{"id":79309,"date":"2015-02-10T22:19:58","date_gmt":"2015-02-10T21:19:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=79309"},"modified":"2017-01-06T09:55:48","modified_gmt":"2017-01-06T08:55:48","slug":"novara-teatro-coccia-turandot","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/novara-teatro-coccia-turandot\/","title":{"rendered":"Novara, Teatro Coccia: &#8220;Turandot&#8221;"},"content":{"rendered":"<p id=\"yui_3_16_0_1_1423562502364_7592\" class=\"yiv8899599698MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><em>Teatro Coccia &#8211;\u00a0Stagione Lirica 2014-15<\/em><br \/>\n<strong>\u201cTURANDOT\u201d <\/strong><br \/>\nDramma lirico in tre atti e cinque quadri di Giuseppe Adami e Renato Simoni dall\u2019omonima fiaba teatrale di Carlo Gozzi.<br \/>\nMusica di <strong>Giacomo Puccini<\/strong><br \/>\n<em>La principessa Turandot\u00a0 <\/em>MARIA BILLERI<br \/>\n<em>Il principe ignoto (Calaf)<\/em>\u00a0 WALTER FRACCARO<br \/>\n<em>Li\u00f9\u00a0 <\/em>FRANCESCA SASSU<br \/>\n<em>Timur <\/em>ELIA TODISCO<br \/>\n<em>L\u2019imperatore Altoum\u00a0 <\/em>NICOLA PISANIELLO<br \/>\n<em>Ping\u00a0 <\/em>BRUNO PRATIC\u00d2<br \/>\n<em>Pang\u00a0 <\/em>SAVERIO PUGLIESE<br \/>\n<em>Pong <\/em>MATTEO FALCIER<br \/>\n<em>Un mandarino <\/em>DANIELE CUSARI<br \/>\n<em>Il principe di Persia\u00a0 <\/em>VLADIMIR REUTOV<br \/>\n<em>Prima ancella\u00a0 <\/em>LAURA POLLICE<em><br \/>\nSeconda ancella\u00a0 <\/em>MARIA GRAZIA NOBILI<br \/>\nOrchestra Filarmonica Pucciniana e oro San Gregorio Magno<br \/>\nDirettore <strong>Matteo Beltrami<\/strong><br \/>\nRegia <strong>Mercedes Martini <\/strong><br \/>\nScene e luci <strong>Angelo Linzalata <\/strong><br \/>\nCostumi\u00a0 <strong>Elena Bianchini\u00a0<\/strong><br \/>\nMaestro del coro <strong>Mauro Rolfi<\/strong><br \/>\nNuovo allestimento Teatro Coccia di Novara<br \/>\n<em>Novara, 8 febbraio 2015\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><br \/>\nNon poca attesa circondava questa nuova produzione di \u201c<em>Turandot<\/em>\u201d, ultimo spettacolo della breve stagione lirica novarese, per l\u2019annunciata presenza di un cantante discusso come Yusif Eyvazov e, soprattutto, per quella di Daniela Dess\u00ec nei panni della principessa di gelo.\u00a0Una serie di sfortunate coincidenze \u2013 da ultimo l\u2019indisposizione della Dess\u00ec a pochi giorni dalla prima \u2013 ha privato lo spettacolo degli elementi sulla carta di maggior attrattiva e ha visto subentrare nei ruoli protagonisti <strong>Maria Billeri<\/strong> e <strong>Walter Fraccaro<\/strong>. Per la Billeri si \u00e8 trattato di un appuntamento ritardato con il pubblico novarese dopo la rinuncia per motivi di salute alla \u201c<em>Norma<\/em>\u201d dello scorso anno. Gi\u00e0 affrontata a teatro, la parte della gelida principessa trova nella cantante pisana un materiale vocale decisamente interessante; quella della Billeri \u00e8 infatti voce di non comune solidit\u00e0 e robustezza, specie nel registro medio, ma anche gli acuti sono presi con forza e posseggono un notevole squillo, fatto salvo qualche sentore di sforzo nei momenti in cui \u00e8 richiesta una salita repentina e violenta, come in alcuni punti degli indovinelli, mentre quando questi sono preparati e accompagnati hanno una pienezza e una rotondit\u00e0 degne di nota. Le si potrebbe rimproverare il taglio interpretativo dato al ruolo &#8211; pur con le componenti che possono derivare dalla regia (ma soprattutto dalla\u00a0 mancanza di prove) \u2013 che proponeva una Turandot o\u00a0 un po&#8217; troppo enfatica o rigida ( in particolare nel duetto del finale, complice anche un Fraccaro non molto partecipe) e un fraseggio non particolarmente curato. Sono dettagli, \u00a0perch\u00e8 la cantante ha comunque offerto una prova pi\u00f9 che\u00a0 apprezzabile che\u00a0 non sarebbe sfigurata in teatri pi\u00f9 prestigiosi con un contesto lavorativo pi\u00f9 compiuto. <strong>Walter Fraccaro <\/strong>\u00e8 un veterano del ruolo di Calaf. Il tenore rappresenta una garanzia in fatto di tenuta vocale ed \u00e8 innegabile che la parte sia posseduta pienamente sul piano vocale. Il timbro non \u00e8 forse di particolare fascino e la voce, pur essendo di buona ampiezza, manca un po\u2019 di proiezione, specie nel registro medio, con il risultato che tende ad essere coperta nei pezzi d\u2019assieme \u2013 vero che la direzione al riguardo non ha mostrato particolare sensibilit\u00e0 \u2013 mentre il registro acuto mostra una\u00a0 maggior brillantezza. Sul piano attoriale, Fraccaro non si mostra particolarmente espressivo. In ogni caso, il cantante sa arrivare direttamente al pubblico, come attesta il deciso successo ottenuto con il sigillo del \u201c<em>Nessun dorma<\/em>\u201d bissato.