{"id":78553,"date":"2020-12-19T01:16:08","date_gmt":"2020-12-19T00:16:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=78553"},"modified":"2020-12-19T17:28:46","modified_gmt":"2020-12-19T16:28:46","slug":"jules-massenet-herodiade","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/jules-massenet-herodiade\/","title":{"rendered":"Jules Massenet (1842-1912): &#8220;H\u00e9rodiade&#8221; (1881)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Op\u00e9ra tragique in quattro atti su libretto di Paul Milliet e Henri Gr\u00e9mont (Georges Hartmann), da Flaubert. Prima rappresentazione: Bruxelles, Th\u00e9\u00e2tre Royal de la Monnaie, 19 dicembre 1881<br \/>\n<\/span><\/em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong> Il progetto di <em>H\u00e9rodiade<\/em> cominci\u00f2 a prendere forma nel 1878 quando Hartmann, dopo aver scartato l\u2019idea di Milliet e di Massenet di scrivere un poema d\u2019amore che evocasse un po\u2019 il <em>Cantico dei cantici<\/em>, propose la composizione di una <em>pi\u00e8ce<\/em> teatrale che s\u2019ispirasse alla celebre opera di Gustave Flaubert, <em>Trois contes<\/em>, pubblicata nel 1878.<\/strong> Il personaggio di Salom\u00e8 aveva attratto molti scrittori tra cui il poeta St\u00e9phane Mallarm\u00e9 il quale aveva pensato a una <em>pi\u00e8ce<\/em> teatrale dedicata, per\u00f2, alla madre H\u00e9rodiade, ma non aveva completato l\u2019opera lasciando frammenti presi a modello da altri. Sulla sua scia avevano scritto della perversa giovinetta Salom\u00e8 e della madre H\u00e9rodiade altri autori tra cui Oscar Wilde, Richard Strauss, Paul Hindemith, ma per il lavoro di Massenet il modello utilizzato fu sicuramente quello di Gustave Flaubert a cui probabilmente si aggiunsero brani tratti dalla <em>Vie de J\u00e9sus<\/em> di Renan soprattutto quelli realtivi alle vicende del Battista e alla stirpe di Erode presenti nei capitoli sesto e dodicesimo. Quando Hartmann propose questo soggetto, chiese, tuttavia, di firmare lui stesso il libretto con lo pseudonimo di Gr\u00e9mont rivendicandone per s\u00e9 anche i diritti. Dopo alcuni giorni Massenet, Hartmann e Milliet partirono per Milano non solo per assistere alla messa in scena di <em>Le roi de Lahore<\/em> alla Scala, ma per accordarsi anche con Ricordi per la rappresentazione di <em>H\u00e9rodiade<\/em> in Italia. Fu deciso che l\u2019opera sarebbe andata in scena contemporaneamente alla Scala e all\u2019Op\u00e9ra di Parigi e a questo punto al libretto si aggiunse una nuova firma, quella di Zanardini in qualit\u00e0 di traduttore. <strong>Massenet, quindi, lavor\u00f2 per due anni e mezzo all\u2019opera che orchestr\u00f2 a Pourville e nel 1881 pot\u00e9 portarla in visione al nuovo direttore dell\u2019Op\u00e9ra, Vaucorbeil il quale la rifiut\u00f2 in quanto poco fiducioso nella qualit\u00e0 del libretto.<\/strong> Il compositore deluso si riprese la partitura e and\u00f2 via senza alcuna speranza di vedere rappresentata la sua opera, ma, secondo quanto egli scrisse in <em>Mes souvenirs<\/em>, la fortuna gli venne in soccorso nella persona di Calabr\u00e9si, direttore del Th\u00e9\u00e2tre Royal de la Monnaie che gli chiese appunto <em>H\u00e9rodiade<\/em>. Lo stesso Massenet ricord\u00f2 questo incontro e la relativa proposta:<\/span><br \/>\n<em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">So (mi disse avvicinandomi il signor Calabr\u00e9si) che lei ha una grande opera: H\u00e9rodiade. Se lei vuole darmela, io la allestisco subito al Th\u00e9\u00e2tre de la Monnaie.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Ma lei non la conosce? Gli dissi.