorio operistico \u2013 per altro vastissimo spaziando dal barocco al Novecento \u2013 la cantante francese ha sempre affiancato un\u2019intensa attivit\u00e0 di tipo cameristico secondo un\u2019impostazione abituale nel mondo germanico ma pi\u00f9 insolita per i cantanti di estrazione latina. Proprio il repertorio cameristico \u00e8 protagonista di questo CD pubblicato nella collana <em>Most Wanted recitals!<\/em> della Decca dove la cantante \u00e8 accompagnata dal pianista <strong>John Wustman<\/strong>. Il programma si suddivide in due sezioni dedicate rispettivamente al repertorio tedesco e a quello francese. In apertura sono i cinque lieder, c<strong>omposti da Schumann sulla traduzione tedesca di poesie di Maria Stuarda,<\/strong> nei quali la melanconica melodia schumaniana \u00e8 esaltata dalle doti della Crespin, voce morbida, carezzevole, luminosa, ottima dizione anche in tedesco \u2013 ricordiamo che \u00e8 stata interprete wagneriana di levatura storica \u2013 innata eleganza nel porgere e ottime doti di scavo interpretativo della frase. Tra i brani, che hanno per di pi\u00f9 un tono dolente e melanconico, si distingue il terzo della serie <em>\u201cAn die K\u00f6nigin Elisabeth\u201d<\/em> dal taglio fortemente teatrale in cui la natura operistica della Crespin pu\u00f2 trovare uno sfogo.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>La serie di brani di Hugo Wolf<\/strong> gioca sull\u2019alternanza di registri fra composizioni dal taglio lirico e dolente come <em>\u201cIn der Fr\u00fche\u201d<\/em> ed altre pi\u00f9 brillanti e ricche di inflessioni popolari come la celebre<em> \u201cDer G\u00e4rtner<\/em>\u201d. Sul piano espressivo i risultati pi\u00f9 compiuti sono forse quelli ottenuti in <em>\u201cAnakreons Grab\u201d<\/em> su testo di Goethe dove la Crespin coglie pienamente la malinconia composta e neoclassica dei versi goethiani.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>Molto ricca la sezione dedicate alle melodies francesi<\/strong> dove la natura di madrelingua della Crespin unita alla carezzevole morbidezza della voce trova un terreno espressivo ideale. Le <em>\u201cTrois chansos de Bilitis<\/em>\u201d L. 90 di Debussy sono un trionfo di fragilit\u00e0 impressioniste; tra esse spicca <em>\u201cLa fl\u00fbte de Pan\u201d <\/em>in cui le note sembrano costruire una struttura fragile e cangiante come certi vetri di Gall\u00e9 mentre <em>\u201cLa chevelure\u201d<\/em> ha un andamento pi\u00f9 drammatico prossimo a certi stilemi di \u201c<em>Pellas et Melisande<\/em>\u201d. Con Francis Poulenc la Crespin ebbe un rapporto di diretta collaborazione che ebbe il suo punto culminante nell\u2019incisione, sotto la sorveglianza dell\u2019autore, dei \u201c<em>Dialogues des Carm\u00e9lites<\/em>\u201d (1958) in cui il soprano impersona una Madame Lidoine rimasta paradigmatica. I primi brani da \u201c<em>Banalit\u00e8s<\/em>\u201d mantengono ancora forti legami con la tradizione impressionista anche se l\u2019impianto \u00e8 pi\u00f9 solido e mancano le fragili preziosit\u00e0 della scrittura di Debussy; il tono cambia con \u201c<em>La carafon<\/em>\u201d in cui comincia ad emergere una scrittura pi\u00f9 ironica e leggera che raggiunger\u00e0 la massima evidenza in <em>\u201cLes gars qui vont \u00e0 la f\u00eate\u201d <\/em>e \u201c<em>F\u00eates galantes\u201d <\/em>in cui la Crespin si dimostra a pieno agio anche in una scrittura vocale decisamente anticanonica con il canto che sconfina nel parlato senza soluzione di continuit\u00e0 e con l\u2019adozione di moduli sostanzialmente estranei alla vocalit\u00e0 tradizionale. In altri brani dal passo pi\u00f9 lirico e drammatico la vocalit\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 tradizionale con una maggior attenzione al dato passionale e drammatico rispetto alla tradizione post-impressionista con cui i legami non sono in ogni caso totalmente troncati.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>Come bonus sono inseriti alcuni brani operistici incisi nel 1963<\/strong> con l\u2019orchestra del Covent Garden diretta da <strong>Edward Downes<\/strong>, si tratta di brani da opere italiane \u2013 e dispiace l\u2019assenza di qualche brano operistico francese che avrebbe fornito un interessante confronto con i brani cameristici. La lunga scena di Desdemona dall\u2019\u201d<em>Otello<\/em>\u201d verdiano \u00e8 un\u2019autentica lezione di stile: lo squisito lirismo della voce, la cura del fraseggio che coglie pienamente la natura nobilmente melanconica del personaggio, l\u2019ottima tecnica \u2013 le mezze voci che chiudono l\u2019\u201d<em>Ave Maria<\/em>\u201d sono semplicemente splendide \u2013 danno del brano un\u2019esecuzione da ricordare. Convince meno la Leonora de \u201c<em>Il trovatore<\/em>\u201d in cui nonostante la bellezza vocale della cantante si nota qualche difficolt\u00e0 in acuto. Ottimamente cantata la Margherita del \u201c<em>Mefistofele<\/em>\u201d di Boito mentre la Santuzza di \u201c<em>Cavalleria rusticana<\/em>\u201d \u00e8 fin troppo educata e corretta mancando quella diretta passionalit\u00e0 che il ruolo sembra naturalmente prevedere.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Robert Schumann: \u201cAbschied von Frankreich\u201d, \u201cNacht der Gebur ihres Sohnes\u201d, \u201cAn die K\u00f6nigin Elisabeth\u201d, \u201cAbschied von der Welt\u201d, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":166,"featured_media":78521,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[4106,3064,12990,1713,153,5621,12991,11073,968],"class_list":["post-78520","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cd-e-dvd","tag-arrigo-boito","tag-claude-debussy","tag-edward-downes","tag-francis-poulenc","tag-giuseppe-verdi","tag-hugo-wolf","tag-john-wustman","tag-regine-crespin","tag-robert-schumann"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/78520","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/166"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=78520"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/78520\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":78523,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/78520\/revisions\/78523"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/78521"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=78520"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=78520"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=78520"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}