{"id":79775,"date":"2015-03-24T11:02:39","date_gmt":"2015-03-24T10:02:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=79775"},"modified":"2015-12-25T00:15:04","modified_gmt":"2015-12-24T23:15:04","slug":"nicolai-ghiaurov-1929-2004-in-boitos-mefistofele","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/nicolai-ghiaurov-1929-2004-in-boitos-mefistofele\/","title":{"rendered":"Nicolai Ghiaurov (1929-2004) in Boito&#8217;s &#8220;Mefistofele&#8221;"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Arrigo Boito:<\/strong> &#8220;Ave Signor \/ Prologo in cielo&#8221;; &#8220;Ol\u00e0! Chi urla? \/ La Domenica di Pasqua; &#8220;Su, cammina, cammina \/ La notte del Sabba; La morte di Faust\/ Epilogo (&#8220;Mefistofele&#8221;). <strong>Franco Tagliavini<\/strong> (tenore). <strong>Coro e Orchestra del Teatro dell&#8217;Opera di Roma, Silvio Varviso<\/strong> (direttore).<\/em><br \/>\n<em>Bonus tracks: Russian &amp; french arias &#8211; <strong>Charles Gounod<\/strong>: &#8220;Le veau d&#8217;or&#8221;, &#8220;Vous qui faites l&#8217;endormie (Faust); <strong>Anton Rubinstein<\/strong>: &#8220;I am he whom you called&#8221; (Il demone &#8211; in russo). <strong>London Symphony Orchestra, Edward Downes<\/strong> (direttore)<\/em><br \/>\n<em>Bass Arias &#8211; <strong>Wolfgang Amadeus Mozart:<\/strong> &#8220;Madamina, il catalogo \u00e8 questo &#8221; (Don Giovanni); <strong>Giuseppe Verdi:<\/strong> &#8220;Ella giammai m&#8217;am\u00f2&#8221; (Don Carlo). <strong>London Symphony Orchestra, Edward Downes<\/strong> (direttore)<\/em><br \/>\n<em>Luciano Pavarotti sings duets &#8211; <strong>Georges Bizet:<\/strong> &#8220;C&#8217;est toi&#8230;Au fond du temple saint&#8221; (Les p\u00eacheurs de perles&#8221;). <strong>Luciano Pavarotti<\/strong> (tenore). <strong>National Philharmonic Orchestra. Robin Stapleton<\/strong> (direttore)<\/em>. Registrazioni:1962 (Bass Arias), 1964 (Russian &amp; french arias), 1966 (Mefistofele) al 1977 (duetto con Pavarotti). T.Time: 79.58. <strong>1 cd Decca 480 8154<\/strong><br \/>\nVi \u00e8 una certa difficolt\u00e0 a commentare questo recital Decca, in realt\u00e0 un collage di programmi registrati fra il 1962 e il 1977 da <strong>Nicolai Ghiaurov; <\/strong>basterebbero questi dati per dire tutto trovandosi di fronte forse alla pi\u00f9 bella voce di basso del Novecento all\u2019apice delle proprie possibilit\u00e0 vocali.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Registrata nel 1966 e posta in apertura, la breve selezione del \u201c<em>Mefistofele<\/em>\u201d di Boito, che d\u00e0 il titolo all\u2019intero CD, vede la direzione di <strong>Silvio Varviso<\/strong> alla guida dei complessi dell\u2019Opera di Roma. Il maestro svizzero conferma una volta di pi\u00f9 la sua musicalit\u00e0 e la sua capacit\u00e0 di accompagnamento con una direzione magari priva di particolari colpi d\u2019ala ma di grande solidit\u00e0 e con una particolare cura per i dettagli. Ghiaurov \u00e8 semplicemente soggiogante: l\u2019assoluta bellezza della voce, l\u2019ampiezza della cavata, l\u2019autorit\u00e0 dell\u2019accento sono veramente quelli di una divinit\u00e0 per quanto maligna e gli interventi del prologo ci mostrano un Mefistofele di tale autorevolezza da renderlo veramente un temibile avversario del Cielo e per una volta veramente capace di giocarsi la scommessa alla pari. La scena del sabba classico \u00e8 di una forza impressionante veramente degna dell\u2019imperatore delle tenebre; forse da nessun altro frasi come \u201c<em>Cammina, cammina\u2026<\/em>\u201d o <em>\u201cPopoli! E scettro e clamide<\/em>\u201d sono state scandite in modo altrettanto soggiogante. Imponenza che nell\u2019ultima scena si fonde e si esalta in una