\u00a0 Particolarmente degna di nota la\u00a0 Li\u00f9 di<strong> Francesca Sassu<\/strong>. La giovane cantante sarda non solo canta con notevole propriet\u00e0, sfruttando un timbro personale e molto caratterizzato e disponendo di acuti decisamente interessanti per proiezione e luminosit\u00e0, ma emerge soprattutto nella caratterizzazione del personaggio. Una Li\u00f9 profondamente umana, capace di momenti di grande dolcezza \u2013 l\u2019ultima carezza rivolta a Calaf prima di pugnalarsi \u2013 ma anche dotata di una forte personalit\u00e0 che la rende battagliera perfino dei confronti di Turandot \u2013 e certe occhiate di sfida durante gli indovinelli coglievano pienamente nel segno al riguardo \u2013 il tutto unito ad un fraseggio vario, mobile e vitale e, se il temperamento della Sassu \u00e8 forse pi\u00f9 drammatico che lirico, essa riesce a dare di Li\u00f9 una propria, convincente versione. Anonimo il Timur di <strong>Elia Todisco<\/strong> che si limita a portare a fondo la parte senza particolare smalto, ma con discreta professionalit\u00e0, anche se la voce tendeva a risultare fibrosa salendo in acuto. Fra le numerose parti di fianco delude \u2013 e dispiace particolarmente \u2013 il veterano <strong>Bruno Pratic\u00f2 <\/strong>come Ping ormai vocalmente al limite delle proprie possibilit\u00e0. Al suo fianco buona, invece, la prova dei due tenori: il Pang di <strong>Saverio Pugliese <\/strong>e il Pong di <strong>Matteo Falcier <\/strong>\u2013 forse un po\u2019 nasale nel timbro. Teatralmente parlando, il gioco fra la figura rotonda e paciosa di Pang e quella allampanata e segaligna dei due compagni funzionava molto bene. <strong>Nicola Pisanello<\/strong> (Altoum) ha il merito di evitare di rendere l\u2019et\u00e0 del personaggio invecchiando artificiosamente la voce, ma cantandolo invece con i buoni mezzi di cui \u00e8 in possesso, con risultato pi\u00f9 che apprezzabile; sano e robusto il mandarino di <strong>Daniele Cusari. <\/strong>Completavano il cast <strong>Vladimir Reutov <\/strong>(Il principe di Persia) e le ancelle di <strong>Laura Pollice<\/strong> e <strong>Maria Grazia Nobili<\/strong>.\u00a0 La parte orchestrale si affidava ad una compagine esperta in questo repertorio come l\u2019<strong>Orchestra Filarmonica Pucciniana,\u00a0<\/strong>guidata da <strong>Matteo Beltrami,<\/strong> reduce dalle recenti recite fiorentine de \u201c<em>I puritani<\/em>\u201d. Pur senza particolari lampi \u2013 n\u00e9 questo era il contesto adatto a visioni pi\u00f9 originali e personali \u2013 il direttore punta a\u00a0una lettura sostanzialmente tradizionale e di solido mestiere, pur con qualche intemperanza sonora, con il risultato che, in un teatro piccolo e di ottima acustica come il Coccia, il volume suonava tendenzialmente eccessivo e soverchiante il palcoscenico, fenomeno accentuato dalla necessit\u00e0 di disporre alcuni strumenti nei palchi, viste le ridotte dimensioni della buca orchestrale. Il <strong>Coro San Gregorio Magno,\u00a0<\/strong>che in altre occasione si era decisamente ben comportato, \u00e8 apparso qui maggiormente in difficolt\u00e0 nell\u2019impegnativa scrittura pucciniana \u2013 e con la necessit\u00e0 spesso di forzare per superare il volume orchestrale. Pi\u00f9 omogeneo il settore femminile, mentre gi\u00e0 nel primo atto quello\u00a0 maschile mancava di forza (\u201c<em>Ungi, arrota!