{"id":79091,"date":"2015-01-28T23:24:23","date_gmt":"2015-01-28T22:24:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=79091"},"modified":"2016-12-16T21:06:14","modified_gmt":"2016-12-16T20:06:14","slug":"antonio-pappano-e-lisa-batiashvili-in-concerto-allaccademia-di-santa-cecilia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/antonio-pappano-e-lisa-batiashvili-in-concerto-allaccademia-di-santa-cecilia\/","title":{"rendered":"Antonio Pappano e Lisa Batiashvili in concerto all\u2019Accademia di Santa Cecilia"},"content":{"rendered":"<p><em>Roma, Auditorium \u201cParco della Musica\u201d, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, stagione 2014-2015<\/em><br \/>\n<strong>Orchestra dell\u2019Accademia Nazionale di Santa Cecilia<\/strong><br \/>\nDirettore<strong> Antonio Pappano<\/strong><br \/>\nViolino<strong> Lisa Batiashvili<\/strong><br \/>\n<em>Paul Dukas<\/em>: \u201cL\u2019apprenti sorcier\u201d, Scherzo sinfonico da una ballata di Goethe<br \/>\n<em>Jean Sibelius<\/em>: Concerto per violino e orchestra in re minore op. 47<br \/>\n<em>Modest Musorgskij<\/em>: Quadri di un\u2019esposizione, versione orchestrata da Maurice Ravel<br \/>\n<em>Roma, 24 gennaio 2015<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo lo splendido concerto con la Netrebko, che aveva chiuso lo scorso anno, <strong>Antonio Pappano inaugura il suo 2015 all\u2019Accademia Nazionale di Santa Cecilia con un programma che spazia dalla Francia <\/strong><strong>fin de si\u00e8cle<\/strong><strong> alla Russia romantica e nazionalista, facendo un giro un po\u2019 lungo e transitando per la Finlandia di Jean Sibelius. <\/strong>A aprire le danze \u00e8 demandato il celeberrimo scherzo sinfonico <strong>L\u2019apprenti sorcier<\/strong> di Paul Dukas. La migliore orchestra d\u2019Italia fa vedere tutta s\u00e9 stessa; Pappano riesce immediatamente a creare magia, fin dal misterioso vapore iniziale (ottima la tenuta, sul filo, degli archi e gli interventi ottimi dei legni), e poi a far esplodere la pasta sonora, arrivando a quella sorta di danse fra il macabro e l\u2019ironico, sfrenata, luciferina \u2212 e a chi non \u00e8 balenato in mente Topolino in Fantasia alle prese con i riottosi manici di scopa da lui stesso evocati? \u2212 e concludendo con gusto scherzosamente faceto. Pappano, al solito, evidenzia ogni sonorit\u00e0 (ancor meglio \u2212 lo diremo \u2212 far\u00e0 nei Quadri); ogni sfumatura, venatura o vezzo orchestrale diviene argilla modellata fra le sue mani; ha sempre perfettamente chiaro quello che vuole dalla sua orchestra, non lesinando di portare l\u2019orchestra al volume massimo o al pianissimo pi\u00f9 flebile, e il pubblico lo percepisce perfettamente.<br \/>\n<strong>Primo pezzo forte della serata \u00e8 il <\/strong><strong>Concerto in re minore per violino e orchestra op. 47<\/strong><strong> di Jean Sibelius<\/strong>, compositore che sta meritatamente avendo una (ri)scoperta internazionale: il 2015 \u00e8, infatti, il centocinquantesimo anno dalla sua nascita. E qual modo migliore di onorarlo se non il talento cristallino dell\u2019avvenente Lisa Batiashvili? Georgiana, rivelata al mondo proprio grazie alla vittoria del concorso Sibelius nel \u201995, torna a suonare uno degli autori a lei, evidentemente, pi\u00f9 congeniali. L\u2019esperta e accorta guida di Pappano fa il resto. Il suo talento straordinario \u00e8 palese sin dalle prime note: l\u2019Allegro moderato ha infatti uno degli incipit pi\u00f9 suggestivi che mi sia dato di ricordare, con quell\u2019atmosfera da foresta finlandese incantata, dove arcanamente s\u2019insinua la voce del violino, prima con lunghissimi filati, poi dipingendo melodie. La difficolt\u00e0 di questo concerto sta, in generale, nelle qualit\u00e0 a dir poco proteiformi che l\u2019esecutore deve possedere per onorarlo degnamente: l\u2019intonazione perfetta dei passaggi lunghi sui legati, sulle arcate, cui si affianca il dolce vibrato di taluni passaggi, fino all\u2019orgia pi\u00f9 sfrenata di virtuosismi. La Batiashvili ha tutte queste qualit\u00e0. Riesce superbamente nel primo tempo, facendo suonare il suo Guarnieri del Ges\u00f9 come meglio non si potrebbe fare \u2212 pregevolissima, in particolare, l\u2019intonazione; nel secondo (Adagio di molto) fa emerge una sensibilit\u00e0 sonora dal carattere elegiaco e malinconico e nell\u2019Allegro ma non tanto, l\u2019ultimo, il suo virtuosismo tzigano. La calorosa ovazione tributatale \u00e8 ripagata con l\u2019esecuzione di un brano con orchestra dedicato al suo paese natio, la Georgia.