{"id":79229,"date":"2015-02-07T01:16:06","date_gmt":"2015-02-07T00:16:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=79229"},"modified":"2016-11-29T13:24:00","modified_gmt":"2016-11-29T12:24:00","slug":"jules-massenet-therese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/jules-massenet-therese\/","title":{"rendered":"Jules Massenet: &#8220;Th\u00e9r\u00e8se&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Op\u00e9ra de Monte-Carlo, 7 febbraio 1907<\/strong><br \/>\nAriane aveva appena preso il volo verso le scene quando lo storiografo Jules Clar\u00e9tie ricord\u00f2 a Massenet la promessa che gli aveva fatto di scrivere il dramma lirico in due atti, <em>Th\u00e9r\u00e8se<\/em>, aggiungendo che sarebbe stato breve per le forti emozioni che avrebbe suscitato nel pubblico. L\u2019argomento interess\u00f2 il compositore il quale, tornato a Parigi, cominci\u00f2 a fare ricerche sul terribile periodo del Terrore per poter esprimere meglio con la sua musica quella parte cos\u00ec oscura e crudele della storia francese. Alcune coincidenze, raccontate dallo stesso Massenet, lo avvicinarono sempre di pi\u00f9 alla realizzazione di questo lavoro:<br \/>\n&#8220;Georges Cain, mio grande amico, l\u2019eminente ed eloquente storiografo della Vecchia Parigi, ci aveva riuniti un mattino dell\u2019estate del 1905: la bella e affascinante signora Georges Cain, la signorina Lucy Arbell, dell\u2019Op\u00e9ra, e altre persone, per visitare insieme quello che fu, una volta, il convento dei Carmelitani, in rue Vaugirard. Avevamo percorso le celle dell\u2019antico chiostro, visto i pozzi dove l\u2019orda sanguinaria dei settembristi gett\u00f2 i corpi dei preti massacrati, eravamo giunti in quei giardini rimasti tristemente celebri per quei terribili macelli, quando, fermandosi nel caldo e avvincente racconto di quei lugubri avvenimenti, Georges Cain ci mostr\u00f2 una forma bianca che errava in lontananza, solitaria. \u00ab\u00c8 l\u2019anima di Lucile Desmoulins\u00bb fece egli. La povera Lucile Desmoulins, cos\u00ec forte e coraggiosa dietro al marito che fu condotto al patibolo, dove, lei stesso, ben presto, non tardava a seguirlo. N\u00e9 ombra, n\u00e9 fantasma! La forma bianca era proprio vivente!&#8230; Era Lucy Arbell che, invasa da una crisi acuta di sensibilit\u00e0, si era allontanata per nascondere le sue lacrime.<br \/>\n<em>Th\u00e9r\u00e8se si rivelava gi\u00e0\u2026&#8221;<\/em><br \/>\nPochi giorni dopo, pranzavo all\u2019Ambasciata Italiana. Al dessert, la tanto amabile contessa Tornielli ci raccont\u00f2 con la grazia affascinante, la fine e seducente eloquenza che le sono familiari, la storia del palazzo dell\u2019Ambasciata, rue de Grenelle. Nel 1798, questo palazzo apparteneva alla famiglia dei Galliffet. Dei membri di quell\u2019illustre casata, alcuni erano stati ghigliottinati, altri erano emigrati all\u2019estero. Si voleva vendere l\u2019immobile come bene dello stato; si trov\u00f2 ad opporvisi un vecchio servitore dal carattere fermo e deciso: \u00abIo sono il popolo, disse egli, e voi non toglierete al popolo ci\u00f2 che gli appartiene. Sono a casa mia, qui!&#8230;\u00bb Quando, nel 1798, uno degli immigrati sopravvissuti dei Galliffet ritorn\u00f2 a Parigi, il suo primo pensiero fu quello di andare a vedere la dimora di famiglia. La sua sorpresa fu grande quando fu ricevuto dal fedele servitore, il cui aspro ed energico discorso aveva impedito la spogliazione: \u00abMio signore, disse quello gettandosi ai piedi del suo padrone, io ho saputo conservare il vostro bene. Ve lo rendo!\u00bb <em>Il libretto di Th\u00e9r\u00e8se si annunciava!<\/em> Questa rivelazione lo faceva presagire&#8221;.