{"id":80192,"date":"2015-04-20T09:25:23","date_gmt":"2015-04-20T07:25:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=80192"},"modified":"2015-04-20T11:03:35","modified_gmt":"2015-04-20T09:03:35","slug":"dal-palcoscenico-al-management-intervista-a-simone-lolli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/dal-palcoscenico-al-management-intervista-a-simone-lolli\/","title":{"rendered":"Dal palcoscenico al management: intervista a Simone Lolli"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Gentile e affabile, \u00e8 dotato di un <em>aplomb <\/em>elegante e impeccabile. Trentacinque anni, gi\u00e0 danzatore in diverse Compagnie, tra cui quella del Teatro dell\u2019Opera di Roma, <strong>Simone Lolli<\/strong> \u00e8 il giovane Coordinatore Generale di uno dei pi\u00f9 importanti eventi dedicati alla Danza sul territorio nazionale, Il \u201cRieti Danza Festival\u201d, Concorso per giovani danzatori diretto da Piero Fasciolo e promosso dal Comune di Rieti che ogni anno, dal 1991, attira sul palcoscenico del Teatro Flavio Vespasiano i migliori talenti internazionali. Come non ricordare che a Rieti \u00e8 nata la carriera stelle della danza come Giuseppe Picone, Ambra Vallo, Letizia Giuliani, Valentina Scaglia, Matteo Levaggi, Fabio Grossi e tanti altri. Un vero trampolino di lancio.<br \/>\n<strong>Simone Lolli racconta a GBopera come due mondi apparentemente cos\u00ec distanti, quello dell\u2019arte e quello del lavoro manageriale, si possano fondere nella stessa persona e di come lo studio di un\u2019arte possa aprire tante porte nella vita. <\/strong>Non solo quella del palcoscenico, che a volte sembra la sola a essere presa in considerazione dai giovani, ma tanti mondi paralleli tutti da scoprire. E fra questi, c\u2019\u00e8 il \u201cdietro le quinte\u201d di Simone.<br \/>\n<strong>Entri a far parte del mondo della danza come ballerino. Parlaci della tua scelta di intraprendere uno studio cos\u00ec difficile e dei tuoi esordi sul palcoscenico.<\/strong><br \/>\nLa danza \u00e8 entrata nella mia vita in maniera improvvisa: avevo sei anni e i miei genitori decisero di iscrivermi alla scuola di danza locale, all\u2019epoca una delle poche attivit\u00e0 che il mio piccolo paese, Piglio (in provincia di Frosinone), offriva. Naturalmente ero l\u2019unico maschietto della scuola, che contava cinquanta bambine. Il mio Maestro si accorse subito che ero molto dotato, al punto da insistere per farmi fare il provino per la Scuola del Teatro dell\u2019Opera di Roma, allora diretta da Elisabetta Terabust. Da quel momento la mia passione aument\u00f2 sempre pi\u00f9. Ebbi la fortuna di poter studiare con maestri e coreografi di fama internazionale, come Jean Philippe Halnault, Victor Litvinov, Gabriel Poupescu, Victor Valcu, Amedeo Amodio. Gli esordi sul palcoscenico, a livello professionale, sono stati proprio quelli degli anni della Scuola, anche in seno alle recite della Compagnia come allievi aggiunti al Corpo di Ballo, oppure nelle Opere liriche. Da questo punto di vista ritengo di essere stato molto fortunato, perch\u00e9 la Signora Terabust aveva impostato la scuola come una \u201cgiovane compagnia\u201d di grande rigore accademico e forte studio.<br \/>\n<strong>Parliamo della decisione di puntare su un aspetto meno comune del mondo della danza, come il management e l\u2019organizzazione di eventi: cosa bisogna avere per \u201cinventarsi\u201d in un nuovo settore?