{"id":79968,"date":"2015-03-20T10:10:58","date_gmt":"2015-03-20T09:10:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=79968"},"modified":"2016-12-06T13:26:33","modified_gmt":"2016-12-06T12:26:33","slug":"il-turco-in-italia-al-teatro-regio-di-torino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/il-turco-in-italia-al-teatro-regio-di-torino\/","title":{"rendered":"\u201cIl turco in Italia\u201d al Teatro Regio di Torino"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Torino, Teatro Regio, Stagione d\u2019opera e di balletto 2014-2015<\/em><br \/>\n<strong>\u201cIL TURCO IN ITALIA\u201d<\/strong><br \/>\nDramma buffo in due atti su libretto di Felice Romani<br \/>\nMusica<strong> Gioachino Rossini<\/strong><br \/>\n<em>Selim, principe turco<\/em> CARLO LEPORE<br \/>\n<em>Donna Fiorilla<\/em> NINO MACHAIDZE<br \/>\n<em>Don Geronio<\/em> PAOLO BORDOGNA<br \/>\n<em>Don Narciso<\/em> EDGARDO ROCHA<br \/>\n<em>Prosdocimo<\/em> SIMONE DEL SAVIO<br \/>\n<em>Zaida<\/em> SAMANTHA KORBEY<br \/>\n<em>Albazar<\/em> ENRICO IVIGLIA<br \/>\nOrchestra e Coro del Teatro Regio di Torino<br \/>\nDirettore<strong> Daniele Rustioni<\/strong><br \/>\nMaestro del coro<strong> Claudio Fenoglio<\/strong><br \/>\nMaestro al fortepiano<strong> Luca Brancaleon<\/strong><br \/>\nRegia<strong> Christopher Alden<\/strong><br \/>\nRipresa da <strong> Karolina Sofulak<\/strong><br \/>\nScene<strong> Andrew Liebermann<\/strong><br \/>\nCostumi <strong> Kaye Voyce<\/strong><br \/>\nLuci<strong> Adam Silverman<\/strong><br \/>\nRiprese da<strong> Cecile Giovansili<\/strong><br \/>\nAssistente alla regia e ai movimenti coreografici <strong> Anna Maria Bruzzese<\/strong><br \/>\n<em>Nuovo allestimento<\/em><em>, in coproduzione con Festival d&#8217;Aix-en-Provence, Op\u00e9ra de Dijon e Teatr Wielki-Polish National Opera (Varsavia)<\/em><br \/>\n<em>Torino, 15 marzo 2015<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle coproduzioni teatrali, con riprese di regia, spostamenti di teatro in teatro, passaggi di mano in mano di idee e di progetti, succede a volte che il significato di uno spettacolo &#8211; si vorrebbe dire il suo \u2018spirito\u2019 &#8211; vada smarrendosi o sia molto difficile da individuare. \u00c8 quanto accade con <em>Il turco in Italia<\/em> rossiniano nato da una triangolazione italo-franco-polacca, ora giunta a Torino; sia detto subito, perch\u00e9 non insorgano i soliti equivoci (che tanto nasceranno comunque): <strong>lo spettacolo piace moltissimo al pubblico del Teatro Regio, che si diverte, apprezza i cantanti e la loro recitazione, addirittura esalta il giovane direttore d\u2019orchestra; insomma \u00e8 un grande successo. Ma l\u2019ascoltatore che, uscendo di teatro, si domandasse quale interpretazione sia stata offerta della <em>fabula<\/em>, della vicenda (solo apparentemente bizzarra), del contrasto tra le due culture mediterranee di cui l\u2019opera si sostanzia allegramente fin dal titolo, che cosa potrebbe rispondersi?<\/strong> In casi come questi, pi\u00f9 che mai, \u00e8 necessario tenere distinta l\u2019analisi delle componenti musicali da quella dell\u2019allestimento scenico; se le prime sono complessivamente buone, il secondo \u00e8 disastroso; peggio ancora: nella sua pura formalit\u00e0 \u00e8 <em>inutile<\/em>.