{"id":790,"date":"2009-03-07T15:11:12","date_gmt":"2009-03-07T13:11:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=790"},"modified":"2014-04-22T17:00:59","modified_gmt":"2014-04-22T15:00:59","slug":"die-tote-stadt-apre-la-stagione-lirica-2009-della-fenice-di-venezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/die-tote-stadt-apre-la-stagione-lirica-2009-della-fenice-di-venezia\/","title":{"rendered":"&#8220;Die Tote Stadt&#8221; apre la stagione lirica 2009 della &#8220;Fenice&#8221; di Venezia"},"content":{"rendered":"<p><em>Teatro La Fenice di Venezia, Stagione Lirica 2009<\/em><strong><br \/>\n&#8220;DIE TOTE STADT&#8221; <\/strong>(La citt\u00e0 morta)<br \/>\n<em>Opera in tre quadri. Libretto di Paul Schott dal dramma &#8220;Le mirage&#8221; e dal romanzo &#8220;Bruges-la-Morte&#8221; di Georges Rodenbach.<br \/>\nMusica di<\/em><strong><em> ERICH WOLFGANG KORNGOLD <\/em><\/strong><br \/>\nPaul,\u00a0 STEFAN VINKE<br \/>\nMarietta\/Apparizione di Marie, SOLVEIG KRINGELBORN<br \/>\nFrank\/Fritz,\u00a0 STEPHEN GENZ<br \/>\nBrigitta, CHRISTA MAYER<br \/>\nJuliette, ELEONORE MARGUERRE<br \/>\nLucienne,\u00a0 JULIA OESCH<br \/>\nGaston, GINO POTENTE<br \/>\nVictorin, SHU YIJE<br \/>\nIl Conte Albert , MATTHIAS SCHULZ<br \/>\nOrchestra e Coro del Teatro La Fenice di Venezia<br \/>\n(M.o del coro: Claudio Marino Moretti)<br \/>\nPiccoli Cantori Veneziani<br \/>\n(M.o del coro: Diana D&#8217;Alessio)<br \/>\nDirettore:<strong> Eliahu Inbal<\/strong><br \/>\nRegia, scene e costumi di <strong>Pier Luigi Pizzi<br \/>\n<\/strong>Coreografia di <strong>Marco Berriel<br \/>\n<\/strong>Lihgt designer: <strong>Vincenzo Raponi<br \/>\n<\/strong><em>Nuovo allestimento della Fondazione Teatro La Fenice in coproduzione con la Fondazione Teatro Massimo di Palermo<br \/>\n<\/em>Venezia, 27 gennaio 2009<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Teatro La Fenice attualmente fa scelte molto coraggiose ed interessanti, infatti propone a fianco del classico repertorio titoli desueti o quanto meno poco rappresentati, nella cornice doverosa di un ampliamento culturale e della formazione musicale del pubblico. Allettante l&#8217;inaugurazione della stagione 2009 con <em>Die Tote Stadt<\/em> di Enrich Korngold, un titolo famosissimo nel nome ma raramente rappresentato in Italia, per Venezia una prima assoluta. Korngold compose l&#8217;opera quando aveva solo ventitr\u00e9 anni, ragazzo prodigio nel campo musicale, \u00e8 oggi probabilmente celebrato pi\u00f9 come compositore di colonne sonore, vinse due oscar, nella Hollywood della guerra e dove mori nel 1957 dopo essere fuggito dall&#8217;Europa nazista. L&#8217;opera debutt\u00f2 contemporaneamente a Colonia e ad Amburgo il 4 dicembre 1920 e fece di Korngold uno dei pi\u00f9 apprezzati e stimati musicisti della sua generazione, le sue musiche erano dirette da musicisti del calibro di Karl B\u00f6hm, Bruno Walter e Otto Klemperer. <em>Die tote Stadt<\/em> \u00e8 trattaa dal dramma &#8220;Le mirage&#8221; di Georges Rodenbach, a sua volta adattamento di un precedente romanzo, dello stesso autore, &#8220;Bruges-la-Morte&#8221; del 1892. In questi due compimenti di ispirazione<em> simbolista <\/em>e <em>Jugendstil<\/em>, predomina il tema della decadenza e della morte. Dal dramma Korngold ricav\u00f2 velocemente un atto unico, ma Hans M\u00fcller, autore del libretto di <em>Violanta<\/em>, lo convinse a trasformarlo in un&#8217;opera in tre atti. Il librettista non volle seguire la stesura del lavoro, pertanto il testo fu scritto congiuntamente dal compositore e suo padre usando