<\/strong><br \/>\n\u00c8 noto ed \u00e8 anche normale, credo, che un danzatore, a un certo punto della sua carriera, debba \u201creinventarsi\u201d per poter proseguire a lavorare in questo settore. Il mio passaggio dalla vita di ballerino alla vita di organizzatore \u00e8 avvenuto abbastanza presto e in maniera quasi naturale, perch\u00e9 mi sono reso presto conto di essere molto attratto da questo aspetto. Dai primi spettacoli organizzati con i miei colleghi danzatori di Enti lirici (quali il Teatro dell\u2019Opera di Roma, l\u2019Arena di Verona, il Teatro San Carlo di Napoli) ho subito amato l\u2019aspetto organizzativo, il \u201cdietro le quinte\u201d, quel mondo che allo spettatore spesso non salta all\u2019occhio e, talvolta, neanche riesce a immaginare. L\u2019attivit\u00e0 di organizzatore \u00e8 difficile e importante, come quella di chi si vede in scena. Bisogna possedere ottime competenze, capacit\u00e0 nel creare vere sinergie e collaborazioni, avere delle idee sempre nuove, aprire molto la mente a nuovi orizzonti, saper lavorare in un team e, soprattutto, avere molta pazienza e determinazione. Capita spesso che si lavori un anno intero per la realizzazione di un evento di pochi giorni. Resta comunque molto importante, per me, l\u2019insegnamento, che mi d\u00e0 tantissime soddisfazioni e che non ho mai abbandonato.<br \/>\n<strong>Come hai vissuto il cambiamento di ambiente? Ti ritieni soddisfatto delle tue scelte, nonostante tu sia ancora molto giovane?<\/strong><br \/>\nIl cambiamento non \u00e8 stato traumatico. Certo, non nego che, inizialmente, abbandonare il palcoscenico come ballerino sia stato un mutamento che mi ha procurato inevitabili conseguenze (sia positive che negative) ma, allo stesso tempo, ricevevo grandissime soddisfazioni nell\u2019ambito organizzativo. Mi ritengo molto soddisfatto e penso che la realizzazione di un evento dia altrettante gratificazioni ed emozioni, anche se di natura diversa, rispetto a quelle che il palcoscenico offre a un danzatore.<br \/>\n<strong>Coordini il \u201cRieti Danza Festival\u201d, uno dei concorsi per giovani talenti pi\u00f9 importanti d\u2019Italia. Parlaci di questa esperienza.<\/strong><br \/>\nInnanzitutto devo esprimere il mio ringraziamento al Direttore artistico del Rieti Danza Festival, Piero Fasciolo, che ha creduto in me affidandomi il ruolo di coordinatore generale. Lavorare per questo importantissimo evento \u00e8 un\u2019esperienza meravigliosa che mi ha molto arricchito professionalmente. Quest\u2019anno il Festival, promosso dal Comune di Rieti, giunge alla sua XXV Edizione e festeggia le \u201cnozze d\u2019argento\u201d (28 aprile \u2013 5 maggio 2015). Le soddisfazioni ottenute in questi anni sono state molte: conoscere artisti importantissimi provenienti da grandi Enti lirici e Compagnie, creare delle collaborazioni con importanti Istituzioni, coordinare attivit\u00e0 collaterali al Festival, come le conferenze con l\u2019<em>\u00c9toile<\/em> Laura Comi e il Maestro Raffaele Paganini, la presentazione del libro di Elisabetta Terabust, realizzare stage formativi per i giovani allievi come \u201cRieti Danza Estate\u201d \u2013 Stage e Concorso Internazionale (importante appendice del Rieti Danza Festival, che quest\u2019anno giunge con grande successo alla sua III Edizione e si terr\u00e0 dal 3 al 5 Luglio 2015). Lavorare, come nel caso del RDF, in maniera scrupolosa e altamente professionale \u00e8 un ottimo stimolo per migliorare le proprie capacit\u00e0. L\u2019intento e la finalit\u00e0 del concorso sono quelle di mantenere un elevatissimo standard qualitativo: una giuria internazionale composta da giurati prestigiosi, un altissimo livello dei concorrenti, la possibilit\u00e0 di assegnare agli allievi importanti borse di studio, oltre a creare attivit\u00e0 collaterali come progetti formativi, stage, conferenze, Scuole istituzionali e altri eventi-corollario al festival.