{"id":79812,"date":"2015-03-10T21:04:56","date_gmt":"2015-03-10T20:04:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=79812"},"modified":"2016-12-06T16:37:37","modified_gmt":"2016-12-06T15:37:37","slug":"grigori-sokolov-incanta-madrid","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/grigori-sokolov-incanta-madrid\/","title":{"rendered":"Auditorio Nacional de M\u00fasica: Grigori Sokolov incanta Madrid"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Madrid, Auditorio Nacional de M\u00fasica<\/em>, <em>Fundaci\u00f3n Scherzo &#8211; XX Ciclo de Grandes Int\u00e9rpretes<\/em><br \/>\nPianoforte <strong>Grigori Sokolov<\/strong><br \/>\n<em>Johann Sebastian Bach<\/em>: Partita n. 1 in Si bemolle maggiore BWV 825<br \/>\n<em>Ludwig van Beethoven<\/em>: Sonata per pianoforte n. 7 in re maggiore, op. 10 n. 3<br \/>\n<em>Franz Schubert<\/em>: Sonata per pianoforte in la minore, D 784; <em>Sei Momenti musicali<\/em>, D 780<br \/>\n<em>Madrid, 9 marzo 2015<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Entra quasi con timidezza, raggiunge velocemente il pianoforte; un piccolo inchino alla platea, uno al pubblico stipato nel coro, poi si siede e attacca subito. Bach, Beethoven, Schubert. Il programma \u00e8 importante per pi\u00f9 motivi: non soltanto una linea di sviluppo storico-musicale in generale, ma soprattutto una trasformazione nella concezione dell\u2019opera per tastiera. Nella riduzione antologica imposta dalle consuetudini concertistiche, quello che <strong>Grigori Sokolov<\/strong> propone all\u2019Auditorio Nacional de M\u00fasica di Madrid per la XX stagione dei Grandes Int\u00e9rpretes della <strong>Fundaci\u00f3n Scherzo<\/strong> \u00e8 la sintesi di tale trasformazione, e al tempo stesso l\u2019espressione di una poetica personale che, forse, oggi non ha confronto per profondit\u00e0 interpretativa, ascetico approccio, tecnica impeccabile.<br \/>\nCon uno straordinario equilibrio delle due mani, il cui ruolo si segue tuttavia sempre distintamente, inizia il <em>Praeludium<\/em> della partita bachiana: sobria e netta la sonorit\u00e0 della destra, moderatamente squillante la sinistra; e le due fuse insieme in un indicibile esito di leggerezza, che \u00e8 cifra e segreto del pianismo di Sokolov. Anche i passaggi pi\u00f9 virtuosistici (come arpeggi e trilli dell\u2019<em>Allemande<\/em>) obbediscono alla regola stilistica della leggerezza, fino a quando non se ne impone una pi\u00f9 importante: quella della scansione del tempo musicale, soggetto a una sospensione in cui il pianista plasma i suoni uno per uno, costruendo ondulazioni dolcissime e increspature pi\u00f9 volitive.<br \/>\nIl pubblico pare appena rendersi conto della meraviglia sonora cui assiste, tanto \u00e8 soggiogato dalla personalit\u00e0 modesta e insieme superba di Sokolov. Il quale, senza indugiare, attacca il <em>Presto<\/em> della sonata di Beethoven come se stesse ancora suonando Bach, con la medesima leggerezza, striata per\u00f2 di inquietudini e tremiti nuovi. Con lo sviluppo le frasi acquistano volume e spessore, e il passaggio ai tempi centrali (<em>Largo e mesto &#8211; Minuetto: Allegro<\/em>) si dipana come un percorso esistenziale che recupera il passato, lo scompone, lo scandisce in momenti unici: quel che accade nel finale <em>Largo e Mesto<\/em> ripete quanto gi\u00e0 verificatosi in Bach, in ossequio a una coerenza di ricerca che investe ogni brano. Finalmente giungono anche vigore e festosa popolarit\u00e0, ancorch\u00e9 attraversati da pensoso imbarazzo e da timidezza scontrosa; <strong>si percepisce come le emozioni ricercate dal pianista condensino esperienze di vita, senza ridursi mai all\u2019esigenza banale di raccontare una storia, di narrare una vicenda.<\/strong> Al termine della pagina beethoveniana il pubblico \u00e8 gi\u00e0 surriscaldato, e rende omaggio sentito all\u2019artista.<br \/>\nLa seconda parte del programma \u00e8 interamente schubertiana; ma il Beethoven da poco concluso non \u00e8 trascorso invano: l\u2019<em>Allegro giusto<\/em> della Sonata in la minore si apre in tutta naturalezza proprio con inquietudini beethoveniane, che gradatamente virano nelle eleganze del periodare schubertiano. Le delicatezze melodiche si ripetono in forma sempre diversa, ora pi\u00f9 languida ora pi\u00f9 affilata, a determinare in una chiave personalissima quella celebre \u201cdivina lunghezza\u201d di cui Schumann parlava per riferirsi alle sonate dell\u2019amico. Ma non sembra affatto lunga, questa sonata; anzi, corre via come un unico brano, che nella visione di Sokolov alterna sempre sofferta contemplazione e gioiosa discorsivit\u00e0 (tensione che anticipa la complessit\u00e0 di Bruckner). Gli ascoltatori sono ora entusiasti, la loro partecipazione emozionale si sta liberando tutta verso il pianista, che senza uscire neppure una volta inizia i <em>Momenti musicali<\/em>.