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Non mi permetterei mai di chiedere a lei, proprio a lei, un\u2019audizione.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Ebbene! Io, replicai subito, questa audizione gliela infliggo.<br \/>\n<\/span><\/em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Ma\u2026 domani mattina riparto per Bruxelles.<\/em><br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">A questa sera, allora! Risposi. La attender\u00f2 alle otto nel magazzino di Hartmann. Questo sar\u00e0 chiuso a quell\u2019ora\u2026 vi saremo soli<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><\/a>.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u00a0Ben presto iniziarono le prove e l\u2019opera, affidata alle voci di <strong>Marthe Duvivier <\/strong>(Salom\u00e8), di<strong> Blanche Deschamps <\/strong>(H\u00e9rodiade), di <strong>Vergnet <\/strong>(Jean), di<strong> Manoury <\/strong>(H\u00e9rode), di<strong> Gresse<\/strong> (Phanuel), di <strong>Fontaine (Vitellius) <\/strong>e alla bacchetta di<strong> Joseph Dupont, and\u00f2 in scena il 19 dicembre 1881<\/strong>, <strong>ottenendo un successo strepitoso<\/strong> tanto che la regina Maria Enrichetta, tra il secondo e il terzo atto, si compliment\u00f2 con il compositore il quale, due giorni dopo, fu nominato cavaliere dell\u2019Ordine di Leopoldo. <strong>Arnold Mortier sul numero del 20 dicembre 1881 di \u00abLe Figaro\u00bb ci ha lasciato un preciso resoconto della <em>premi\u00e8re <\/em>di <em>H\u00e9rodiade<\/em> a Bruxelles:<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">&#8220;Questa <em> premi\u00e8re <\/em>di <em>H\u00e9rodiade<\/em> \u00e8 divenuta una vera solennit\u00e0 parigina, una manifestazione artistica in favore della giovane scuola francese che Massenet rappresenta cos\u00ec brillantemente. Non solo tutti i giornali di Parigi avevano inviato dei redattori a La Monnaie, ma alcune personalit\u00e0 di spicco del mondo delle prime parigine hanno tenuto a fare il viaggio. [\u2026] La graziosa sala di Bruxelles offre dunque un colpo d\u2019occhio veramente interessante. Un notevole frammento della famosa \u00abTout Paris\u00bb si \u00e8 trovata mescolata al fior fiore di \u00abTout Bruxelles\u00bb. Ecco il signor Halanzier che apre a Massenet le porte della nostra Op\u00e9ra, il generale di Galliffet, i signori Antonin Proust, Armand Gouzien, Saint-Sa\u00ebns, Jonci\u00e8re, Duquesnel, l\u2019editore Hartmann, l\u2019amico devoto e l\u2019uomo d\u2019affari del compositore di <em>H\u00e9rodiade<\/em>; il redattore capo del <em>Fig<\/em><em>aro<\/em>; il signor Jouvin, il suo eminente critico musicale; i signori Albert Wolff, Bonnat, Toch\u00e9, Serpette, barone di Beyens, Rapha\u00ebl Bischoffsheim, Daniel Bernard, Burty, \u00c9douard Thierry, Hecht, marchese di Falletans, Benjamin Godard, Clairin, Escalier, Henri R\u00e9gnier, Lassalle, dell\u2019Op\u00e9ra, che adora la partitura di Massenet e spera bene di cantare un giorno il ruolo di H\u00e9rode; Gravi\u00e8re, il direttore del teatro di Ginevra, che sta per mettere in scena <em>H\u00e9rodiade<\/em>; la signorina Antonine, i signori Audran, Guiraud, Colonne, Alphonse Duvernoy, madame Viardot, i signori Philbert Josl\u00e9, Calmann-L\u00e9vy figlio, \u00c9douard No\u00ebl, Stouling, Albert Vanloo, Napol\u00e9on Ney ecc.. Sono, del resto, venuti, giornalisti dall\u2019Italia, dalla Germania, e da San Pietroburgo. [\u2026] Nei corridoi molto animati, gai, dove certe personalit\u00e0 parigine sono circondatissime, questo grido dal cuore ritorna del resto in tutte le conversazioni:<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Com\u2019\u00e8 che l\u2019Op\u00e9ra di Parigi non ha messo in scena una tale opera?