<br \/>\n<strong>Pieno di entusiasmo, Massenet inizi\u00f2 il lavoro nel mese di dicembre del 1905<\/strong> e la sua fretta di terminarlo presto gli fece sentire la necessit\u00e0 di avere un telefono per poter risolvere immediatamente con il suo librettista i vari dubbi che lo attanagliavano durante la composizione. Fece richiesta di un telefono al ministro delle poste, telegrafi e telefoni senza immaginarsi che nel giro di poche ore avrebbe avuto un telefono a sua disposizione. Cos\u00ec, per risolvere alcuni problemi relativi all\u2019ultima scena telefon\u00f2 a Clar\u00e9tie, ma la loro conversazione piuttosto ambigua sconvolse un altro utente, con la cui linea si era verificata un\u2019interferenza, a tal punto che manc\u00f2 poco che i due artisti fossero denunciati. Cos\u00ec Massenet raccont\u00f2 l\u2019accaduto:<br \/>\n&#8220;Non vidi l\u2019ora di telefonare a Clar\u00e9tie. Rest\u00f2 molto sorpreso da quella chiamata che gli veniva da rue Vaugirard. Gli comunicai le mie idee sulla scena difficile che aveva dato l\u2019occasione dell\u2019installazione del telefono.<br \/>\nSi trattava dell\u2019ultima scena.<br \/>\nGli telefonai:<br \/>\n<em>Faccia sgozzare Th\u00e9r\u00e8se e tutto andr\u00e0 bene<\/em><br \/>\nSentii una voce che mi era sconosciuta e che emetteva grida di terrore (il nostro filo era in maldestra comunicazione con un altro abbonato); essa mi gridava:<br \/>\n<em>Ah! Se sapessi chi \u00e8 lei, furfante! la denuncerei alla polizia. Un crimine simile! Di chi si parla?<\/em><br \/>\nImmediatamente la voce di Clar\u00e9tie:<br \/>\n<em>Una volta sgozzata, lei andr\u00e0 a raggiungere suo marito nella carretta. Lo preferisco col veleno!<\/em><br \/>\nLa voce del signore:<br \/>\n<em>Ah! questo \u00e8 troppo! Ora, gli scellerati, stanno per avvelenarla! Chiamo la sorveglianza!&#8230; Voglio un\u2019inchiesta!&#8230;<\/em><br \/>\nUn crepitio enorme si produsse nell\u2019apparecchio e la felice calma riapparve.<br \/>\nEra tempo; con un abbonato salito a un tale diapason Claretie e io rischiavamo di passare un brutto quarto d\u2019ora! Ne tremo ancora!<br \/>\n<strong><em>Th\u00e9r\u00e8se <\/em>fu completata domenica 20 maggio 1906<\/strong> come si legge nell\u2019autografo controfirmato da Lucy Arbell e fu rappresentata<strong> il 7 febbraio 1907 a Montecarlo<\/strong> con l\u2019interpretazione di <strong>Lucy Arbell<\/strong> (<em>Th\u00e9r\u00e8se<\/em>), <strong>Cl\u00e9ment<\/strong> (Armand de Clerval),<strong> Dufranne<\/strong> (Andr\u00e9 Thorelle) e con la direzione di <strong>L\u00e9on Jehin.<\/strong> Fu ripresa il 19 maggio 1911 all\u2019Op\u00e9ra-Comique sempre con gli stessi interpreti ad eccezione di Albers nelle vesti di Andr\u00e9 Thorelle e sotto la direzione di Fran\u00e7ois Ruhlmann. L\u2019opera piacque molto ai monegaschi tanto che per due anni consecutivi fu ripresa a Montecarlo. Quando fu rappresentata all\u2019Op\u00e9ra-Comique, l\u2019\u00ab\u00c9cho de Paris\u00bb dedic\u00f2 all\u2019opera un supplemento anche se gi\u00e0 in occasione della prima monegasca dalle sue colonne il critico Auguste Germain ne aveva profetizzato un futuro radioso per questo nuovo lavoro:<br \/>\n&#8220;Sobrio, chiaro, meravigliosamente costruito, il libretto del signor Jules Clar\u00e9tie abbonda di situazioni tenere, amorose, pittoresche e drammatiche che hanno permesso al signor Jules Massenet di scrivere una nuova partitura destinata, come <em>Werther<\/em> o la <em>Navarraise<\/em>, ad essere ascoltata nel mondo intero. Vi passa un soffio di amore vibrante, appassionato, infervorato la cui vivacit\u00e0 si accresce con il tumulto rivoluzionario. Il preludio evidenzia queste due visuali del compositore, gli archi che esprimono i languori e gli impeti dell\u2019amore, gli ottoni e rulli del tamburo che esprime con alcune discrete misure della <em>Marsigliese<\/em>, lo scatenarsi della rivoluzione<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">&#8220;.