{"id":79507,"date":"2015-02-15T10:41:45","date_gmt":"2015-02-15T09:41:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=79507"},"modified":"2016-12-09T14:33:33","modified_gmt":"2016-12-09T13:33:33","slug":"il-don-giovanni-al-teatro-comunale-di-modena","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/il-don-giovanni-al-teatro-comunale-di-modena\/","title":{"rendered":"Il &#8220;Don Giovanni&#8221; al Teatro Comunale di Modena"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Teatro Comunale \u201cLuciano Pavarotti\u201d, Stagione d\u2019opera 2014\/2015<\/em><br \/>\n<strong>&#8220;DON GIOVANNI&#8221;<\/strong><br \/>\nDramma giocoso in due atti<br \/>\nLibretto di Lorenzo Da Ponte<br \/>\nMusica di\u00a0<strong>Wolfgang Amadeus Mozart<br \/>\n<\/strong><em>Don Giovanni<\/em>\u00a0ALESSANDRO LUONGO<br \/>\n<em>Il Commendatore\u00a0<\/em>ANTONIO DI MATTEO<br \/>\n<em>Donna Anna<\/em>\u00a0YOLANDA AUYANET<br \/>\n<em>Don Ottavio<\/em>\u00a0FRANCESCO MARSIGLIA*<br \/>\n<em>Donna Elvira<\/em>\u00a0RAFFAELLA LUPINACCI<br \/>\n<em>Leporello<\/em>\u00a0ROBERTO DE CANDIA<br \/>\n<em>Masetto\u00a0<\/em>FUMITOSHI MIYAMOTO**<br \/>\n<em>Zerlina\u00a0<\/em>AYSE SENER**<br \/>\nOrchestra Regionale dell\u2019Emilia Romagna<br \/>\nCoro Lirico Amadeus &#8211; Fondazione Teatro Comunale di Modena<br \/>\nDirettore\u00a0<strong>Aldo Sisillo<br \/>\n<\/strong>Maestro del Coro\u00a0<strong>Stefano Col\u00f2<\/strong><br \/>\nRegia\u00a0<strong>Rosetta Cucchi<\/strong><br \/>\nScene\u00a0<strong>Andrea De Micheli<\/strong><br \/>\nCostumi\u00a0<strong>Claudia Pernigotti<\/strong><br \/>\nLuci\u00a0<strong>Andrea Ricci<\/strong><br \/>\n<strong>* <\/strong>Interprete perfezionatosi al &#8220;CUBEC Accademia di Belcanto di Modena&#8221;<br \/>\n<strong>**<\/strong> Interpreti selezionati fra gli studenti del &#8220;CUBEC Accademia di Belcanto di Modena&#8221;<br \/>\nCoproduzione Fondazione Teatro Comunale di Modena, Fondazione Teatri di Piacenza, Teatro del Giglio di Lucca,\u00a0\u00d3pera Tenerife &#8211; Auditorio de Tenerife \u201cAd\u00e1n Mart\u00ecn<em>\u201d<br \/>\nModena, 11 febbraio 2015<\/em><br \/>\nBasta quel taxi posteggiato in scena ad apertura di sipario e subito allo spettatore italiano torna alla memoria il recente &#8220;Don Giovanni&#8221; di Graham Vick che in questa stagione ha fatto parlare di s\u00e9 a Como, Pavia e altrove (anche se a onor del vero, venne prima l&#8217;allestimento modenese di cui parliamo, a Tenerife, nel 2014). Sulla scena pensata dal regista inglese c&#8217;era un SUV in cui Don Giovanni consumava la sua &#8220;sveltina&#8221; con Donna Anna. Sul palcoscenico del Comunale di Modena vediamo un giallissimo cab newyorkese, <strong>perch\u00e9 nella Grande Mela degli anni Ottanta (Peter Sellars insegna) si svolge la storia del dissoluto punito secondo la regista Rosetta Cucchi.<\/strong> Quindi Don Giovanni \u00e8 un artista da factory di Andy Warhol, che vive nel suo studio fra graffiti alla Basquiat, distribuisce giubbotti di pelle che portano le sue iniziali a Zerlinette innamorate, si ciba di carne cruda nel suo magro banchetto. La storia fila via liscia e non \u00e8 poco. Ma<strong> fuori tempo massimo risultano molte trovate, tante idee suonano meglio sulla carta che non nella loro realizzazione pratica<\/strong> e c\u2019\u00e8 qualche controscena di troppo. Di torbido o disturbante non c\u2019\u00e8 granch\u00e9, tutto suona pudico e risaputo e di quell\u2019eccesso che caratterizzava l\u2019America reaganiana neanche l\u2019ombra: durante la morigeratissima festa del finale primo, unico tocco di trasgressione a misura della provincia \u00e8 l\u2019impacciato bacetto di Don Giovanni al muscoloso angelo nero che si dimena in gabbia. Filo rosso di coerenza, una ferita al fianco che il protagonista si porta dietro dall\u2019inizio dell\u2019opera e che mai si rimargina: sar\u00e0 quella a portarlo alla morte?<br \/>\nPi\u00f9 che la scena, sono le voci a dare corpo ai personaggi. Prima fra tutte quella di <strong>Yolanda Auyanet.