{"id":78996,"date":"2015-01-23T22:23:24","date_gmt":"2015-01-23T21:23:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=78996"},"modified":"2016-12-18T22:40:26","modified_gmt":"2016-12-18T21:40:26","slug":"palermo-teatro-massimo-gisela","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/palermo-teatro-massimo-gisela\/","title":{"rendered":"Palermo, Teatro Massimo: &#8220;Gisela!&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><em>Palermo, Teatro Massimo, Stagione Lirica 2015<\/em><em><br \/>\n<\/em><strong>\u201cGISELA!\u201doder, <\/strong><strong><em>Die merk- und denkw\u00fcrdigen Wege des Gl\u00fccks<\/em><br \/>\n<\/strong>Spettacolo di teatro musicale in due parti<br \/>\nLibretto di <strong>Hans Werner Henze, Michael Kerstan <\/strong><strong>e Christian Lehnert<\/strong><br \/>\nMusica di<strong> Hans Werner Henze<\/strong><br \/>\n<em>Gisela <\/em>VANESSA GOIKOETXEA<br \/>\n<em>Gennaro Esposito<\/em> ROBERTO DE BIASIO<br \/>\n<em>Hanspeter Schluckebier<\/em> LUCIO GALLO<br \/>\n<em>Turisti<\/em> MARIA CHIARA PAVONE, PATRIZIA GENTILE, ROSOLINO CLAUDIO CARDILE, GIUSEPPE ESPOSITO, SALVATORE GRIGOLI<br \/>\nOrchestra, Coro e Corpo di ballo del Teatro Massimo<br \/>\nDirettore<strong> Constantin Trinks <\/strong><br \/>\nMaestro del coro <strong>Piero Monti<\/strong><br \/>\nRegia <strong>Emma Dante <\/strong><br \/>\nScene <strong>Carmine Maringola<\/strong><br \/>\nCostumi<strong> Vanessa Sannino<\/strong><br \/>\nMovimenti coreografici<strong> Sabino Civilleri <\/strong><strong>e Manuela Lo Sicco <\/strong><br \/>\nLuci <strong>Cristian Zucaro <\/strong><br \/>\nNuovo allestimento del Teatro Massimo di Palermo<br \/>\nPrima rappresentazione in Italia <strong><br \/>\n<\/strong><em>Palermo, 21 gennaio 2015 <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sensazione di <em>d\u00e9j\u00e0-vu<\/em> \u00e8 dietro l\u2019angolo. Ancora una volta \u00e8 infatti un\u2019opera di rara esecuzione ad inaugurare la stagione operistica del Teatro Massimo di Palermo. E ancora una volta la regia viene affidata a <strong>Emma Dante<\/strong>, rafforzando il legame sempre pi\u00f9 solido che unisce l\u2019artista palermitana al teatro della sua citt\u00e0. Un legame che si era instaurato proprio nel gennaio 2014 con l\u2019allestimento di <a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/2014\/01\/67639\/\"><em><span style=\"text-decoration: underline;\">Feuersnot<\/span><\/em> <\/a>di Richard Strauss, salutato da pieno successo di pubblico e critica. Quest\u2019anno il testimone \u00e8 passato a <em>Gisela!<\/em> di Hans Werner Henze, un lavoro per il quale una volta tanto non \u00e8 inopportuno utilizzare l\u2019aggettivo \u2018contemporaneo\u2019. In effetti risulta difficile non riconoscere la contemporaneit\u00e0 di <em>Gisela!<\/em>, ultimata dal compositore nel 2010 e rappresentata diverse volte in suolo tedesco, ma mai in Italia. E quasi per caso la Dante si trova nuovamente alle prese con due temi, la Germania e il Sud. Un Sud che certamente in Strauss era \u2018relativo\u2019 (la citt\u00e0 natale del compositore, Monaco di Baviera, situata al confine con l\u2019Austria) e che invece in Henze diventa assoluto, incarnandosi nell\u2019immagine stessa della meridionalit\u00e0. Non solo, i due poli che in <em>Feuersnot<\/em> si identificavano, in <em>Gisela!<\/em> offrono lo spunto per estremizzare quella dialettica fra Nord e Sud che fonda la struttura dell\u2019opera. Non ci vuole molto per capire chi alla fine ne uscir\u00e0 vincitore. Sin dall\u2019inizio le simpatie della protagonista, studentessa d\u2019arte in viaggio per il Bel Paese, propendono per i colori partenopei e per il Gennarino (<em>alias<\/em> Pulcinella) che in un batter d\u2019occhio conquister\u00e0 il suo cuore. Sul versante opposto si colloca il promesso sposo, Hanspeter, vulcanologo fin troppo noioso che incarna il grigiore del mondo teutonico nel quale la giovane studentessa non riesce proprio a identificarsi. <strong>Emma Dante moltiplica sia i personaggi che gli spazi in base al principio della replica perfetta.