[\u2026]<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Nulla manc\u00f2 al trionfo di Massenet. Bis, chiamate, acclamazioni di ogni sorta, lunghe ovazioni. Ecco il riassunto di questa magnifica serata che \u00e8 stata una grande vittoria&#8221;<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Anche Il critico di \u00abLe Figaro\u00bb Jouvin dedic\u00f2 due articoli ad<\/strong><em> H\u00e9rodiade<\/em>, il primo dei quali, uscito lo stesso giorno della cronaca di Mortier, \u00e8 costituito, come confess\u00f2 lo stesso giornalista, da <em>righe gettate in fretta sull\u2019ultimo accordo di H\u00e9rodiade<\/em> che <em>possono esprimere solo le sensazioni che la critica prova e condivide con il pubblico; per la loro rapidit\u00e0 stessa si soffermano necessariamente sulla superficie dell\u2019opera e non ne possono sfiorare le alte vette. <\/em>Gi\u00e0 in questo articolo si intuisce l\u2019ottima impressione suscitata dall\u2019opera nel critico che prosegu\u00ec:<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">&#8220;Quest\u2019opera disseminata di grandi bellezze, \u00e8 stata accolta nel pi\u00f9 importante teatro del Belgio come si doveva all\u2019opera di un maestro. Le qualit\u00e0 di prim\u2019ordine della partitura di <em>H\u00e9rodiade<\/em> ben constatate, non riuscirebbero a vietare alla Critica di prendere a sua volta la parola, ma per discuterne le tendenze. Cosa che far\u00f2 domani&#8221;<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Infine il critico Victor Wilder su \u00abLe M\u00e9nestrel\u00bb (ann. 48, n. 4, 25 dicembre 1881, pp. 27-28) cos\u00ec si espresse<\/strong>:<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">&#8220;Quanto alla partitura del signor Massenet, \u00e8 sicuramente degna dell\u2019autore della <em>Marie-Magdelaine<\/em> e del <em>Roi de Lahore<\/em>. Il giovane maestro \u00e8 ora al-l\u2019apogeo del suo talento, e in relazione all\u2019abilit\u00e0 di mano, possiede i profondi segreti del mestiere, quelli che la musa non rivela che ai soli iniziati. Qualunque sia l\u2019effetto che egli sogna, lo raggiunge con una precisione che fa meravigliare l\u2019ascoltatore. Tutto ci\u00f2 che l\u2019arte pu\u00f2 dare, tutto ci\u00f2 che la musica pu\u00f2 rendere: la grazia e la forza, il fascino e il potere, lo tiene in mano per disporne a sua volont\u00e0, non, \u00e8 vero, con la stessa felicit\u00e0, ma sempre con una simile sicurezza. Si \u00e8 parlato delle tendenze del signor Massenet, lasciando pensare che questo prudente si era avventurato nelle foreste vergini, dove Richard Wagner prova audacemente di aprire la strada dell\u2019arte dell\u2019avvenire. \u00c8 troppo dirlo! Che il signor Massenet abbia subito, come tutti i musicisti della sua generazione, l\u2019influenza del profeta di Bayreuth, non sapremmo contestarlo. Ma se il giovane maestro francese si \u00e8 talvolta appropriato felicemente dei procedimenti tecnici dell\u2019autore del <em>Lohengrin<\/em>, \u00e8 lontano dal professare la stessa religione. C\u2019\u00e8 nell\u2019<em>H\u00e9rodiade <\/em>una preoccupazione visibile di rinnovare le forme consacrate dell\u2019opera, o di ringiovanirle piuttosto, senza arrivare tuttavia a romperle. Vi \u00e8 una transazione tra l\u2019antico e il nuovo testamento, come quella che Verdi ha tentato con <em>Aida<\/em> sul terreno italiano. Questa fusione si \u00e8 operata con una felicit\u00e0 eccezionale nella gran parte del primo quadro, dove del resto l\u2019originalit\u00e0 del signor Massenet si manifesta con