{"id":79030,"date":"2015-01-22T02:08:35","date_gmt":"2015-01-22T01:08:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=79030"},"modified":"2016-12-17T13:43:29","modified_gmt":"2016-12-17T12:43:29","slug":"budapest-hungarian-national-opera-the-rakes-progress","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/budapest-hungarian-national-opera-the-rakes-progress\/","title":{"rendered":"Budapest, Hungarian National Opera: &#8220;The rake&#8217;s progress&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><em>Budapest, Hungarian National Opera \u2013 Stagione d\u2019opera 2014-2015<\/em><br \/>\n<strong>\u201cTHE RAKE\u2019S PROGRESS\u201d<\/strong><br \/>\nOpera in quattro atti su libretto di Wystan Hugh Auden\u00a0e\u00a0Chester Kallman<br \/>\nMusica di <strong>Igor Stravinskij<\/strong><br \/>\n<em>Trulove<\/em> ANDR\u00c1S PALERDI<br \/>\n<em>Anne<\/em> ELEANOR LYONS<br \/>\n<em>Tom Rakewell<\/em> P\u00c9TER BALCZ\u00d3<br \/>\n<em>Nick Shadow<\/em> P\u00c9TER K\u00c1LM\u00c1N<br \/>\n<em>Mother Goose<\/em> ANNAM\u00c1RIA KOV\u00c1CS<br \/>\n<em>Baba the Turk<\/em> ANDREA MEL\u00c1TH<br \/>\n<em>Sellem <\/em>D\u00c1VID\u00a0 SZIGETV\u00c1RI<br \/>\n<em>Keeper of the Madohouse<\/em> J\u00c1NOS F\u00c1RTAY<br \/>\nHungarian National Orchestra<br \/>\nDirettore <strong>Erik Nielsen <\/strong><br \/>\nMaestro del coro<strong> K\u00e1lman Strausz<\/strong><br \/>\nRegia <strong>Ferenc Anger<\/strong><br \/>\nDrammaturgia<strong> Judit Kenesey <\/strong><br \/>\nVisual Concept<strong>, Gergely Z\u00f6ldyz\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><br \/>\n<em>Budapest, 18 gennaio 2015<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Mentre nel bel paese dell\u2019Opera vengono istituite \u201cpagelle\u201d ministeriali per classificare l\u2019attivit\u00e0 dei teatri lirici italiani, le quali paiono tratteggiare situazioni tutt\u2019altro che rosee, la National Hungarian Opera di Budapest presenta la nona delle sue quattordici nuove produzioni operistiche per la stagione 2014-2015. Protagonista \u00e8 forse l\u2019opera pi\u00f9 conosciuta e rappresentata di Igor Stravinskij, The Rake\u2019s Progress ovvero \u201cLa Carriera di un Libertino\u201d, conclusione ma anche apice della sua produzione neoclassica iniziata nel 1920 con Pulcinella. Nell\u2019ideare il nuovo allestimento di un lavoro che si dimostra neoclassico in ogni sua declinazione, dal tema alla struttura fino alla musica e al testo, ci\u00f2 che \u00e8 risultato maggiormente efficace \u00e8 stata la conformit\u00e0 di regia, allestimento e scenografia a questo carattere neoclassico. Senza lasciarsi andare a troppo facili eccessi che la tematica dell\u2019opera potrebbe prestarsi a concedere, l\u2019allestimento si presenta sobrio ma non privo di spunti intelligenti e originali, suggeriti dal geniale ed eclettico regista <strong>Ferenc Anger<\/strong>. Dettagli registici e scenografici ricorrenti, citazioni e allusioni nascoste si ripresentano lungo tutta la durata della rappresentazione riuscendo a concretizzare in maniera efficace un\u2019ideale teatrale di semplicit\u00e0 ironica e beffarda, distaccata e alle volte scarna ma ricca di finezze sceniche che strizzano l\u2019occhio all\u2019osservatore pi\u00f9 attento. Questo va ad adattarsi perfettamente a una vicenda in fin dei conti morale, triste favola novecentesca e profondamente moderna, storia dell\u2019uomo senza qualit\u00e0 che soccombe a se stesso quasi inconsapevolmente rifugiandosi nell\u2019amore come unica fonte di redenzione \u2013uno dei topoi letterari per eccellenza e fertilissimo terreno per una vicenda morale &#8211; solo quando ormai \u00e8 troppo tardi e la follia ha preso il sopravvento. La scena rimarr\u00e0 quasi sempre suddivisa su due piani:\u00a0 da una parte l\u2019idilliaco giardino di Trulove, polo positivo dell\u2019amore sincero e della possibilit\u00e0 di salvezza di Tom, e dall\u2019altra Londra, luogo di perdizione e follia. La volont\u00e0 di essere teatro realmente \u201cnazionale\u201d ha portato l\u2019Hungarian State Opera alla scelta di un cast composto quasi interamente da voci ungheresi che, a parte forse qualche problema nella dizione dell\u2019inglese, hanno portato a termine una performance vocale di livello molto alto.<br \/>\n<strong>P\u00e9ter Balcz\u00f3<\/strong> \u00e8 un Tom Rakewell dalla vocalit\u00e0 non imponente ma sempre efficace e precisa, il timbro piuttosto chiaro si adatta bene alla scrittura dell\u2019autore e risulta efficace in tutti i registri. <em>Here I stand<\/em>, forse l\u2019aria pi\u00f9 nota dell\u2019intero lavoro, \u00e8 resa da Balcz\u00f3 con la giusta intenzione drammatica dal punto di vista espressivo mentre \u00e8 invece a tratti discontinua l\u2019efficacia della sua presenza scenica, pi\u00f9 convincente nel finale folle e allucinato che negli episodi precedenti.