<\/strong> Infiniti sono i Pulcinella che nel Prologo fuoriescono dalla veste del gigantesco Gennarino e che poi ritornano lungo tutta l\u2019opera, nella versione rossa \u2018caotica\u2019 e in quella bianca pi\u00f9 ordinata e \u2018cosmologica\u2019. Infiniti sono anche i sipari che definiscono lo spazio scenico, riproduzioni identiche ma in scala minore del sipario del Teatro Massimo. La costruzione ricalca il modello delle scatole cinesi, disegnando uno spazio teatralizzato in ogni dimensione, ma al contempo labirintico e ossessivo. Le scene ideate da <strong>Carmine Maringola<\/strong> e tagliate dalle luci livide di <strong>Cristian Zucaro<\/strong> offrono, quindi, un\u2019immagine per nulla rassicurante della citt\u00e0, ma che proprio per il suo carattere vertiginoso seduce e avvince la curiosa Gisela.<br \/>\nSar\u00e0 stato poi per il numero di replicanti, ma \u00e8 parso che anche la protagonista <strong>Vanessa Goikoetxea<\/strong>, intenzionalmente o meno, si proponesse quale sosia della Dante. E non soltanto per i tratti somatici vagamente simili, ma per l\u2019acconciatura e soprattutto per l\u2019abbigliamento ideato dalla costumista <strong>Vanessa Sannino<\/strong>: morbida camicia di seta, pantaloni fascianti e calzini in bella vista, su scarpette rosse in grado di miniaturizzare anche i piedi pi\u00f9 imponenti. Il soprano convince per una voce ben sostenuta e accattivante, perfetta per sovrastare le sonorit\u00e0 dell\u2019orchestra. <strong>Qualit\u00e0 timbriche che la Goikoetxea sa associare a doti di interprete e a spigliatezza non indifferenti<\/strong>, sviluppate con particolare cura nell\u2019inno alla luna presso il giardino di Capodimonte e negli episodi che incorniciano i tre sogni del secondo atto. A confronto il Gennarino di <strong>Roberto De Biasio<\/strong> risulta leggermente pi\u00f9 sbiadito, ma ugualmente capace di conferire corpo sonoro al suo personaggio. <strong>Il tenore esalta il volto malinconico della maschera di Pulcinella, evitando ogni cenno di irriverenza nel declamato, ma al contrario potenziando la vena lirica <\/strong>che emerge, ad esempio, nella canzone napoletana all\u2019inizio del secondo atto. Apparentemente il meno adatto a questo genere di repertorio sembrerebbe <strong>Lucio Gallo<\/strong>, ma il baritono \u00e8 interprete talmente intelligente da arricchire la sua prova di dettagli e sfumature sempre diverse, atteggiandosi con naturalezza e inserendosi efficacemente nel quadro di inquietudine che caratterizza lo spettacolo. Ad accompagnare il canonico trio operistico soprano-tenore-baritono \u00e8 il gruppo ben assortito dei turisti, a partire dal duo femminile composto da <strong>Maria Chiara Pavone<\/strong> e <strong>Patrizia Gentile<\/strong>, la prima fiduciosa e sinceramente incantata dalle meraviglie partenopee (incanto che traspare nella voce), la seconda timbricamente pi\u00f9 smaliziata, ma dal carattere meno spiccato. Al terzetto degli amici di Hanspeter viene dato maggiore spazio, permettendo ai rispettivi interpreti \u2013 <strong>Rosolino Claudio Cardile<\/strong>, <strong>Giuseppe Esposito<\/strong> e <strong>Salvatore Grigoli<\/strong> \u2013 di mostrare un temperamento omogeneo ma sfaccettato, divertente e non convenzionale. L\u2019<strong>Orchestra del Teatro Massimo <\/strong>\u00e8 stata diretta con prudenza da <strong>Constantin Trinks<\/strong> che opportunamente ha dato enfasi agli aspetti percussivi della partitura, essendo questi i pi\u00f9 caratteristici di <em>Gisela!<\/em>. Al contrario la tendenza alla citazione troppo spesso si perde in un affastellamento sonoro che annulla il valore funzionale del lavoro, tradendo l\u2019idea stessa di <em>Musiktheater<\/em> presente nel titolo dell\u2019opera.