<\/a><br \/>\nAnche Gabriel Faur\u00e9 aveva esaltato su \u00abLe Figaro\u00bb l\u2019opera ponendola a confronto con la <em>Nvarraise<\/em>:<br \/>\n&#8220;La partitura che Massenet ha scritto sul dramma che vi ho appena raccontato sembra dover prendere il posto a fianco de <em>La navvarraise<\/em>, &#8211; e il posto \u00e8 buono. Queste due opere si avvicinano, in effetti, non solo per le loro brevi dimensioni, ma anche per la somiglianza dell\u2019azione, rapida, appassionata, violenta, feroce, in questa come in quella; in pi\u00f9, nell\u2019una come nell\u2019altra, la musica evidenzia in modo molto particolareggiato ci\u00f2 che si chiama teatro, cio\u00e8 che essa \u00e8 asservita ai minimi movimenti del dramma dove i fatti materiali tengono lo stesso posto dei sentimenti. Del resto, questa condizione \u00e8 forse ancor pi\u00f9 sorprendente in <em>Th\u00e9r\u00e8se<\/em>. Qui l\u2019interesse per i personaggi \u00e8 forzatamente sminuito dalla grandezza dell\u2019epoca nella quale \u00e8 situtata l\u2019azione: il 1793; e la nobilt\u00e0 d\u2019animo del girondino Thorel, gli amori di Armand e di Th\u00e9r\u00e8se, anche la sublime esaltazione finale di questi, non costituiscono in somma che un piccolissimo episodio in un\u2019immensa tragedia&#8221;.<br \/>\n<strong><em>L&#8217;opera<\/em><br \/>\nIl primo atto si apre su un parco dove spicca un castello quasi in rovina appartenuto al marchese Armand de Clerval<\/strong>, costretto a fuggire a causa del Terrore e ora abitato dai girondini Andr\u00e9 Thorelle, a cui il marchese lo ha affidato, e la moglie Th\u00e9r\u00e8se. \u00c8 l\u2019autunno del 1792 e all\u2019improvviso ritorna il marchese intenzionato a rivivere la sua giovinezza e a ritrovare Th\u00e9r\u00e8se da lui amata da tempo. Thorelle accoglie Clerval e lo ospita mentre da lontano si sente il canto dei volontari che partono per difendere la patria contro gli assalti degli stranieri. Nel secondo atto sono rivissute le terribili giornate del mese di giugno 1793. I tre sono nella casa parigina di Thorelle che, ignorando il tradimento perpetrato da sua moglie con il marchese, lo protegge e gli procura anzi un salvacondotto, senza sapere che Th\u00e9r\u00e8se l\u2019avrebbe seguito. Intanto la rivoluzione si fa pi\u00f9 sanguinosa e i girondini vengono perseguitati. Anche Thorelle \u00e8 preso prigioniero e condannato alla ghigliottina e Th\u00e9r\u00e8se da una finestra della sua casa vede proprio il marito in una delle carrette che trasportano le vittime. Pentita della sua colpa, per riparare, decide di morire accanto al marito e apre la finestra gridando <em>Viva il re!<\/em> Immediatamente la donna \u00e8 brutalmente presa prigioniera e portata nella carretta dove l\u2019attende il marito, mentre Clerval, in possesso del salvacondotto, parte senza alcun rischio.<br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Therese.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-79230\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Therese.jpg\" alt=\"Therese\" width=\"480\" height=\"172\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Therese.jpg 497w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Therese-290x104.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Therese-150x54.