{"id":78921,"date":"2015-01-18T11:55:14","date_gmt":"2015-01-18T10:55:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=78921"},"modified":"2016-12-06T12:58:20","modified_gmt":"2016-12-06T11:58:20","slug":"das-lied-von-der-erde-a-torino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/das-lied-von-der-erde-a-torino\/","title":{"rendered":"&#8220;Das Lied von der Erde&#8221; a Torino"},"content":{"rendered":"<p><em>Torino, Auditorium RAI \u201cArturo Toscanini\u201d, Stagione Concertistica 2014-2015<\/em><br \/>\n<strong>Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI<\/strong><br \/>\nDirettore <strong>Juraj Val\u010duha<\/strong><br \/>\nTenore <strong>Dominik Wortig<\/strong><br \/>\nBaritono <strong>Markus Werba<\/strong><br \/>\n<em>Joseph Haydn<\/em> : Sinfonia in fa diesis minore Hob I n. 45, <em>\u201cAbschieds-Symphonie\u201d<\/em> (<em>Sinfonia degli addii<\/em>)<br \/>\n<em>Gustav Mahler <\/em>: <em>\u201cDas Lied von der Erde\u201d<\/em> (<em>Il canto della terra<\/em>), sinfonia per due voci e orchestra, su liriche tratte da <em>Die Chinesische Fl\u00f6te<\/em> di Hans Bethge<br \/>\n<em>Torino, 16 gennaio 2015<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019accostamento parrebbe molto strano, per non dire anomalo: all\u2019inizio il nono concerto della stagione RAI porge la pagina di Haydn celebre per la stravaganza del finale, in cui tutti gli strumentisti se ne vanno uno a uno, poi il grandioso polittico di poesia e di musica sinfonica di Mahler, esito della ricomposizione di una serie di lutti e sciagure personali (a sua volta reso celebre dalla sofferta pellicola manniana di Visconti, <em>Morte a Venezia<\/em>). Sarebbe bizzarria unire un Haydn giocoso e un Mahler luttuoso, al solo scopo di confezionare il programma di una serata concertistica? No, non \u00e8 cos\u00ec; anzi, l\u2019abbinamento si rivela una profonda riflessione sul significato dell\u2019addio, che il direttore intende con grande seriet\u00e0, e concerta con corrispondente capacit\u00e0 analitica. <strong>Juraj Val\u010duha<\/strong>, alla guida dell\u2019<strong>Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI<\/strong>, accentua le sonorit\u00e0 scure e i timbri corruschi sin dall\u2019avvio della sinfonia n. 45, che Haydn compose nell\u2019estate del 1772 con il proposito di far capire al mecenate ospite, Nikolaus Esterh\u00e1zy, quanto i musicisti desiderassero tornare alle loro case, dopo tanto tempo di permanenza nella pur principesca residenza estiva del castello di Esterh\u00e1za (questo il significato dell\u2019andarsene progressivo di tutti, primo violino e direttore compresi). <strong>Val\u010duha <\/strong><strong>fa capire bene all\u2019ascoltatore come tutto nella sinfonia &#8211; dalla rara tonalit\u00e0 di fa diesis minore alle iterazioni in pianissimo, dal minuetto che trascorre al tono maggiore fino alla destrutturazione del finale in adagio &#8211; sia peculiare, e la porge quindi come una pagina di ripiegamento, quasi di espressione di paura di fronte alla realt\u00e0.<\/strong> Un terrore intimo che la musica denota con un duplice effetto di spegnimento: il direttore lo rintraccia sin dall\u2019<em>Adagio<\/em> del II movimento, secondo le qualit\u00e0 agogiche tradizionali, e poi naturalmente, in termini quantitativi, quando gli strumenti vengono meno uno dopo l\u2019altro. Se la cifra esecutiva del <em>Minuetto<\/em> (<em>Allegretto &#8211; Trio<\/em>) \u00e8 la leggerezza, con le musicalissime enunciazioni del tema a cura del primo violino, <strong>Alessandro Milani<\/strong>, la <em>trouvaille<\/em> del finale \u00e8 declinata con garbo, ma senza alcuna ridicolaggine; come a dire che si tratta pur sempre di un addio, cio\u00e8 di una separazione, di un distacco. E Val\u010duha sottolinea bene come Haydn avesse sfruttato un\u2019occasione giocosa, per esprimere un tema in realt\u00e0 tragico.<br \/>\nAnche <em>Das Lied von der Erde<\/em> reca impresso in s\u00e9 un marchio totale di originalit\u00e0 e di sperimentazione, essendo la forma e la struttura del Lied amplificate fino a trasformarsi nelle articolazioni di una sinfonia tardo-romantica. <strong>A parte qualche tentazione di forti volumi sonori, in Mahler il direttore sortisce di nuovo un effetto molto convincente, poich\u00e9 tutto costruito sull\u2019espressivit\u00e0 musicale del testo poetico. Val\u010duha comprende, in altre parole, che nella sinfonia cantata il ruolo dell\u2019orchestra \u00e8 innanzi tutto quello di accompagnare e sostenere l\u2019effusione lirica dei versi.