<br \/>\nUgualmente prudente il <strong>Coro del Teatro Massimo<\/strong>, impegnato nei tre sonetti su testi di Christian Lehnert, concepiti come episodi al di fuori della narrazione ordinaria. Il Coro mantiene comunque quella funzione fondamentale e ordinatrice che Emma Dante esalta e smentisce a suo piacimento. I Pulcinella turbinano vorticosamente su se stessi, ricordando dervisci rotanti, trottole impazzite che agiscono da elementi perturbatori, ma che ricompongono nel simbolo della ruota il caos che loro stessi hanno prodotto. Nessun ordine, invece, nella pantomima offerta del primo atto, complici gli attori della <strong>Compagnia Sud Costa Occidentale<\/strong> che inscenano un vero e proprio rito pagano e carnevalesco. Sul modello dei canovacci della Commedia dell\u2019Arte, la rappresentazione termina con una maschera che \u201carrendesi ai colpi di bastone\u201d ma che in realt\u00e0 viene orgiasticamente sacrificata, assecondando gli echi stravinskiani presenti nella musica. La sfrontatezza cromatica che qui \u00e8 palpabile tocca l\u2019apice nell\u2019immagine conclusiva del Vesuvio in eruzione (anche questa, gioiosa e inquietante al tempo stesso), ma la si pu\u00f2 apprezzare in altri dettagli della cornice scenografica creata da Maringola: dalle rose gialle che compongono il giardino incantato di Capodimonte, alle statuette votive portate in processione all\u2019inizio dell\u2019opera (il contatto con il sacro \u00e8 subito messo in evidenza, cos\u00ec come la sua continuit\u00e0 con il mondo pagano), fino all\u2019esplosione di dolci e di altre prelibatezze che ammiccano tanto a Palermo quanto a Napoli. <strong>Tutto \u00e8 teatro, e in quanto tale tutto \u00e8 in movimento.<\/strong> Le coreografie confezionate da <strong>Sabino Civilleri<\/strong> e <strong>Manuela Lo Sicco<\/strong> rivelano la loro efficacia nei momenti onirici del secondo atto, durante i quali assistiamo ad una rivisitazione in chiave danzata della fiaba di Biancaneve, protagonista il <strong>Corpo di ballo del Teatro Massimo<\/strong>. Il legame con quanto pensato da Henze si allenta, se non nel dettaglio del Principe Azzurro somigliante a un pipistrello e nella figura oscura della matrigna\/regina. Ma ancora una volta non si pu\u00f2 fare a meno di percepire il sotteso rimando al mondo napoletano, se i costumi dei due cervi appaiono degni rivali delle complesse macchine anatomiche conservate nella cappella di Sansevero. L\u2019abilit\u00e0 di Emma Dante \u00e8 proprio quella di animare l\u2019azione con continui e serrati movimenti, offrendo un\u2019incessante agitazione gestuale che intende nascondere l\u2019aridit\u00e0 dalla quale Gisela vuole allontanarsi. In definitiva \u00e8 proprio la partitura che ingabbia la protagonista e che determina il suo desiderio di fuga, la sua smania di libert\u00e0, rispetto a un Gennarino pi\u00f9 malinconicamente rassegnato. Eppure c\u2019\u00e8 poco da fare: nonostante i tentativi pirandelliani o l\u2019utopia de <em>La rosa purpurea del Cairo<\/em> i personaggi non possono fuggire dalla realt\u00e0 della loro finzione, cos\u00ec come noi stessi non possiamo fuggire dalla finzione della nostra realt\u00e0. <em>Foto Franco Lannino\/Studio Camera<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Palermo, Teatro Massimo, Stagione Lirica 2015 \u201cGISELA!\u201doder, Die merk- und denkw\u00fcrdigen Wege des Gl\u00fccks Spettacolo di teatro musicale [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":54,"featured_media":79002,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[9597,13255,13224,9598,859,13223,13253,6631,1068,6421,145,7679,4316,13252,13254,3247,6960,2810],"class_list":["post-78996","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-carmine-maringola","tag-compagnia-sud-costa-occidentale","tag-constantin-trinks","tag-cristian-zucaro","tag-emma-dante","tag-gisela","tag-giuseppe-esposito","tag-hans-werner-henze","tag-lucio-gallo","tag-maria-chiara-pavone","tag-opera-lirica","tag-patrizia-gentile","tag-roberto-de-biasio","tag-rosolino-claudio-cardile","tag-salvatore-grigoli","tag-teatro-massimo-di-palermo","tag-vanessa-goikoetxea","tag-vanessa-sannino"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/78996","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/54"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=78996"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/78996\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":78997,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/78996\/revisions\/78997"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/79002"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=78996"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=78996"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=78996"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}