{"id":79761,"date":"2015-03-08T00:12:30","date_gmt":"2015-03-07T23:12:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=79761"},"modified":"2017-01-07T09:36:29","modified_gmt":"2017-01-07T08:36:29","slug":"gbopera-per-l8-marzo-intervista-a-luisa-ieluzzi-nuova-stella-del-san-carlo-di-napoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/gbopera-per-l8-marzo-intervista-a-luisa-ieluzzi-nuova-stella-del-san-carlo-di-napoli\/","title":{"rendered":"GBOpera per l&#8217;8 marzo: Intervista a Luisa Ieluzzi, nuova stella del San Carlo di Napoli"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Giovane, bella, solare e simpatica, con tanta voglia di chiacchierare e raccontare la sua gioia in un momento che la vede protagonista, insieme ad altri giovani di valore, nella ridefinizione del Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo di Napoli. Originaria di Afragola, una cittadina della provincia partenopea, <strong>Luisa Ieluzzi<\/strong> ha debuttato come protagonista in una delle recite del classico natalizio per eccellenza, <strong><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/2015\/01\/presente-e-futuro-al-san-carlo-di-napoli-per-lo-schiaccianoci\/\" target=\"_blank\"><em>Lo Schiaccianoci<\/em><\/a><\/strong>, all\u2019inizio di quest\u2019anno. Diplomatasi alla Scuola di Ballo del Massimo napoletano diretta da Anna Razzi, dotata di linee lunghe e sinuose, di tecnica precisa e sicura, Luisa ci parla di s\u00e9 in una lunga e piacevole conversazione, che declina ogni tanto un po\u2019 &#8211; diciamo cos\u00ec &#8211; \u201cal femminile\u201d\u2026<br \/>\n<strong>Iniziamo dalla tua formazione e dalle prime esperienze lavorative\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><br \/>\nSono un prodotto della Scuola di Ballo del Teatro di San Carlo, dove sono entrata piccolissima, ad otto anni, quando ancora non era stato istituito il corso di propedeutica. Per questo sono stata ammessa subito al primo corso e, a quindici anni, ero gi\u00e0 al settimo; bench\u00e9 risultassi troppo giovane, la mia tecnica agli esami finali era sempre valutata con i voti pi\u00f9 alti della classe, ma ero troppo piccola per diplomarmi (in Italia non si pu\u00f2 essere ammessi in Compagnie se non si \u00e8 maggiorenni), per cui ho frequentato due volte il settimo e due volte l\u2019ottavo corso. Dopo il diploma sono stata ferma per due anni. Finita la scuola, dopo le vacanze estive mi sono trovata di fronte al classico dilemma sul cosa fare. Feci una prima audizione alla Scala e non fui presa. Cos\u00ec a Firenze. Non avevo una grande autostima, uscita dalla Scuola. Arrivavo alla fine dell\u2019audizione con l\u2019idea di non essere scelta: trovavo tutte le altre fantastiche, avevano pi\u00f9 esperienza di me, che invece ero ancora molto scolastica nell\u2019esecuzione delle variazioni. Quello stesso anno tentai al San Carlo e non superai neanche l\u00ec (un anno particolare, perch\u00e9 quell\u2019anno lavor\u00f2 solo la prima in graduatoria fra le ammesse). Per non rimanere a casa senza far nulla \u2012 abituata com\u2019ero a giornate pienissime \u2013 mi iscrissi alla facolt\u00e0 di Scienze della Formazione Primaria a Napoli, perch\u00e9 adoro i bambini e l\u2019insegnamento \u00e8 una cosa che mi piace molto. Superati i test di ingresso, trascorsi due anni da universitaria. Avevo cambiato ambiente ed ero felice, perch\u00e9 fino al diploma non avevo una vita di relazione, al di fuori del teatro. Ma quando, per problemi di polizze assicurative, non ebbi pi\u00f9 la possibilit\u00e0 di frequentare le lezioni al San Carlo e mi trovai a dover pagare la classe mattutina in altri luoghi, sentii la necessit\u00e0 di trovare un lavoro. Insegnando in una scuola del mio paese non riuscivo a farlo e non potevo sopportare di gravare ancora sui miei, che gi\u00e0 sostenevano le spese universitarie.