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Therese-366x131.jpg 366w\" sizes=\"auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px\" \/><\/a>Come notato da Germain nella sua recensione, il contrasto tra l\u2019atmosfera tumultuosa nella quale \u00e8 ambientata l\u2019opera e il sentimento amoroso che domina certi momenti \u00e8 gi\u00e0 presente nel preludio<\/strong> dove all\u2019inizio tempestoso si contrappone la languida melodia del <em>Lent; triste et sombre<\/em>, caratterizzata da una sensuale scrittura cromatica (Es. ).<br \/>\nDi straordinario lirismo, soprattutto nella parte finale, \u00e8 il duetto, di cui sono protagonisti Th\u00e9r\u00e8se e Andr\u00e9, che si distingue per una moderna armonia per quarte, mentre una piccola e splendente gemma sinfonica \u00e8 l\u2019intermezzo orchestrale <em>La chute des feuilles<\/em>, dove ritorna il tema lento e triste del preludio. Nella seconda parte dell\u2019atto si distingue il duetto tra Th\u00e9r\u00e8se e Armand, <em>Malheureux! C\u2019est vous!<\/em>, uno dei pi\u00f9 intensi della produzione di Massenet, che conduce al Minuetto, una delicata, ma malinconica pagina stilizzata nella quale il clavicembalo \u00e8 accompagnato dagli archi con sordina, dal triangolo e dai timpani. Il tema del minuetto ritorna, in una nuova orchestrazione, nel preludio all\u2019atto secondo che racchiude al suo interno alcune pagine estremamente interessanti come il duetto tra Th\u00e9r\u00e8se e Armand, nel quale si trovano tutti gli ingredienti tipici di Massenet nel duetto d\u2019amore tra cui la contrapposizione tra dovere e piacere e tra la passione e la volont\u00e0 di sopprimerla, e il monologo di Th\u00e9r\u00e8se di grande realismo e forza drammatica con l\u2019uso del parlato che, secondo quanto ricordato dal compositore, fu introdotto per esplicita richiesta della Arbell:<br \/>\n&#8220;Non potr\u00f2 mai <em>cantare<\/em> questa scena fino alla fine poich\u00e9 quando riconosco mio marito, colui che mi ha dato il suo nome, che ha salvato Armand de Clerval, devo perdere la voce. Le chiedo dunque di <em>declamare<\/em> tutta la parte finale del pezzo&#8221;.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Therese1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-79245\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Therese1-247x384.jpg\" alt=\"Therese\" width=\"247\" height=\"384\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Therese1-247x384.jpg 247w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Therese1-128x200.jpg 128w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Therese1-96x150.jpg 96w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Therese1.jpg 280w\" sizes=\"auto, (max-width: 247px) 100vw, 247px\" \/><\/a><strong>La registrazione<\/strong><br \/>\n<strong>&#8220;TH\u00c9R\u00c8SE&#8221;<br \/>\n<\/strong>Drame musical in due atti su libretto di Jules Claretie<strong><br \/>\n<\/strong>Musica di<strong> Jules Massenet<br \/>\n<\/strong>Prima rappresentazione: Monte-Carlo, Op\u00e9ra, 7 febbraio 1907<strong><br \/>\n<\/strong><em>Th\u00e9r\u00e8se:<\/em> <strong>Nora Gubisch<\/strong><br \/>\n<em>Armand de Clerval:<\/em> <strong>Charles Castronovo<\/strong><br \/>\n<em>Andr\u00e9 Thorel:<\/em> <strong>\u00c9tienne Dupuis <\/strong><br \/>\n<em>Morel:<\/em> <strong>Fran\u00e7ois Lis<\/strong><br \/>\n<em>Un officier:<\/em> <strong>Yves Saelens<\/strong><br \/>\n<em>Un officier \/ Un officier municipal:<\/em> <strong>Patrick Bolleire<\/strong><br \/>\n<em>Une voix:<\/em> <strong>Charles Bonnet<\/strong><br \/>\nOrchestra e Coro Op\u00e9ra National Montpellier Languedoc-Roussillon<br \/>\nDirettore: <strong>Alain Altinoglu<\/strong><br \/>\nMaestro del Coro: <strong>No\u00eblle G\u00e9ny<\/strong><br \/>\nRegistrazione: Festival de Radio France et Montpellier Languedoc-Roussillon, Op\u00e9ra Berlioz\/Le Corum, 21 luglio 2012. &#8211; Edizione Palazzetto Bru Zane.