degli pseudonimi. <strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1100\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/1294zm_8151die_tote_stadt3-143x200.jpg\" width=\"143\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/1294zm_8151die_tote_stadt3-143x200.jpg 143w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/1294zm_8151die_tote_stadt3-552x768.jpg 552w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/1294zm_8151die_tote_stadt3.jpg 736w\" sizes=\"auto, (max-width: 143px) 100vw, 143px\" \/>Composta tra il 1916 e il 1920,<\/strong> l&#8217;opera, dopo il debutto fu accolta con grandi consensi tanto da raggiungere persino esecuzioni al Metropolitan di New York nello stesso anno. Alle prime rappresentazioni vi parteciparono cantanti di altissimo livello come Maria Jeritza, Lotte Lehmann, Richard Tauber, e Richard Mayr, tanto per citarne alcuni. La vicenda dell&#8217;opera si svolge a Bruges sul finire dell&#8217;800. Paul, a seguito della morte dell&#8217;amatissima moglie, trasforma una stanza di casa in un santuario a lei dedicato. Dopo alcuni anni\u00a0 Paul incontra un ballerina, Marietta, dai tratti straordinariamente simili alla defunta.\u00a0 L&#8217;uomo la invita a casa sua e quanto ella s&#8217;allontana, Paul\u00a0 sogna di vivere pienamente la passione per Marietta, ma la donna profana i ricordi della moglie e lo accusa di ipocrisia e debolezza. In preda all&#8217;ira Paul strangola la ballerina. In questo stesso momento, il giovane si risveglia: \u00e8 stato tutto un sogno. Ora per\u00f2 si sente libero e decide di lasciare Bruges, la citt\u00e0 morta. Lo spettacolo firmato da <strong>Pier Luigi Pizzi<\/strong> \u00e8 ben realizzato, e ci immerge in una atmosfera cupa e decadente scena sinistra e centrando in pieno sia la struttura drammatica che la grigia atmosfera della citt\u00e0 belga.\u00a0 Diciamo per\u00f2 che la scena \u00e8 piuttosto limitata e poco diversificata nelle situazioni. Molto belli i costumi contemporanei all&#8217;opera, ottima la recitazione degli artisti, ma ancor pi\u00f9 l&#8217;dea di dare rilievo all&#8217;acqua che abbonda sia nei canali sia dal cielo a Bruges. Marietta \u00e8 gettata nell&#8217;acqua e sull&#8217;acqua stagnante si intravedono gli splendidi palazzi della citt\u00e0. Altrettanto emozionante la scena della processione nel terzo atto,\u00a0 con suore, vescovi e prelati che si muovono in una sorta di danza surreale. Sul versante musicale <strong>Eliahu Inbal <\/strong>dirige una compagine spesso distratta e non doverosamente tenuta a freno con sonorit\u00e0 spesso eccessive. Il cast era piuttosto anonimo, doveroso per\u00f2 ricordare le grandi difficolt\u00e0 richieste. Il tenore <strong>Stefan Vinke, <\/strong>alle prese con una tessitura quasi impossibile, spesso sfiora l&#8217;urlo, ma anche quando gli sarebbe concesso di cantare piano, non sortisce all&#8217;ascolto dei grandi risultati, sia nel fraseggio che negli accenti.\u00a0 <strong>Solveig Kringelborn<\/strong> \u00e8 poco pi\u00f9 che\u00a0 corretta e\u00a0 manca di carisma e sensualit\u00e0. Bravi <strong>Stephen Genz<\/strong> un elegante e convincente Frank, cos\u00ec come la cameriera Brigitta interpretata da <strong>Christa Meyer.<\/strong> Pubblico molto partecipe e generoso di applausi al termine.<br \/>\n<em>(foto di Michle Crosera, Teatro La Fenice)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Teatro La Fenice di Venezia, Stagione Lirica 2009 &#8220;DIE TOTE STADT&#8221; (La citt\u00e0 morta) Opera in tre quadri. 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