pi\u00f9 splendore e, cos\u00ec nella scena del tempo israelita, con le sue incantevoli danze ieratiche e la sua melodica liturgia ebraica, un magnifico <em>pendant<\/em> alla scena del tempio egiziano del capolavoro di Verdi. Se volessi entrare nei dettagli della partitura, avrei ben altre pagine da segnalare, poich\u00e9 non c\u2019\u00e8 un quadro in cui non vi si possano rilevare dei pezzi di valore [\u2026] In somma, e per concludere: un\u2019opera di alto livello. Non essendo destinata alla scena dell\u2019Op\u00e9ra, <em>H\u00e9rodiade<\/em> non potrebbe inquadrarvisi senza sforzo; non sarebbe meno spiacevole di privare il pubblico parigino di una partitura di questo valore, che meriterebbe un posto d\u2019onore sulla scena del Th\u00e9\u00e2tre-Lyrique, il giorno in cui si avr\u00e0 il generoso pensiero di restituircela&#8221;<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Il desiderio del critico di \u00abLe M\u00e9nestrel\u00bb non fu subito esaudito e l\u2019Op\u00e9ra,<\/strong> <em>dove<\/em>, come notato anche da Schneider, <em>avrebbe certo dovuto da molto tempo aver posto<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\"><\/a><\/em>, apr\u00ec le sue porte ad <em>H\u00e9rodiade<\/em> soltanto nel 1921, nove anni dopo la morte del suo autore. Dalla sua <em>premi\u00e8re<\/em> l\u2019opera, tuttavia, fu ripresa spesso in Belgio tanto da superare la centesima replica in trent\u2019anni e fu rappresentata per 50 serate consecutive a Lione dove la scomunica dell\u2019arcivescovo della citt\u00e0 sort\u00ec l\u2019effetto di pubblicizzarla. Soltanto nel 1884 <em>H\u00e9rodiade <\/em>giunse a Parigi dove fu rappresentata, tradotta in italiano, al Th\u00e9\u00e2tre Italien, ma con scarsi risultati e infine nel 1921, dopo aver mietuto successi non solo in varie citt\u00e0 francesi, ma anche a Londra e a Leningrado, Rouch\u00e9, direttore dell\u2019Op\u00e9ra di Parigi, decise di portarla sulla scena del prestigioso teatro dove <em>H\u00e9rodiade<\/em> raggiunse velocemente la centesima ripresa rimanendo spesso in cartellone.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>L\u2019azione si svolge nella Giudea governata dal tetrarca Erode Antipa, innamorato da tempo della bellissima danzatrice Salom\u00e8 la quale, a sua volta, ama in modo mistico il profeta Jean che va annunciando il prossimo arrivo del Messia venuto a rigenerare la terra.<\/strong> Il profeta Jean, censurando continuamente la viziosa H\u00e9rodiade che ha un rapporto incestuoso con H\u00e9rode, suscita il terribile odio della donna che, per vendicarsi, promette al proconsole romano Vitellius, mandato da Roma per calmare le velleit\u00e0 di rivolta del tetrarca, di far condannare a morte il profeta, unico impostore. Inoltre H\u00e9rodiade chiede al mago Phanuel in che modo castigare Salom\u00e8, oggetto del desiderio sfrenato del vecchio marito, e il mago le rivela che Salom\u00e8 \u00e8 sua figlia abbandonata e creduta morta. Intanto H\u00e9rode ha fatto imprigionare Jean ordinandone l\u2019esecuzione e Salom\u00e8, venuta al palazzo per implorare la salvezza del profeta, scopre che Jean \u00e8 stato ucciso. Folle di disperazione, allora, si scaglia contro H\u00e9rodiade, la vera colpevole, ma, quando apprende che \u00e8 sua madre, si uccide con un pugnale, evocando, mentre muore, l\u2019unione eterna della sua anima con quella del profeta in un mondo migliore.