<br \/>\nDirettore d\u2019orchestra \u00e8 il giovane <strong>Daniele Rustioni<\/strong>, che affronta l\u2019opera rossiniana con piglio sicuro, ma esagerando talvolta nelle sonorit\u00e0 delle percussioni, con un effetto di diffusa pesantezza (sin dalla sinfonia e per tutto il I atto; appare invece pi\u00f9 brillante nel II). Il vero protagonista maschile, anche perch\u00e9 meglio valorizzato dalla regia, finisce per essere il Don Geronio di <strong>Paolo Bordogna<\/strong>, che ha personalit\u00e0 vocale e attoriale ben riconoscibile. Selim, il turco, \u00e8 impersonato da <strong>Carlo Lepore<\/strong>, che con intelligenza professionale si sforza di attutire difetti vocali ormai scoperti. Il primo tenore, Don Narciso, \u00e8 <strong>Edgardo Rocha<\/strong>, a sostituzione di un indisposto Antonino Siragusa; delicato fraseggiatore, dalla voce carezzevole, ma &#8211; forse un po\u2019 stanco dalla sera precedente, per la recita con la seconda compagnia &#8211; con poca consistenza nelle note acute. <strong>Simone Del Savio<\/strong> \u00e8 il poeta Prosdocimo, cui il libretto di Felice Romani affiderebbe un compito-chiave (se fosse rispettato, e prima di tutto capito dal regista): canta con molto garbo, con ottima dizione, senza effetti grossolani. Il secondo tenore, nella parte accessoria di Albazar, \u00e8 <strong>Enrico Iviglia<\/strong>; considerate le sue difficolt\u00e0 nel virtuosismo belcantistico, non si comprende davvero perch\u00e9 la sua aria \u201cdi sorbetto\u201d non sia stata tagliata (\u00e8 certo &#8211; tra l\u2019altro &#8211; che non sia stata neppure scritta da Rossini. Nel <em><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/2015\/03\/lucio-silla-di-mozart-alla-scala\/\">Lucio Silla<\/a> <\/em>scaligero \u00e8 stata espunta, oltre a centinaia di versi recitativi, l\u2019intera parte di un personaggio minore, pure musicata da Mozart; nel <em>Turco<\/em> del Regio si ascolta invece anche quel che non \u00e8 di Rossini, in conseguenza del pregiudizio che in un\u2019opera buffa tutto debba essere divertente, godibile, e perci\u00f2 eseguito). Protagonista femminile, la Fiorilla di <strong>Nino Machaidze<\/strong> \u00e8 il personaggio vocale meno riuscito: ed \u00e8 triste constatare come la sola avvenenza esteriore sia ragione della scelta, perch\u00e9, oltre alla voce, neppure la recitazione dell\u2019artista riesce convincente. <strong>Samantha Korbey<\/strong> \u00e8 una Zaida corretta, ma dalla vocalit\u00e0 un po\u2019 petulante.<br \/>\nI numeri musicali non procedono con il brio che si attende, in seguito a scelte direttoriali molto caute, quasi dettate da una vecchia \u201ctradizione\u201d. \u00abNon si d\u00e0 follia maggiore\u00bb, la prima aria di Fiorilla, fa rilevare la voce oscillante, l\u2019emissione malferma, gli acuti spericolati e l\u2019assenza di agilit\u00e0 della Machaidze; fortunatamente l\u2019espressivit\u00e0 del fraseggio di Lepore salva il successivo duetto. Con Bordogna la prestazione del soprano \u00e8 leggermente migliore, anche se la puntatura finale resta bruttissima. All\u2019inizio del II atto \u00e8 molto istruttivo il duetto tra i due personaggi buffi, Selim e Don Geronio, perch\u00e9 rivela gli accorgimenti che i due cantanti mettono in atto al fine di risolvere le rispettive difficolt\u00e0 vocali: Lepore con spinte di fiato e accenti caricati, Bordogna con il ricorso in maschera a un timbro che non \u00e8 il suo naturale, ma su cui ha costruito parte della carriera. L\u2019esito piace molto al pubblico, anche perch\u00e9 vi coopera l\u2019indubbia capacit\u00e0 attoriale di entrambi. Al