{"id":78868,"date":"2015-01-14T15:35:19","date_gmt":"2015-01-14T14:35:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=78868"},"modified":"2016-12-17T13:38:11","modified_gmt":"2016-12-17T12:38:11","slug":"robert-tuhoy-dirige-enrico-dindo-al-teatro-filarmonico-di-verona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/robert-tuhoy-dirige-enrico-dindo-al-teatro-filarmonico-di-verona\/","title":{"rendered":"Robert Tuhoy dirige Enrico Dindo al Teatro Filarmonico di Verona"},"content":{"rendered":"<p><em>Verona, Teatro Filarmonico, Fondazione Arena. Stagione Sinfonica 2014-2015<\/em><br \/>\n<strong>Orchestra dell\u2019Arena di Verona<\/strong><br \/>\nDirettore <strong>Robert Tuhoy<\/strong><br \/>\nVioloncello <strong>Enrico Dindo<\/strong><br \/>\n<em>Andrea Mannucci: <\/em>\u201c<em>Matteo 26\u201d<\/em> [prima esecuzione assoluta]<br \/>\n<em>Samuel Barber:<\/em> Sinfonia n. 1 in un movimento, Op. 9<br \/>\n<em>Anton\u00edn Dvo\u0159\u00e1k: <\/em>Concerto per violoncello e orchestra Op. 104 in Si minore<br \/>\n<em>Verona, 11 Gennaio 2015<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo appuntamento del 2015 al Teatro Filarmonico di Verona propone un programma sinfonico composito e ricco di novit\u00e0, ma altrettanto accorto nel non trascurare il repertorio tradizionale. Apre le danze la \u201cworld premiere\u201d di <strong>Matteo 26<\/strong>, lavoro sinfonico commissionato dalla Fondazione Arena al compositore desenzanese <strong>Andrea Mannucci<\/strong>, ove il testo evangelico cui il titolo fa riferimento si fa ossatura dell\u2019intera composizione attraverso l\u2019antico procedimento compositivo di origine fiamminga che articola frasi musicali a partire da sequenze di lettere o parole. Al primo ascolto la strumentazione della pagina risulta molto articolata e complessa (tanto forse da richiedere un secondo ascolto per poterne cogliere al meglio le finezze d\u2019orchestrazione) ma ha l\u2019indiscutibile pregio di riuscire a creare subito una particolare atmosfera, una tinta coerente e fortemente descrittiva che si adatta perfettamente al soggetto evangelico degli ultimi giorni terreni di Ges\u00f9. Il pubblico accoglie calorosamente la nuova opera, tributando generosi applausi all\u2019autore presente in sala.\u00a0 Segue la prima esecuzione sul palcoscenico veronese della <strong>Sinfonia n. 1 in un movimento, Op. 9 <\/strong>di <strong>Samuel Barber<\/strong>, suggestiva composizione in cui l\u2019autore &#8211; basandosi su tre temi principali &#8211; condensa in un unico movimento della durata di circa venti minuti la classica struttura sinfonica a quattro movimenti. Per quanto si tratti di un\u2019opera giovanile essa presenta, all\u2019interno di una struttura circolare, quella scrittura vivida e densa di lirismo che non teme un\u2019espressivit\u00e0 talvolta ostentata ma di grandissimo potere evocativo che diverr\u00e0 stilema caratterizzante dell\u2019opera del compositore americano. Il gesto di <strong>Robert Tuohy<\/strong>, al suo debutto veronese, \u00e8 sempre chiaro e sa tratteggiare in maniera corretta le ricorrenze tematiche nell\u2019opera e mettere in giusto risalto il dialogo tra le sezioni orchestrali.<br \/>\nIl violoncellista <strong>Enrico Dindo<\/strong> \u00e8 l\u2019atteso protagonista della seconda met\u00e0 del concerto, accolto con grandissimo calore dalla platea veronese in quanto ospite ormai fisso della vita artistica e musicale della citt\u00e0. In programma l\u2019arcinoto <strong>Concerto per violoncello e orchestra Op. 104 in Si minore <\/strong>di <strong>Anton\u00edn Dvo\u0159\u00e1k<\/strong>, che tra tutte le pagine solistiche dedicate al violoncello \u00e8 forse che quella che maggiormente riesce a mettere in luce le estremit\u00e0 tecniche ed espressive dello strumento, cui gli stilemi di un formalismo classico intriso di folklore tipici dell\u2019opera del compositore ceco sembrano adattarsi alla perfezione. L\u2019interpretazione di Enrico Dindo si presenta significativamente differente da quanto ascoltato dal pubblico veronese nell\u2019esecuzione di Mario Brunello con l\u2019Orchestra dell\u2019Accademia Nazionale di Santa Cecilia sul medesimo palcoscenico solo <a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/2013\/09\/antonio-pappano-e-mario-brunello-al-settembre-dellaccademia\">pochi mesi prima<\/a>. L\u2019approccio \u00e8 impetuoso, e non teme qualche asprezza di suono negli inserti virtuosistici, ma si rivela altrettanto chiaro nella dizione di ogni singolo passaggio. Ci\u00f2 che pi\u00f9 colpisce dell\u2019artista piemontese \u00e8 per\u00f2 la duttilit\u00e0 nel variare velocemente il carattere interpretativo adattandosi alla mutevolezza del testo musicale, evidenziando in questo modo al massimo l\u2019espressivit\u00e0 del secondo tema del primo movimento, con una dolcezza di suono commovente. Tale espressivit\u00e0 raggiunge il suo apice nel secondo movimento, un gioco cameristico tra la voce principale e i timbri delicati dei legni. Nel virtuosistico finale Dindo si fa paradigma di un aspetto assolutamente fondamentale della professione del musicista: il divertimento. Con totale disinvoltura risolve la complessa trama tecnica spesso inerpicata nel registro acuto, trascinando l\u2019orchestra \u2013finora misurata e appropriata compagna di viaggio- in una conclusione travolgente, cui il pubblico risponde con ripetute ovazioni. Enrico Dindo si congeda dal pubblico di Verona con la Sarabande dalla Prima Suite in Sol maggiore di J.S. Bach, riscuotendo ancora entusiastici apprezzamenti. <em>Foto Ennevi per Fondazione Arena<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Verona, Teatro Filarmonico, Fondazione Arena. 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