{"id":78728,"date":"2015-01-01T19:30:01","date_gmt":"2015-01-01T18:30:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=78728"},"modified":"2017-01-07T00:20:23","modified_gmt":"2017-01-06T23:20:23","slug":"stabat-mater-un-vivaldi-project-allinsegna-della-contaminazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/stabat-mater-un-vivaldi-project-allinsegna-della-contaminazione\/","title":{"rendered":"Stabat Mater \u2013 Un \u201cVivaldi Project\u201d all\u2019insegna della contaminazione"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Teatro di Casalmaggiore (CR)<\/em>,<\/strong> <strong><em>9 gennaio 2015 ore 21.00<\/em> &#8211; <em>Anteprima nazionale<\/em><\/strong><br \/>\nSe la teatralit\u00e0 della musica di Antonio Vivaldi (Venezia, 1678 \u2013 Vienna 1741) e il suo utilizzo nell\u2019ambito della danza \u00e8 oramai un indiscusso <em>continuum<\/em>, la lettura di uno dei brani principali della significativa produzione sacra del \u201cprete rosso\u201d appare una sfida non certo irriverente, ma consona alla speculazione culturale di una compagine artistica che ha fatto della \u201cde-costruzione\u201d e della \u201cri-creazione\u201d il proprio principio fondamentale. Claudio Borgianni e Vincenzo Capezzuto, fondatori del progetto artistico <em>Soqquadro Italiano<\/em>, operante nel campo dello spettacolo dal vivo con particolare attenzione al Barocco italiano, rispolverato e contaminato in un \u201ccaos ordinato\u201d di modernit\u00e0 e tradizione che riesce a interagire straordinariamente con tutte le generazioni di pubblico, portano per la prima volta in scena <em><strong>Stabat Mater \u2013 Vivaldi Project<\/strong> <\/em>al Teatro di Casalmaggiore.<br \/>\nIl risultato del <em>modus operandi <\/em>del duo Borgianni-Capezzuto \u00e8 un coinvolgimento talvolta inatteso, dato l\u2019apparente contrasto di idee che una contaminazione di \u201ccolori\u201d cos\u00ec lontani nel tempo potrebbe offrire all\u2019immaginazione comune.<br \/>\nL\u2019esperienza in ambito teatrale e musicale di <strong>Claudio Borgianni<\/strong> e il talento di un virtuoso nella danza e nel canto quale <strong>Vincenzo Capezzuto<\/strong> non potevano non affidarsi, per la trasfigurazione in gesto di musica e parole, a uno dei coreografi pi\u00f9 importanti sul piano internazionale \u2212 primo italiano a creare per il New York City Ballet e l\u2019Alvin Ailey Dance Company \u2212 <strong>Mauro Bigonzetti<\/strong>, il cui personalissimo linguaggio sa trovare nel corpo umano uno strumento scrittorio di grande efficacia narrativa ed emozionale. Il tutto in una creazione di immagini plastiche e dinamiche che traducono la musica in una \u201ccinetografia\u201d che rapisce lo sguardo e conquista l\u2019anima.<br \/>\nUna sorta di teatro totale fatto di musica, canto, danza e recitazione che lasciamo descrivere ai tre protagonisti, in una inusuale quanto interessante \u201cautopresentazione\u201d di una vera novit\u00e0, che abbiamo tentato di rivelare in parte attraverso alcune domande mirate a far emergere motivazioni, pensieri, propositi.<br \/>\nDa Claudio Borgianni, ideatore di questo progetto, alla mente creatrice delle sequenze coreografiche Mauro Bigonzetti e, <em>last but not least<\/em>, all\u2019interprete unico di quest\u2019opera, Vincenzo Capezzuto. Cos\u00ec \u00e8 nato <em>Stabat Mater. <\/em><br \/>\n<strong>Chiediamo allora a Claudio Borgianni: com&#8217;\u00e8 nata l&#8217;idea di questo lavoro? Ci parli della genesi del nuovo allestimento.<\/strong><br \/>\nIl tema del <em>Pianto della Madonna <\/em>mi ronzava per la testa da molto tempo. Quando Vincenzo Capezzuto ha lanciato l\u2019idea di affrontare lo <em>Stabat Mater <\/em>di Antonio Vivaldi non me lo sono fatto ripetere due volte e mi sono messo subito al lavoro. L\u2019idea di mettere \u201ca <em>soqquadro<\/em>\u201d Vivaldi, attraverso lo <em>Stabat Mater<\/em>, era davvero troppo allettante.<br \/>\n<strong>Un breve spot sulla prima, senza troppo svelare n\u00e9 celare. Cosa deve aspettarsi il pubblico? <\/strong><br \/>\n<em>Stabat Mater &#8211; Vivaldi Project <\/em>potremmo definirlo come una sorta di \u201copera\u201d o meglio, forse, come uno spettacolo di Teatro musicale in cui danza, canto, recitazione e musica si mescolano organicamente e con naturalezza. La musica di Vivaldi \u00e8 davvero straordinaria: \u00e8, oggi come ieri, talmente vivida che, anche se la si scompone, la si riscrive, la si riduce in frammenti, la si \u201cri-suona\u201d elettronicamente, non perde affatto riconoscibilit\u00e0, n\u00e9 la sua insostituibile teatralit\u00e0. Questi, in definitiva, sono i mezzi che abbiamo scelto di usare per raccontare questa Madre, in un\u2019ottica indubbiamente pi\u00f9 spirituale che religiosa.