contrario, la voce di Fiorilla nel II atto peggiora ancora: forse perch\u00e9 circondata da zingarelle, sembra quella di un\u2019Azucena imbolsita anzi tempo; nell\u2019ultima aria, che dovrebbe risuonare elegiaca e disperata (\u00abSquallida veste, e bruna\u00bb), il ricorso ad accenti che le sono del tutto estranei si traduce in acuti gridati, al limite di quel che sia tollerabile ascoltare (nel dicembre 2005 Fiorilla al Regio era un\u2019incantevole Eva Mei \u2026). Ma, come gi\u00e0 si \u00e8 detto, il pubblico applaude con entusiasmo, e alla fine festeggia tutti con molto calore; a cominciare dal <strong>Coro del Teatro Regio<\/strong>, che si destreggia assai bene nel canto e nei movimenti, grazie alla preparazione di <strong>Claudio Fenoglio<\/strong>.<br \/>\nLo spettacolo di <strong>Christopher Alden<\/strong> \u00e8 molto luminoso, sgargiante in alcune scene; ma in definitiva \u00e8 un\u2019illustrazione scialba del dramma buffo che vorrebbe reinterpretare. La scena si apre su un ambiente enorme, ogivale come l\u2019<em>hangar<\/em> di un dirigibile, chiuso sul davanti lungo tutto il palcoscenico da un cortinaggio verde; in primo piano c\u2019\u00e8 un uomo di schiena allo scrittoio (il poeta Prosdocimo), che durante la sinfonia si alza, passeggia, prende un caff\u00e8, insomma compie gesti insulsi sopra una musica degna di migliore utilizzo (o forse degna di essere semplicemente ascoltata e goduta, senza intralcio per gli occhi). Poi il cortinaggio scompare, lasciando quasi vuota l\u2019ampiezza del palcoscenico del Regio (ed ecco il primo difetto di un allestimento nato per Aix-en-Provence che deve misurarsi con un boccascena pi\u00f9 ampio); una vuotezza malamente colmata da pochi oggetti scenici e da una gigantesca polena (nel finale I e poi nel corso del II atto), che non s\u2019incastra per nulla con il resto dell\u2019allestimento. A dispetto delle migliori intenzioni che il regista professa nell\u2019intervista acclusa al programma di sala, le possibilit\u00e0 metateatrali offerte dalla parte di Prosdocimo sono del tutto trascurate; assillato dalla necessit\u00e0 di scrivere un dramma, \u00e8 infatti il poeta a dar vita all\u2019intreccio del <em>Turco in Italia<\/em>, semplicemente annotando in tempo reale quanto accade intorno a lui (ed \u00e8 finissima parodia del ruolo dello stesso librettista, che Felice Romani eredita dall\u2019omonimo modello di Caterino Mazzol\u00e0, aggiungendovi trovate originali di natura \u201crossiniana\u201d). Nello spettacolo di Alden, Prosdocimo \u00e8 un mero orpello, o peggio, un personaggio di cui il regista non sa bene che cosa fare, sebbene l\u2019allestimento si apra e si chiuda con la sua persona intenta a scrivere (il suo essere marginale si capisce prima di tutto dalla gestualit\u00e0 insignificante che gli \u00e8 riservata).<br \/>\nI costumi di <strong>Kaye Voyce<\/strong>, volendo evitare accuratamente ogni <em>clich\u00e9<\/em> turchesco, finiscono per scadere nella genericit\u00e0, e per omologare Selim a personaggio qualunque, anzi, il pi\u00f9 dimesso di tutti (\u00abMa \u00e8 un principe!