\u00a0 <strong>Eccoci rientrati in sala per il secondo pezzo forte, i <\/strong><strong>Quadri di un\u2019esposizione <\/strong><strong>di Modest Musorgskij, nella celebre versione orchestrale di Maurice Ravel.<\/strong> Pappano non disonora, per gusto e raffinatezza, la lunga schiera di chi li ha diretti prima di lui all\u2019Accademia, tra i quali val la pena di ricordare: Toscanini, Votto, Giulini, Karajan, Schippers, Pr\u00eatre, Temirkanov, Celibidache, Gergiev. L\u2019evento ha anche una certa importanza, giacch\u00e9 Pappano li tiene a battesimo personale per l\u2019Accademia. E mai battesimo sarebbe potuto andare meglio. L\u2019orchestra tiene benissimo tutte le sonorit\u00e0, spesso aspre, dell\u2019impervia partitura: Pappano \u00e8 vigilissimo nel perseguire la sua direzione, ligia alla partitura ma mai stantia, anzi dinamica, fresca, dimentica di impaludamenti o monotonie. La carrellata di quadri \u00e8 impressionantemente evocativa. La musica scorre, a tratti leggera, a tratti imponente. Gli squilli di trombe e ottoni ci trasportano al primo quadro, il claudicante e guardingo Gnomus, debitamente appesantito nelle sue asprezze; poi ecco il malinconico notturno de Il vecchio castello, debitamente dipinto da Pappano con evanescenti sonorit\u00e0, dove nella notte risuona il timbro del sassofono contralto; subito veniamo trasportati in un chiacchiericcio strumentale che descrive il gioco dei bambini parigini nel parco di Tuileries, accostato con ossimoro alle pesantezze strumentali di Bydlo, cui Pappano d\u00e0 un senso di marcia elefantesca. Dopo un\u2019altra passeggiata, eccoci nel delizioso mondo del Balletto dei pulcini nei loro gusci, lezioso divertissement tutto giocato sugli staccati dei legni (ha avuto una fortuna immensa); dopo Samuel Goldenberg e Schmuyle, rieccoci in una frizzante atmosfera francese, Il mercato di Limoges, ma siamo d\u2019improvviso catapultati nel macabro e mortifero ambiente delle catacombe (Catacombae. Sepulchrum Romanum), evocante la morte; di l\u00ec siamo portati da Baba Jaga (La capanna di Baba Jaga), impegnata in qualche sua stregoneria. Alla fine contempliamo con trasporto La grande porta di Kiev, mentre Pappano dirige con grandiosa possanza epica le note del tema principale. <strong>La magia della musica, filtrata nella sapiente interpretazione di Pappano e eseguita dalla Santa Cecilia, ghermisce ogni spettatore col fiato sospeso.<\/strong> Alla fine non si pu\u00f2 che applaudire per scaricarsi di tanta tesa emozione. <em>Foto <span class=\"fbPhotoCaptionText\">\u00a9 Riccardo Musacchio &amp; Flavio Ianniello<\/span><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma, Auditorium \u201cParco della Musica\u201d, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, stagione 2014-2015 Orchestra dell\u2019Accademia Nazionale di Santa Cecilia [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":136,"featured_media":79092,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[4695,925,14678,8725,10342,2811,4295],"class_list":["post-79091","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-accademia-nazionale-di-santa-cecilia","tag-antonio-pappano","tag-concerti","tag-jean-sibelius","tag-lisa-batiashvili","tag-modest-musorgskij","tag-paul-dukas"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/79091","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/136"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=79091"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/79091\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":79096,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/79091\/revisions\/79096"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/79092"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=79091"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=79091"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=79091"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}