{"id":80048,"date":"2015-03-24T12:43:33","date_gmt":"2015-03-24T11:43:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=80048"},"modified":"2015-03-24T12:43:33","modified_gmt":"2015-03-24T11:43:33","slug":"genova-teatro-carlo-felice-fedora-cast-alternativo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/genova-teatro-carlo-felice-fedora-cast-alternativo\/","title":{"rendered":"Genova, Teatro Carlo Felice: &#8220;Fedora&#8221; (cast alternativo)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Teatro Carlo Felice<\/em> <em>\u2013<\/em> <em>Stagione d\u2019Opera e Balletto 2014\/2015\u00a0\u00a0\u00a0<\/em><br \/>\n<strong>\u201cFEDORA\u201d<\/strong><br \/>\nMelodramma\u00a0 in tre atti di Arturo Colautti, dal dramma omonimo di Victorien Sardou<br \/>\nMusica di <strong>Umberto Giordano<\/strong><br \/>\n<em>La principessa Fedora Romazov <\/em>IRENE CERBONCINI<br \/>\n<em>Il conte Loris Ipanov<\/em> RUBENS PELIZZARI<br \/>\n<em>De Siriex, diplomatico<\/em> SERGIO BOLOGNA<br \/>\n<em>La contessa Olga Sukarev\u00a0 <\/em>PAOLA SANTUCCI<br \/>\n<em>Dimitri, groom <\/em>MARGHERITA ROTONDI<br \/>\n<em>Desir\u00e9, cameriere<\/em> MANUEL PIERATTELLI<br \/>\n<em>Il barone<\/em> <em>Rouvel<\/em>\u00a0ALESSANDRO FANTONI<br \/>\n<em>Cirillo, cocchiere<\/em> LUIGI RONI<br \/>\n<em>Borov, medico<\/em> CLAUDIO OTTINO<br \/>\n<em>Gretch, ufficiale di polizia<\/em> ROBERTO MAIETTA<br \/>\n<em>Lorex, chirurgo<\/em> DAVIDE MURA<br \/>\n<em>Nicola, staffiere<\/em> ALESSIO BIANCHINI<br \/>\n<em>Sergio, staffiere<\/em> ANTONIO MANNARINO<br \/>\n<em>Michele, portinaio<\/em> ALESSANDRO PASTORINO<br \/>\n<em>Boleslao Lazinski, pianista<\/em> SIRIO RESTANI<br \/>\n<em>Un piccolo savoiardo<\/em>\u00a0SEBASTIANO CARBONE<br \/>\n<em>Il vecchio Loris<\/em>\u00a0LUCA ALBERTI<br \/>\nOrchestra e Coro del Teatro Carlo Felice<br \/>\nDirettore\u00a0<strong>Valerio Galli<\/strong><br \/>\nMaestro del coro\u00a0<strong>Patrizia Priarone<\/strong><br \/>\nRegia\u00a0<strong>Rosetta Cucchi<\/strong><br \/>\nScene\u00a0<strong>Tiziano Santi<\/strong><br \/>\nCostumi\u00a0<strong>Claudia Pernigotti<\/strong><br \/>\nLuci\u00a0<strong>Luciano Novelli<\/strong><br \/>\nNuovo allestimento del Teatro Carlo Felice di Genova<br \/>\n<em>Genova, 22 marzo 2015<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un tempo opera del grande repertorio, da vari decenni ormai, sostanzialmente dal dopoguerra, <em>Fedora<\/em> viene allestita quasi esclusivamente su richiesta di qualche celebre primadonna, spesso nella fase <em>Sunset Boulevard<\/em> della parabola artistica, bramosa di cimentarsi in un ruolo da mattatrice che non solleciti pi\u00f9 di tanto il registro acutissimo. Ed infatti e<a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Fedora-Genova-marzo2015-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-large wp-image-80049 alignleft\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Fedora-Genova-marzo2015-1-512x341.jpg\" alt=\"Fedora Genova marzo2015-1\" width=\"512\" height=\"341\" \/><\/a>ntrambe le affermazioni sono confermate dagli annali del Teatro Carlo Felice: si contano ben ventuno allestimenti fra il febbraio 1899 (appena tre mesi dopo la prima assoluta al Teatro Lirico di Milano) e il 1945, poi assistiamo a un salto di undici anni (1956), dopo di che passano addirittura quarantaquattro anni prima che Mirella Freni, che ne aveva fatto un cavallo di battaglia nell\u2019ultima fase della carriera, la portasse anche a Genova nel 2000.