\u00bb, predica invano il libretto \u2026). C\u2019\u00e8 poi un male che si abbatte quasi sempre sulle opere buffe rossiniane: credere che i caratteri, per far ridere, debbano prima o poi ritrovarsi in mutande o cambiarsi d\u2019abito di fronte al pubblico; e cos\u00ec nel I atto le zingarelle spogliano Don Geronio, mentre nel II \u00e8 il coro maschile a svestirsi per indossare gli abiti del ballo (i costumi di Maurizio Millenotti per la produzione torinese del 2005 paiono ormai un favoloso miraggio). Che un\u2019intera produzione del <em>Turco in Italia<\/em> prescinda dagli elementi esotici o &#8211; errore anche pi\u00f9 grave &#8211; da quello marino, per prediligere tavolini da caff\u00e8 di paese o sof\u00e0 piccolo-borghesi, \u00e8 indicativo della profondit\u00e0 di lettura da parte di regista e collaboratori. Altre scelte errate si abbattono sui singoli interpreti, per lo meno quelli privi di forte personalit\u00e0 artistica; \u00e8 un errore, per esempio, fare comportare come una timida mammoletta il tenore che gi\u00e0 soffre per una parte minoritaria (la gelosia che a Don Narciso attribuisce il libretto non si manifesta mai); \u00e8 un errore affidare a Fiorilla movenze seduttive grezze e volgari, come quelle che la Machaidze mette in atto, perch\u00e9 cos\u00ec la sua scelta finale di tornare presso il marito appare ancor pi\u00f9 triste e poco credibile.<br \/>\nAlden, nell\u2019intervista gi\u00e0 citata, dice che un regista dovrebbe \u00abricreare le emozioni provate dal pubblico al debutto dell\u2019opera\u00bb. A onor del vero, sul piano drammaturgico il suo <em>Turco in Italia<\/em> suscita proprio le stesse perplessit\u00e0 che l\u2019opera aveva sollevato dopo le recite scaligere del 1814, essere cio\u00e8 una ripetizione commerciale dell\u2019<em>Italiana in Algeri<\/em>. Il \u201csecondo livello\u201d della narrazione, quel \u00abpotenziale metaforico di <em>Cos\u00ec fan tutte<\/em>\u00bb di cui parla Angelo Cantoni nel suo saggio del programma di sala (<em>Dall\u2019omaggio a Mozart al metateatro: sui diversi livelli di realt\u00e0 nel <\/em>Turco in Italia) \u00e8 ancora tutto da scoprire e da valorizzare.\u00a0<em>Foto Teatro Regio di Torino<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino, Teatro Regio, Stagione d\u2019opera e di balletto 2014-2015 \u201cIL TURCO IN ITALIA\u201d Dramma buffo in due atti [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":102,"featured_media":79969,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[13775,13773,13777,849,13776,13771,4688,3660,890,6366,13772,13774,13770,1752,145,8407,430,12460,5894],"class_list":["post-79968","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-adam-silverman","tag-andrew-liebermann","tag-anna-maria-bruzzese","tag-carlo-lepore","tag-cecile-giovansili","tag-christopher-alden","tag-claudio-fenoglio","tag-daniele-rustioni","tag-edgardo-rocha","tag-enrico-iviglia","tag-karolina-sofulak","tag-kaye-voyce","tag-luca-brancaleon","tag-nino-machaidze","tag-opera-lirica","tag-orchestra-e-coro-del-teatro-regio-di-torino","tag-paolo-bordogna","tag-samantha-korbey","tag-simone-del-savio"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/79968","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/102"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=79968"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/79968\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87364,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/79968\/revisions\/87364"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/79969"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=79968"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=79968"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=79968"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}