<\/em>\u201d ): sensazione ancor pi\u00f9 evidente nel finale dell&#8217;opera che \u00e8 parso\u00a0 abbastanza sotto tono. La parte visiva \u00e8 stata affidata per la regia a <strong>Mercedes Martini,<\/strong> coadiuvata per le scene da <strong>Angelo Linzalata <\/strong>(responsabile anche delle luci) e per i costumi da <strong>Elena Bianchini<\/strong>. Certe dichiarazioni della vigilia su \u201cTurandot principessa dei poveri\u201d potevano suscitare qualche perplessit\u00e0, facendo ipotizzare forzature in chiave di denuncia sociale per le quali \u201c<em>Turandot<\/em>\u201d non appare certo il contesto ideale. In realt\u00e0, i timori sono stati rapidamente fugati all\u2019apertura del sipario: se si \u00e8 rinunciato allo sfarzo principesco, si \u00e8 per\u00f2 mantenuta l\u2019ambientazione esotica e la povert\u00e0 dei mezzi espressivi contribuiva a creare un\u2019atmosfera arcaica di un mondo contadino e profondo, forse ai confini estremi del celeste impero. Tanto le stilizzatissime scenografie \u2013 fondali vuoti articolati da drappi con iscrizioni, riquadri astratti ricordanti decorazioni a china, scarni elementi d\u2019arredo \u2013 tanto i costumi con il loro richiamo ad una realt\u00e0 minuta e quotidiana ricordavano certe forme di arte popolare orientale, forse pi\u00f9 giapponese che cinese, come gli albi xilografici diffusi fin dalla fine del XVIII secolo. Un minimalismo usato con intelligenza ed efficacia (i telai delle donne, il grande drappo matrimoniale rosso che Turandot strappa freneticamente), mentre nei costumi si apprezzano le scelte cromatiche con il mondo cinese lunare e notturno (bianco per Turandot e Altoum, su varianti di grigio e blu per il popolo), contrapposto ai gialli, agli arancioni, ai rossi dei nomadi: colori che ricordano il sole cocente e le sabbie dei deserti dell\u2019Asia centrale. Nella regia l\u2019elemento dominante \u00e8 dato dall\u2019insistenza sul tema del lavoro \u2013 con qualche caduta nello stereotipo dello stakanovismo cinese \u2013 che in alcuni momenti trovava una sua efficacia: le donne che tessono l\u2019abito nuziale mentre gli uomini arrotano le armi del supplizio, proiezione visiva di quella dicotomia fra le nozze e le esequie. La recitazione alternava soluzioni interessanti a qualche leggerezza. Certe idee avrebbero potuto essere sfruttare meglio, come quando Li\u00f9 copre amorevolmente con il mantello una figura rannicchiata a terra, che per\u00f2 non risulta essere n\u00e9 Calaf, n\u00e9 Timur, ma un semplice figurante che subito dopo si allontana, togliendo poesia ad un\u2019idea in s\u00e9 molto bella, o la morte di Li\u00f9 con la giovane schiava che cade fra le braccia della principessa in una sorta di estremo passaggio di consegne, in cui si sarebbe sentito il bisogno di un maggior coraggio, mostrando il sangue della giovane sull\u2019immacolato abito della principessa, quasi in una violenza emotiva e psicologica che spezza definitivamente la gelida castit\u00e0 di Turandot. Altre idee risultavano un po\u2019 troppo ingenue, come la figurante che, appena Ping ricorda il suo \u201claghetto blu\u201d, gli reca una canna da pesca. Sala gremita in ogni ordine di posti e convinto successo per tutti gli interpreti. <em>Foto <\/em><span id=\"yui_3_16_0_1_1423562502364_7591\"><em>Mario Mainino \/ Mario Finotti.<\/em> <\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Teatro Coccia &#8211;\u00a0Stagione Lirica 2014-15 \u201cTURANDOT\u201d Dramma lirico in tre atti e cinque quadri di Giuseppe Adami e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":166,"featured_media":79312,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[1103,9613,3817,5630,136,2772,4232,13427,145,7278,6588,144,1266],"class_list":["post-79309","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-bruno-pratico","tag-daniele-cusari","tag-elia-todisco","tag-francesca-sassu","tag-giacomo-puccini","tag-maria-billeri","tag-matteo-falcier","tag-nicola-pisanello","tag-opera-lirica","tag-saverio-pugliese","tag-teatro-coccia-di-novara","tag-turandot","tag-walter-fraccaro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/79309","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/166"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=79309"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/79309\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":79310,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/79309\/revisions\/79310"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/79312"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=79309"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=79309"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=79309"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}