<\/strong> La sua Donna Anna \u00e8 tutta risolta nel canto: timbro omogeneo, fraseggio signorile, centri corposi quanto basta, acuti luminosi. E allora passi se sulla scena \u00e8 fin troppo composta e un filo impacciata nel suo completo verde da Hillary Clinton. Di fianco a lei non sfigura il Don Ottavio di <strong>Francesco Marsiglia<\/strong>, voce non grande ma raffinata, a suo perfetto agio nelle ampie frasi delle sue due arie, capace di dipingere il lato nobile del personaggio con mezze voci, smorzature, legato di alta scuola. Se Donna Anna \u00e8 di apollinea compostezza, di tutt\u2019altra pasta \u00e8 la Donna Elvira di <strong>Raffaela Lupinacci<\/strong>. Registro grave non corposissimo ma pieno, acuti timbrati, controllo di tutta la tessitura. Intimamente tormentata e quindi convincente, la migliore in scena: difficile scordarla mentre canta \u201cMi trad\u00ec quell\u2019alma ingrata\u201d, accasciata al tavolo di un cocktail bar, vera donna sull\u2019orlo di una crisi di nervi. Non si \u00e8 detto fin qui del protagonista: <strong>Alessandro Luongo<\/strong> \u00e8 baritono di timbro gradevole e squillo pronto, ha riccioli alla Kaufmann che non guastano, sa alleggerire e colorare puntualmente la serenata del secondo atto. Spiace solo che la sua interpretazione sia sempre giocata sulle corde dell\u2019irruento imbronciato, cosa che lo rende assai poco seducente. Di un veterano come <strong>Roberto De Candia<\/strong> non si pu\u00f2 che dire bene, anzi benissimo: Leporello superbo per articolazione, legato, espressivit\u00e0 tanto nei recitativi quanto nell\u2019aria del catalogo, sferzante, scandita in scioltezza. Giovani, colti dal vivaio del CUBEC (l\u2019accademia voluta da Mirella Freni) sono Zerlina e Masetto. La prima \u00e8 impersonata da <strong>Ayse Sener<\/strong>, una contadina mignon in vestiti color Big Babol, di voce educata ma ben poco consistente e con qualche fissit\u00e0 di troppo: pu\u00f2 avere senso una Zerlina soubrette, ma dopo qualche battuta perde tristemente d\u2019interesse. Accanto a lei <strong>Fumitoshi Miyamoto<\/strong>, che ha tutte le note di Masetto senza avere idea precisa del personaggio. Gran voce, quella del Commendatore di <strong>Antonio Di Matteo<\/strong>, ma non certo fine, e purtroppo ritmicamente non sempre sicura. Chi invece sembra pi\u00f9 sicura del solito \u00e8 l\u2019<strong>Orchestra Regionale dell\u2019Emilia Romagna:<\/strong> la compagine emiliana (eccezion fatta per qualche vistoso scivolone fra i flauti) suona reattiva e compatta, \u00e8 capace di morbidezze e mezze tinte, si diverte nei passaggi pi\u00f9 spediti. <strong>Aldo Sisillo<\/strong> stacca tempi inconsueti, non suggerisce appoggiature o variazioni ai cantanti e certo non brilla per originalit\u00e0, ma imprime discreto ritmo alla narrazione. Anche a scapito di qualche chiaroscuro, che soprattutto nel secondo atto avrebbe giovato. Impacciato in scena, ma in discreta forma vocale il Coro Lirico Amadeus. Sceso il sipario, fischi a non finire per direttore e regista, perch\u00e9 la morale \u00e8 sempre quella: certo pubblico si sdegna pi\u00f9 per la deroga alle sue consuetudini d\u2019ascolto e di visione che per la mancanza di intraprendenza. Quella sembra non interessare a nessuno. <em>Foto Rolando Paolo Guerzoni<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Teatro Comunale \u201cLuciano Pavarotti\u201d, Stagione d\u2019opera 2014\/2015 &#8220;DON GIOVANNI&#8221; Dramma giocoso in due atti Libretto di Lorenzo Da [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":451,"featured_media":79514,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[1473,1794,13547,13548,13549,13550,2952,200,853,9946,145,8568,1123,824,731,253,1039],"class_list":["post-79507","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-aldo-sisillo","tag-alessandro-luongo","tag-andrea-de-micheli","tag-andrea-ricci","tag-antonio-di-matteo","tag-ayse-sener","tag-claudia-pernigotti","tag-don-giovanni","tag-francesco-marsiglia","tag-fumitoshi-miyamoto","tag-opera-lirica","tag-raffaella-lupinacci","tag-roberto-de-candia","tag-rosetta-cucchi","tag-teatro-comunale-di-modena","tag-wolfgang-amadeus-mozart","tag-yolanda-auyanet"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/79507","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/451"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=79507"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/79507\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":79508,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/79507\/revisions\/79508"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/79514"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=79507"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=79507"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=79507"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}