{"id":79278,"date":"2015-02-08T19:08:01","date_gmt":"2015-02-08T18:08:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=79278"},"modified":"2016-12-02T19:44:35","modified_gmt":"2016-12-02T18:44:35","slug":"wayne-mcgregor-random-dance-far","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wayne-mcgregor-random-dance-far\/","title":{"rendered":"Wayne McGregor | Random Dance, &#8220;Far&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Brescia, Teatro Grande, Stagione di Danza 2015<\/em><br \/>\n<strong>Wayne McGregor | Random Dance<\/strong><br \/>\n<strong>&#8220;FAR&#8221;<\/strong><br \/>\nIdeazione e direzione <strong>Wayne McGregor<\/strong><br \/>\nCoreografia <strong>Wayne McGregor<\/strong><br \/>\nin collaborazione con i danzatori<br \/>\nLuci <strong>Lucy Carter<\/strong><br \/>\nScene<strong> rAndom International<\/strong><br \/>\nCostumi <strong>Moritz Junge<\/strong><br \/>\nMusica originale <strong>Ben Frost<\/strong><br \/>\n<em>Brescia, 5 febbraio 2015<\/em><br \/>\nOrmai chi va a vedere un balletto di McGregor, va a vedere McGregor: una sua lectio magistralis, a prescindere da quale ricerca scientifico-espressiva egli abbia tratto la sua ultima coreografia. <strong>A McGregor piace indurre i suoi spettatori a sfidare se stessi, ch\u00e9 sappiano sviluppare la competenza di osservatori e che arrivino ad inferire sui significati della sua danza concettuale<\/strong>. Quindi, sapere che McGregor ha studiato i manuali di anatomia del XVIII sec., dove ci sono riferimenti alle leve del corpo umano, non pregiudica il vedere i suoi danzatori, con i quali da sempre cofirma le coreografie, improvvisare. La cultura (quel che abbiamo letto e studiato) si apprezza da chi la sa usare ragionevolmente, da chi se ne compiace e ne sa generare a sua volta dell&#8217;altra. FAR \u00e8 un&#8217;espressione magistrale, ossia una proporzione matematica, dove l&#8217;incognita \u00e8 il pensiero del corpo, assumendo che quello della mente \u00e8 il pensiero razionale. <strong>Infatti si sa che questo coreografo inglese, oggi un&#8217;istituzione (investito del titolo di &#8220;Commander of the Order of the British Empire&#8221;), \u00e8 un fanatico di robotica tanto che da anni si avvale di software per far riprodurre nuovi e inesplorati movimenti ai sui ballerini, affinch\u00e9 possano arrivare a pensare con il corpo<\/strong>. Corpi fluttuanti, dinoccolati, corpi indisciplinati (come dice McGregor), ovvero figure improvvisate, anche se il coreografo afferma che questi movimenti siano la risultante di regole matematiche elaborate informaticamente. A McGregor piace associare il trauma fisico (le posture distorte e innaturali come la camminata mani ai fianchi, fianchi che ondeggiano di lato e avanti), al trauma emotivo. Ecco che l&#8217;incognita sarebbe risolta: il pensiero del corpo \u00e8 il pensiero emotivo. FAR \u00e8 un prodigo di scene, ognuna col proprio background sonoro; luoghi dove accadono incontri tra due individui e di gruppo, sotto a un pannello rettangolare sospeso: un&#8217;opera d&#8217;arte cinetica. Questo oggetto, che concettualmente richiama le invenzioni luminose di Julio Le Parc, \u00e8 deus ex machina che d\u00e0 soluzione di continuit\u00e0 diacronica ed \u00e8 personaggio risolutivo delle vicende narrate perch\u00e9 i suoi impulsi luminosi sono parole, come lo sono i suoni che sentiamo, che sembrano provenire da un ipotetico postelegrafo. Luci e suoni costituiscono una diegesi connettiva che fa tornare d&#8217;un tratto in mente un bellissimo momento del film di Spielberg, &#8220;Racconti ravvicinati del terzo tipo\u201d, un classico esempio di estetica del cinema. In questa scena gli umani instaurano un dialogo con gli alieni attraverso la riproduzione di suoni in sincronia con l&#8217;accendersi e spegnersi delle luci dell&#8217;astronave (Sol-La-Fa-Fa-Do). <strong>In FAR, sembra proprio che il movimento delle luci del pannello sia la trasmissione di un codice <\/strong><strong>agli astanti e che questi si comportino di conseguenza. Infatti le figure si toccano gli arti come gli elettrodi si attaccano al corpo, per misurarne i valori da trasmettere all\u2019elaboratore che a sua volta restituisce il compito, quello di metterli in connessione.<\/strong> Questo &#8220;monolito orizzontale&#8221;, che anche per imponenza scenica richiama ancora il cinema, questa volta quello di Kubrik, funge anche da contatore: un gigantesco cronografo digitale i cui numeri, dapprima progrediscono per poi decrescere. Episodi dello spettacolo che rimandano in parallelo ad un&#8217;altra dicotomia, quella microscopio telescopio, soprattutto quando assistiamo alle coreografie di gruppo in cui i ballerini si chiudono per mano in cerchio come rappresentazione dell&#8217;anello molecolare. FAR \u00e8 psichedelia perch\u00e9 nella dimensione di una realt\u00e0 aumentata, invita lo spettatore a espandere la coscienza e lo invita a intuizioni sensoriali. <strong>FAR \u00e8 affabulazione perch\u00e9 McGregor, dopo tutte le sue manie matematiche, \u00e8 un cinesteta affabulatore e lo si nota quando, alla fine, ci racconta una storia<\/strong>. Non si sa, ma quello che si intuisce \u00e8 la volont\u00e0 di rappresentarci un evento. C\u2019\u00e8 una coppia che sullo sfondo si mette a parlare, mentre una terza figura li guarda seduta, spalle al pubblico. Nel frattempo altri danzatori si avvicendano in duetti, quindi, prima del calar del sipario, una ragazza viene abbandonata distesa per terra, come senza vita. Quella che rimane \u00e8 la bella sensazione di aver visto le varie scene di una vicenda, narrate nello stesso momento. Una tecnica narrativa gi\u00e0 utilizzata da alcuni pittori: uno fra tanti, il Filippo Lippi con il tondo con gli episodi della vita di Sant\u2019Anna, agli Uffizi. <em>Foto<\/em> <span class=\"st\"><em>Ravi Deepres<\/em><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Brescia, Teatro Grande, Stagione di Danza 2015 Wayne McGregor | Random Dance &#8220;FAR&#8221; Ideazione e direzione Wayne McGregor [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":122,"featured_media":79282,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[744],"tags":[14677,613,13415],"class_list":["post-79278","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-danza","tag-danza","tag-teatro-grande-di-brescia","tag-wayne-mcgregor-random-dance"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/79278","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/122"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=79278"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/79278\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":79285,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/79278\/revisions\/79285"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/79282"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=79278"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=79278"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=79278"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}