<br \/>\n<strong>Qual \u00e8 la tua visione della danza come arte e il suo rapporto con la cultura? Com\u2019\u00e8 \u201crecepita\u201d?<\/strong><br \/>\n\u00c8 difficile far comprendere il valore della danza come arte ed espressione di cultura. Ho capito questo ai tempi del liceo, a causa del comportamento delle professoresse (i docenti uomini non sono cos\u00ec ostinati al riguardo\u2026), che nel mio studio quotidiano al San Carlo vedevano solo un impedimento nei confronti della scuola e mi interrogavano ogni giorno. Cambiando tipo di scuola ritrovai la serenit\u00e0 nello studio. Mi sono sempre chiesta il motivo e lo attribuivo a una sorta di conflittualit\u00e0, tipicamente femminile, di donne frustrate per le proprie esperienze o per quelle delle loro figlie. La danza \u00e8 troppo assimilata alla passeggiata pomeridiana in palestra e il grande sacrificio che richiede non \u00e8 per nulla compreso. Soprattutto se sei una donna. Per gli uomini \u00e8 diverso: loro sono pi\u00f9 fortunati, perch\u00e9 \u00e8 come se fosse un valore aggiunto. C\u2019\u00e8 molta ignoranza e questo anche perch\u00e9 i giovani non si avvicinano al teatro. Se gi\u00e0 nella scuola ordinaria la danza \u00e8 considerata come ginnastica, non ci sar\u00e0 mai un avvicinamento serio e un progresso culturale. Anche gli adulti identificano la danza classica con i <em>format<\/em> televisivi come finalit\u00e0 principale della carriera di un ballerino.<br \/>\n<strong>Vedi solo Napoli nel tuo futuro? <\/strong><br \/>\nSono felicissima di lavorare a Napoli. All\u2019estero non ho mai fatto audizioni, perch\u00e9 sono molto legata alla mia famiglia e questo, dal punto di vista lavorativo, \u00e8 un grande problema. Sono anche poco ambiziosa. Dopo i due anni di \u201cpausa\u201d feci di nuovo l\u2019audizione alla Scala e fui presa. Per sei mesi lavorai in tourn\u00e9e con l\u2019<em>Excelsior. <\/em>Un lavoro magnifico: cento persone in sala a provare! Un\u2019esperienza bellissima. Non nascondo che sono molto felice, ora, di lavorare in casa mia. Naturalmente l\u2019ideale sarebbe poter danzare anche fuori come ospite; trasferirmi e cambiare vita credo di no. Quella \u00e8 una cosa che si deve fare subito dopo il diploma. Ma, ripeto, per me \u00e8 soprattutto un fatto caratteriale. A breve sar\u00f2 ospite, insieme ad Alessandro Staiano, Candida Sorrentino ed Ertrugrel Gjoni, di un gala in Colombia. Purtroppo in passato ci sono state un po\u2019 di resistenze a farci uscire. Invece \u00e8 solo un vanto che i danzatori di un Teatro vengano applauditi fuori. In questo il Maestro Lienz Chang sta lavorando con noi e per noi giovani, offrendoci belle opportunit\u00e0.<br \/>\n<strong>Qual \u00e8 il tuo \u201ctipo teatrale\u201d?<\/strong><br \/>\nDi certo amo i ruoli di forte impatto. Nello scorso <em>Don Chisciotte<\/em>, dove interpretavo una delle amiche di Kitri, non vedevo l\u2019ora di entrare in scena. Molte mie colleghe erano un po\u2019 intimidite dalla presenza di Svetlana Zakharova, io invece non vedevo l\u2019ora di ballare. Amo la grinta. E cos\u00ec \u00e8 stato anche nel mio primo ruolo da protagonista, quello di Clara.<br \/>\n<strong>Quale personaggio sogni di interpretare? <\/strong><br \/>\nNon c\u2019\u00e8 un ruolo preciso, ma mi piacerebbe Kitri per una questione di carattere. Ora sto provando <em>Diana e Atteone<\/em> per la Colombia, ma mi sento versatile: mi piace la passione di Giulietta ma sono anche romantica. La <em>Carmen<\/em> di Roland Petit \u00e8 il mio sogno. Amo il neoclassico come il contemporaneo; insomma, scoprire cose sempre nuove. Quello di Giselle, ad esempio, penso sia un ruolo da danzare con una certa maturit\u00e0, perch\u00e9 richiede un\u2019interpretazione molto sottile che i giovanissimi non possono rendere, proprio per la mancanza di certe esperienze di vita, ma anche di esperienze interpretative che arricchiscono l\u2019interiorit\u00e0 e aprono la mente.