<br \/>\n<strong>Di cosa soffre la Danza in Italia, oggi, a tuo giudizio?<\/strong><br \/>\nLa danza oggi tende a soffrire della carenza di cultura, di ideali, di integrit\u00e0 e \u2012 non ultimo \u2012 di fondi. \u00c8 un peccato che molte compagnie siano costrette a chiudere (e molte lo hanno gi\u00e0 fatto da un pezzo) con la conseguenza di disilludere i giovani costringendoli ad andare all\u2019estero. Credo nell\u2019eccellenza di molte scuole italiane, dei nostri maestri e di alcuni eventi organizzati con il vero intento di promuovere la danza. Sono convinto del fatto che, soprattutto in questo difficile periodo, si debba lavorare solo ed esclusivamente all\u2019insegna della qualit\u00e0; ammiro tutte le scuole che lavorano in maniera seria, perch\u00e9 proprio l\u00ec si genera la cultura della danza e si preparano coloro che porteranno avanti quest\u2019arte.<br \/>\n<strong>Quanto sono importanti eventi come in Rieti Danza Festival per i giovani talentuosi?<\/strong><br \/>\nDare opportunit\u00e0 serie e concrete, motivare i giovani (il che non vuol dire illuderli), insegnare la danza come cultura credo sia il pi\u00f9 grande aiuto. Da diversi anni, oltre che con il Rieti Danza Festival e da tre edizioni con il Rieti Danza Estate, collaboro e sono in giuria in diversi concorsi nazionali come \u201cPoietik\u00e8 Danza\u201d di Caivano (NA) diretto da Vittorio Mazzoni e Guglielmo Schettino, \u201cArtedanza\u201d di Longiano diretto da Luna Ronchi e Heidi Pasini, \u201cAgliana Danza\u201d diretto da Elisabetta Bresci e devo dire che, con molta seriet\u00e0, questi eventi offrono importanti occasioni di confronto e di esperienza, oltre alla possibilit\u00e0 di ricevere importanti borse di studio per stage o eventi, accessi diretti in importanti accademie e altro. Insomma, sono opportunit\u00e0 che, se ben sfruttate, possono aiutare i giovani a costruire la propria carriera.<br \/>\n<strong>Prossimi progetti?<\/strong><br \/>\nI progetti sono diversi: il pi\u00f9 vicino, gi\u00e0 in fase di realizzazione, sar\u00e0 il \u201cLabro Festival\u201d diretto da Piero Fasciolo e organizzato dal Teatro Alchemico di Rieti. L\u2019evento \u00e8 promosso dal Comune di Labro in collaborazione con la Presidenza del Consiglio Regionale del Lazio, del Comune di Rieti e della Fondazione Varrone. Luna Ronchi e io cureremo il coordinamento artistico della sezione danza. All\u2019interno del programma del balletto sono previsti spettacoli di compagnie e un gala, \u201cLa Notte delle Stelle\u201d, che vedr\u00e0 esibirsi le migliori scuole italiane e ospiti. Il gala avr\u00e0 come madrina la grandissima attrice Franca Valeri, un nome di spicco nel panorama del cinema internazionale.<br \/>\n<strong>Un sogno nel cassetto?<\/strong><br \/>\nMi ritengo gi\u00e0 molto fortunato, perch\u00e9 svolgo un lavoro che mi piace e per il quale ho studiato sin da bambino. Come tutti ho molti sogni nel cassetto, ma forse il pi\u00f9 importante, a livello lavorativo, \u00e8 quello di poter continuare a vivere nel bellissimo mondo della danza.<br \/>\nE noi auguriamo a Simone Lolli che la sua importante attivit\u00e0 possa continuare a inseguire la qualit\u00e0, \u201cportando in scena\u201d i risultati di un intenso lavoro a molti sconosciuto, ma indispensabile completamento dell\u2019attivit\u00e0 artistica anche dei pi\u00f9 grandi danzatori.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gentile e affabile, \u00e8 dotato di un aplomb elegante e impeccabile. 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