{"id":78933,"date":"2015-01-20T14:23:06","date_gmt":"2015-01-20T13:23:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=78933"},"modified":"2016-12-02T19:46:53","modified_gmt":"2016-12-02T18:46:53","slug":"akram-khan-company-kaash","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/akram-khan-company-kaash\/","title":{"rendered":"Akram Khan Company, &#8220;Kaash&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Reggio Emilia, Teatro Valli, Stagione di danza 2014-2015<\/em><br \/>\n<strong>Akram Khan Company<\/strong><br \/>\n<strong>\u201cKAASH\u201d<\/strong><br \/>\nDirezione artistica e coreografia\u00a0<strong>Akram Khan<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Compositore\u00a0<strong>Nitin Sawhney<\/strong><br \/>\nScene\u00a0<strong>Anish Kapoor<\/strong><br \/>\nLuci\u00a0<strong>Aideen Malone<\/strong><br \/>\nCostumi\u00a0<strong>Kimie Nakano<\/strong><br \/>\nMusica Addizionale\u00a0&#8216;Spectre&#8217; di <strong>John Oswald<\/strong> suonata da The Kronos Quartet<br \/>\n<em>Voce\u00a0<\/em><strong>Akram Kahn, B C Manjunath<\/strong><br \/>\nVersione registrata\u00a0<strong>Bernhard Schimpelsberger<\/strong><br \/>\nDanzatori: <strong>Kristina Alleyne, Sad\u00e9 Alleyne, Sung Hoon Kim, Nicola Monaco, Christine Joy Ritter<\/strong><br \/>\n<em>Reggio Emilia, 17 gennaio 2015<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Kaash<\/strong> \u00e8 una parola indi che significa \u201c<em>se<\/em>\u201d, e poggerebbe nell\u2019ipotesi di ridare ciclo alla vita con la danza per rigenerarla da quel microcosmo, centro pulsante, che \u00e8 il cuore dell\u2019uomo. Un\u2019ipotesi affatto sconosciuta all\u2019arte indiana, quella <strong>Kathak<\/strong>, anche se non proprio ricalcata qui nelle coreografie e nelle movenze. Tuttavia proprio di ricreazione si tratta: <strong>Akram Khan<\/strong> rimette in scena una sua pluripremiata coreografia del 2002.<br \/>\nSi tratta di un atto unico della durata di un\u2019ora precisa, come se avesse da accadere qualcosa, che pu\u00f2 solo avverarsi da un ciclo continuo e ininterrotto, da un rituale che avviene sotto i nostri occhi.<br \/>\nLa musica parte subito prepotente, con percussioni e sitar, e sovrasta una scena spoglia che ha di quinta una finestra nera che d\u00e0 nell\u2019infinito cosmico (un buco nero), che \u00e8 silenzio; un silenzio che poi prende la scena e ascolta i passi e i respiri dei danzatori.<br \/>\nTutta la rappresentazione esprime l\u2019esplosivit\u00e0 di <strong>Shiva<\/strong>, (il dio della danza, <em>Na\u1e6dar\u0101ja<\/em>) nel suo \u201c<em>riciclare<\/em>\u201d la vita e si deve alla complicit\u00e0 dei danzatori, simbolo materiale delle sue cinque attivit\u00e0 cosmiche: la creazione (il suo tamburo espresso qui musicalmente, nonch\u00e9 visivamente con la danza a terra), la conservazione e la distruzione (che sono i gesti delle braccia), l\u2019illusione e la liberazione (che sono le movenze dei piedi e le sinuose ruote delle vesti nelle giravolte). La coreografia messa in scena da <strong>Khan<\/strong>, rappresenta l\u2019intero universo manifesto, che viene ri-creato e riavvolto e cos\u00ec di nuovo a ogni ripetizione, ad ogni ritorno dei ballerini in scena, proprio perch\u00e9 la danza \u00e8 quell\u2019eterno mutamento che genera equilibrio, che \u00e8 armonia del ciclo della vita.<br \/>\nSi percepisce la presenza di un\u2019entit\u00e0 creatrice e distruttrice che ha perso la fissit\u00e0 meditativa per incarnare tutta la sua pura fisicit\u00e0 danzante, ricca di tensione muscolare. Si riconoscono bene, perch\u00e9 ripetuti, certi segni col braccio teso e mano racchiusa come proboscide dell\u2019elefante (simbolo della forza) e le braccia allungate di lato, parallele ma arcuate che alludono (al fuoco), al fior di loto, apparentemente fragile ma dallo spirito tenace.<br \/>\nSi \u00e8 incantati dall\u2019apparente improvvisazione dei movimenti dei danzatori che ritornano in sincrono per amplificare l\u2019effetto di un loro uguale gesto. Cos\u00ec il movimento veloce, velocissimo \u00e8 in grado di lasciare, nella stasi finale, quella percezione visiva d\u2019impronta che piano si dilegua ma che lascia prolungato l\u2019effetto. Quello che scorgiamo \u00e8 un movimento unico e grande.<br \/>\nLa materia \u00e8 vita, la materia \u00e8 energia che si esprime col movimento. Il movimento ha un ritmo, il movimento \u00e8 una scansione di icone visive e icone sonore. Tutto viene generato, distrutto e ricreato, in sostanza viene concepito, come <strong>Shiva<\/strong>, a passi di danza. Lo spettacolo non \u00e8 solo visivo. L\u2019accompagnamento musicale ha la medesima valenza segnica di un gesto; \u00e8 l\u2019espressione di altrettanta energia creativa. Quindi la velocit\u00e0 e il ralenti ritornano l\u2019uno nel classico indiano \u201c<strong>Ki Ta Ki Ta<\/strong>\u201d, l\u2019altro in voci che parlano andando al contrario; per un effetto soundtrack <em>chillout<\/em> molto moderno.<br \/>\nCi\u00f2 che rimane di questo spettacolo, oltre all\u2019innegabile professionalit\u00e0 di questo coreografo anglo indiano che vanta di aver lavorato in progetti con\u00a0attrici (Juliette Binoche), cantanti (Kylie Minogue) e scrittori (Hanif Kureishi) e tanto bravo quanto il gi\u00e0 apprezzato<a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/2014\/10\/milanoltre-festival-tatha\" target=\"_blank\"> <strong>Aakash Odedra<\/strong><\/a> anch\u2019egli di origine indiana, \u00e8 il <strong>Tantra<\/strong>, un ordito di movimenti a terra di grande effetto e messo in atto, prima da una ballerina, poi da un ballerino. Un saggio di bravura di danza orizzontale che raramente si ha occasione di vedere. Infatti il Valli era colmo, dalla platea al loggione e ha manifestato ampio consenso con un lungo e accorato applauso. <em>Foto Roy Peters\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Reggio Emilia, Teatro Valli, Stagione di danza 2014-2015 Akram Khan Company \u201cKAASH\u201d Direzione artistica e coreografia\u00a0Akram Khan Compositore\u00a0Nitin [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":122,"featured_media":78962,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[744],"tags":[13149,11219,14677,13148,1630],"class_list":["post-78933","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-danza","tag-akram-khan","tag-akram-khan-company","tag-danza","tag-kaash","tag-teatro-valli-di-reggio-emilia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/78933","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/122"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=78933"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/78933\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":78961,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/78933\/revisions\/78961"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/78962"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=78933"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=78933"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=78933"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}