<br \/>\n<strong>Linee moderne e sinuose: come dovrebbe essere l\u2019immagine della danzatrice oggi?<\/strong><br \/>\nManca la cultura artistica in generale. Ecco perci\u00f2 che, se ci si guarda intorno, si vedono centinaia di ragazze (e anche ragazzi\u2026) competere nell\u2019estensione delle gambe o nella tecnica pi\u00f9 assurda. A questo punto basterebbe guardare le ginnaste e capire che quelle cose le fanno meglio loro. Manca una profonda coscienza artistica della danza oggi, quella dell\u2019approfondimento del ruolo, dello studio del personaggio per entrare nell\u2019interpretazione. Naturalmente c\u2019\u00e8 l\u2019evoluzione dell\u2019estetica corporea: i danzatori e le danzatrici sono pi\u00f9 alti e slanciati. E questi sono canoni indispensabili, oggi, per lavorare nelle compagnie europee.<br \/>\n<strong>Definisci te stessa nelle linee essenziali del tuo carattere<\/strong><br \/>\n\u00c8 difficile, perch\u00e9 in genere sono gli altri a dare un giudizio su di me. Senza dubbio sono timida nella vita reale; sulla scena sogno, amo trasformarmi in tanti personaggi diversi, sono davvero in uno stato di trans! Non ho ancora una definizione di me stessa, ma mi ritengo umile e dovrei avere un po\u2019 pi\u00f9 di autostima. Tendo a essere molto ingenua, soprattutto nelle amicizie, ma, come si dice, ci sto lavorando\u2026 Io sto bene con tutti e cerco di darmi agli altri con sincerit\u00e0. Ora, per\u00f2, mi sto abituando alle false amicizie, purtroppo. Non riesco a odiare nessuno, ma forse devo rassegnarmi al fatto che non sono tutti come vorrei. Non comprendo la competizione insana.<br \/>\n<strong>Il tuo rapporto con la critica?<\/strong><br \/>\nUn danzatore dovrebbe avere l\u2019intelligenza di saper cogliere le critiche obiettive per migliorare. Tutti i giorni ci critichiamo davanti a uno specchio, proprio per correggerci. E cos\u00ec dovrebbe essere interpretata ogni cosa. Senza progressi un corpo di ballo affonda e la gente non va pi\u00f9 a vedere spettacoli di danza in teatro.<br \/>\n<strong>Credi nel futuro della danza a Napoli?<\/strong><br \/>\nSe si comprende il valore della danza come cultura, allora s\u00ec.<br \/>\nE che si comprenda davvero al pi\u00f9 presto, aggiungiamo noi, perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 proprio il tempo di attendere oltre.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giovane, bella, solare e simpatica, con tanta voglia di chiacchierare e raccontare la sua gioia in un momento [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":70,"featured_media":79765,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[14667,9406,680],"class_list":["post-79761","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interviste","tag-interviste","tag-luisa-ieluzzi","tag-teatro-san-carlo-di-napoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/79761","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/70"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=79761"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/79761\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/79765"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=79761"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=79761"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=79761"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}