\u00a0 Ci voleva un\u2019altra diva, genovese per di pi\u00f9, per far riaffiorare <em>Fedora<\/em> dal semi-oblio in cui \u00e8 purtroppo caduta, Daniela Dess\u00ec, la cui prova \u00e8 stata descritta in dettaglio dal collega Baracchini (<a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/2015\/03\/fedora-al-teatro-carlo-felice-di-genova\/\">qui la sua recensione<\/a>), a cui rimando anche per quanto concerne la parte visiva dello spettacolo. E genovese \u00e8 anche la Fedora del cast alternativo, <strong>Irene Cerboncini<\/strong>, che ha confermato ed anzi rafforzato l\u2019opinione positiva destata lo scorso anno nei panni di un\u2019altra ben pi\u00f9 popolare eroina nata dalle fervida immaginazione di Sardou, Tosca. La Cerboncini, gi\u00e0 interprete di <em>Fedora<\/em> al Teatro alla Scala undici anni or sono, \u00e8 tuttora nel pieno dei suoi rigogliosi mezzi vocali, possiede uno strumento da autentico lirico spinto, acuti raccolti emessi con una \u201cpunta\u201d penetrante, un registro medio-grave pastoso che le permette di fronteggiare senza problema alcuno la tessitura alquanto ibrida del ruolo (come gi\u00e0 Santuzza, creata dalla stessa Gemma Bellincioni, anche Fedora ha spesso irretito mezzosoprani in cerca di ruoli da protagonista) e di affondare nel registro di petto con gusto e senza sbracature. Particolarmente ricca di armonici si rivela la zona in cui il ruolo martella incessantemente, quella tra fa 4 e la 4, senza traccia di quello stridore che spesso comporta il battere e ribattere in questa area, e l\u2019unica nota acutissima della partitura, il do 5 al termine del secondo atto (che fra l\u2019altro<a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Fedora-Genova-marzo2015-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-large wp-image-80050\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Fedora-Genova-marzo2015-2-512x341.jpg\" alt=\"Fedora Genova marzo2015-2\" width=\"512\" height=\"341\" \/><\/a> sarebbe solo un <em>oppure <\/em>offerto dal compositore) era emessa con spavalderia, esprimendo alla perfezione quel senso di climax liberatorio che indubbiamente possiede. Nonostante <em>Fedora <\/em>venga descritta come opera verista (naturalista sarebbe definizione assai pi\u00f9 pertinente), in realt\u00e0 l\u2019enfasi posta sugli estremi emotivi \u00e8 un esercizio in psicopatologia: il soprano ligure canta in modo ineccepibile ma assai di rado appare nevrotica o pericolosa. Probabilmente si tratta di un tentativo di ipercorrezione, volto a \u201cripulire\u201d il ruolo dagli eccessi istrionici che lo hanno spesso caratterizzato, ma che ha finito per sanitizzarlo un po\u2019 troppo.<br \/>\nDecisamente rivolte verso un certo tipo di approccio veristeggiante sono al contrario l\u2019emissione e l\u2019interpretazione di <strong>Rubens Pelizzari<\/strong>, un Loris che in diversi punti richiamava alla memoria il Mario Del Monaco della celebre incisione discografica DECCA (un esempio per tutti, l\u2019identico modo di enfatizzare la prima sillaba della parola \u201cun\u2019onda di risa\u201d nel racconto di Loris del secondo atto). Voce di quelle che si suol definire \u201cgenerose\u201d, tende a cantare tutto su un perenne forte (concediamo che il ruolo non invita n\u00e9 richiede in fin dei conti troppe sottigliezze), con emissione un po\u2019 nasaleggiante nei centri e aperta in alto. Scritto per un giovane Enrico Caruso, che agli inizi della carriera non aveva acuti sicurissimi, anche il ruolo di Loris insiste sul registro centrale e in particolare nella zona del passaggio, come del resto la stragrande maggioranza delle parti tenorili composte in quel periodo storico. Per dovere di cronaca \u00e8 doveroso ricordare che Pelizzari, per l\u2019indisposizione di Fabio Armiliato la sera precedente, si \u00e8 ritrovato a cantare due recite a poche ore di distanza l\u2019una dall\u2019altra.