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Anche di <em>H\u00e9rodiade<\/em> esistono diverse versioni delle quali le due pi\u00f9 importanti sono certamente la prima, rappresentata a La Monnaie, e quella italiana, approntata dal compositore per la prima rappresentazione alla Scala di Milano il 23 febbraio 1882<\/strong>. Per la Scala Massenet aveva apportato alcune importanti modifiche che avevano reso l\u2019opera pi\u00f9 vicina allo stile italiano e, inoltre, meno \u201cimmorale\u201d riducendo gli elementi sensuali in essa contenuti e ampliando il ruolo di Phanuel.<\/span><br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/w.soundcloud.com\/player\/?url=https%3A\/\/api.soundcloud.com\/tracks\/182172264&amp;color=ff5500&amp;auto_play=false&amp;hide_related=false&amp;show_comments=true&amp;show_user=true&amp;show_reposts=false\" width=\"100%\" height=\"166\" frameborder=\"no\" scrolling=\"no\"><\/iframe><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Herodiade-Es.-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-78565\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Herodiade-Es.-1-290x77.jpg\" alt=\"Herodiade Es. 1\" width=\"290\" height=\"77\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Herodiade-Es.-1-290x77.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Herodiade-Es.-1-150x40.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Herodiade-Es.-1-366x97.jpg 366w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Herodiade-Es.-1.jpg 512w\" sizes=\"auto, (max-width: 290px) 100vw, 290px\" \/><\/a><strong>L\u2019opera si apre con una breve introduzione sinfonica<\/strong> (<em>Andante moderato<\/em>), definita da Jouvin nel primo dei suoi articoli per \u00abLe Figaro\u00bb di <em>bel carattere<\/em> e preziosa nelle scelte dei colori orchestrali. Molto belli sono gli eterei accordi dei legni sostenuti dai violini e accompagnati da altrettanto eterei e affascinanti arpeggi dell\u2019arpa. Dopo un assolo del violoncello, che si produce quasi in una breve cadenza solistica, i violini primi intonano una melodia soave (Es. 1) sulla quale \u00e8 costruito il preludio caratterizzato anche da momenti appassionanti.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Herodiade-Es.-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-78566 \" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Herodiade-Es.-2-290x68.jpg\" alt=\"Herodiade Es. 2\" width=\"354\" height=\"83\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Herodiade-Es.-2-290x68.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Herodiade-Es.-2-150x35.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Herodiade-Es.-2-366x86.jpg 366w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Herodiade-Es.-2.jpg 512w\" sizes=\"auto, (max-width: 354px) 100vw, 354px\" \/><\/a><strong>Questo breve preludio introduce perfettamente l\u2019opera caratterizzata da una scrittura raffinatissima sia a livello orchestrale che armonico<\/strong>, di cui un primo significativo esempio \u00e8 costituito dall\u2019aria di Salom\u00e8, <em>Il est doux, il est bon<\/em>, nella quale la donna dichiara il suo amore per Jean su un iniziale accordo di dominante di <em>mi bemolle maggiore<\/em> di grande sensualit\u00e0. Non meno sensuale \u00e8 l\u2019aria <em>Elle a fui le palais! <\/em>di H\u00e9rode, in cui il Tetrarca esprime il suo amore per Salom\u00e8. Una delle vette pi\u00f9 alte dell\u2019atto \u00e8 certamente l\u2019appassionato duetto tra Salom\u00e8 e Jean, <em>Ce que je veux, \u00f4 Jean<\/em>, dalla raffinatissima scrittura cameristica, che anticipa le opere mature di Massenet, con il violino solista (Es. 2) raddoppiato due ottave sotto dal violoncello solista che esegue un\u2019incantevole melodia di grande fascino.