{"id":79076,"date":"2015-01-24T15:59:15","date_gmt":"2015-01-24T14:59:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=79076"},"modified":"2016-12-16T16:26:45","modified_gmt":"2016-12-16T15:26:45","slug":"parigi-opera-bastille-don-giovanni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/parigi-opera-bastille-don-giovanni\/","title":{"rendered":"Parigi, Op\u00e9ra Bastille: \u201cDon Giovanni\u201d"},"content":{"rendered":"<p><em>Parigi, Op\u00e9ra Bastille, Stagione Lirica 2014-15<\/em><br \/>\n<strong>\u201cDON GIOVANNI\u201d<\/strong><br \/>\nDramma Giocoso in due atti KV527. Libretto di Lorenzo Da Ponte.<br \/>\nMusica di\u00a0<strong>Wolfgang Amadeus Mozart<\/strong><br \/>\n<em>Don Giovanni<\/em>\u00a0ERWIN SCHROTT<br \/>\n<em> Don Ottavio<\/em>\u00a0STEFAN POP<br \/>\n<em>Il Commendatore<\/em>\u00a0 LIANG LI<br \/>\n<em>Donna Elvira<\/em>\u00a0 MARIE-ADELINE HENRY<br \/>\n<em>Donna Anna<\/em>\u00a0TATIANA LISNIC<br \/>\n<em>Leporello<\/em>\u00a0 ADRIAN S\u00c2MPETREAN<br \/>\n<em>Masetto<\/em>\u00a0ALEXANDRE DUHAMEL<br \/>\n<em>Zerlina<\/em>\u00a0SERENA MALFI<br \/>\nOrchestra e Coro dell\u2019Op\u00e9ra National de Paris<br \/>\nDirettore\u00a0 <strong>Alain Altinoglu<\/strong><br \/>\nMaestro del coro\u00a0 <strong>Jos\u00e9 Luis Basso<\/strong><br \/>\nRegia\u00a0 <strong>Michael Haneke<\/strong><br \/>\nCostumi\u00a0<strong>Annette Beaufa\u00ffs<br \/>\nScene Christoph Kanter<\/strong><br \/>\nLuci\u00a0<strong>Andr\u00e9 Diot<\/strong><br \/>\n<em>Parigi, 20 gennaio 2015 \u00a0 <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Capita sempre pi\u00f9 spesso che registi cinematografici si dilettino nella direzione di opere liriche con risultati sempre pi\u00f9 che discutibili. Eppure le aspettative sono sempre alte, quelle del pubblico inesperto ammaliato dal grande nome cos\u00ec come quelle del melomane che non vorrebbe assistere all\u2019ennesima delusione di chi non ha capito che il cinema non \u00e8 teatro, e tantomeno melodramma. Del resto servire su un piatto d\u2019argento una produzione contemporanea di un\u2019opera come il <strong><em>Don Giovanni<\/em> <\/strong>e per di pi\u00f9 firmata da affermato regista pluripremiato a Cannes come <strong>Michael Haneke<\/strong>, ha senz\u2019altro permesso all\u2019Op\u00e9ra di Parigi di risparmiare in spese scenografiche senza perdere appeal sul pubblico, in linea con il binomio regista famoso-produzione anche scarsa. O perlomeno \u00e8 quello che si deduce da quasi 4 ore di staticit\u00e0 dello spazio, il grigio ingresso di un\u2019 impresa finanziaria che lascia intravedere una skyline stile Bund dalla grande finestra, unico spiraglio verso l\u2019esterno fagocitatore dell\u2019empio nel finale.\u00a0 Ecco l\u2019assistente personale del giovane direttore dell\u2019azienda Don Giovanni, un Leporello incravattato che rivendica il suo diritto a fare il gentiluomo mentre sistema due tavolini da pausa caff\u00e8 sempre imbanditi di vino e alcolici vari. Donna Anna, figlia del dirigente e erede del patrimonio, non sembra poi cos\u00ec sconvolta dalla violenza del protagonista. Haneke infatti descrive come un\u2019imposizione paterna la relazione tra Anna e Ottavio, l\u2019erede dell\u2019impresa associata a quella del commendatore, e lascia trasparire una celata intesa tra l\u2019ereditiera e Don Giovanni.