<br \/>\n<strong>Mauro Bigonzetti, un grande nome della coreografia internazionale, firma questo lavoro. Sarebbe improprio voler chiedere a un coreografo il significato di un&#8217;opera, perch\u00e9 si rischia di banalizzare il tutto. Ci limitiamo pertanto, in attesa di vedere e di udire, a chiederle cosa l&#8217;ha affascinato o incuriosito di questo progetto, per cui ha deciso di curarne le coreografie. <\/strong><br \/>\nDirei principalmente per tre motivi. Innanzitutto, mi ha catturato questa idea di contaminazione \u201cquasi folle\u201d, dove tutti linguaggi della scena si mescolano con raffinatezza e delicatezza. Poi la musica antica, che \u00e8 una mia grande passione e che spesso utilizzo per le mie creazioni. Infine, ma sicuramente non meno importante, il rapporto di stima che mi lega a Vincenzo Capezzuto: \u00e8 un artista giovane, ma \u00e8 come se lo conoscessi da secoli.<br \/>\n<strong>Vincenzo ha lavorato con lei in passato interpretando suoi importanti creazioni. Un talento ambivalente quanto pu\u00f2 giovare o suggerire nella messa a punto di un nuovo lavoro? <\/strong><br \/>\nPoter lavorare con un artista con talenti diversi, quale \u00e8 Vincenzo, non ha eguali per un coreografo, perch\u00e9 il lavoro diventa stimolante, si aprono nuovi orizzonti, nuove possibilit\u00e0 creative ed espressive alle volte assolutamente inaspettate.<br \/>\n<strong><em>Dulcis in fundo<\/em>, Vincenzo Capezzuto: chi la conosce come danzatore di straordinaria qualit\u00e0 non pu\u00f2 che rallegrarsi del suo rientro sulle scene della danza. Cosa l\u2019ha spinto a rimettersi in gioco in tal senso? <\/strong><br \/>\nIl mio percorso artistico come danzatore non si \u00e8 mai completamente concluso e credo che mai si concluder\u00e0. Non riesco a immaginarmi cantante senza il mio <em>background <\/em>di danzatore e viceversa, sono due cose inscindibili, che si alimentano a vicenda. Potrei addirittura dire che la danza \u00e8 stata un\u2019ottima scuola per il canto, poich\u00e9 mi ha dato una grande consapevolezza e padronanza del mio corpo, che poi \u00e8 diventato lo \u201cstrumento\u201d del canto. E cos\u00ec, nella realt\u00e0, non ho mai smesso di danzare.<br \/>\n<strong>Da interprete di un lavoro del genere, quali sono le principali emozioni da trasmettere al pubblico in due &#8220;lingue&#8221; diverse come la danza e il canto? <\/strong><br \/>\nQuesto \u00e8 un lavoro in cui si mettono in gioco tutte le emozioni che possono albergare in un essere umano. Come interprete, mi servir\u00f2 dei due linguaggi (tre a dire il vero, perch\u00e9 dovr\u00f2 cimentarmi anche in un breve passo recitato\u2026 speriamo bene!) al massimo delle mie potenzialit\u00e0, per accompagnare il pubblico in questo spettacolo, che \u2212 sono sicuro \u2212 riserver\u00e0 molte sorprese.<br \/>\nSei domande e sei risposte per pregustare, a parole, la magica illusione di calarsi nella dimensione dell\u2019arte totale, nella ricerca di una spiritualit\u00e0 per lo pi\u00f9 dimenticata, ma viva e ruggente nell\u2019animo di chi fa dell\u2019arte la propria voce interiore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"\/\/www.youtube.com\/embed\/vCrd9iQ8r5E\" width=\"425\" height=\"350\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Teatro di Casalmaggiore (CR), 9 gennaio 2015 ore 21.00 &#8211; Anteprima nazionale Se la teatralit\u00e0 della musica di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":70,"featured_media":78729,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[137,8203,14667,5402,13085,13086,1778],"class_list":["post-78728","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interviste","tag-antonio-vivaldi","tag-claudio-borgianni","tag-interviste","tag-mauro-bigonzetti","tag-stabat-mater-vivaldi-project","tag-teatro-comunale-di-casalmaggiore","tag-vincenzo-capezzuto"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/78728","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/70"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=78728"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/78728\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":78780,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/78728\/revisions\/78780"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/78729"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=78728"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=78728"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=78728"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}