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Fedora-Genova-marzo2015-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-80051\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Fedora-Genova-marzo2015-3-512x341.jpg\" alt=\"Fedora Genova marzo2015-3\" width=\"512\" height=\"341\" \/><\/a>Piacevolissima sorpresa l\u2019Olga di <strong>Paola Santucci,<\/strong> riuscita nella difficilissima impresa di dare un certo spessore ad un ruolo ingrato vocalmente e ancor pi\u00f9 drammaturgicamente, il cui unico scopo \u00e8 quello di allentare la tensione e di creare un\u2019oasi di spensieratezza poco prima e come contrasto alla catastrofe finale. La Santucci ha un bel timbro compatto e piuttosto scuro per un soprano lirico leggero, un\u2019emissione tecnicamente agguerrita e una presenza scenica di grande naturalezza. Tutto ci\u00f2 non le ha impedito di esser deprivata dell\u2019aria della bicicletta del terzo atto: non sar\u00e0 un momento musicalmente di prim\u2019ordine ma non ha molto senso in fin dei conti apportare tagli in un\u2019opera tanto corta.<br \/>\nConvincente anche <strong>Sergio Bologna<\/strong> nei panni di De Siriex, commosso e partecipe nel terzo atto e frivolo alla bisogna; vocalmente il ruolo non pare porre particolari problemi al baritono carrarese.<br \/>\nConsiderato il numero altissimo di ruoli secondari, ci limiteremo a menzionare il veterano <strong>Luigi Roni<\/strong> nelle vesti del cocchiere Cirillo, e la voce pura ed intonata del bambino <strong>Sebastiano Carbone<\/strong>.<br \/>\nChe <strong>Valerio Galli<\/strong> abbia una particolare affinit\u00e0 per il repertorio della Giovane Scuola \u00e8 cosa ormai appurata da tempo e le sue prove pucciniane degli ultimi anni ne sono testimonianza. Per un direttore che si avvicini a <em>Fedora<\/em> la sfida forse pi\u00f9 ardua \u00e8 quella di mantenere la tensione narrativa estremamente tesa e al contempo dare il giusto risalto alle espansioni melodiche, e pu\u00f2 sicuramente dirsi che Galli abbia trovato il giusto equilibrio: ha diretto questa musica, che &#8211; si ammetta pure &#8211; non \u00e8 immune da dislivelli qualitativi, con un fuoco continuo e costante, energizzando anche quei momenti a prima vista inerti, quale ad esempio la scena musicalmente scarna (in pratica nient\u2019altro che un lunghissimo pedale) in cui Fedora decide di scrivere la lettera, e che sfocia nel celebre intermezzo, reso dal direttore con un respiro ed una vibrazione emotiva travolgenti. <em>Foto di Marcello Orselli<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Teatro Carlo Felice \u2013 Stagione d\u2019Opera e Balletto 2014\/2015\u00a0\u00a0\u00a0 \u201cFEDORA\u201d Melodramma\u00a0 in tre atti di Arturo Colautti, dal [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":210,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[1920,13830,6924,145,4038,824,4753,13831,790,638,125,3057],"class_list":["post-80048","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-recensioni","tag-fedora","tag-irene-cerboncini","tag-luigi-roni","tag-opera-lirica","tag-paola-santucci","tag-rosetta-cucchi","tag-rubens-pelizzari","tag-sebastiano-carbone","tag-sergio-bologna","tag-teatro-carlo-felice-di-genova","tag-umberto-giordano","tag-valerio-galli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/80048","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/210"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=80048"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/80048\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=80048"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=80048"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=80048"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}