\u00a0 Anne -protagonista femminile e antitesi positiva di Tom- \u00e8 la giovane australiana <strong>Eleanor Lyons,<\/strong> la vocalit\u00e0 nettamente pi\u00f9 interessante all\u2019interno del cast. Il <em>physique du r\u00f4le<\/em> dalle fattezze angeliche si adatta perfettamente al personaggio che \u00e8 personificazione dell\u2019amore che salva dalla perdizione, e il controllo vocale perfetto e luminoso nel registro acuto rende infine il suo personaggio convincente sotto ogni punto di vista. La voce \u00e8 omogenea e sempre calibrata, ottima la proiezione su ogni piano dinamico, e il sostegno dei filati \u00e8 sempre inappuntabile.<br \/>\nUn autentico dominatore della scena\u00a0\u00a0 \u00e8 anche <strong>P\u00e9ter K\u00e1lm\u00e1n <\/strong>(Nick Shadow). Ogni movenza, ogni espressione ed ogni inflessione della voce nei recitativi evidenziano finemente la duplice personalit\u00e0 del personaggio, che risulta scenicamente il pi\u00f9 disinvolto. Non meno efficace sul piano vocale, K\u00e1lm\u00e1n mostra un\u2019impostazione vocale solida. La dizione inglese \u00e8 appropriata e consente di evidenziare anche timbricamente le diverse e contrastanti sfumature del personaggio attraverso un\u2019emissione libera da ogni forzatura e sicura in ogni registro.<br \/>\n<strong>Andr\u00e1s Palerdi <\/strong>(Trulove), artista conosciuto e amato dal pubblico di Budapest, convince con una vocalit\u00e0 piena e fiera nella scansione del fraseggio ed \u00e8 capace di conferire la giusta importanza al ruolo seppur vestendo i panni stilizzati del padre campagnolo e diffidente nei confronti del pretendente Tom. Il mezzosoprano <strong>Andrea Mel\u00e1th<\/strong> (Baba the Turk), molto efficace scenicamente ma non sempre controllata nella gestione di una vocalit\u00e0 tutt&#8217;altro che agevole, assai insistita nel registro grave. La cantante comunque non forza l&#8217;emissione grazie a un uso di un fraseggio accurato. Appropriata vocalmente e scenicamente\u00a0 senza eccessi,\u00a0 la Mother Goose di <strong>Annamaria Kov\u00e1cs,<\/strong> che trascina Tom sulla via della perdizione con voce squillante e di bel colore. Appropriato e misurato l\u2019apporto di <strong>D\u00e1vid Szigetv\u00e1ri<\/strong> e<strong> J\u00e1nos F\u00e1rtay <\/strong>rispettivamente nei ruoli di Sellem e del capo del manicomio. Altrettanto inappuntabili gli interventi del coro, preparato dal maestro <strong>K\u00e1lman Strausz. <\/strong>La direzione di <strong>Erik Nielsen <\/strong>\u00e8 attentissima nel mettere in risalto la grande ricchezza di spunti musicali della partitura a partire da un presupposto di totale asservimento alle esigenze di fraseggio dei solisti. Il gesto \u00e8 sicuro e compassato, sobrio ma efficace nel gestire le sezioni di un\u2019orchestra di egregio livello strumentale. Molti e calorosi applausi per Nielsen e tutti gli interpreti, pi\u00f9 volte invitati all\u2019inchino nel proscenio, in una serata all\u2019insegna della qualit\u00e0 sotto ogni punto di vista.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Budapest, Hungarian National Opera \u2013 Stagione d\u2019opera 2014-2015 \u201cTHE RAKE\u2019S PROGRESS\u201d Opera in quattro atti su libretto di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":126,"featured_media":79032,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[5751,1708,13279,13277,5226,12105,13275,180,145,13276,13278,36],"class_list":["post-79030","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-andras-palerdi","tag-andrea-melath","tag-david-szigetvari","tag-eleanor-lyons","tag-erik-nielsen","tag-ferenc-anger","tag-hungarian-national-opera","tag-igor-stravinskij","tag-opera-lirica","tag-peter-balczo","tag-peter-kalman","tag-the-rakes-progress"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/79030","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/126"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=79030"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/79030\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":79033,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/79030\/revisions\/79033"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/79032"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=79030"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=79030"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=79030"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}