<br \/>\n<strong>Tatiana Lisnic<\/strong> riesce a comunicare la sottile accondiscendenza di una relazione impossibile, giocando con slanci istintivi del corpo frenati da piedi che altalenanti sospingono verso l\u2019empio, mentre <strong>Stefan Pop<\/strong> alias Ottavio, delude con un volume troppo debole a contagiare la saldezza del personaggio. Don Giovanni \u00e8 un <strong>Erwin Schrott<\/strong> dalla voce inconfondibilmente timbrata che per\u00f2 non riesce a sfoggiare tutto il suo carisma nei panni dell\u2019uomo d\u2019affari, tanto che al protagonista sembra mancare qualcosa di caratterizzante, forse anche a causa di una fiacca complicit\u00e0 con <strong>Adrian S\u00e2m<\/strong><strong>petrean<\/strong>, alias Leporello. Donna Elvira, <strong>Marie-Adeline Henry<\/strong>, d\u00e0 prova di grandi capacit\u00e0 attoriali e colore vocale nella complessit\u00e0 di un personaggio che Haneke descrive come completamente dipendente da Don Giovanni, precedentemente impiegato proprio nell\u2019azienda di provincia dove lavorava la malcapitata. E\u2019 nel suo personaggio che si esprime efficacemente il talento cinematografico di Haneke in una curata trasposizione teatrale dove le pause tra un\u2019aria e l\u2019altra sono spesso estremizzate per calarsi nella realt\u00e0 dei protagonisti, quasi a sostituire l\u2019assenza di cambi scena, in un tempo che rimpiazza lo spazio. In questa routine aziendale, Zerlina e Masetto sono addetti alle pulizie, rifugiati dell\u2019Est. <strong>Serena Malfi<\/strong> \u00e8 una Zerlina impeccabile, dalla voce ferma e squillante, provocante e ingenua quanto basta nonostante la mise tutt\u2019altro che seducente, cos\u00ec come <strong>Alexandre Duhamel<\/strong>, anche troppo virile e piacente per essere Masetto, che dimostra padronanza di fraseggio e timbro nitido.\u00a0 Le luci di <strong>Andr\u00e9 Di<\/strong><strong>ot<\/strong> scandiscono lo scorrere del tempo e acutizzano la drammaticit\u00e0 di alcuni apici, unica fonte di dinamicit\u00e0 di uno spettacolo altrimenti fortemente cupo e asettico. La porta di un ufficio e un ascensore con effetti sonori, servono da contenitore per i colpi di scena e da aspettativa per l\u2019ingresso di nuovi personaggi. L\u2019angolo destro del palco \u00e8 il giaciglio dei due scellerati che fanno combutta come se non potessero essere visti da chi agisce al centro della scena. I festeggiamenti per il fidanzamento di Zerlina sono risolti con inquietanti maschere di Miky Mouse indossate dal personale delle pulizie, le stesse che giustizieranno Don Giovanni sul finale, guidati da un commendatore un po\u2019 splatter adagiato a manichino su una sedia girevole. La direzione di <strong>Alain Altinoglu<\/strong> \u00e8 lenta ma probabilmente l\u2019unica possibile in coerenza con le scelte del regista, il risultato \u00e8 un\u2019opera dilatata dove la vera contemporaneit\u00e0 \u00e8 data dalla caratterizzazione dei personaggi, ma rimane il compartimento stagno di una resa incompleta. <em>Foto \u00a9 Vincent Pontet \u2013 Op\u00e9ra national de Paris<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parigi, Op\u00e9ra Bastille, Stagione Lirica 2014-15 \u201cDON GIOVANNI\u201d Dramma Giocoso in due atti KV527. 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