<\/strong> L\u2019unico rischio di una lettura cos\u00ec espressivamente analitica \u00e8 che manchi un tratto conduttore riconoscibile, un respiro unitario che la musica richiede, al di l\u00e0 dei singoli momenti poetico-musicali. A questo proposito, il Lied pi\u00f9 complicato da affrontare \u00e8 il sesto, quello finale (<em>Der<\/em> <em>Abschied<\/em>, <em>Il<\/em> <em>commiato<\/em>), articolato in due sezioni vocali e in un lungo interludio orchestrale di struggente bellezza. Val\u010duha, con perfetta aderenza allo spirito del testo di Hans Bethge &#8211; in cui un cavaliere al tramonto prefigura il ritorno definitivo alla sua terra &#8211; evita di rendere troppo monumentale l\u2019allusione alla morte, arrestandosi a un gesto, ad accenti, a sonorit\u00e0 decisamente sobri. <strong>L\u2019espressivit\u00e0 si tramuta piuttosto in espressionismo strumentale nell\u2019interludio che precede il finale: un modo, forse anche retorico ma efficacissimo, per evitare le cadenze cimiteriali in cui incorrono alcune esecuzioni.<\/strong><br \/>\nLa parte vocale non \u00e8 cos\u00ec sorprendente come quella orchestrale: il tenore <strong>Dominik Wortig<\/strong> ha voce assai baritonale (e per questo \u00e8 un po\u2019 in difficolt\u00e0 con gli acuti, specie nell\u2019irta pagina d\u2019apertura, <em>Das Trinklied von Jammer der Erde<\/em>, <em>Il brindisi del male della terra<\/em>); la voce \u00e8 piccola, certo adatta al repertorio liederistico, ma non in grado di reggere l\u2019orchestrazione di Mahler (soprattutto se il direttore non si preoccupa di coprirla con i volumi sonori dell\u2019orchestra). Se all\u2019inizio il cantante risulta poco espressivo, riesce pi\u00f9 persuasivo nel terzo Lied di sua competenza (<em>Der Trunkene im Fr\u00fchling<\/em>, <em>L\u2019ubriaco in primavera<\/em>). Per contro il baritono <strong>Markus<\/strong> <strong>Werba<\/strong> ha voce assai chiara (i due cantanti sembrano essersi mutuati i registri), ma notevole capacit\u00e0 interpretativa, tecnica ed emissione pi\u00f9 sicure. Al termine, comunque, sono entrambi festeggiati dal pubblico, insieme all\u2019orchestra e al direttore, che ricevono un\u2019autentica ovazione.<br \/>\nIl momento pi\u00f9 commovente dell\u2019intera esecuzione \u00e8 nel finale, allorch\u00e9 si riaffacciano in partitura le due arpe, a sottolineare come \u00abDie liebe Erde all\u00fcberall \/ Bl\u00fcht auf in Lenz und gr\u00fcnt \/ Aufs neu!\u00bb (<em>La cara terra ovunque Fiorisce in primavera e verdeggia Di nuovo!<\/em>), prima che il baritono ripeta all\u2019infinito \u00abEwig \u2026 ewig \u2026\u00bb (<em>Sempre \u2026 sempre \u2026<\/em>), e che la musica si spenga davvero, in un addio alla vita terrena pregno di dignit\u00e0 e di consapevolezza.\u00a0<em>Foto Pi\u00f9Luce &#8211; OSN RAI Torino<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino, Auditorium RAI \u201cArturo Toscanini\u201d, Stagione Concertistica 2014-2015 Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI Direttore Juraj Val\u010duha Tenore Dominik [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":102,"featured_media":78923,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[9018,14678,7368,746,2733,13201,1253,6483],"class_list":["post-78921","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-alessandro-milani","tag-concerti","tag-dominik-wortig","tag-gustav-mahler","tag-joseph-haydn","tag-jurai-valcuha","tag-markus-werba","tag-orchestra-sinfonica-nazionale-della-rai"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/78921","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/102"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=78921"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/78921\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/78923"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=78921"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=78921"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=78921"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}