morbidezza autenticamente seduttiva e forse mai si \u00e8 sentito un \u201c<em>Odi il canto d&#8217;amor<\/em>\u201d cos\u00ec colmo di canto e magia attrattiva. Al suo fianco il Faust di <strong>Franco Tagliavini <\/strong>(1934-2010) appare inevitabilmente ridimensionato che, pur cantando con voce molto bella, offre del personaggio una lettura pi\u00f9 lirica e meno muscolare di quanto ancora si usasse all\u2019epoca che culmina in un \u201c<em>Giunto sul passo estremo<\/em>\u201d particolarmente riuscito mentre nelle frasi declamate del finale manca un po\u2019 di peso vocale specie dovendo contrapporsi all\u2019onnipotenza di Ghiaurov.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Dell\u2019altro Mefistofele, quello di Gounod sono presentate \u201c<em>Le veau d\u2019or<\/em>\u201d e la serenata tratte da un recital del 1964 dove il fiume vocale di Ghiaurov trova il sostegno nell\u2019orgiastica direzione di <strong>Edward Downes<\/strong> che lo accompagna anche nell\u2019intensa scena da \u201c<em>Demon<\/em>\u201d di Anton Rubinstein di cui Ghiaurov \u00e8 l\u2019interprete ideale sapendo reggere l\u2019alta tessitura del ruolo \u2013 spesso affrontato anche da baritoni \u2013 mantenendo per\u00f2 il colore da autentico basso perfetto per quest\u2019ulteriore personificazione demoniaca cos\u00ec lontana nella sua sofferenza tutta intimamente umana dagli istrionismi di Boito e dalle atmosfere salottiere e borghesi di Gounod.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Fra tutti i personaggi affrontati da Ghiaurov Filippo II \u00e8 forse quello cui \u00e8 pi\u00f9 intimamente connotato il ricordo del basso bulgaro; \u00e8 quindi particolarmente interessante ascoltare questa registrazione del 1962 precedente quindi all\u2019approfondimento del ruolo svolto con Solti e in seguito con Abbado e notare come i tratti fondamentali della costruzione del personaggio fossero gi\u00e0 tutti presenti nell\u2019idea di Ghiaurov. Un Filippo in cui la solitudine dell\u2019uomo prevale sul rigore del re e in cui le ragioni del canto sono assolutamente predominanti in un momento in cui il ruolo era visto secondo un\u2019ottica decisamente pi\u00f9 declamatoria.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Qualche possibile distinguo pu\u00f2 avanzarsi solo per due brani. Mozart \u00e8 stato autore in cui Ghiaurov si \u00e8 cimentato relativamente poco ma con straordinari risultati restando il suo Don Giovanni assolutamente paradigmatico ma nel passare dal protagonista a Leporello si nota una certa estraneit\u00e0 al ruolo; se la voce \u00e8 sempre magnifica e appare persino troppo imponente, latitano la leggerezza e l\u2019ironia che dovrebbero accompagnare le iperboli seduttive del catalogo.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Chiude il programma il duetto \u201c<em>C\u2019est toi\u2026Au fonde du temple saint<\/em>\u201d da \u201c<em>Les pecheurs des perles<\/em>\u201d di Bizet in una pi\u00f9 tarda registrazione del 1977 che rappresenta il momento meno riuscito fra quelli proposti. La voce di Ghiaurov \u00e8 ancora assolutamente splendida cos\u00ec come ottime sono dizione e senso dello stile ma la parte di Zurga \u00e8 pensata per un baritono nobile e il timbro di Ghiaurov \u00e8 inevitabilmente abbastanza inadatto al ruolo; al suo fianco troviamo, inoltre, un <strong>Luciano Pavarotti <\/strong>vocalmente splendido ma totalmente alieno per gusto e senso dello stile da questo repertorio. In ogni caso piccoli appunti in una registrazione in gran parte da autentici brividi.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Arrigo Boito: &#8220;Ave Signor \/ Prologo in cielo&#8221;; &#8220;Ol\u00e0! 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