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" style=\"width: 100%; height: 131px;\" src=\"\/\/www.spreaker.com\/embed\/player\/standard?episode_id=5613300&amp;autoplay=false\" width=\"300\" height=\"150\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><br \/>\nQuesta edizione trova nella concertazione di <strong>Alain Altinoglu<\/strong> il suo punto di forza. Una direzione che valorizza al massimo le due anime di questa partitura: da un lato il dramma storico con le sue tinte rivoluzionarie, dall&#8217;altro i tormenti interiori dei protagonisti. Su quest&#8217;ultimo aspetto Altinoglu pone una particolare attenzione: lo stile di conversazione massenettiano risulta\u00a0 quanto mai esaltato in tutte le sue finalit\u00e0 espressive. La ricca tavolozza coloristica della partitura \u00e8 risaltata in ogni dettaglio: degne di nota i preludi alla scena IV dell&#8217;atto I e quello che porta all&#8217;atto II. Il cast risponde perfettamente alla chiave di lettura del direttore. <strong>Nora Gubisch<\/strong> \u00e8 una Th\u00e9r\u00e8se pressoch\u00e8 ideale: a una voce, dal timbro vellutato, dai toni melanconici, bench\u00e8 non sempre controllatissima in acuto (il ruolo presenta per\u00f2 poche tensioni in questa zona), la Gubisch unisce una linea di canto nobilissima e un fraseggio accuratissimo, mai banale, che sa essere drammatico, ma senza mai cadere in forzature &#8220;veriste&#8221;.\u00a0 Su questa linea interpretativa si inserisce il canto sobrio ed espressivo del tenore\u00a0 <strong>Charles Castronovo<\/strong> (Armand de Clerval) e del baritono <strong>\u00c9tienne Dupuis<\/strong> (Andr\u00e9 Torel). Inappuntabili gli interventi delle parti di\u00a0 fianco: <strong>Fran\u00e7ois Lis, Yves Saelens, Patrick Bollerie.<\/strong> Una registrazione degna del massimo interesse. (Giorgio Bagnoli)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La presente guida all\u2019ascolto \u00e8 tratta dal libro di Riccardo Viagrande, <em>Jules Massenet. Les tribulations d\u2019un auteur<\/em>, Casa Musicale Eco, Monza, 2012, pp. 139-143. Si ringrazia l\u2019editore per aver concesso la pubblicazione di questo estratto<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Op\u00e9ra de Monte-Carlo, 7 febbraio 1907 Ariane aveva appena preso il volo verso le scene quando lo storiografo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":48,"featured_media":79233,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[2470,14671,1173,12375,13143,5142,13385,13386,334,13388,13387,12476,13400,13384,13399],"class_list":["post-79229","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondimenti","tag-alain-altinoglu","tag-approfondimenti","tag-charles-castronovo","tag-etienne-dupuis","tag-francois-lis","tag-gabriel-faure","tag-georges-cain","tag-jules-claretie","tag-jules-massenet","tag-leon-jehin","tag-lucy-arbell","tag-nora-gubisch","tag-opera-national-montpellier-languedoc-roussillon","tag-therese","tag-yves-saelens"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/79229","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/48"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=79229"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/79229\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":79237,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/79229\/revisions\/79237"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/79233"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=79229"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=79229"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=79229"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}