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Un\u2019atmosfera sensuale, alla quale non \u00e8 estranea la temperie <em>fin<\/em> <em>si\u00e8cle<\/em> di matrice baudelairiana, pervade il primo <em>tableau<\/em> dell\u2019atto secondo<\/strong> che introduce il pubblico nella <em>Chambre d\u2019H\u00e9rode<\/em>; qui il tetrarca, circondato da schiave nubiane, non riesce a trovar pace, in quanto tormentato dall\u2019amore per Salom\u00e8 che vede soltanto nelle sue fantasie indotte dal vino drogato ed espresse da languidi cromatismi in un\u2019orchestrazione estremamente raffinata nella quale emerge il sensuale timbro del corno inglese e del saxofono contralto (Es. 3).<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Herodiade-Es.-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-78567\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Herodiade-Es.-3-258x200.jpg\" alt=\"Herodiade Es. 3\" width=\"315\" height=\"244\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Herodiade-Es.-3-258x200.jpg 258w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Herodiade-Es.-3-496x384.jpg 496w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Herodiade-Es.-3-150x116.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Herodiade-Es.-3-366x283.jpg 366w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Herodiade-Es.-3.jpg 512w\" sizes=\"auto, (max-width: 315px) 100vw, 315px\" \/><\/a><strong>La sensualit\u00e0 di questa scena trova il suo culmine nell\u2019aria di H\u00e9rode<\/strong> <em>Visioni fugitive<\/em>, mentre nella scena grand-op\u00e9ra, in cui viene rappresentata la piazza di Gerusalemme, non manca la vena lirica di Massenet nell\u2019<em>Hosannah<\/em> costruito sul tema pieno di <em>pathos<\/em> del preludio. <strong>Il terzo atto<\/strong> si apre con un <em>tableau<\/em> aggiunto per la prima rappresentazione dell\u2019opera a Parigi. Protagonista \u00e8 Phanuel che interroga gli astri e subito dopo si produce in un duetto con H\u00e9rodiade. \u00c8 questo un <em>tableau <\/em>del tutto convenzionale soprattutto se lo si confronta con quello successivo, la grande scena del Tempio di Gerusalemme, un autentico caleidoscopio di timbri e sonorit\u00e0 orchestrali e di situazioni musicali con la salmodia dei sacerdoti, la marcia sacra, il canto ebraico <em>Schemah Isra\u00ebl<\/em>. Dopo un breve intermezzo, il sipario si apre per l\u2019ul-timo atto sulla scena della prigione nella quale si trova il profeta Jean che prima canta <em>Ne pouvant r\u00e9primer les ardeurs de la foi<\/em> e poi d\u00e0 vita, insieme a Salom\u00e8, a un duetto (<em>Quand nos jours s\u2019\u00e9teindront<\/em>) nel quale i due personaggi rievocano il passato confessandosi un amore che si sarebbe realizzato solamente nella morte. Di forte malinconia \u00e8 l\u2019Andantino, <em>Ami, la mort n\u2019est pas cruelle<\/em>. Rispetto al resto dell\u2019opera l\u2019ultimo <em>tableau<\/em>, per quanto spettacolare soprattutto nella <em>Danse finale<\/em> dal ritmo selvaggio, \u00e8 sicuramente inferiore e rivela pi\u00f9 un certo mestiere che le caratteristiche tipiche del linguaggio del maestro francese.<br \/>\n<\/span><em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">La presente guida all&#8217;ascolto \u00e8 tratta dal libro di Riccardo Viagrande, &#8220;Jules Massenet. Les tribulations d&#8217;un auteur&#8221;, Casa Musicale Eco, Monza, 2012, pp. 54-60. Si ringrazia l&#8217;editore per aver concesso la pubblicazione di questo estratto.<\/span><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Op\u00e9ra tragique in quattro atti su libretto di Paul Milliet e Henri Gr\u00e9mont (Georges Hartmann), da Flaubert. 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