<br \/>\n<strong>L\u2019esecuzione \u00e8 semplicemente magistrale: <\/strong>sembra un compendio di bravure diverse, e soprattutto sembra di ascoltare per la prima volta &#8211; per comprenderla bene &#8211; la serie dei <em>Momenti<\/em>. A partire dal senso della parola, perch\u00e9 il pianista non aspira a rappresentare fasi o periodi dell\u2019esistenza, bens\u00ec circostanze mentali, come i ricordi, appunto singole e determinate occasioni: l\u2019ampiezza di fraseggio del n. 1 (<em>Moderato<\/em>), le sfumature e i chiaroscuri del n. 2 (<em>Andantino<\/em>) e del n. 6 (<em>Allegretto<\/em>), gli arpeggi sotterranei e nascosti del n. 3 (<em>Allegro moderato<\/em>, la celebre piccola marcia) oppure pi\u00f9 coraggiosi nel n. 5 (<em>Allegro vivace<\/em>), gli accenti del n. 4 (<em>Moderato<\/em>); tutto conferisce alla scrittura musicale una vita sua propria, che \u00e8 come quella degli esseri viventi, perch\u00e9 le frasi respirano grazie a Sokolov, ossia si animano di quel regolare sussulto che \u00e8 carattere primo di ogni essere vivente. E questa, oltre alla leggerezza, \u00e8 un\u2019altra ragione che rende unica e straordinaria l\u2019arte del pianista russo. Il pubblico coglie tutto, e si abbandona a un entusiasmo inarrestabile: al rientro del solista esplode un boato di grida e di acclamazioni, che Sokolov accoglie senza alcun compiacimento. Egli non si ferma mai: i due piccoli inchini, e poi via, di filato, come per sottrarsi a tanto frastuono. Ma interiormente \u00e8 commosso e grato; lo si pu\u00f2 intuire dalla generosit\u00e0 con cui repentinamente si siede e attacca un <em>bis<\/em>, il primo di una inaspettata e vertiginosa sequenza. Si susseguono gemme chopinniane, una dopo l\u2019altra, talmente belle da stordire il pubblico dell\u2019Auditorio.<br \/>\nUna seconda, una terza, una quarta, una quinta, si perde il conto \u2026 <strong>Da pi\u00f9 di mezzora, ormai, il programma ufficiale \u00e8 terminato<\/strong>, ma gli ascoltatori continuano ad applaudire e a festeggiare Sokolov; ed egli, senza mutare atteggiamento, si risiede e suona, ancora, con la stessa intensit\u00e0 ma senza gli effetti spettacolari tipici dei \u201cfuori programma\u201d; suona Chopin con un equilibrio e una forza che non hanno nulla di sentimentale; poi un corale bachiano insieme severo e consolante. Accade qualcosa di straordinario, perch\u00e9 il concerto si moltiplica, produce da s\u00e9 una terza parte non prevista, e tanto pi\u00f9 entusiasmante, deflagra in leggenda ancor prima di terminare (come il famoso <em>recital<\/em> di Salisburgo del 2008, divenuto poi doppio <em>album<\/em> di Deutsche Grammophon). Risulta perfino inutile tentare di incasellare brani e scelte interpretative, quando si \u00e8 coinvolti in un tale vortice di gioia collettiva, quando a imporsi \u00e8 la pura e vitale bellezza della musica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Madrid, Auditorio Nacional de M\u00fasica, Fundaci\u00f3n Scherzo &#8211; XX Ciclo de Grandes Int\u00e9rpretes Pianoforte Grigori Sokolov Johann Sebastian [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":102,"featured_media":79815,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[13367,14678,2426,13715,488,3645],"class_list":["post-79812","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-auditorio-nacional-de-musica-madrid","tag-concerti","tag-franz-schubert","tag-grigori-sokolov","tag-johann-sebastian-bach","tag-ludwig-van-beethoven"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/79812","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/102"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=79812"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/79812\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":79827,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/79812\/revisions\/79827"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/79815"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=79812"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=79812"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=79812"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}